| HOME | PORTFOLIO | BIO | BLOG | WALL | FAVOURITES | CONTACT |
EMISTE | blog
_for art lovers
_tesori da ri-scoprire: TRIESTE - La più bella fra le città snobbate dai turisti
Wednesday February 22, 2012
Trieste è la più bella fra le destinazioni snobbate dai turisti. Parola di Lonely Planet, il colosso delle guide per viaggiatori indipendenti.
La casa editrice ha infatti recentemente messo il capoluogo del Friuli Venezia Giulia in cima alla lista dei luoghi assolutamente da vedere fra quelli ancora rimasti fuori dai sentieri battuti dal turismo di massa.
Alcuni posti rimangono costantemente fuori dalle mete convenzionali, nonostante le meraviglie che avrebbero da offrire. Ecco qui di seguito la lista delle prime dieci posizioni.
1. Trieste, Italia
Perché questa atipica città italiana non si trova in testa a una classifica di luoghi da non perdere? Trieste è un melting pot culturale che si estende su una lingua di terra che si affaccia sul mare, a ridosso della Slovenia. Fu il porto principale dell'Impero Austro-ungarico e tuttora conserva un'aura affascinante del passato. James Joyce, che risedette in questa città, cominciò a scrivere l'Ulisse proprio qui e non a Dublino. Trieste è una città che trabocca della magnificenza asburgica, dai caffé viennesi, alla cucina mitteleuropea, al suo ampio lungomare in stile neoclassico.
2. Arras, Francia
Con le sue due piazze fiammingo-spagnole, fiancheggiate da 155 casette che sembrano fatte di pan di zenzero, Arras è una vera sorpresa in un angolo spesso dimenticato della Francia settentrionale. Varrebbe la pena pianificare una tappa di un giorno in questa città, per poterne ammirare l'impronta architettonica del XVII e XVIII secolo, per salire sulla sua elegante torre civica da cui godere del panorama e per girovagare tra gli straordinari cunicoli sotterranei della città, lunghi ben 22 km, utilizzati dai soldati durante la prima guerra mondiale.
3. Gujarat, India
Lo stato del Gujarat nell'India nord-occidentale non compare negli itinerari di molti viaggiatori, ma senza dubbio merita di essere esplorato. Oltre ad un'accoglienza cordiale, sperimenterai un fascino fuori dal comune: l'isola di Diu, dall'atmosfera rilassata ed ex colonia portoghese; la città di Bhuj, con un suggestivo palazzo in rovina e i vicini villaggi artigianali; le surreali paludi salmastre di Little Rann of Kutch, popolate da fenicotteri e khur (asini selvatici indiani).
4. Chóngqìng, Cina
Spesso trascurata a vantaggio del vicino Sichuan, la città di Chóngqìng, caratteristica per la sua posizione maestosa sul Fiume Azzurro ed il cibo tanto speziato da togliere il fiato, merita maggiore attenzione. Il paesaggio urbano futuristico tipico della Cina moderna contrasta con la confusione delle vecchie barche attraccate al molo e con l'esercito chiassoso di facchini che appendono le merci su robuste aste di bambù, trasportando qualsiasi cosa sulle colline scoscese della città.
