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_for art lovers
_photo report: MARRAKECH
Friday May 4, 2012
Grazie alla sua fama e al suo turismo oggi Marrakech è una delle città più famose e cosmopolite del Marocco.
Una città che cerca di entrare nella modernità delle sue “sorelle” europee ma mantenendo il fascino e il sapore degli antichi fasti che hanno creato la sua fama e la sua immagine artistica e culturale.
Marrakech è decisamente ormai una meta molto commerciale, facilmente raggiungibile con i voli low cost che partono da tutta Europa.
I suoi palazzi sontuosi e i suoi giardini, che sono valsi l’ingresso dell’intera Medina (centro storico della città) nel patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1985, ricordano i fasti di un impero che ormai non esiste più da tempo.
Sicuramente da visitare, tra i palazzi storici della città, il Palais de Bahia del 19esimo secolo, che mantiene ancora molto della sua decorazione originale, dei suoi soffitti dipinti e del suo giardino, così come la Madrasa di Ben Youssef, una scuola coranica d'architettura arabo-andalusa, che con il chiostro con le 132 celle intorno al cortile per gli studenti non residenti a Marrakech, riccamente scolpite in cedro, marmo e stucco, avrebbe potuto ospitare fino a 900 studenti. Venne fondata durante il periodo dei Merinidi, nel XIV secolo, dal sultano Merinide Abu al-Hassan assieme al vicina Moschea di Ben Youssef.
Nella zona bassa della città troviamo invece le bellissime Tombe Sadiane, risalenti circa al XVI sec. ma che rimasero sconosciute fino agli anni ’20, quando furono rinvenute grazie alla curiosità di un ufficiale francese; 60 tombe conservate in uno spazio modesto, ma riccamente decorato con piastrelle policrome, legno intagliato e stucchi. Mentre del Palazzo El Badi rimangono poche rovine delle mura e dei maestosi giardini interni, divenuto soprattutto base per i nidi delle numerose cicogne presenti in città.
Tra le moschee degne di nota la più famosa è quella della Koutoubia, risalente al XII sec. con il suo minareto più alto è diventata il simbolo della città e quella della Kasba risalente al 1190 (entrambe chiuse ai non munsulmani).
La medina è racchiusa dalle mura di cinta che vennero costruite a difesa della città nel 1120, e alcune delle 12 porte d'ingresso sono ampiamente decorate ed elaborate.
Tra i giardini, sicuramente i Giardini Majorelle sono una meta immancabile. Aperti al pubblico nel 1947 e poi, dopo un attento restauro da parte di Yves Saint Laurent nel 1980, raccolgono una scelta di piante provenienti da tutto il mondo, dalla foresta di Bambù ai cactus, alle Bougainville rosse e viola, il tutto racchiuso in una architettura color blu elettrico e ricca di vasi gialli e arancio.
Mentre meno affascinanti ma dalla vista mozzafiato, i Parchi della Menara: un immensa distesa di ulivo dove i marocchini vanno a riposarsi e da dove si possono vedere le catene montuose innevate dietro il padiglione centrale.
L’Hotel la Mamoumia, 5 stelle da 500€ per la camera base a notte, è diventato ormai uno dei palazzi più celebri e curiosi di Marrakech: qui hanno soggiornato personalità come Wiston Churchill, Bill Clinton, Sean Connery e Catherine Deneuve, e ad attirare è soprattutto la sua architettura che mescola Art Decò e motivi locali tradizionali.
Lo shopping è uno dei motivi trainanti del turismo internazionale nei suk della città, un’esperienza tanto emozionante quanto faticosa. Catapultati nelle numerose viette della medina, che partono dall’affollatissima piazza di Jemaa El Fna, il turista viene bombardato letteralmente da offerte, spesso molto insistenti, dei vari venditori. Porcellane, ciabatte in cuoio, tappeti, gioielli, lampade, drogherie sono ormai mescolati anche con la merce cinese di bassa qualità.
Resta comunque un’esperienza da provare per poter vedere la vera Marrakech e alcuni angoli di vera tradizione artigianale, come il suk dei tintori e quello dei fabbri.
Musiche, suoni e colori che sono distanti anni luce dalle nostre città, e che fanno di Marrakech una delle città più caratteristiche del nord Africa.
Info tratte da wikipedia.it e "TOP 10 - MARRAKECH" edito da Mondadori
In alto un immagine del Padiglione centrale al Parco della Menara
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1- Visione della Moschea della Moschea Kutubiya e del suo minareto
2- Dettaglio dei decori interni del Palais de Bahia
3- Soffitto in legno dipinto all’interno del Palais de Bahia
4- Visione del cimitero ebraico
5- Interno delle Tombe Sadiane
6- Dettaglio della decoazione del Minareto della Moschea Kasba
7- Erboristeria marocchina
8- Le rovine del Palazzo El Badi
9- Una delle dodici porte d’ingresso alle mura della città
10- Tramonto sulla piazza di Jemaa El Fna
11- Visione notturna della Piazza di Jemaa El Fna
12- Venditori di lanterne
13- Musicista di strada
14- Ingresso all’albergo Mamoumia
15- Dettaglio dei decori interni all’albergo
16- Architettura marocchina
