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_for art lovers
_news: Navi romane a Pisa: bene dell’UNESCO?
Tuesday February 28, 2012
Pisa - ''Ci sono tutti i presupposti per chiedere che l'area archeologica degli scavi delle navi romane nell'elenco dei beni Unesco''. Lo ha detto Nicola Bono, ex sottosegretario ai beni culturali, e membro della commissione Unesco Italia dopo il sopralluogo nel cantiere di San Rossore a Pisa, insieme al direttore della campagna di scavi Andrea Camilli e al presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni.
''Si tratta di un'area archeologica di sedime portuale - ha aggiunto Bono, che e' anche responsabile del settore turismo e cultura dell'Unione Province Italiane - che ha evidenziato reperti che si snodano attraverso vari secoli ed è quindi un unicum nel suo genere. Nel convegno organizzato a questo scopo dalla Provincia di Pisa, verificheremo i percorsi tecnico-operativi per avviare la pratica, che ha un sua problematicita', ma ha certamente un obiettivo che merita di essere perseguito''.
Intanto il recente finanziamento di 4 milioni di euro, ha sottolineato Pieroni, ''consentira' la ripresa della campagna di scavi e l'inizio dell'allestimento degli spazi museali agli Arsenali medicei e anche questi aspetti saranno affrontati nel corso del convegno di domani con la prospettiva di una gestione adeguata e di un percorso condiviso tra ministero ed enti locali''.
News tratta da lanazione.it
Nell’immagine una visione degli scavi
category: ARTE news-varie&eventuali - February 28, 2012 05:45 PM [edited: February 28, 2012 05:48 PM]
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_news: L' "URLO" di Munch all'asta da Sotheby's
Saturday February 25, 2012
Il capolavoro di Edvard Munch andrà all’asta il 2 maggio a Londra da Sotheby' s e viene annunciato come uno degli avvenimenti dell’anno.
L’ “Urlo” è considerato una delle opere più famose della storia dell’arte, insieme alla “Gioconda” di Leonardo e alla “Marilyn” di Andy Warhol.
Delle quattro versioni dell’opera, tre sono di proprietà dei musei norvegesi: una è del 1893, realizzata a tempera e matita su tavola, conservata alla Nasjonalgalleriet di Oslo; un pastello su tavola di 74x56 cm sempre del 1893, ritenuto uno schizzo preliminare per l’opera e conservato al Munchmuseet, insieme ad un'altra versione più tarda del quadro, che si suppone sia stata terminata nel 1910 (realizzata a tempera e olio su tavola, misura 83,6x66 cm).Questa rappresenta quindi l’unica versione ancora in mano privata.
Eseguita nel 1895, misura 79cm per 59cm ed è un pastello su tavola e proviene dalla collezione privata di Petter Olsen, l'uomo di affari norvegese il cui padre era amico nonché vicino di casa e mecenate di Munch, che ha dichiarato che i proventi dell’opera serviranno per finanziare la costruzione di un nuovo museo, che aprirà in coincidenza con il 150mo anniversario della nascita del pittore nel 2013.
La vendita dovrebbe partire da una base d’asta di 80milioni di dollari, ma gli esperti di Sotheby’s hanno grandi aspettative visto che verrà esposta prima dell’asta nella sede di Londra e poi a New York.
Nell'immagine l'opera che andrà all'asta
category: ARTE news-varie&eventuali - February 25, 2012 06:01 PM [edited: February 25, 2012 06:58 PM]
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_tesori da ri-scoprire: TRIESTE - La più bella fra le città snobbate dai turisti
Wednesday February 22, 2012
Trieste è la più bella fra le destinazioni snobbate dai turisti. Parola di Lonely Planet, il colosso delle guide per viaggiatori indipendenti.
La casa editrice ha infatti recentemente messo il capoluogo del Friuli Venezia Giulia in cima alla lista dei luoghi assolutamente da vedere fra quelli ancora rimasti fuori dai sentieri battuti dal turismo di massa.
Alcuni posti rimangono costantemente fuori dalle mete convenzionali, nonostante le meraviglie che avrebbero da offrire. Ecco qui di seguito la lista delle prime dieci posizioni.
1. Trieste, Italia
Perché questa atipica città italiana non si trova in testa a una classifica di luoghi da non perdere? Trieste è un melting pot culturale che si estende su una lingua di terra che si affaccia sul mare, a ridosso della Slovenia. Fu il porto principale dell'Impero Austro-ungarico e tuttora conserva un'aura affascinante del passato. James Joyce, che risedette in questa città, cominciò a scrivere l'Ulisse proprio qui e non a Dublino. Trieste è una città che trabocca della magnificenza asburgica, dai caffé viennesi, alla cucina mitteleuropea, al suo ampio lungomare in stile neoclassico.
2. Arras, Francia
Con le sue due piazze fiammingo-spagnole, fiancheggiate da 155 casette che sembrano fatte di pan di zenzero, Arras è una vera sorpresa in un angolo spesso dimenticato della Francia settentrionale. Varrebbe la pena pianificare una tappa di un giorno in questa città, per poterne ammirare l'impronta architettonica del XVII e XVIII secolo, per salire sulla sua elegante torre civica da cui godere del panorama e per girovagare tra gli straordinari cunicoli sotterranei della città, lunghi ben 22 km, utilizzati dai soldati durante la prima guerra mondiale.