5. Aberdeen, Scozia
La cittadina granitica di Aberdeen è sede di una grandiosa università fondata nel XV secolo presso la King's Chapel; è fronteggiata da una lunga spiaggia sabbiosa ed ospita il pittoresco villaggio di pescatori di Footdee. Spingendosi oltre questa cittadina austera e splendente, puoi prendere un treno che ti conduce in un viaggio da sogno lungo la costa per andare a vedere il castello di Dunnottar, il maestoso rudere a picco sul mare dove Franco Zeffirelli girò Amleto.
6. Utrecht, Paesi Bassi
Forse è il richiamo di Amsterdam che spinge la gente a dimenticarsi di Utrecht. Qualunque sia la ragione, questa graziosa città è stranamente poco visitata. La città vecchia è circondata da un canale medievale, su cui si possono fare gite in battello per visitare gli animati pontili della città. Costruiti per collegare il canale alle imponenti case di Utrecht, questi spazi unici oggi pullulano di caffé, negozi, ristoranti e bar.
7. Meknès, Marocco
Tutti conoscono Marrakesh e Fès, ma chi trova il tempo per far tappa nella meno nota Meknès? In misura minore rispetto alle sorelle più famose, quest'antica città imperiale è caratterizzata da un'atmosfera dimessa e rilassata, ma anche da una ricchezza architettonica e culturale che comprende 45 km di mura, circa 50 palazzi e le rovine romane di Volubilis sulla sommità dell'altipiano nelle vicinanze.
8. Helsinki, Finlandia
La piccola capitale finlandese, la città più a nord dell'Europa continentale, si affaccia sullo scintillante Mar Baltico e molti dei suoi più importanti luoghi turistici si trovano sulle isole, come la fortezza del XVIII secolo di Suomenlinna. Questa capitale modesta ma carismatica conserva splendidi palazzi art nouveau e ristoranti anni '30 ed è incredibilmente pulita, ordinata e ben organizzata. Si anima quando il sole splende - e quasi tutta la notte da giugno ad agosto.
9. Jerez de la Frontera, Spagna
Non fa quasi mai freddo, ed è sempre il momento giusto per abbronzarsi e fare vita di mare, in questa deliziosa e poco visitata città andalusa, nota soprattutto per la produzione di sherry. Non mancano le chiese eleganti, c'è un'imponente cittadella e svariate bodega nelle quali gustare le delizie della produzione locale. Il flamenco è uno dei miti locali: se cerchi un posto in Spagna per ammirare quest'arte, beh, lo hai trovato.
10. Takayama, Giappone
Sarà la gente del posto a consigliarti di esplorare il lato meno noto dell'isola di Honshu, affinché tu possa conoscere l'atmosfera del vecchio Giappone. Ti accorgerai così dell'esistenza di Takayama, una cittadina ricca di mercati animati, locali per il sakè e templi sulle colline. Nelle vicinanze si trova il villaggio storico di Shirakawa-go, famoso per le sue case dai tetti di paglia fortemente spioventi e una campagna che ricorda gli antichi dipinti giapponesi.
Nelle immagini vedute di Trieste
Info tratte da www.lavocedelnordest.it e www.lonelyplanetitalia.it

