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LA COSA PIU' COMPLICATA E' L'ONESTA'

Io sono un grande fautore della parola compromesso, oggi tanto disprezzata. Compromesso, secondo alcuni, vuol dire non essere onesti, mancare di ideali, nel mio vocabolario invece è sinonimo di vita. Non ci può essere una vita senza scendere a compromessi e l'opposto di compromesso è fanatismo. Incontrarsi a metà strada non significa capitolare, porgere l'altra guancia, ma cercare di accettare le ragioni dell'altro. Il compromesso si estende a tutte le cose della vita, dal matrimonio ai conflitti tra vicini piccoli e grandi, fino a quello tra israeliani e palestinesi. Entrambe le parti devono accettare un compromesso a denti stretti, questa è l'unica soluzione.

Amos Oz


Un giorno vecchio serpente incontrò un bimbo,   voleva arrampicarsi in alto sulla collina per dare un ultimo sguardo al tramonto  prima di passare a miglior vita. Approfittando dell'incontro  implorò il ragazzino di prenderlo in braccio, con i suoi mezzi  non ce l’avrebbe mai  fatta.

"Non sono uno stupido” rispose il bambino,
“ Sei un serpente velenoso  e potresti uccidermi con il tuo morso”
"Ma dai …. ti giuro solennemente che non lo farò, Tutt'altro! Ti sarei immensamente grato”

Così il bambino convinto dalle promesse del serpente, se lo caricò in braccio e lo condusse sano e salvo in cima alla collina. Dall'alto,   il calare del sole era come al solito  bellissimo, lo ammirarono sdraiati vicini sull'erba, poi il serpente chiese  di essere riportato in basso.
“ Sono vecchio e stanco per favore  riportami dove mi hai preso”.
Il bimbo lo riprese  nuovamente in braccio accostandolo al petto ben attento a non farlo cadere. Giunto a destinazione lo adagiò con cura nella sua dimora, gli diede da mangiare e da bere e quindi, lo salutò. L’indomani il serpente si fece avanti con una nuova richiesta:
“ Bravo bambino, sono molto vecchio e sto per morire, mi condurresti nel bosco in cui sono nato?
Il bambino fiducioso per l’esperienza del giorno precedente, lo prese nuovamente in braccio, lo portò nel bosco, ma prima di posarlo nuovamente  a terra il serpente lo morse sul petto.
Piangendo il bimbo grido:
“ Perché, mi ha fatto questo, perché mi uccidi?


“ E’ inutile che piangi “ disse il serpente sibilando, “Sapevi benissimo chi ero quando mi raccogliesti”

Certo non si può affermare che il serpente fosse  stato inautentico, alla fine  dei conti aveva rivelato la sua vera  natura. Al pari del serpente, ci sono molte persone che appellandosi all’obbligo della trasparenza e dell’autenticità, non si curano minimamente di arrecare danno e dolore con  l'insensibilità delle loro parole e delle loro azioni.  Sono stati sinceri, hanno detto quello  che pensavano e questo secondo il loro punto di vista, li assolve. Tuttavia il dubbio rimane; si   tratta  di onestà o di autenticità? Sono costoro dei disonesti autenticamente malvagi ? Oppure degli incoscienti perfettamente onesti? In cosa l’onestà differisce dall’autenticità?

Probabilmente ciò che la maggior parte di noi intende per: " essere onesti o, "essere se stessi", è un doppio atto di disonestà e di  inganno. Inganniamo costantemente noi stessi e gli altri, senza saperlo, ci portiamo sulle spalle un grosso fardello di illusioni ed errori di valutazione  che alimentano un considerevole bagaglio di  recriminazioni, giudizi e accuse a cui si aggiungono le spessissimo  le problematiche irrisolte con le persone significative del nostro passato.

Saturi di emozioni negative e confusione  si finisce con  il perdere il controllo  per un nonnulla, e in uno stato di  incoscienza totale, si  scarica facilmente  sugli altri, quel mare di tossine non identificate a cui  solitamente viene dato il nome di “proiezioni”.

Siamo generalmente inconsapevoli dei veleni accumulati, e quando decidiamo di essere “onesti” con gli altri, ciò che spesso ne risulta  è una paccottiglia di accuse caotiche, di recriminazioni, di ricordi parziali trasferiti in modo apparentemente razionale ma spesso  sarcastico, condiscendente o violento,  volto a mettere l’altro sotto tiro facendolo sentire inferiore e privo di valore.