3. Gujarat, India
Lo stato del Gujarat nell'India nord-occidentale non compare negli itinerari di molti viaggiatori, ma senza dubbio merita di essere esplorato. Oltre ad un'accoglienza cordiale, sperimenterai un fascino fuori dal comune: l'isola di Diu, dall'atmosfera rilassata ed ex colonia portoghese; la città di Bhuj, con un suggestivo palazzo in rovina e i vicini villaggi artigianali; le surreali paludi salmastre di Little Rann of Kutch, popolate da fenicotteri e khur (asini selvatici indiani).
4. Chóngqìng, Cina
Spesso trascurata a vantaggio del vicino Sichuan, la città di Chóngqìng, caratteristica per la sua posizione maestosa sul Fiume Azzurro ed il cibo tanto speziato da togliere il fiato, merita maggiore attenzione. Il paesaggio urbano futuristico tipico della Cina moderna contrasta con la confusione delle vecchie barche attraccate al molo e con l'esercito chiassoso di facchini che appendono le merci su robuste aste di bambù, trasportando qualsiasi cosa sulle colline scoscese della città.
5. Aberdeen, Scozia
La cittadina granitica di Aberdeen è sede di una grandiosa università fondata nel XV secolo presso la King's Chapel; è fronteggiata da una lunga spiaggia sabbiosa ed ospita il pittoresco villaggio di pescatori di Footdee. Spingendosi oltre questa cittadina austera e splendente, puoi prendere un treno che ti conduce in un viaggio da sogno lungo la costa per andare a vedere il castello di Dunnottar, il maestoso rudere a picco sul mare dove Franco Zeffirelli girò Amleto.
6. Utrecht, Paesi Bassi
Forse è il richiamo di Amsterdam che spinge la gente a dimenticarsi di Utrecht. Qualunque sia la ragione, questa graziosa città è stranamente poco visitata. La città vecchia è circondata da un canale medievale, su cui si possono fare gite in battello per visitare gli animati pontili della città. Costruiti per collegare il canale alle imponenti case di Utrecht, questi spazi unici oggi pullulano di caffé, negozi, ristoranti e bar.
7. Meknès, Marocco
Tutti conoscono Marrakesh e Fès, ma chi trova il tempo per far tappa nella meno nota Meknès? In misura minore rispetto alle sorelle più famose, quest'antica città imperiale è caratterizzata da un'atmosfera dimessa e rilassata, ma anche da una ricchezza architettonica e culturale che comprende 45 km di mura, circa 50 palazzi e le rovine romane di Volubilis sulla sommità dell'altipiano nelle vicinanze.
8. Helsinki, Finlandia
La piccola capitale finlandese, la città più a nord dell'Europa continentale, si affaccia sullo scintillante Mar Baltico e molti dei suoi più importanti luoghi turistici si trovano sulle isole, come la fortezza del XVIII secolo di Suomenlinna. Questa capitale modesta ma carismatica conserva splendidi palazzi art nouveau e ristoranti anni '30 ed è incredibilmente pulita, ordinata e ben organizzata. Si anima quando il sole splende - e quasi tutta la notte da giugno ad agosto.
9. Jerez de la Frontera, Spagna
Non fa quasi mai freddo, ed è sempre il momento giusto per abbronzarsi e fare vita di mare, in questa deliziosa e poco visitata città andalusa, nota soprattutto per la produzione di sherry. Non mancano le chiese eleganti, c'è un'imponente cittadella e svariate bodega nelle quali gustare le delizie della produzione locale. Il flamenco è uno dei miti locali: se cerchi un posto in Spagna per ammirare quest'arte, beh, lo hai trovato.
10. Takayama, Giappone
Sarà la gente del posto a consigliarti di esplorare il lato meno noto dell'isola di Honshu, affinché tu possa conoscere l'atmosfera del vecchio Giappone. Ti accorgerai così dell'esistenza di Takayama, una cittadina ricca di mercati animati, locali per il sakè e templi sulle colline. Nelle vicinanze si trova il villaggio storico di Shirakawa-go, famoso per le sue case dai tetti di paglia fortemente spioventi e una campagna che ricorda gli antichi dipinti giapponesi.
Nelle immagini vedute di Trieste
Info tratte da www.lavocedelnordest.it e www.lonelyplanetitalia.it

category: TESORI DA RI-SCOPRIRE - February 22, 2012 08:00 PM [edited: February 23, 2012 09:31 AM]
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_contemporanei: DONALD BAECHLER
Monday February 20, 2012
Donald Baechler (Hartford, Connecticut, 1956) compie gli studi artistici a Baltimora e a New York, arricchiti dal perfezionamento in Germania, a Francoforte sul Meno. Protagonista della scena internazionale degli ultimi venticinque anni, ha esposto – per citare i momenti più significativi - da Cheim & Read di New York, Thaddaeus Ropac di Salisburgo e altre prestigiose gallerie. Le sue opere sono conservate al Moma e al Guggenheim di New York, al Moca di Los Angeles e al Centre Pompidou di Parigi.