category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - February 22, 2012 08:00 PM [edited: February 23, 2012 09:31 AM]
link | permalink | comments (4)
_tesori da ri-scoprire: l’incredibile storia dell'ex CHIESA di SANT’ANDREA APOSTOLO del XIVsec. di Villa D’Adda – Intervista a uno dei proprietari
Thursday December 15, 2011
Si, intervista ad uno dei proprietari,
La chiesta ha vissuto in totale abbandono per
secoli, rischiando addirittura la demolizione, fino all’acquisto degli attuali
proprietari.
Edificata tra il 1454 e il 1469, l’edificio è in
pietra di arenaria ed ha un’impostazione tardo gotica, caratterizzata da
un’unica navata, divisa in quattro campate da imponenti archi a sesto
semi-acuto.
Con l’imponente restauro da loro finanziato sono state riportate alla luce numerevoli testimonianze artistiche-archeologice, dalle sepolture del VII/VIIIsec. d.C., fino ai cicli pittorici del XIV/XV sec. e al consolidamento dei decori barocchi.
La prima
domanda che sorge spontanea è: com’è nata l’idea di comprare una chiesa?
In realtà non si è trattato di comprare una
Chiesa, mio padre è originario di Villa D’Adda ed è molto legato alle sue
origini. Voleva da tempo avere qualcosa che lo legasse al suo paese e alla sua
storia.
La chiesa fa parte di uno degli ultimi “borghi” rimasti in decadenza e abbandonati da tempo, fino a quando abbiamo deciso di comprarlo nel complesso, visto che le case hanno muri in condivisione con la chiesa.
La chiesa
in che stato di conservazione era?
Era in totale abbandono, se si pensa che fino a
poco prima del nostro arrivo la chiesa era utilizzata come discarica per i
rifiuti ingombranti del paese.
Non c’era il pavimento, era tutto marcio. Il cotto che si trova nella navata centrale è stato inserito con il nostro restauro.
Prima di
entrare nell’ambito del restauro, ripercorriamo la storia della chiesa: quando
è stata sconsacrata?
La chiesa è stata sconsacrata all’incirca nel 1940,
non ricordo con precisione la data.
In curia non abbiamo ritrovato il documento che
ne attesta la sconsacrazione, ma abbiamo trovato l’atto che ne approva la
demolizione, l’avevano sconsacrata e avevano dato l’obbligo di demolirla preservando solo il presbiterio.
Fortunatamente gli edifici intorno alla chiesa
erano abitati da contadini, tutti avevano i campi, e avere un edificio enorme
a disposizione da utilizzare ha impedito l’attualizzazione della demolizione.
Quindi per un periodo che va dagli anni ’40 fino agli anni ’70 circa divenne il granaio di questo borgo. Nello stesso periodo scoppiò anche un incendio che bruciò in parte il tetto, ma gli stessi contadini lo ricostruirono per poter continuare ad utilizzare l’edificio.
Oggi ci
troviamo di fronte ad una chiesa dove si mescolano molteplici stili artistici.
Partiamo dagli affreschi quattrocenteschi: al vostro arrivo si vedevano?
No, inizialmente erano ricoperti da uno strato
di intonaco arancione che venne posizionato per svariati motivi, dalla peste al
cambio di gusto artistico nei secoli. In parte si può ancora vedere nelle
pareti ai lati del portone principale che devono essere ancora restaurate.
Nonostante l’intonaco qualcosa si riusciva ad
intravedere, e qualcuno si era già accorto di questi affreschi.
Se osservi, nella parete destra c’è una grossa lacuna quadrata tra i santi del ciclo pittorico, lì dal restauro è emerso che vi era dipinta una Madonna col bambino, ma sapientemente rimossa e trafugata. Da alcune testimonianze raccolte si pensa che adesso si trovi in Toscana. Allo stesso modo sono stati rimossi anche i quattro affreschi delle pareti laterali dell’altare.
In ogni
caso son rimaste molte parti affrescate, e si nota anche una certa differenza
nei vari stili artistici che la chiesa ha incontrato nei secoli.
Fortunatamente si, tieni presente che la pianta
originaria della chiesa attuale è del 1100, quindi c’è stata una
sovrapposizione di stili. In alcuni casi si notano anche affreschi sovrapposti,
in altri si scoprono interessanti dettagli, come in questa “Madonna in trono e
Santi”, dove si può leggere chi l’ha commissionato e la data, il 13 dicembre 1511,
quindi questo mese compirà 500 anni (vedi foto a fine articolo).
Gli stucchi delle volte delle cappelle laterali
invece sono di epoca barocca; questi si sono ben conservati, a differenza degli
affreschi delle pareti sottostanti, che a causa delle grosse infiltrazioni sono
stati fortemente danneggiati, staccandosi e facendo emergere la sinopia originale.
Al nostro arrivo, nel presbiterio, bellissimo
nella sua forma troncoconica che da maggior profondità scenica all’altare, gli
affreschi della volta erano staccati di una spanna dal soffitto, ci chiediamo
tutt’ora come abbiano resistito senza cadere e sbriciolarsi al suolo, ma grazie
al tempestivo restauro si sono potuti recuperare.