17- Visione del cortile della scuola coranica Madrasa di Ben Yussef
18- Dettaglio del suk dei tintori
19- La casa ai Giardini Majorelle
20- Dettaglio dei Giardini Majorelle
21- Dettaglio dei Giardini Majorelle
22- Lo specchio d’acqua con il padiglione ai Parchi della Menara, sullo sfonod le montagne innevate
category: PHOTO REPORT - May 4, 2012 06:45 PM [edited: May 8, 2012 09:14 AM]
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_photo report: INDIA - Il sito archeologico di MAHABALIPURAM
Friday April 20, 2012
In trasferta lavorativa in India, con il mio collega Ali ho avuto l’occasione di visitare uno dei centri archeologici e artistici più interessanti dell’India del sud: Mahabalipuram, luogo dal fascino millenario dove fra il VII e il IX secolo vennero edificati numerosi monumenti, che nel 1984 sono valsi alla città l'iscrizione nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
I monumenti storici di Mahabalipuram sono in gran parte monolitici e scolpiti nella pietra e costituiscono il primo stadio dell'architettura dravidica in cui sono visibili elementi preminentemente buddhisti. Essi sono costituiti da templi scavati nella roccia, rathas monolitici (delle specie di carri), bassorilievi e veri e propri templi, con pilastri di ordine dravidico e sculture che costituiscono un notevole esempio di arte del periodo Pallava.
Alcuni dei monumenti nel dettaglio:
-Pancha Rathas (i Cinque Carri), cinque strutture piramidali monolitiche che prendono il nome dai cinque figli di Pandava (Arjuna, Bhima, Yudhishtra, Nakula e Sahadeva) e dalla loro moglie Draupaudi. Un aspetto interessante dei rathas è che, nonostante le loro dimensioni, essi parebbe siano stati scolpiti in un unico grande pezzo di pietra.
-La grotta Varaha Cave, un tempio scavato nella roccia risalente al VII secolo e dedicato ad uno degli avatar di Vishnu.
- Mahishasuramardhini Cave Tample – altro esempio di tempio scavato nella roccia ed interamente decorato internamente con bassorilievi. Nella parete nord vi è rappresentato la battaglia tra la Dea Durga che uccide il Bufalo, uno dei bassorilei più famosi del complesso di Mahabalipuram.
- Ramanuja Mandapam – grande tempio rettangolare con una fila di pilatri esterni dalla forma rettangolare.
- Il bassorilievo di Arjuna’s Penance - un enorme bassorilievo all'aperto che rappresenta la discesa della dea Ganga sulla terra, resa possibile dall'intervento di Shiva, che frappone la sua testa e i suoi capelli che la ordineranno in fiumi, tra l'immensa massa d'acqua e la terra stessa, impedendone la distruzione. Un sistema di cisterne pare rendesse possibile lo scorrere dell'acqua nella fenditura centrale del rilievo.
-Krishna’s Butter Ball – un enorme macigno in bilico sulla roccia. La leggenda narra che provarono a rimuoverlo con l’aiuto di dodici elefanti ma l’impresa fu vana.
-Ganesa Ratha – scolpito in un unico blocco di roccia, è l’unico tempio tutt’oggi aperto al culto
-Tiger’s Cave – dedicato a Devi Durga, dea che cavalcava una tigre, deve il suo nome alle numerose teste di tigre scolpite a cornice del tempio.
-Shore Tample - Il tempio della spiaggia, costruito sulle rive del golfo del Bengala ma con l'ingresso sul lato occidentale, lontano dal mare. Dopo che un ciclone lo spazzò via, la struttura venne ricostruita pietra su pietra.
Secondo un mito che dura da circa undici secoli, Mahabalipuram aveva sette pagode presso il mare. Le prime tracce nella letteratura occidentale di questa narrazione si hanno grazie a John Goldingham, un viaggiatore britannico che raggiunse la città nel 1798 e cui venne narrato questo fatto, anche se delle pagode non restava all'epoca traccia tranne che per quanto riguarda il Tempio della spiaggia, che dovrebbe essere una delle pagode.
In seguito al catastrofico Maremoto dell'Oceano Indiano del 26 dicembre 2004 e al conseguente tsunami è stata riportata alla luce un'antica città portuale con alcune rovine e sculture risalenti al VII secolo. Alla luce di queste scoperte, il 17 febbraio 2005 la Soprintendenza archeologica indiana ha dato inizio alle esplorazioni subacquee al largo della costa per cercare di scoprire quanto queste rovine si estendano.
Info tratte da wikipedia.it e tamilheritage.wikispaces.com
Nella foto in alto dettaglio dello Shore Tample
Il complesso di Pancha Rathas
Dettaglio di decorazione esterna - Pancha Rathas
Dettaglio del complesso di Pancha Rathas
Ali davanti al Mahishasuramardhini Cave Tample
Il bassorilievo “Durga Slaying the Buffalo” all’interno al Mahishasuramardhini Cave Tample
Interno del Mahishasuramardhini Cave Tample
Visione esterna di Ramanuja Mandapam
Dettaglio delle tirgri delle colonne del Ramanuja Mandapam
Varaha Cave Tample
Il temprio di Ganesa Ratha
Krishna’s Butter Ball
Il bassorilievo di Arjuna’s Penance
All’interno del tempio Krishna Mandapam
Davanti al tempio di Trimurti Cave
Visione generale del Shore Tample
Dettagio del Shore Tample
Con Ali davanti al Shore Tample
Un'altro dei templi all'interno del parco