A quel punto possiamo mentire a noi stessi dicendoci: “ Sono stato onesto”, e mentiamo anche agli altri pretendo di essere stati onesti. Quanta violenza, quante aggressioni, abusi, modi rudi e volgari vengono razionalizzati e sdoganati come onesta e autenticità?

Credo che niente possa essere così distante dalla verità! E’ sicuramente vero, che non possiamo essere onesti con gli altri, più di quanto siamo in grado di esserlo con noi stessi. La prima persona con la quale dovremmo iniziare un rapporto più trasparente e genuino siamo noi. E’ verso di  noi  che abbiamo l’obbligo morale primario dell’onestà.

Dovremmo cominciare a praticare  l’onestà all'interno dei nostri confini  prima di lanciarci sugli altri,  solo a quel punto avremmo l’occasione di intraprendere una autentica auto-scoperta. Ci renderemmo conto per esempio, che i nostri sentimenti verso una data persona possono essere  ambivalenti e complessi, e approfittare dell'opportunità di approfondirli da soli o con l’aiuto di qualcuno di cui ci fidiamo.  Potremmo esplorarli in privato, conoscerli meglio, prima di scaricarli sul malcapitato di turno, vomitandogli addosso, colpendolo con una lunga serie di recriminazioni armati del consueto  atteggiamento arrogante di chi si crede in diritto di  bacchettare, giudicare colpire e offendere.

Ciò consentirebbe ai sentimenti di sgorgare direttamente dal cuore, e a quel punto saremmo veramente onesti. Viviamo in un mondo molto diverso da quello dei nostri antenati se così fosse stato avremmo avuto molti meno problemi con l’onestà. L’autenticità dei sentimenti  avrebbe  caratterizzato la nostra espressione in modo naturale poiché  funzionale  al  nostro autentico Sé, piuttosto che a vantaggio del  falso Sé che abbiamo  dovuto innalzare  come barriera difensiva nei confronti di un mondo ingiusto, disumano e malato.

Dal momento in cui tutti noi abbiamo sperimentato mancanze, abusi e ferite a cominciare da quando siamo nati, quando nostra madre ha fallito nel soddisfare i nostri bisogni primari, perché incapace di riconoscerli, dobbiamo essere molto cauti quando parliamo di “Essere onesti”, piuttosto dovremmo  scegliere con cura cosa, come, quando esprimere  in dei  nostri pensieri e dei nostri sentimenti.

Ci sono innumerevoli situazioni, in cui è molto più saggio trattenerci dal rivelare certe informazioni  mantenendo i nostri sentimenti e le nostre fantasie per noi stessi. Ci sono altre situazioni invece, specie quelle con persone con cui abbiamo una relazione intima, dove questa riservatezza rischia di essere inappropriata e deludente.

La strada delle relazioni è difficilissima, non ci sono ricette preconfezionate, si procede per tentativi ed errori nella conoscenza di noi e dell’altro, umiltà  e prudenza si rivelano spessissimo i nostri migliori alleati.

testo e opera di
A.Iurilli Duhamel

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5 MAGGIO

Il 5 maggio non è solo la data della conversione di Napoleone Bonaparte al cattolicesimo avvenuta prima della sua morte, nota per aver commosso  Alessandro Manzoni,  tanto da ispiragli  i famosi versi con i quali tutti abbiamo fatto i conti sui banchi di scuola.

Il 5 Maggio, è anche una triste data; ci ricorda come i casi dei pedofilia siano in netto aumento  tanto da  aver  istituito la giornata mondiale contro la pedofilia. Viene celebrata oggi, ma sarebbe meglio ricordare tutti i giorni, che  ogni anno,  oltre sette milioni di bambini sono molestati, violentati e uccisi .

Dopo le donne, i bambini sono diventati carne di primo taglio per i media, che hanno fiutato nel crescente trend un aumento di profitti.  Proprio in questi ultimi giorni,  mi ha colpito il video della nipote della famosa  modella  brasiliana Bunchen, una bimba di 5 anni presunta stilista e  creatrice di una una linea di capi per bambini. La grande montatura commerciale  è equipaggiata da un video dove la bimba assume pose ammiccanti degne di una ninfetta.