Immagini della facciata prima – durante e dopo il restauro
Il pavimento durante il restauro con le numerose tombe scoperchiate
La
scoperta delle sepolture altomedioevali com’è avvenuta?
Nei secoli la chiesa è stata ampliata, e sotto
ad essa c’erano già queste tombe del VII/VIIIsec. d.C., alto medioevali
paleocristiane, che però originariamente erano esterne alla chiesa.
L’allungamento e l’ampliamento della chiesa ha
fatto sì che le tombe venissero inglobate nel pavimento senza neanche toccarle,
danneggiando solo quelle che intralciavano la costruzione delle fondamenta del
nuovo muro perimetrale dell’edificio.
La recente scoperta delle sepolture è avvenuta
invece in modo casuale: durante i lavori di consolidamento è arrivata
Da lì siamo partiti con i lavori, e abbiamo trovato 25 tombe, strutturate anche in modo diverso in base al rango del deceduto.
Son stati
recuperati corpi o ossa all’interno di queste tombe?
Tutte le sepolture erano interge e quindi sono state recuperate tutte le salme, e in alcune abbiamo trovato anche più di una salma. Le abbiamo poi donate all’Istituto di Medicina Legale di Milano, sotto la supervisione della dottoressa Cattaneo. Di una delle salme rinvenute in una delle tombe più importanti è stato ricostruito il volto, che ora è in esposizione itinerante come“L’uomo di Villa D’Adda”.
Scendendo
sotto il pavimento nel piano interrato cosa troviamo invece?
Come prima cosa troviamo una piccola fossa comune dove venivano accumulate le ossa di precedenti sepolture o provenienti da cumuli vari. Procedendo, invece, troviamo una seconda parte di sepolture, tombe del 1600/1700, vere e proprie camere mortuarie, dove venivano seppelliti i preti e i notabili del paese, in un ambiente molto articolato che si espande fin sotto l’altare. Qui in totale abbiamo rinvenuto 21 tombe.