Il tempio di Tiger Cave
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category: PHOTO REPORT - April 20, 2012 07:07 PM [edited: April 20, 2012 07:55 PM]
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_photo report: Il DUOMO di Modena
Thursday April 12, 2012
Pasquetta e giornata fuori porta alla visita di Modena e del suo Duomo
Una meravigliosa “scoperta” del patrimonio del
nostro paese dove la scultura romanica raggiunge uno dei suoi massimi livelli
di creativita’ con le opere di Wiligelmo e dei maestri Campionesi.
Il Duomo di Modena è tra i maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, riconosciuto nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme alla sua torre Ghirlandina e all’adiacente Piazza Grande.
Fondato il 9 giugno del 1099, come riporta un’incisione in una lapide all’interno del Duomo, dall’iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali e religiosi della nascente Comunità, venne dedicato a S. Maria Assunta e custodisce le spoglie di S. Geminiano, Vescovo e patrono di Modena morto nel 397. Il sepolcro del Santo vi fu trasferito nel 1106 da una precedente cattedrale. La consacrazione avvenne nel 1184.
L’architetto Lanfranco e lo scultore Wiligelmo realizzarono la cattedrale in una sintesi fra la cultura antica e la nuova arte lombarda, creando un modello fondamentale per la civiltà romanica.
Fondamentali per l’evoluzione della scultura italiana romanica i bassorilievi di Wiligelmo che raccontano le storie della genesi, incastonati nella facciata del Duomo, che già all’epoca influenzarono lo stile degli scultori che subentrarono alla realizzazione del Duomo dalla fine del 1100 sino al Trecento. Il Duomo fu infatti abbellito dai ripetuti interventi architettonici e scultorei di Anselmo da Campione e dei suoi allievi, tra cui il suo abiatico Arrigo da Campione, detti i Maestri Campionesi, scultori e architetti lombardi provenienti da Campione.
Il Duomo di Modena è una testimonianza unica e straordinariamente ben conservata dello stile romanico in generale, sia all'esterno che all'interno. Fin dall'epoca dei Campionesi infatti, vennero sì inseriti alcuni elementi formali gotici, ma ciò si accorda perfettamente al romanico di Lanfranco e Wiligelmo, che domina incontrastato, diventando un esempio per numerose altre architetture religiose in tutt’Italia, gli interventi successivi, nei secoli, furono infatti limitati a opere accessorie che non alterarono la struttura e l’armonia originale, a differenza del Duomo di Parma e del Duomo di Ferrara, delle cattedrali di Mantova, Lodi, Treviso e Reggio Emilia, che pur avendo un’ “anima” romanica, subirono numerose e incisive modifiche nei secoli.
www.duomodimodena.it ~ Bibliografia
web: wikipedia.it ~ immagine in alto: dettaglio del portone principale