Qui di seguito un testo tratto da “The ENEMIES of the ROSE and other works” edito da Duetart - Duet Editore www.duetart.com
“I disegni di Donald Baechler si offrono come frammenti di una grammatica interiore, la declinazione ripetuta e variata di una lingua che, pur traendo idiomi e tratti dalle note forme espressive delle diverse tradizioni artistiche di Oriente ed Occidente, crea una lingua nuova, quasi un catalogo di simboli e segni, un inventario di oggetti circoscritti e fissati, che cercano nell'incontro tra la mano dell'artista e l'occhio dello spettatore una nuova definizione.
Se la parola ‘disegno' rimanda propriamente all'idea di un tratto che incide e lascia, appunto, un solco, una linea dove prima c'era la superficie intatta, in Baechler il concetto trova una nuova dimensione: infatti per l'artista disegnare significa plasmare e reinventare la vita in una regia grafica in cui gli oggetti, quasi ritagliati irregolarmente dal nulla, si collocano in uno spazio libero e indefinito, alla ricerca di un significato ‘altro', aperto e originale. Le forme senza contorni si muovono liberamente in un linguaggio strutturato ma aperto, frutto di un'insaziabile ansia di esperienze, di ricerche curiose e voraci, avventure e incontri. Collezionista di frammenti e idee, Baechler lavora da venticinque anni alla creazione di un immenso archivio di immagini che imprime, serigrafa, proietta, disegna, dipinge incide o incolla sulla tela o sulla carta per costruire un continuum emotivo, un discorso di gesti in cui le cose acquistano realtà plastica in un gioco di relazioni, ripetizioni e variazioni, episodi interrotti e accennati di un unico, infinito disegno in eterna evoluzione, in cui l'espansione dell'Io dell'artista si lascia avvolgere dalle suggestioni delle conversazioni e degli scambi, occasionali o cercati, per saziare la sete di ricerca e di incontro. Che sia la strada o i marciapiedi di una scuola, che sia un bar o la sala di ricreazione di un ospedale psichiatrico, tutto per Baechler è scenario dell'esperienza umana, tutto è fonte di ispirazione e crescita, in una relazione di domanda e risposta in cui lo sconosciuto diventa un amico senza nome che riproduce per lui i mostri e i sogni del proprio mondo interiore.
Artista fecondo e instancabile, Baechler sembra in un primo momento seguire con ironia la strada aperta dal primitivismo: esercitandosi come uno scolaro che riempie i quaderni di aste e cerchi e si prepara a tracciare con abilità e precisione le lettere dell'alfabeto per imparare a scrivere parole complesse, l'artista indugia a creare i sintagmi di un linguaggio goffo e ingenuo per approdare infine ad una semplicità essenziale, che capovolge i canoni dell'arte pur appresa nei corsi di studi accademici consacrati dalla tradizione. Mettendo in dubbio le convenzioni e le certezze della minimal art e dell'arte concettuale, costruisce foglio dopo foglio, collage dopo collage un'estetica della sintesi e della purezza. Bellezza per Baechler significa dunque semplicità. Significa il tentativo di regredire allo stato puro dell'infanzia, il tempo della curiosità e dei giochi, della spontaneità e della prima alfabetizzazione. È il tempo in cui il bambino conduce la mano sullo spazio del foglio con assoluta libertà, priva di vincoli e condizionamenti, e nel momento stesso in cui disegna afferma un possesso e una conquista che sembra dire: “disegno l'oggetto e quindi esiste e io, mentre disegno, esisto”. Ecco perché i frammenti costruiscono negli anni gli elementi di una grammatica interiore. Estetica dell'esistere e del comunicare, forse più facile – o almeno spontaneo e libero – nel mondo dei semplici, dei bambini o degli alienati, di quelli che la società non capisce o condanna, isola o congela in un mondo a sé. Nel segno ripetuto delle stesse faccine, nei telefoni o nei pini disegnati più volte, con ossessione maniacale, quasi per compiere il gesto di chi è chiamato a ripetere in eterno la stessa azione, è racchiusa la certezza che solo una nuova parola, una nuova definizione può proporre una lettura corretta del mondo visibile: ed è la parola del bambino – o del semplice o del malato – che solo sa proporre un pensiero del mondo “come dovrebbe essere”, senza limitarsi a registrare “come è”..
Nell’immagine in alto “Red Rose” – Acrilico e collage di tessuto du tela - © Donald Baechler Studio, New York
Qui di seguito:
“Autonomy or Anarchy #2” collage e acrilico su tela, 2003
Insieme di opere alla Galleria Cardi (www.galleriacardi.com)

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category: CONTEMPORANEI - February 20, 2012 07:16 PM [edited: February 20, 2012 07:21 PM]
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_news: Clamoroso furto nel Museo Archeologico di Olimpia – Rubati 60 reperti
Friday February 17, 2012
ATENE – Ancora un furto di enorme valore all’interno degli istituti museali greci.
Dopo quello subito dalla Pinacoteca Nazionale di Atene il 9 gennaio, dove vennero trafugate una tela di Picasso, una di Mondrian e un disegno del 17esimo sec. di Guglielmo Caccia, è la volta del Museo Archeologico di Olimpia.
Ben 60 reperti, per lo più statuette e oggetti in bronzo e terracotta, sono stati trafugati questa mattina durante i primi momenti di apertura del museo. Secondo la ricostruzione, due malviventi armati e col volto coperto da un passamontagna hanno spaccato una vetrata e si sono introdotti nel museo, e dopo aver imbavagliato un’impiegata hanno fatto “razzia” dei reperti presenti nelle sale.