Interno della chiesa – visione frontale dell’abside
Vedendo la
chiesa oggi dopo il restauro sembrano storie assurde, mi domando se la curia
non si rendesse conto del valore artistico e storico di questo edificio
La curia ha dato il via libera alla demolizione
perché non riteneva che all’interno dell’edificio ci fosse alcuna opera d’arte
di valore che valesse la pena di essere conservata. Ovviamente era anche una
scelta politica, visto che a Villa D’Adda ci sono moltissime chiese.
Questa è stata la chiesa parrocchiale fino al 1700 circa, dopodiché la disposizione urbana del paese si decentrò verso il nuovo centro abitativo, dove fu deciso di costruire una nuova parrocchia. Tali decisioni furono la causa del suo progressivo abbandono, arrivando anche a smantellare il campanile per poter costruire quello nuovo.
Oggi alle pareti troviamo appese alcune stampe/riproduzioni delle tele che erano presenti nella chiesa, le originali dove son custodite?
Abbiamo stampato le immagini che rappresentano le opere che erano presenti nella chiesa per dare un'idea di come poteva presentarsi la parrocchia. Le tele riprodotte nelle cappelle laterali e ai lati del portone centrale ora si trovano nella Chiesa parrocchiale del paese, mentre il bellissimo polittico ligneo dell’altare è ora conservato al Museo Diocesano di Bergamo.
Fino ad
oggi il restauro quanto è durato?
All’incirca un paio d’anni, un tempo abbastanza
lungo se consideriamo che molto di esso è stato impiegato dagli archeologi che
hanno lavorato con pennello e paletta nella zona delle catacombe.
Ora il restauro interno della chiesa si è fermato, ma non è ancora terminato. Il cantiere si è spostato sugli edifici esterni del borgo, anch’essi in pessime condizioni.
Avete avuto qualche contributo dallo stato? Visto e considerato che sarà stato un notevole restauro
No, abbiamo finanziato il tutto in forma privata. L’unico contributo abbiamo avuto è il recupero dell’8% di detrazioni sulle tasse che paghi per il restauro in quell’anno.
Lo spazio
al momento come viene utilizzato? È visitabile?
Noi abbiamo organizzato concerti di musica
classica, abbiamo avuto anche l’onore di aver organizzato un concerto con uno
Stradivari.
Al momento viene utilizzato anche dalla ProLoco
locale come sede riunioni visto che mio padre ne è il presidente.
Ora la chiesa è stata inserita nei monumenti
storici del patrimonio nazionale, e per obbligo deve essere aperta al pubblico
almeno una volta l’anno. Ogni primo sabato del mese alle ore 14.00 circa mio
padre fa la visita guidata a tutto il sito, una visita che dura circa due ore.
Sono venute Rappresentanze di ProLoco varie,
Per vostro
padre che cercava qualcosa di storico di Villa D’Adda deve essere stata una
bellissima sorpresa
Un ringraziamento speciale a Gabriele Biffi
Ex CHIESA DI SANT'ANDREA APOSTOLO Via Sant'Andrea, VILLA D'ADDA -BG-
ORARI: aperta il primo sabato di tutti i mesi dalle 14.00 alle 18.00 - visita guidata gratuita alle ore 14.15
In alto a sinistra: dettaglio del ciclo pittorico del XVsec. con una Madonna allattante in trono e santo.