Di certo non è colpa della bimba, sappiamo però  come certe provocazioni siano cibo prelibato per certe categorie di osservatori. La  pedofilia non è certo generata dall’atteggiamento seppure   lontanamente o giocosamente provocante di un bambino,  il bambino   anche quando si  muove in maniera seduttiva  rimane ugualmente un bambino,  il che vuol dire : sessualmente immaturo  e pertanto incapace di rispondere alle avances e alla relazione sessuale con un adulto. I media ci propinano sempre più spesso bimbe dal volto truccato ad arte  in pose provocanti, creando nell’immaginario collettivo dei modelli di sfruttamento sessuale minorille.

Le nostre autorità non intervengono su questo tipo di abuso da parte dei media, mentre un esempio interessante  viene  dagli inglesi i quali hanno dimostrato di essere in grado di applicare  norme severe  nei confronti di questa   confusione alla quale  ci si è da tempo  abituati.

Ricordo la foto di Nobuyoshy Araki, realizzate per la campagna pubblicitaria della ditta di mosaici Bisazza  di Vicenza. Una foto che secondo  l’Authority rappresentava una geisha sdraiata sui noti mosaici,  e pertanto suggeriva una violenza  appena commessa o in procinto di essere commessa, anche se nessuno  avrebbe potuto considerarla considerarla  volgare,  era persino vestita di tutto punto,   il commento delle autorità competenti è fu  chiaro: la donna raffigurata era legata secondo una disciplina giapponese chiamata Kimbaku, nella sua espressione trapelava turbamento e la posa era sottomessa. In Italia invece,  Bisazza si è potuta servire delle immagini senza problema.

Altrettanto interessante fu il caso dell’immagine di Brook Shields la famosa "Pretty Baby". , Scotland Yard ritenne  senza ombra di dubbio che la bimba somigliava ad una provocante ninfetta e dunque costituiva un incitamento alla pedofilia. D’altronde la foto all’epoca fu utilizzata per la pubblicazione  Sugar’n'Spice di Playboy  nel 1975 e dunque non fu un caso .

Anche la foto di  Nan Goldin, “Eddae Klara danzatrici del ventre” attualmente proprietà di sir Elton John,, subirono  lo stesso trattamento da parte dell’Autority, La foto fu rimossa perché ritenuta indecente, e  a prescindere dal fatto che certe immagini possano essere prodotte con finalità artistiche e non commerciali, secondo le norme vigenti in Inghilterra, le foto di bimbi specialmente nudi e manipolati sono sono ritenute illegali.

Certamente è auspicabile che la libertà di espressione venga  sempre tutelata in campo artistico ma non è possibile continuare a pensare che il senso comune e la morale debbano restare fuori dalla porta a favore di una logica che  a mio avviso è più di mercato che a favore dell’Arte e della vita.

Che Dio protegga  tutti i bambini, la loro infanzia e la loro innocenza.

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UN NUOVO SITO PER ALPHONSE MUCHA

La fondazione Mucha, ha appena inaugurato il nuovo sito dedicato di Alphonse Muchà, noto al grande pubblico per i suoi famosi affiche ma di fatto autore di una produzione artistica che va ben oltre.

Il sito documenta ampiamente tutta la sua produzione artistica dedicando una attenzione particolare al monumentale  "Slav Epic".

La Fondazione Muchà fu intrapresa dalla famiglia dopo la sua morte per curare e preservare  l'enorme patrimonio artistico, questo nuovo sito  si presenta come un compendio estremamente articolato di quanto già è presente in rete.

Nota simpatica, è la possibilità di scaricare gratuitamente tavole da  colorare.


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QUELLO CHE DEVE ESSERE DETTO

Gunter Grass il premio Nobel per la letteratura, non è gradito ai suoi connazionali tedeschi per il semplice fatto che finalmente ha parlato. Gli era stato detto di tacere dal momento che ogni commento sui piani nucleari di Israele avrebbe potuto essere tacciato di antisemitismo, ma l’indomabile poeta ha rotto il silenzio sperando che il suo ultimo poema : “ Quello che deve essere detto”, sarà di incoraggiamento anche per coloro che sino ad ora non hanno avuto il coraggio di parlare e prendere una posizione nei confronti della politica di Israele.

