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le arti visive a Roma
Nel nome del padre, Margherita Buy e Patrick Rossi Gastaldi al Quirinetta
Tuesday February 21, 2012
Due personaggi storici si confrontano in una clinica psichiatrica e cammin facendo scopriamo che parlano di noi, delle nostre paure e debolezze. Nel nome del padre di Luigi Lunari, in scena al Quirinetta a Roma fino al 26 Febbraio, raccoglie la sfida di presentare la complessità del vivere umano nelle società occidentali attraverso due soli sguardi, due soli confronti senza filtro.
Il figlio di Palmiro Togliatti, Aldo, parla estroverso alla figlia dimenticata della famiglia Kennedy, Rosemary. Lei invece è più chiusa, salvo poi scoprire che l'estroversione era solo temporanea, nasconde un dramma paragonabile al suo. Il dramma di non essere ascoltati dai propri padri, di non essere all'altezza delle loro aspettative, di non aver avuto tempo di vivere serenamente. Un essere predestinati che ha annullato l'essere inteso come esistenza. La liberazione sarà l'aver svuotato questo peso che si aveva dentro, che marciva, che non aveva trovato alcuna persona disposta semplicemente ad ascoltarti.
Sebbene lo spettacolo sia ben congeniato, con Margherita Buy nel ruolo di Rosemary e Patrick Rossi Gastaldi in quello di Aldo, presenta due personaggi veri ma sani. Il dramma da loro vissuto non li ha portati ad una distruzione del proprio Io, si sono salvati malgrado tutto. Il meccanismo presentato è molto freudiano, dove la liberazione alla fine garantisce anche la guarigione dal proprio male. Si ritorna a vivere, ad essere felici, a sognare. Il contesto nel quale si muovono è un Novecento ancorato nel secolo precedente. Lo spettacolo è una potente analisi di una realtà che ora è meno presente, soppiantata dagli aspetti della depressione e schizofrenia, decisamente più subdoli e disorientanti.
category: teatro - February 21, 2012 07:35 PM
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Riccardo Mazzoni