Interno della chiesa – visione dell’abside e della cappella destra della navata

Dettaglio del ciclo pittorico del XVsec. – Si riconosce al centro San Francesco (?) e a destra Santo Stefano

La zona delle sepolture del VII/VIII sec. d.C.

Dettaglio dei decori barocchi della cappella destra laterale della navata

L’affresco datato 13 dicembre 1511 con la Madonna in trono e Santa Caterina d’Alessandria (a sinistra con la ruota dentata) e Santa Margherita (a destra con il drago)

Le tombe del 1600/1700 sotto il pavimento della chiesa
Un ringraziamento anche a Carola Salvi e Serena Mini
Foto in parte tratte da ecodibergamo.it – arsaedificandi.com –
damianiengineering.it
share
category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - December 15, 2011 05:20 PM [edited: December 19, 2011 10:18 PM]
link | permalink | comments (5)
_tesori da ri-scoprire: Sondaggio Inglese: I MIGLIORI PICCOLI MUSEI D’ITALIA
Monday September 19, 2011
Il Quotidiano britannico Telegraph ha stilato una classifica dei piccoli musei italiani, non i più noti, però sicuramente tra i più belli, spesso trascurati dai turisti perché sconosciuti. L’ideale per chi visita il nostro paese e non vuole impegnarsi in code lunghissime e stancanti per poter visitare musei più importanti.
Cita l’articolo :
“Se non volete dedicare un’intera giornata della vostra vacanza a un museo nazionale ma non volete rinunciare del tutto a un po’ di cultura , ci sono dozzine di piccole eccellenti gallerie d’arte e musei che si possono visitare in meno di un’ora senza dover fare alcuna fila”
Tra i luoghi indicati dal quotidiano figura il Museo d’arte sacra di Asciano, in provincia di Siena, dove a Palazzo Corboli è possibile ammirare la Natività della Vergine del maestro dell’Osservanza.
Il Museo Diocesano del Capitolo di Cortona viene invece segnalato come uno dei più belli nel suo genere. La sua collezione vanta infatti una splendida Annunciazione del Beato Angelico e tre capolavori di Luca Signorelli.
A Firenze viene segnalato il Museo Stefano Bardini, il cui nome deriva dall’antiquario che donò la sua collezione alla città. Al suo interno si può ammirare la Madonna col bambino, attribuita a Donatello, e il tappeto usato nel 1938 in occasione della visita di Hitler a Firenze. Sempre a Firenze vi è il Museo di San Marco, che ha sede in un antico convento domenicano e ospita numerose opere di Beato Angelico.
Tra i tesori indicati troviamo anche Villa Necchi Campiglio di Milano, costruita negli anni ’30 dall’architetto Piero Portaluppi, con un ampio giardino e corredata da campo da tennis e piscina. La villa ospita due collezioni d’arte italiana ed è stata anche set del film "Io sono l'Amore" di Luca Guadagnino del 2009. Ancora a Milano, troviamo lo studio Museo Achille Castiglioni, cioè la casa-studio di uno dei più importanti designer industriali italiani del XX secolo.
Nella lista vi è anche il Museo Cappella Sansevero di Napoli, ideato nel XVIII secolo dal principe Raimondo di Sangro e conosciuto soprattutto per il famoso Cristo velato di Giuseppe Sammartino.
A Padova il Telegraph segnala Palazzo Bo’,precisando che non si tratta di un vero e proprio museo, ma la “sede storica di un’antica e ancora vivace università” che offre visite guidate delle sue sale. L’articolo si sofferma in particolar modo sulla cattedra «dalla quale Galileo sosteneva che la terra gira intorno al sole, rischiando l’esecuzione per mano dell’Inquisizione per tale eresia», e il cortile, che come cita il quotidiano britannico “è ornato da centinaia di stemmi araldici e placche lasciate da ex studenti, tra cui Copernico, William Harvey, Casanova e Oliver Goldsmith”.
Mentre, a Palermo, viene consigliata la visita al Museo della Zisa che ospita il patrimonio arabo della città.
A Roma viene segnalata la Galleria Doria Pamphilj, che ospita una “magnifica collezione privata di antichi maestri nel palazzo di una famiglia aristocratica romana” e, per questo, dovrebbe essere “in cima alla lista di qualsiasi visitatore della città eterna”. In essa si possono contemplare la Salomè con la testa di Battista di Tiziano e le due opere di Caravaggio: la Maddalena penitente e Riposo durante la fuga in Egitto. Ancora a Roma, il Telegraph consiglia la Casa Museo De Chirico, con la splendida vista su Piazza di Spagna dove l’artista metafisico visse «dal 1948 fino alla sua morte nel 1978». Sempre nella capitale, il quotidiano inglese cita Villa Farnesina dove, ”Raffaello trascorreva il tempo con la sua amante nella casa di lei dietro l’angolo quando doveva affrescare questa bella villa al lato del Tevere per il ricco banchiere senese Agostino Chigi, molto di quanto vedrete è stato realizzato dal talento del suo assistente. Ma il Trionfo della Ninfa Galatea del Maestro, nella loggia al pian terreno, è veramente splendida come la ‘Sala delle Prospettive’ di Baldassarre Peruzzi”.
A Venezia troviamo invece la ”piccola collezione” della Galleria Querini Stampalia, che presenta una dettagliata descrizione pittorica della Venezia del ’700, e il Museo storico navale, descritto come un ”omaggio alla potenza marittima della Repubblica di Venezia”.
Articolo tratto da mostremusei.com
Nell’immagine a inizio articolo: “Comunione con gli Apostoli” di Luca Signorelli, databile 1512, olio su tavola 232x220cm, conservato al Museo Diocesano di Cortona

Da destra: Visione interna della Cappella San Severo a Napoli – Palazzo Zisa a Palermo

Da destra: Sala della Casa Museo De Chirico a Roma – interno del Palazzo-Galleria Doria Panphilj a Roma

Da destra: uno degli interni di Villa Necchi Campiglio a Milano – Sala del Crocifisso al Museo Bardini a Firenze
category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - September 19, 2011 02:15 PM [edited: September 19, 2011 03:09 PM]
link | permalink | comments (2)
_tesori da ri-scoprire: MUSEO DELLA BASILICA, Gandino -BG-
Thursday June 16, 2011