La facciata principale del Duomo

I leoni stilofori del portone principale
Dettagli della facciata principale

Il rosone visto dall'interno del Duomo

Con Stefano sul Pontile Campionese

Il pulpito a meta' della navata centrale

La cripta

Capitelli all'interno della cripta

Capitelli all'interno della cripta

La facciata principale del Duomo

Wiligelmo "Uccisione di Caino e l'Arca di Noe'", bassorilievo nella facciata principale

Ingresso laterale ~ Porta della Pescheria: dettaglio dei leoni stilofori

Piazza Grande: in primo piano la statua della "Bonissima" sullo sfondo la torre Ghirlandina
category: PHOTO REPORT - April 12, 2012 07:56 PM [edited: April 13, 2012 03:11 AM]
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_photo report: LEO FERDINANDO DEMETZ - "La Rinascita"
Saturday April 7, 2012
Chiude tra pochi giorni la personale di Leo Ferdinando Demetz presso la Galleria Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter a Milano.
Un Artista che personalmente apprezzo e ammiro da tempo, sia per l’arte e le opere che crea ma anche per la personalità, vera, d’Artista, che lo caratterizza.
Non potevo non vedere la sua personale di Milano, poter ammirare in una visione corale tutte le opere del suo ultimo ciclo creativo. E dal vivo le sue opere colpiscono (personalmente) molto.
Lo sguardo dei suoi personaggi, i volti, scavati nel legno, emanano emozioni diverse, ma sempre forti.
Ho cercato di fotografarli.
E qui li riporto.
L’intervista a Leo Ferdinando Demetz pubblicata qui in Equilibriarte la potete leggere qui: http://www.equilibriarte.net/articles/1249
“LA RINASCITA”
Fino al 13 aprile
Presso la Galleria Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter
Via tertulliano - Via Cadolini, 27 – Milano
Orari martedì – sabato dalle 14.30 alle 19. Domenica e lunedì chiuso.
Ingresso libero








