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EMISTE | blog
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EGON SCHIELE | Le mani
Wednesday March 21, 2012
“…Mani, nei disegni e nei dipinti di Egon Schiele; mani intrecciate, contorte; mani tese, artigliate; mani disarticolate, lunghe; mani dalle dita ossute che posano nella figura di una agitazione irresistibile; mani rigide, desiderose; mani sconvolte, danzanti; mani valide; mani che soffrono. Le stesse mani che ritroviamo nelle fotografie che ritraggono Schiele. Quelle pose li' , artificiose, precise e ostinate. Simili a quelle che egli impone ai modelli dei suoi ritratti. E' come se le mani di Schiele mettessero insieme una specie di alfabeto muto. Come se quelle mani volessero davvero parlarci. Come se volessero parlarci di qualche ansia, di qualche angoscia che . tra desiderio totalizzante e coscienza del niente . segna ogni corpo come il marchio di una condizione originaria…”
Emilio Tadini, tratto da archiviostorico.corriere.it - 1996
Ho ritrovato alcuni vecchi disegni, omaggi ad uno dei miei pittori preferiti, ricordo degli anni scolastici e di ricerche di stile.
Ho deciso di pubblicarli nelle mie gallerie.
E.
category: SPERIMENTAZIONI - March 21, 2012 06:49 PM
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RED SYMPHONY | HOLLYWOOD
Saturday August 6, 2011
Il mio volto, celato e nascosto - emerge.
Rosso, il tessuto, come colore che richiama le emozioni, colore che più di tutti viene associato al calore, quindi alla passione.
Il mio volto si svela - a volte tutto, a volte in parte.
Emergono le labbra, gli occhi. Strumenti di comunicazione silenziosa dei nostri stati d’animo.
Sono foto che intrigano, incuriosiscono, in un vortice | spirale.
Nate dal movimento continuo, senza posa specifica.
Nate dallo scatto mentre io | soggetto mi muovo all’interno di questo sipario che crea cornice, e che nasconde il soggetto anonimo | sconosciuto che in quel momento crea.
Le foto sono nate dalla sperimentazione, cercando un nuovo punto di vista di me stesso, della mia figura.
La contestualizzazione Hollywoodiana nasce dalla volontà di accentuare l’aspetto irregolare, naturale | innaturale , delle foto rosse, che non nascono per mostrare o creare un equilibrio di bellezza comune, ma per scoprire ed evidenziare una nuova ricerca d’immagine.
Idoli della nostra società, della nostra cultura e costume, i divi di Hollywood vengono ritratti nelle foto promozionali in pose costruite, impeccabili, perfette.
L’espressività, che dovrebbe essere quasi sinonimo di “Attore”, è asettica | inesistente, fatta di volti vuoti, impassibili, finti.
Il bianco e nero, aumenta l’azzeramento della percezione delle emozioni, svuota lo spettatore.
Le foto “RED SYMPHONY” vanno a sostituire e a rompere questi equilibri impostati, cercano di “distruggere” questa armonia del vuoto.
I tratti del mio volto, che vagamente si sostituiscono a quelli del divo di turno, rompono e irrompono sul suo viso, lo cancellano, cercano di ridare forza, di creare una nuova fusione, facendo emergere lo sconosciuto.
Nasce un ibrido, dalla fusione di due immagini nate opposte, che creano un nuovo equilibrio – un contrasto | disturbo | intrigo – che dovrebbe smuovere lo spettatore – quindi (forse) interrogare e stimolare il cambiamento della percezione dell’armonia visiva di chi guarda.
E.
Nella foto “MARYLIN | mouth 2”
category: SPERIMENTAZIONI - August 6, 2011 02:44 PM [edited: August 6, 2011 08:41 PM]
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Emiliano Stefenetti