Seguendo il suggerimento di un
mio amico restauratore, sapendo la mia passione per la scultura (in questa fase
lignea) mi consiglia di andare a visitare e di approfondire le piccole raltà
museali in Val Seriana (Bergamo), come il Museo della Basilica di Gandino.
Cerco in internet, il sito da
poche informazioni e sembra un po’ vecchiotto, ma visto che si trova vicino a
dove abitano i miei genitori, alla prima occasione faccio un salto.
Il Museo, che si trova a destra
della Basilica di Gandino, apre solo il sabato e la domenica, già li mi fa
presagire che non ci sia bisogno di prenotazione..(!)
Arrivo all’ingresso del museo,
e le due persone presenti, vedendo,mi sembrano quasi stupite; la signorina alla
“cassa/bookshop/deposito bagagli/ingresso” mi dice “mi dica!” (come se fossi li a chiedere
informazioni per sapere dov’è l’edicola..) e io “un biglietto grazie!” pago – stacca e si parte. Compreso nel
prezzo (interessante sorpresa!) la visita guidata del signore che sedeva
all’ingresso con la signorina; si aggiunge una famiglia (lui/lei/bambino) e la
visita parte.
La guida è preparatissima, e a
parte le scorribande del bambino che si diverte a toccare i mobili e le tele (io
ogni volta trattengo il fiato….. finchè la mamma si allontana col bimbo, forse
impaurita anche lei di eventuali danni) prosegue in un percorso ricco di
pezzi notevoli.
Innanzitutto scopro che il
museo vive grazie all’associazione Amici Del Museo, e che le persone che
gestiscono e fanno da guida son volontari -LODEVOLE-
Il museo è abbastanza piccolo -
ma ha parecchie sorprese: la collezione comprende una grande Croce Lignea dipinta del primo
quattrocento – unica in Lombardia!- che apre la visita al museo, segue una
collezione di arazzi stupendi –in attesa di restauro- tutti del ‘500, unici per tema e qualità, una
numerosa collezione di codici miniati e libri stampati rari e di altissimo
valore storico che vanno dal 1500
in poi, mobili ad uso sacro e
domestico di alta epoca.
Fiore all’occhiello del museo
sono però:
La collezione degli ARGENTI – tra cui un intero altare in argento cesellato e dorato, (che tutt’oggi viene utilizzato), una tribuna espositoria alta due metri - sublime opera di Hans Baur che fu realizzata nel 1676 ad Augsburg, definita da tutti gli esperti del settore come la più alta opera di argento cesellato in argento del ‘600 in Italia, per non dire il vari ostensori (uno del gotico in particolare davvero eccezionale) croci, calici, etc…

“Croce” dettaglio della della base con la figura della Madonna –argento e oro – XIVsec.
-La collezione dei PARAMENTI SACRI: qui davvero no saprei che dire, di sicuro qualche curatore di Musei del Costume come quelli di Londra (Albertine Museum) o New York (The Costume Institute) “ucciderebbero pur di metterci le mani sopra” (!!!). Ci son pezzi così preziosi e rari, che vanno dal ‘400 all’800 che si potrebbe allestire un museo a parte. Paramenti d’oro, velluti veneziani, ricami a mano di ogni genere, tessuti francesi, merletti e pizzi –tutti ad uso sacro (???)- che è praticamente impossibile trovare altrove una collezione simile per la qualità/conservazione/quantità. Non da dimenticare che viaggiano in tuta Europa, richiesti per le varie mostre.
-La collezione delle SCULTURE LIGNEE. 19 pezzi di alta fattura tutti risalenti al XV sec. In ottimo stato di conservazione, è la raccolta più ampia in provincia. Quasi tutte opere son di ambito lombardo -da segnalare una Madonna con Bambino e Santi di Pietro Bussolo- ma vi son anche quattro statue di provenienza tedesca. Recentemente da sottolineare che sono state restaurate le ultime due con il progetto “19 statue in 10 anni” che con i finanziamenti culturali (credo non recenti…), lo sforzo dei volontari e delle donazioni hanno permesso di riportare le statue al loro splendore originale.

