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Lo scandalo del sito Cultura Italia, costato 9 milioni di euro. Ma non funziona
Wednesday February 29, 2012
Scritto da "Il Senatore"
“Molto più di un google della cultura”, annunciavano commossi ed entusiasti dal ministero dei Beni culturali, presentando CulturaItalia, portale che si ripropone di divulgare l’immenso patrimonio artistico, culturale e storico del nostro paese. Il sito è nato nel lontano 2005, ed è costato (fino a oggi) 9 milioni di euro. Tanti soldi. Però, se il portale è bello e soprattutto utile, navigabile e chiaro, potrebbero essere anche soldi ben spesi. Ma è così? Neanche per idea. L’ennesimo spreco di denaro pubblico è stato messo in evidenza ieri sera dalla trasmissione Presadiretta su Raitre, dedicata appunto allo stato della cultura italiana. Tra storie di auditorium del cinema la cui prima pietra è stata posata anni fa e che da allora nulla è stato fatto, tra tagli indiscriminati a tutto ciò che tagliabile, l’approfondimento su CulturaItalia merita un capitolo a parte.
Fate una prova, connettevi a quel sito e navigate. Volete sapere qualcosa di interessante sull’archeologia italica? Beh, chi più del nostro paese può dire la sua in questo campo, verrebbe da dire. E allora, mettetevi nei panni di un cittadino straniero innamorato dell’Italia e consultate il portale. Cliccate su “Archeologia”, quindi su “Beni archeologici”. Il più è fatto. Uno a questo punto si attenderebbe note introduttive, spiegazioni.

E invece si trova davanti alla seguente dicitura: ascia a margini rialzati Regione Marche oai:sirpac.cultura.marche.it:102698. Beh, sarà un errore, si potrebbe dire.
Guardiamo la voce numero 2, forse va meglio: freccia/puntaRegione Marche oai:sirpac.cultura.marche.it:102699.
Chissà perché veniamo reindirizzati continuamente a reperti delle Marche, ma tant’è. Stufi e senza aver capito nulla, usciamo dalla sezione e ci buttiamo sulla Letteratura. Sì, vogliamo sapere tutto delle grandi penne dei nostri connazionali che hanno dato luce all’Italia nel Mondo. Cliccata la voce “scrittori”, veniamo colti da colpo apoplettico: noi ci saremmo attesi Levi, Moravia, Calvino. E invece il portale ci sbatte in faccia Antonio Ranieri, Calpurnius Flaccus, Fredegarius, Richerus.
Basta, andiamo a spulciare tra le opere letterarie, che è meglio. Ma anche qui il super portale da 9 milioni di euro, attivo da ben 7 anni, ci delude. Quali sono le opere più note e belle che l’Italia ha partorito? Eccole: “La Francia del Sud”, di Touring Club Italiano; “Cattedrali d’Italia” (sempre del Touring club) e “Grattacielo Pirelli Un capolavoro di Gio Ponti per la Lombardia”. Sì, opere letterarie. Così dice il sito del Ministero dei Beni culturali che vuole promuovere l’immenso patrimonio italiano.
Un abominio, un sito inutile che ricorda un catalogo da biblioteca messo in disordine, senza capo né coda. Uno spreco di soldi che in sette anni non è riuscito a produrre qualcosa di digeribile e consultabile. Un’occasione persa, uno spreco evidente. Ennesima pessima figura, del tutto evitabile.
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February 29, 2012 10:45 AM [edited: February 29, 2012 10:46 AM]
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Lorenzo Paci