Al momento gli esperti del museo stanno calcolando il valore della merce trafugata, che molto probabilmente verrà venduta e dispersa nel mercato nero se gli agenti della finanza non riescono e fermare e trovare la refurtiva in tempo.
Il furto ha inoltre ha portato alle dimissioni del ministro della Cultura Pavlos Geroulanos, sulle quali si dovrebbe pronunciare a breve il primo ministro Lucas Papademos.
Nell’immagine una delle sale del museo
category: ARTE news-varie&eventuali - February 17, 2012 04:21 PM [edited: February 17, 2012 04:24 PM]
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_news: VANDALISMO - Distrutte due tombe sannitiche a Santa Maria di Capua Vetere -CE-
Tuesday February 14, 2012
Una ragazzata, un gesto senza alcuna motivazione logica e senza alcuna finalità, come sottolineato a caldo dall'archeologa de La Sapienza Elisabetta Vitale, o una violenta rivalsa camuffata da atto vandalico, nel cui mirino si è voluto colpire il patrimonio storico e archeologico di Santa Maria Capua Vetere?
È accaduto tutto in una notte, quella tra il 23 e 24 gennaio 2012, quando un gruppetto non identificato, approfittando dell'oscurità, è penetrato all'interno del Sito Archeologico dell'Anfiteatro Campano, a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta (a tal proposito risulteranno utili alle indagini le riprese delle telecamere poste a controllo dell'area, sorvegliata di notte da tre custodi che però non hanno notato nulla) e ha usato un tubo antincendio per colpire ripetutamente alcune tombe di epoca sannitica, databili al IV secolo avanti Cristo, danneggiandone gravemente due.
Paragonabili per importanza storica alle più celebri tombe di Paestum, la più famosa è quella del Tuffatore conservata al Museo Archeologico Nazionale di Paestum, le tombe sannitiche sono un'eccezionale testimonianza della classe aristocratica campana. Sono dei monumenti funerari in pietra di tufo, detti a semi camera, perché composte da lastroni e da una copertura a spiovente, dipinti all'interno con scene evocative come il ritorno del guerriero.
Da qualche decennio erano state sistemate all'interno del recinto archeologico, ai margini del possente Anfiteatro Campano, il secondo anfiteatro più grande dell'Impero romano, reso celebre da Spartaco e dalla scuola gladiatoria di Capua, per abbassarne la soglia di rischio di degrado, ma da indiscrezioni risulta che lo sfregio compiuto a colpi di spranga abbia fatto perdere irreversibilmente gli affreschi che non potranno essere restaurati.
Ma ritorniamo alla domanda iniziale che però prevede una premessa sugli autori dello scempio. Se si è trattato di un atto vandalico la responsabilità ricadrebbe sui "soliti ignoti", fantomatici ragazzacci, annoiati ed in cerca di popolarità - dati i tempi il range sarebbe così vasto che sarebbe più facile cercare un ago in un pagliaio -. Ma se già a caldo l'Assessore alla Cultura Mario Tudisco, sollecito nell'inviare un esposto/denuncia al procuratore della Repubblica Corrado Lembo, ha escluso l'ipotesi di una ragazzata in quanto "per le modalità con cui si è consumato tale scempio si può escludere una bravata, tale gesto deleterio rappresenta un nitido campanello di allarme per chi a cuore la tutela e la salvaguardia dei nostri monumenti!", forse la soluzione va cercata nei recenti fatti di cronaca.
È del novembre 2011 la notizia dell'arresto di 28 esponenti del clan dei casalesi -nonché di un ex consigliere comunale- accusati tra l'altro di commercio clandestino di opere d'arte. E così spunta l'ipotesi, circolata incessantemente tra i blog, che lo sfregio sarebbe un'azione punitiva nei confronti della nuova amministrazione più intransigente nel controllo dei trasporti sul territorio.
Intanto il popolo civile e non violento è sceso subito in campo per manifestare il proprio sdegno per un atto tanto ignobile. Il 4 febbraio 2012 in Piazza Adriano, la piazza antistante l'Anfiteatro, si è svolta la protesta DifendiAMO il passato - L'Università in campo a tutela dei Beni Culturali contro l'atto vandalico fatto ai danni delle tombe sannitiche dell'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, un'iniziativa promossa da un folto gruppo di studenti della facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria: Margherita Di Niola, Marianna Dubbioso, Benedetta De Rosa, Fabio Di Nozzo Carbone, Gabriele Barone ed i fratelli Oreste e Giusy Miele, desiderosi di dare il loro contributo per la salvaguardia dei Beni Culturali.