“Madonna con Bambino – San Vincenzo (destra) e Santo Stefano (sinistra)” di Pietro Bussolo – Legno policromo 1498circa
Visto il mio interesse per le sculture - uno dei volontari mi chiede se voglio vedere la Chiesa della Santa Croce -a 2 minuti dal museo- e la Basilica di Santa Maria Assunta - e a me sembra di aver fatto un terno al lotto e accetto subito!!!!!!
La prima, una chiesa
quattrocentesca, dove in una mescolanza di stili –sopra tutti un ‘600 che ha
regalato alla chiesa un nuovo aspetto- spicca un bellissimo altare di Andrea
Fantoni in pieno stile barocco.
La seconda, che nasce nel 1300
ma viene rifatta più volte fino alla versione attuale del 1600, è di grandi
dimensioni, è un tripudio di tele,altari e affreschi tridimensionali, dove
fiore all’occhiello son le 38 tele del Pitocchetto.
Le due ore volano senza neanche
accorgermene e ritardo alla cena programmata per la serata!! ma ne è
valsa di sicuro la pena.
PREGI: collezione notevole di ARGENTI-TESSUTI-SCULTURA LIGNEA,
un apparato di volontari eccezionali, preparatissimi e molto disponibili, che
amano il “loro” museo e il “loro” patrimonio – prezzo basso e guida compresa,
una guida INFORMATISSIMA ( se penso alle 8€ spese solo per l’audioguida degli
Uffizi –INUTILE COME POCHE COSE AL MONDO- mi sento male).
DIFETTI: uno spazio un po’
ristretto, dove non tutto può essere esposto, e gli spazi limitano la forza di
alcuni pezzi, restando leggermente “soffocati”. La sezione della pinacoteca a
parer mio è forse la parte più carente del museo –da un punto di vista
qualitativo-
DURATA VISITA: Più di un’ora il Museo, 2 ore minimo
comprese le due chiese.
BIGLIETTO: ingresso5
€, gratuito per ragazzi fino a 18 anni. Visita guidata gratuita.
ORARI: dal 1°
marzo a 31 ottobre , è aperto tutti i giorni festivi e tutti i sabati dalle 14:00 alle
19:00 con ultimo ingresso alle
18.00.
Per ulteriori informazioni:
Museo della Basilica di Gandino
Piazza Emancipazione, 2
24024 - Gandino (BG)
tel. 035.745425
www.gandino.it/museobasilica
e-mail: museobasilica@gandino.it
All’inizio dell’articolo “SANT’AGOSTINO” , dettaglio, scultura lignea policroma, Anonimo XVsec. Qui sotto : dettaglio del portone d’ingresso della Basilica di Santa Maria Assunta.

share
category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - June 16, 2011 10:47 PM [edited: June 20, 2011 06:12 PM]
link | permalink | comments (4)
TESORI DA RI-SCOPRIRE
Tuesday June 14, 2011
Fino a qualche tempo fa si diceva che in Italia è presente il 30% del patrimonio mondiale dell’umanità.
Spulciando la lista dell’UNESCO trovo conferma che siamo primi con 42 due siti certificati, seguiti da Spagna e Cina con 40; ma se li sommiamo con i siti in candidatura (primi anche in quella lista) arriviamo a 83 siti di rilevanza mondiale, diventando proprietari di un “archivio” inestimabile.
Al di là di questi "diamanti", sparsi per il nostro territorio, credo che a contribuire questo patrimonio infinito, immenso, che molte nazioni farebbero carte false pur di esporre nei loro musei - sia la rete fittissima di realtà locali e semisconosciute che contribuiscono alla salvaguardia e alla storia di questa memoria.
Decine di piccole realtà, nascoste nel nostro territorio, che sopravvivono grazie all’aiuto dei volontari o delle donazioni, ma che conservano opere di altissimo livello spesso dimenticate.
Inserendo, nei prossimi blog in questa sezione, le mie –personali- recensioni o le segnalazioni che trovo in internet, spero di aiutare nel mio piccolo a diffondere l’importanza di questi “tesori nascosti”.
Emiliano
Nell'immagine il logo dell'UNESCO
category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - June 14, 2011 11:38 PM [edited: October 17, 2011 10:18 PM]
link | permalink | comments (1)







Emiliano Stefenetti