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category: PHOTO REPORT - April 7, 2012 12:08 AM [edited: April 7, 2012 01:48 AM]
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_photo report: LODI - Le Chiese
Wednesday March 28, 2012
Primavera, prima giornata fuori porta, alla riscoperta di Lodi e delle sue chiese.
Città spesso sottovalutata, conserva nel suo centro storico, ricco di eleganti palazzi liberty, autentiche perle romanico-gotiche e capolavori rinascimentali.
La Basilica Cattedrale della Vergine Assunta di Lodi, comunemente detta Duomo, in stile romanico, è una delle chiese più vaste dell'intera Lombardia e “troneggia” in Piazza Maggiore. La prima fase della sua costruzione, risale al periodo compreso tra il 1158 ed il 1163; la cripta infatti fu solennemente inaugurata con la traslazione delle reliquie di San Bassiano il 4 novembre 1163, in presenza del'imperatore Federico Barbarossa. Una seconda fase è da collocarsi tra il 1170 ed il 1180, ma la facciata fu completata solamente nel 1284.
Agli inizi del XVI secolo l'amministratore apostolico della Diocesi, Claudio di Seyssel, promosse lavori di restauro ed ammodernamento. Il segno più visibile fu l'apertura delle due bifore in facciata e la costruzione del nuovo rosone.Successivamente i restauri settecenteschi – realizzati dall'architetto Francesco Croce – alterarono l'aspetto originario dell'edificio, che venne tuttavia ripristinato negli anni 1958-1965.
Vicinissimo al Duomo, collocato in una caratteristica via molto stretta nei pressi di piazza Maggiore, c’è il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, considerato un capolavoro del Rinascimento lombardo e rappresenta il monumento più prestigioso della città sotto il profilo artistico. Progettato nel 1488 da Giovanni Battagio, fu costruito a spese del comune come espressione della religiosità popolare sul luogo di un postribolo. Il tempio si presenta come una piccola costruzione a pianta ottagonale, coperta da una cupola ad otto spicchi sormontata da una lanterna; il campanile a punta e la facciata furono completati in epoche successive. L'interno è impreziosito da sontuose decorazioni in oro ed ospita numerosi affreschi, tavole e tele realizzati tra la fine del Quattrocento e gli inizi dell'Ottocento dal Bergognone, dalla bottega dei Piazza e da Stefano Maria Legnani; gli spicchi della cupola furono affrescati nel XIX secolo da Enrico Scuri.
La Chiesa di San Francesco invece fu costruita tra il 1280 e il 1307. La facciata in cotto, rimasta incompiuta poco sopra il rosone marmoreo, è caratterizzata da un alto protiro e da due bifore "a cielo aperto" che rappresentano il primo esempio di una soluzione architettonica che si diffuse in tutta l'Italia del nord. L'interno, a tre navate e a croce latina, è decorato da numerosi affreschi risalenti ai secoli compresi tra il Trecento ed il Settecento; la chiesa ospita inoltre le spoglie di alcuni lodigiani illustri, tra cui il librettista Francesco De Lemene, la poetessa Ada Negri ed il naturalista Agostino Bassi.
Info tratte da www.wikipedia.it
Decoro Decò in via Solferino
Duomo – facciata principale
Duomo - Leoni stilofori del portone principale
Duomo - Gruppo scultoreo al di sopra del portone principale con il Redentore (al centro), la Vergine (a sinistra) e San Bassiano (a destra)
Duomo - Affresco settecentesco all’interno di una delle cappelle laterali
Duomo - “Ultima Cena” pietra scolpita, Anonimo, prima del XIII sec.
Duomo – cripta – “Compianto sul Cristo morto” dettaglio,anonimo scultore del XV sec.
Duomo – dettaglio marmoreo dell’altare maggiore del 1704
Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata – visione interna
Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata – visione della cupola
Chiesa di San Francesco – Facciata principale
Chiesa di San Francesco – Visione interna della navata principale
Chiesa di San Francesco – dettaglio degli affreschi tardo gotici
Chiesa di San Francesco – Il rosone della facciata principale visto dall’interno della chiesa
Portone liberty in via Fissiraga
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category: PHOTO REPORT - March 28, 2012 05:59 PM [edited: March 29, 2012 12:04 AM]
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_photo report: Castel Taufer di Campo Tures - FERITOIE: geometrismi difensivi
Wednesday March 7, 2012
-feritoia[fe-ri-tó-ia] s.f.