Articolo di MARCELLO MOTTOLA tratto da www.agenziaradicale.com
Qui di seguito il comunicato per la manifestazione di che si è tenuta sabato 4 febbraio:
SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il vile ed ignobile atto criminoso perpetrato ai danni delle tombe sannitiche del IV secolo a.C. all'interno dell'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 gennaio ad opera di ignoti è un pericolosissimo sintomo della deriva vandalistica e barbarica che ormai da anni caratterizza Terra di Lavoro, una provincia già dilaniata da fenomeni devastanti come la camorra, la corruzione, la costante emergenza rifiuti.Ciò che è successo ha lasciato sgomenti e turbati tutti : studenti, addetti ai lavori, cittadini, politici. Da anni assistiamo ai frequenti atti vandalici che hanno preso di mira la Reggia di Carditello, antica tenuta reale dei Borboni, che ad oggi ormai non è che un cumulo di cemento e stucco, depredata di tutto ciò che aveva un enorme, inestimabile valore. Adesso la paura è che la spirale di vandalismo, anzi di microcriminalità, possa riversarsi impetuosa sull'unico vanto di cui la città di Santa Maria Capua Vetere ancora può fregiarsi : l'Anfiteatro Campano, inferiore in dimensioni solo all'Anfiteatro Flavio di Roma, meglio conosciuto come Colosseo.Non possono esserci parole per spiegare o comprendere la funzionalità del gesto che l'ignoranza, perché di ignoranza stiamo parlando, ha compiuto, distruggendo tre tombe a camera di epoca sannitica, comunemente indicate dai bambini come "spogliatoi dei gladiatori".Per questo motivo noi studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha la sua sede storica nel complesso di san Francesco, a due passi dall'Anfiteatro, abbiamo deciso di mettere in atto un'iniziativa che vuole coinvolgere tutta l'opinione pubblica, dai bambini agli esponenti politici, alle associazioni, ai cittadini di Santa Maria Capua Vetere e a tutti i cittadini italiani e non. Non deve passare inosservato lo scempio a cui stiamo assistendo. Non hanno distrutto solo "quattro pietre'", come di solito si dice quando ci si riferisce ad un monumento antico. Hanno violato la nostra Storia, hanno lacerato il tessuto che tiene unito il nostro presente con il nostro passato, un passato di fasto e gloria come quello dell'antica Capua. Sabato 4 Febbraio 2012 il corpo studentesco della Facoltà di Lettere e Filosofia di Santa Maria Capua Vetere manifesterà, con la presenza del corpo docente, dei cittadini, degli esponenti politici e delle associazioni culturali cittadine, provinciali e nazionali, con un corteo che avrà inizio nella piazza antistante l'Anfiteatro (p.zza I Ottobre, detta altrimenti p.zza Adriano) e che si dirigerà verso la struttura monumentale, per dar voce allo sdegno e alla rabbia di una città intera, di una provincia intera, di una nazione intera. Soprattutto noi studenti di Lettere e di Conservazione dei Beni Culturali ci sentiamo profondamente offesi dall'attacco criminoso ad una testimonianza storica e culturale, patrimonio dell'umanità intera, oggetto dei nostri percorsi di studio.Chiediamo dunque con forza e convinzione la Vostra partecipazione alla manifestazione di sabato 4 Febbraio, che avrà luogo a partire dalle ore 11 nella piazza su indicata. Abbiamo deciso di dare un nome all'iniziativa : "DifendiAMO il passato - L'Università in campo a tutela dei Beni Culturali".Riteniamo sia doveroso che un'Istituzione importante e prestigiosa come l'Università debba alzare la propria voce di fronte a fenomeni del genere. La cultura non è qualcosa di astratto. La Storia non è affatto qualcosa da osservare da lontano, con noncuranza e indifferenza. Il passato dev'essere difeso con gli artigli, vissuto col cuore, conservato con cura, perché la testimonianza della sua Storia è quanto di più prezioso l'uomo possa avere.Vi aspettiamo, non mancate. DifendiAMO il Passato, difendiAMO la nostra Storia.
Nelle immagini le tombe vandalizzate
category: ARTE news-varie&eventuali - February 14, 2012 02:50 PM [edited: February 15, 2012 09:36 AM]
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_news: NEVE - Crolli nelle chiese del centro Italia
Monday February 13, 2012
Oltre agli innumerevoli disagi creati alla popolazione e all’agricoltura, la neve mette in stato di allarme anche la sovrintendenza e il patrimonio artistico italiano.
Ha Urbania, nella navata centrale del Santuario del Santissimo Crocifisso, si è creato uno squarcio dovuto al peso della neve accumulata nei giorni passati. All’interno della chiesa è conservato un bellissimo quadro raffigurante una “Madonna con bambino” di Federico Barocci del 1605/12 (vedi foto a lato), che è stato prontamente portato in salvo, commenta l’assessore al Turismo e Istruzione di Urbania Giulio Fantoni: “E’ venuto giu’ tutto, ma abbiamo fatto in tempo a spostare le opere d’arte e gli arredi in un luogo sicuro”.
Sempre ad Urbania è stata chiusa l’ala della sala del Trono di Palazzo Ducale dopo alcune infiltrazioni d’acqua, e per precauzione sono stati spostati i due preziosi globi cinquecenteschi di Gerardo Mercatore e la collezione di incisioni.
Ad Urbino invece, dopo che nella giornata di sabato si è depositato un altro metro di neve, all’interno del complesso cinquecentesco dei Cappuccini è crollata la volta della Chiesa: i metri di neve accumulati hanno abbassato le capriate della volta in mattoni.
Nuovo crollo del tetto nella Chiesa della Collegiata, già parzialemte caduto la settimana scorsa, a Carpineto Romano, in provincia di Roma. La neve avrebbe sfondato in due punti il tetto sopra l’ufficio della sacrestia e al momento sarebbe trattenuta dalla controsoffittattura della volta interna. Ora il timore, fanno sapere il parroco don Giuseppe e il sindaco Quirino Briganti, è per le opere d’arte conservate all’interno della Collegiata e della Chiesa di San Michele Arcangelo, anche questa danneggiata dalla neve.