Il poema antibellico di Gunter Grass Rappresenta un esempio di quella tendenza che lo storico tedesco definisce “Proiezione esonerante”, vale a dire la relativizzazione dell’Olocausto mediante l’implicita equazione Isrele=Nazismo. La protesta di Grass tiene conto anche dell’accordo che Germania ha appena stretto con Israele per la vendita del sesto sottomarino Dolphin, il che renderà i tedeschi complici di un crimimine ben immaginabile.

Per questo Grass ha rotto il silenzio a con quella che lui definisce “ la mia ultima goccia di inchiostro” evidenziando che queste sarebbero state le sue ultime parole. In questo poema in il poeta immagina se stesso nel suo come un adolescente che sopravvive all’attacco nucleare di Israele nei confronti dell’Iran, ha scatenato furiose reazioni tanto in Germania quanto in Israele.

Il Consiglio centrale ebraico tedesco, per voce del suo presidente Dieter Graumann, ha detto: il suo è stato definito ”un pamphlet aggressivo”, che demonizza Israele ed affermare che lo stato ebraico mette a repentaglio la già fragile pace mondiale — è un atto irresponsabile e capovolge la realtà delle cose. Per il presidente del Consiglio ebraico non è Israele a minacciare la pace, ma l’Iran, il cui regime opprime il suo popolo e finanzia il terrorismo internazionale.

Altrettanto dura la risposta dell’ambasciatore israeliano in Germania, Emmanuel Nahshon, che sulla homepage della rappresentanza diplomatica scrive che fa parte della tradizione europea “accusare gli ebrei di uccisioni rituali nell’imminenza della festa del Pessach. In passato erano i bambini cristiani, con gli ebrei accusati di usare il loro sangue per fare il pane azzimo, oggi e’ il popolo iraniano, che lo Stato ebraico vorrebbe cancellare”. Reazione pesante anche da parte del presidente della Commissione Esteri del Bundestag, Ruprecht Polenz (Cdu), secondo il quale “Grass è un grande scrittore, ma ogni volta che parla di politica ha difficoltà e sbaglia sovente, questa volta ha sbagliato di grosso”.

Da qui il divieto: Günter Grass non potrà più entrare nel Paese. Divieto che si basa su una legge che permette di impedire l’accesso in Israele a chi ha aderito al nazismo. E Grass a 17 anni lo aveva fatto. Si allunga, dunque, la lista degli intellettuali non graditi in Israele. Insieme a Grass, infatti, vi sono: Noam CHomsky, Norman Finkelstein, Ivan Prado, Peter Hounam.

Grass, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1999, è sempre stato schierato politicamente a sinistra, e si è battuto spesso per la difesa dei diritti umani, nonostante la partecipazione, come volontario dell’esercito nazista, alla II guerra mondiale. Per questo, le sue parole non potevano che essere un invito alla pace.

Un sostegno al premio Nobel è invece arrivato dalla Linke, il cui deputato Wolfgang Gehrcke ha spiegato che “Grass ha ragione” ed ha mostrato “il coraggio di dire cose che continuano ad essere taciute”.

QUELLO CHE DEVE ESSERE DETTO – di Günter Grass

Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt´al più le note a margine.
E´ l´affermato diritto al decisivo attacco preventivo che potrebbe cancellare il popolo iraniano soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo organizzato, perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un´atomica.

E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l´altro paese,
in cui da anni — anche se coperto da segreto -
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?

Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d´uso corrente.
Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi, di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se con lingua svelta la si dichiara «riparazione», dovrebbe essere consegnato a Israele un altro sommergibile, la cui specialità consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l´esistenza di un´unica bomba atomica non è provata ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio, dico quello che deve essere detto.

Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d´Israele
al quale sono e voglio restare legato
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l´ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi; anche perché noi — come tedeschi con sufficienti colpe a carico – potremmo diventare fornitori di un crimine prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.

E lo ammetto: non taccio più
perché dell´ipocrisia dell´Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un´istanza internazionale.

Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d´uscita, e in fin dei conti anche per noi.

(Traduzione di Claudio Groff)

Antonella Iurilli Duhamel

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