1 Stretta apertura praticata nelle mura delle fortezze o delle fortificazioni per spiare il nemico o usare armi da fuoco rimanendo al riparo
Capita spesso, visitando castelli o antichi palazzi, di vedere le feritoie che venivano inserite nelle mura a difesa del nemico.
Ma quelle del Castel Taufers di Campo Tures (foto a lato), costruite nel 1480 nel periodo di fortificazione del palazzo medioevale per l’arrivo dei Turchi in Europa, mi hanno particolarmente affascinato.
Linee, cerchi e mezzi cerchi che creano diverse e strane geometriche aperture.
Testimonianza di guerre passate, oggi geometrica e modernissima decorazione parietale.
category: PHOTO REPORT - March 7, 2012 07:40 PM [edited: March 11, 2012 02:03 PM]
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_photo report: "SACRE PRESENZE - La scultura lignea in Europa dal XIII al XVI sec." - Bergamo, Padiglioni Fiera
Wednesday February 1, 2012
Collaterale all'esposizione fieristica di Bergamo Antiquaria quest'anno si è celebrata la scultura lignea con la mostra "Sacre Presenze".
Una mostra di altissima qualità dove più di quaranta capolavori lignei, provenienti dal mercato antiquario e da collezioni private, hanno disegnato un breve ma affascinante excursus all'interno della scultura lignea dal XII al XVI sec. in Europa.
Madonne, Santi e Cristi vengono messi a confronto, facendo emergere non solo la loro forza espressiva e religiosa ma anche le influenze e i dettami stilistici delle diverse epoche che vanno dal romanico fino alle prime avvisaglie dei "movimenti stilistici" che anticiperanno il barocco. Alcune opere si presentano integre, a dimostrare l'eccellenza della fattura nell'utilizzo di questo materiale spesso considerato povero, mentre altre, danneggiate e prive della policromia originale, mantengono il loro forte carisma scultoreo e portano con se anche il fascino del tempo, della storia e delle vicissitudini che hanno subito nei secoli: il legno è infatti un materiale di per sé fragile e facilmente soggetto ad attacchi di natura biologica come i tarli e il fuoco, e possiamo quindi solo immaginare quali capolavori il tempo ha "strappato" al nostro patrimonio artistico.
Trovarne più di quaranta riunite in un'unica esposizione diventa quindi un'occasione quasi unica, e meritava il viaggio a Bergamo per poterle ammirare.
Dal testo introduttivo alla mostra:
La scultura lignea dipinta non deve essere considerata un genere autonomo, non il prodotto di artigiani specializzati, né tantomeno il prodotto di un'arte popolare; è una parte dell'attività dell'artista medioevale, che era allo stesso modo "mastro di pietra", "mastro di ligname" e spesso anche "dipintore".
La differenza dell'impiego dei diversi materiali, marmo o pietra, terracotta o legno, stava principalmente nella loro destinazione e nella finalità d'uso. I marmi erano impiegati nelle sculture da inserire nell'architettura sia interna che esterna, nei complessi sepolcrali; il legno era impiegato principalmente per gli arredi e soprattutto per le rappresentazioni di immagini sacre, che il più delle volte venivano trasportate in processione assumendo così un ruolo essenziale per l'attività liturgica sia dei grandi complessi che per le piccole chiese di campagna. Nel cinquecento, però diventa nella la differenza nel giudizio di valore tra l'artista che tratta il marmo o il bronzo e l'intagliatore del vile legno; quest'ultimo nell'adattarsi, cerca addirittura il camuffamento della superficie del suo manufatto.
Sono infatti frequenti i casi di rinnovamento cromatico delle sculture in legno, dipinte a finto marmo o finto bronzo. Questa concezione post-rinascimentale non vale per l'artista medievale, che al contrario, tendeva all'uso spregiudicato di tutti i materiali per la rappresentazione del reale, ritenendo anche, che colore e decorazione in oro, fossero necessarie perfino per la scultura in marmo.
Ecco allora che la policromia assume un ruolo fondamentale nella testimonianza dell'aspetto finale del manufatto che l'artista consegnava alla committenza. Nella statuaria lignea tra il WII e il WVI sec. i costumi intagliati e quindi i tessuti dipinti, mai casualmente, ma secondo canini simbolici, contribuivano, unitamente alla forza espressiva del gesto, alla narrazione della storia sacra.
Curatori mostra: Antonio di Brisco e Emo Antinori Petrini
In alto "Madonna con bambino" legno intagliato e policromato di ambito toscano del XVI sec.
Qui di seguito alcune delle sculture che erano presenti in mostra