Tutte le operazioni vengono svolte con il coordinamento delle Soprintendenze ai beni monumentali e artistici: ma a Urbania, Urbino e negli altri comuni c’e’ ‘grande preoccupazione” per la tutela di un patrimonio inestimabile come quello che punteggia le chiese e i palazzi storici del Montefeltro, sommerso da 3-4 metri di neve.
Emiliano S.
News tratte da ilmetauro.it, eccolanotiziaquotidiana.it e meteoweb.eu
category: ARTE news-varie&eventuali - February 13, 2012 10:08 AM [edited: February 13, 2012 10:50 AM]
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_news: Morto a Parigi Robert Hecht, tra i più accusati commercianti d'arte
Saturday February 11, 2012
Parigi. È morto all’età di 92 anni nella capitale francese l’8 febbraio.
Robert Hecht verrà ricordato da alcuni come uno dei più importanti commercianti di antichità archeologiche mondiali, ma dai più, come uno dei peggiori trafficanti illegali impuniti che ha depredato il nostro territorio.
Le sue vicende hanno riempito pagine intere di giornali e coinvolsero alcuni dei più importanti musei di tutto il mondo.
La sua fama internazionale incominciò negli anni ’50 con la dispersione della collezione di Ludwig Curtius, ex direttore dell’ Istituto archeologico tedesco di Roma, per crescere sempre più negli anni ’60. Negli anni settanta era una figura di primissimo livello e moltissimi collezionisti e musei, tra i quali il British Museum, il Louvre, il Metropolitan, la Ny Carlsberg Glyptotek, il Museum of Fine Arts di Boston, acquistarono da lui alcuni capolavori di arte archeologica.
Contemporaneamente iniziarono i primi problemi con le istituzioni, quando incominciarono a girare voci sulla presunta illegale provenienza di alcuni reperti italiani e l’esportazione illecita di monete turche, ma nel 1972 con la vendita al Metropolitan Museum di New York del famoso cratere di Eufronio per la cifra (all’ora record) di 1 milione di dollari, incominciarono le prime serie accuse e denuncie da parte dello stato italiano, che portarono dapprima all’esilio dall’Italia e dopo 15 anni all’amnistiato in Cassazione.
Nonostante il processo non portò a una prova certa della provenienza italiana del vaso, la testimonianza di un tombarolo (si vociferava che fornisse lui stesso ai tombaroli le seghe elettriche per staccare i reperti e gli affreschi dagli scavi illeciti) e le pressioni dello Stato Italiano, fecero rientrare il vaso (dal 2008 al Museo etrusco di Villa Giulia) insieme al altri reperti, come l’eccezionale Tesoro degli argenti di Morgantina, anch’esso trafugato e rivenduto con la collaborazione di Hecht ed esposto per anni al Met.
Nel 2005 tornò sotto processo con Marion True, per le opere comprate e vendute illegalmente al Getty Museum di Los Angeles ed oggi rientrate in Italia, ma anche in questo caso la sua figura restò impunita visto che il processo cadde in prescrizione per scadenza dei tempi procedurali nel 2012.
Si vantava di non aver mai passato un minuto in cella e lui stesso diceva: «Una cosa può essere stata scavata 100, o 4 anni fa, che ne so io?», e «Se un vaso è greco può provenire da mille siti, perché deve essere per forza italiano?».
Emiliano S.
Nell’immagine in alto Robert Hecht durante il “processo Getty” a Roma (Photo: Alessandra Tarantino/Associated Press)
ceramista Euxiteo e dipinto dal ceramografo Eufronio nello stile della ceramiche a figure rosse, ora al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, Roma
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category: ARTE news-varie&eventuali - February 11, 2012 04:10 PM [edited: February 12, 2012 12:01 AM]
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_news: Spariscono Klimt e Schiele - Museo di Linz sotto accusa
Thursday February 9, 2012
Linz (Austria). La Neue Galerie non trova più quattro opere che le erano state date in comodato da una collezionista nel 1951. Ora gli eredi della donna chiedono un risarcimento milionario.
L’atto venne formalizzato l’11 gennaio 1951, su carta intestata della Neue Galerie der Stadt Linz, con la firma dell’allora vicedirettore Walter Kasten.
Una collezionista, il cui nome appare nella ricevuta, aveva deciso di dare in comodato quattro opere «sotto vetro e incorniciate» alla pinacoteca di Linz: il disegno di Klimt «Zwei Liegende», e di Schiele l’acquarello «Junger Mann», il dipinto «Tote Stadt» e il disegno «Paar».
Ora quel foglio è diventato la prova principale di un processo che ha preso le mosse nel capoluogo dell’Alta Austria.
Il motivo: quelle opere non si trovano più, la qual cosa è stata scoperta quando gli eredi della donna, moglie di un avvocato di primo piano della città, attivo anche a livello istituzionale negli ambienti del mondo dell’arte di Linz prima dell’avvento di Hitler, hanno chiesto di riavere le opere.
Per il disegno «Paar» i giudici hanno già assegnato l’estate scorsa agli eredi un risarcimento di 100mila euro. Ora la battaglia dei legali si è spostata sulle altre tre opere, per le quali sono stati chiesti 6,25 milioni di euro di risarcimento.
Il legale della città, Bruno Binder, intende far valere il fatto che la Neue Galerie è divenuta comunale (ed ora la collezione è esposta al Lentos Museum of Modern Art sempre a Linz -vedi foto-) solo più tardi e che dunque non vi sarebbe alcuna responsabilità da parte della municipalità. Inoltre, sostiene Binder, la ricevuta non indica se le opere erano autentiche.
I tentativi di un accordo stragiudiziale sono falliti. La prossima udienza a marzo, con nuove prove.
Articolo di Flavia Foradini tratto da ilgiornaledellarte.com
category: ARTE news-varie&eventuali - February 9, 2012 11:44 PM [edited: February 9, 2012 11:46 PM]
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_frasi celebri: ARDENGO SOFFICI
Wednesday February 8, 2012
"Si può dire dell'arte quel che il cinico Antistene diceva del concetto: è ciò che esprime l'essenza durevole delle cose".
Giornale di bordo - 1915
Nell'immagine: Ardengo Soffici "Autoritratto" acquerello su carta, cm 41,5 x 30,5 (1907)- Pinacoteca Comunale Ardengo Soffici di Poggio a Caiano
category: FRASI CELEBRI - February 8, 2012 04:25 PM [edited: February 8, 2012 04:27 PM]
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_eventi: "Le maschere di giada dei Maya" - Parigi, Pinacothèque de Paris
Tuesday February 7, 2012
La Galleria d'Arte di Parigi continua la sua esplorazione delle culture precolombiane meso-americane. Dopo il successo della mostra “L'oro degli Inca: origini e misteri”, la Pinacothèque de Paris presenta la più importante scoperta archeologica degli ultimi dieci anni in Messico: le maschere di giada.
Queste eccezionali maschere, completamente restaurato dagli specialisti più eminenti in archeologia maya, rappresentano i volti delle varie divinità. Create per governanti delle più prestigiose città Maya, la loro missione era quello di fornire la vita eterna a questi dignitari dopo la morte.
Al momento ne sono state ritrovate una quindicina e quasi tutte son esposte in mostra nella Pinacothèque de Paris. Riunite eccezionalmente al di fuori dei confini Messicani, vengono esposte con un centinaio di opere (che lasciano il paese per la prima volta) che ricostruiscono e danno un’idea della cultura avanzata, aperta e misteriosa di questo popolo.
Le maschere di giada esposte sono state tutte rinvenute in sepolture Maya di alto rango. E molto probabilmente le maschere funebri rinvenute rappresentano i volti dei leader Maya. Questo è il caso della maschera straordinaria del re Pakal (vedi foto sotto), che congela per tutta l'eternità le caratteristiche del sovrano.
Sette tombe ricostruite: questa è la prima volta dal loro ritrovamento, e la seguente divisione in diversi musei, che vengono riunite in un'unica sede.
Si ha così l’occasione, vedendo i vari suppellettili esposti, di capire il successo e il rango raggiunto dal defunto: le maschere sono infatti presentati con il resto del corredo funebre che comprende collane, orecchini, bracciali, ceramiche e altre offerte.
Un'altra parte della mostra, espone le maschere che raffigurano le divinità del “pantheon” Maya, paragonabile agli antenati mitologici degli Inca, dove tratti umani, animale e vegetale si uniscono e si fondono in un unico soggetto. Indossate dall'elite Maya durante le cerimonie rituali, le maschere gli permettono di vedere attraverso il viso della divinità e di adempiere al suo ruolo di intermediario tra la sfera terrena e celeste.
La mostra è stata realizzata in collaborazione con l’ Istituto nazionale di Antropologia e Storia, Conaculta, Istituto Francese, Metrobus, Fnac, bfmtv, France.
“LES MASQUES DE JADE MAYAS”
Parigi - Pinacothèque de Paris
26 gennaio 2012 - 10 giugno 2012
category: EVENTI - February 7, 2012 05:45 PM [edited: February 7, 2012 05:54 PM]
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_news: Pagato in azioni di Facebook, il graffittaro David Choe ora è milionario
Friday February 3, 2012
Nel 2005 David Choe (nella foto), un pittore e graffittaro californiano all’epoca ventinovenne, accettò di essere pagato con azioni di una piccola azienda di Palo Alto, nella Silicon Valley, per dipingerne un ufficio. Quell’azienda era Facebook. Dopo la presentazione di ieri dei documenti per la quotazione in borsa da parte del social network, il New York Times calcola che Choe potrebbe incassare circa 200 milioni di dollari per la sua fetta di azioni. Il suo graffito da solo potrebbe raggiungere il record d’incasso di una serie di opere di Damien Hirst, battute all’asta da Sotheby’s nel 2008 per un totale di 200,7 milioni di dollari.
Lo sbarco di Facebook a Wall Street, previsto per la prossima primavera, creerà degli autentici miliardari per caso, come titola il libro di Mezrich Ben che racconta la creazione dell’impresa e da cui è stato tratto il film Social Network. La fortuna inaspettata per Choe arrivò quando Sean Parker, creatore di Napster e all’epoca presidente di Facebook, gli chiese di scegliere tra azioni e alcune migliaia di dollari per decorare il suo ufficio. Choe, che, secondo il Times, riteneva Facebook piuttosto “ridicolo e insensato”, scelse comunque le azioni.