Maestro della Madonna di Mecereto (?) "Madonna con Bambino" dettaglio - Legno policromo, Marche sec. XV

Scultore dell'arco alpino occidentale "Cristo" dettaglio - legno di cirmolo, inizi sec. XIV
Scultore toscano (?) "Cristo alla colonna" Legno (originariamente policromo) Toscana fine XV sec.

Scultore Toscano "Madonna con bambino" legno intagliato e policromato, Toscana sec. XVI

Scultore del centro Italia "San Francesco" dettaglio - legno originariamente policromato, Italia centrale sec. XVI

Dettaglio dell'esposizione

Dettaglio dell'esposizione
Scultore francese "Madonna con bambino" legno policromo e dorato, Francia fine sec. XIV

Magister a Lignamine "Madonna in trono con bambino" dettaglio - Legno policromo, Umbria metà sec. XV
Scultore delle Fiandre (Bruges?) "San Pietro" dettaglio - Legno di rovere intagliato e policromato (tracce) 1440/1450 circa
Bottega Bolzanina "Santa Caterina D'Slessandria" Legno policromo e parzialmente dorato, Bolzano (?) Inizio sec. XVI

Pietro Torrigiani (?) "Cristo trasformabile" scultura polimaterica e policromata, Toscana fine XVsec.

Scultore lorenese (atelier di Toul?) "San Pietro Vescovo" dettaglio - Pietra calcarea dorata e con tracce di policromia, tezo o quarto decennio del XIV sec.
Scultore umbro "Cristo" legno policromo, sec. XIV e XV

Dettaglio dell'esposizione
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category: PHOTO REPORT - February 1, 2012 09:48 PM [edited: February 6, 2012 07:53 PM]
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_photo report: Chicago monument - JAUME PLENSA
Saturday December 31, 2011

Jaume Plensa “Self portrait with tree” 2007, bronzo, Chicago
“Self portait with tree” fa parte di una serie di sculture dell’artista catalano Jaume Plensa della serie “The Heart of Trees”. In questa serie di sculture, Plensa, integra un proprio autoritratto/scultura con il paesaggio naturale: le sculture umane abbracciano gli alberi, trasferendo su di loro un’energia umana che secondo l’artista li fa crescere più velocemente. In un certo senso il paesaggio, l’uomo e la scultura si combinano in una visione molto olistica del mondo. Il corpo umano, nella visione artistica di Plensa, è un parte inevitabile della sua scultura, che gli permette di esplorare le nostre interazioni con il paesaggio, con la lingua e con concetti più ampi come l’amore, la crescita e l’incertezza.
Tratto da intoform.wordpress.com – foto agosto 2011
category: PHOTO REPORT - December 31, 2011 03:17 AM [edited: December 31, 2011 03:29 AM]
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_photo report: STREET ART - PADOVA e la magia dei murales di Kenny Random
Wednesday November 23, 2011
Kenny Random nasce a Padova nel 1971, studia “grafica
pubblicitaria” e lavora come illustratore. Noto a Padova per i suoi graffiti, Kenny Random è
uno street artist ma non solo: si occupa di graphic design, pittura,
installazioni, video, musica. Ha collaborato come designer con importanti
aziende come Dainese, Martini e come regista per Mtv Europe Music Awards. I personaggi un po’ allampanati e
dallo sguardo un po’ vacuo disegnati con tratto preciso ed essenziale
erano il suo marchio di fabbica dei primi murales, ma recentemente il suo stile e’
cambiato notevolmente: la sagoma di un uomo nero, che a volte sembra il
cappellaio matto a volte un vagabondo (ma forse piu' semplicemente il suo
autoritratto!), cammina per le mura della citta’ e gioca con arcobaleni,
farfalle e gatti. L’effetto che se ne ha guardandoli e’ di entrare in un mondo
vagamente magico, molto lontano dalla street art alla quale siamo abituati, che
regala alla citta’ inaspettate visioni oniriche e delicate. Attualmente Kenny Random e’ in
mostra allo Spazio Tindaci di Padova, dal 30 novembre al 16 gennaio, con una
mostra dal titolo “Lies” dove espone opere uniche, disegni e stampe in tiratura
limitata. Qui di seguito alcune delle immagini dei suoi Murales in padova. Un ringraziamento speciale per le
foto a Ramona e Katia. testo in parte tratto da it.paperblog.com - foto di Ramona Cabrini - novembre 2011 



category: PHOTO REPORT - November 23, 2011 02:33 PM [edited: December 12, 2011 12:22 AM]
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_photo report: STREET-ART U.S.A. - Banksy, Obey & co.
Sunday September 11, 2011
Alcune immagini di street art scattate a Chicago, San Francisco e Los Angeles.
Le foto son state scattate da me, Stefano Febbrari e da Karol (Carola) Salvi.
Un ringraziamento anche a Luca Mesini per la correzione grafica di una degli scatti.


Chicago – OBEY - “THE WALL”

San Francisco – anonimo

San Francisco – LEBO – senza titolo

Los Angeles – BANKSY – “PARK(ing)”

San Francisco – anonimo – “RED MEDUSA”

Los Angeles – CYRCLE – “FLOWERS RIFLE”

Los Angeles – BANKSY – “PISSING DOG”

Los Angeles – OBEY – senza titolo

San Francisco – anonimo

Los Angeles – anonimo – “ANDY”

Los Angeles - anonimo
-Il muro di Obey a Chicago ormai iniziava a segnare il tempo che passa, mancavano parti strappate e le intemperie hanno scolorito alcuni dettagli.
-Il “mitra di fiori” è meraviglioso, sia l’immagine che il messaggio, ma soprattutto il fatto che l’artista ha dipinto anche il palo della corrente davanti al muro per non interrompere la visione dell’insieme!
-Banksy…….. sempre interessante. Ne ho cercati quattro: due trovati e fotografati, uno ricoperto (alla domanda ai proprietari del negozio, la risposta BANKSY CHI? Mi ha creato un semi infarto..) mentre uno è stato letteralmente rimosso tagliando il muro per essere poi rivenduto, vedi il video http://www.youtube.com/watch?v=vNmubLilHgo
-"PARK(ing)" è stato rivestito di una vernice protettiva (si intravede un poco nella foto, c'è come un quadrato del muro leggermente più grigio tutt'intorno fino a terra, mentre all'estrema destra il muro è bianco ottico) onde evitare che si rovinasse o venisse deturpato. Io l'ho visto di domenica e il parcheggio a pagamento era chiuso. Una visione perfetta, senza l' "intralcio" delle auto parcheggiate, deserto.
-L’Obey rosso l’ho visto per caso ed è stata una bellissima sorpresa in un angolo di Los Angeles
Agosto 2011
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category: PHOTO REPORT - September 11, 2011 11:56 PM [edited: December 12, 2011 12:21 AM]
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_photo report: HONG KONG
Monday August 1, 2011
HONG KONG
20.21.22 – 07 – 2011















1. Vista notturna con lo spettacolo delle luci di Hong Kong Island dal terrazzo della Avenue of Stars
2. Taxi
3. Traffico cittadino - Hong Kong Island
4. Grattacieli - Central District - al centro il grattacielo dell’International Finace Centre
5. Dettaglio di palazzo – Hong Kong Island
6. Cena
7. Homeless
8. Dettaglio dell’interno del Man Mo Temple – Hong Kong Island
9. Vista della baia di Hong Kong Island dall’interno del Museum Of Art – in contro luce parte delle sculture di arte moderna
10. Lanvin – vetrina – Harbour City mall
11. Riflessi – Hong Kong Island
12. Lanterna rossa – dettaglio interno del Man Mo Temple – Hong Kong Island
13. Henry Moore “Oval with points” bronzo, 1966 – Exchange Square – Hong Kong Island
14. Kitch – ombrellini – Night Market – Tsim Sha Shui – Hong Kong
15. Vista di Hong Kong Island dal terrazzo della Avenue of Stars
category: PHOTO REPORT - August 1, 2011 12:12 PM [edited: December 12, 2011 12:21 AM]
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_photo report: NEBBIE MONTANE
Tuesday July 5, 2011
category: PHOTO REPORT - July 5, 2011 11:05 AM [edited: December 12, 2011 12:20 AM]
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_photo: STREET ART | via Tortona - Milano
Thursday June 30, 2011
category: PHOTO REPORT - June 30, 2011 02:26 PM [edited: December 12, 2011 12:19 AM]
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_photo report: FIRENZE | PISA
Friday June 17, 2011













VIAGGIO: Firenze
2-3 giugno 2011 | Pisa 4 giugno 2011
2- Firenze – “Fontana di Nettuno” dettaglio dei cavalli
della fontana, 1565
5- Firenze – Piazza della Signoria, dettaglio della copia del David di
Michelangelo e dettaglio (in ombra) di "Ercole e Caco" di Bacio Bendinelli, 1533
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category: PHOTO REPORT - June 17, 2011 02:53 PM [edited: December 12, 2011 12:19 AM]
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Emiliano Stefenetti