Non è stato il solo a fare la scelta giusta. Con una proiezione di raccolta inziale di 5 miliardi di dollari e un valore della società stimato tra 75 e 100 miliardi, le azioni di Facebook potrebbero valere 53 dollari l’una. Il fondatore, Mark Zuckerberg, ne possiede 533,8 milioni, per un valore potenziale di 28,4 miliardi. Tra chi ha creduto in Facebook, il primo investitore esterno alla compagnia, Peter Thiel, ha oggi 44,7 milioni di azioni, per un valore possibile di più di 2 miliardi di dollari. L’azienda di investimenti Elevation Partners di Bono, il cantante degli U2 vedrà ampiamente ripagato un investimento di 120 milioni fatto nel 2010. La direttrice Sheryl Sandberg possiede ora 1,9 milioni di azioni, ma potrebbe arrivare a 38,1 milioni, diventando la donna più ricca della Silicon Valley.
Per altri la fortuna arriverà del tutto per caso. Il padre di Zuckerberg, ad esempio, un dentista di New York, possiede due milioni di azioni, date come risarcimento per aver fornito capitale iniziale al figlio. E persino i nemici giurati di Facebook trarranno beneficio dall’Ipo. I gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, gli olimpionici di canottaggio laureati ad Harvard che hanno denunciato Zuckerberg sostenendo che abbia rubato loro l’idea del social network, hanno ottenuto 1,2 milioni di azioni nel patteggiamento.
Articolo di Alessia Pirolo tratto da http://america24.com
category: ARTE news-varie&eventuali - February 3, 2012 09:33 AM [edited: February 4, 2012 02:26 PM]
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_news: riscoperta una nuova GIOCONDA - la copia del Prado uscì dalla bottega di Leonardo
Thursday February 2, 2012
La copia della Gioconda del Prado di Madrid (immagine a destra) proviene dalla bottega di Leonardo da Vinci e fu dipinta in parallelo all’originale esposto al Louvre (immagine a sinistra).
È quanto è emerso dal lungo restauro della prima opera che attraverso uno studio ai raggi infrarossi ha evidenziato come le correzioni dei due dipinti siano andati di pari passo. È probabile che un allievo di Leonardo abbia assistito il maestro mentre dipingeva l’opera e apportato le stesse modifiche alla sua copia. Una tesi sposata dai restauratori del Prado e dagli stessi esperti del Louvre.
La copia madrilena sarebbe da attribuire a due allievi di Leonardo: Andrea Salai, che ne fu anche amante, e Francesco Melzi. Finora si era ritenuto che l’opera fosse sempre di inizio ‘500, come l’originale, ma esterna alla bottega del maestro e forse neppure italiana, quindi di valore modesto. Queste nuove scoperte saranno presentata il 21 febbraio e poi la copia della Gioconda si unirà all’originale al Louvre per la mostra «La Sant’Anna di Leonardo» in programma dal 29 marzo al 25 giugno.
Articolo tratto da http://www3.lastampa.it
category: ARTE news-varie&eventuali - February 2, 2012 09:43 AM [edited: February 2, 2012 10:18 AM]
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_photo report: "SACRE PRESENZE - La scultura lignea in Europa dal XIII al XVI sec." - Bergamo, Padiglioni Fiera
Wednesday February 1, 2012
Collaterale all'esposizione fieristica di Bergamo Antiquaria quest'anno si è celebrata la scultura lignea con la mostra "Sacre Presenze".
Una mostra di altissima qualità dove più di quaranta capolavori lignei, provenienti dal mercato antiquario e da collezioni private, hanno disegnato un breve ma affascinante excursus all'interno della scultura lignea dal XII al XVI sec. in Europa.
Madonne, Santi e Cristi vengono messi a confronto, facendo emergere non solo la loro forza espressiva e religiosa ma anche le influenze e i dettami stilistici delle diverse epoche che vanno dal romanico fino alle prime avvisaglie dei "movimenti stilistici" che anticiperanno il barocco. Alcune opere si presentano integre, a dimostrare l'eccellenza della fattura nell'utilizzo di questo materiale spesso considerato povero, mentre altre, danneggiate e prive della policromia originale, mantengono il loro forte carisma scultoreo e portano con se anche il fascino del tempo, della storia e delle vicissitudini che hanno subito nei secoli: il legno è infatti un materiale di per sé fragile e facilmente soggetto ad attacchi di natura biologica come i tarli e il fuoco, e possiamo quindi solo immaginare quali capolavori il tempo ha "strappato" al nostro patrimonio artistico.
Trovarne più di quaranta riunite in un'unica esposizione diventa quindi un'occasione quasi unica, e meritava il viaggio a Bergamo per poterle ammirare.
Dal testo introduttivo alla mostra:
La scultura lignea dipinta non deve essere considerata un genere autonomo, non il prodotto di artigiani specializzati, né tantomeno il prodotto di un'arte popolare; è una parte dell'attività dell'artista medioevale, che era allo stesso modo "mastro di pietra", "mastro di ligname" e spesso anche "dipintore".
La differenza dell'impiego dei diversi materiali, marmo o pietra, terracotta o legno, stava principalmente nella loro destinazione e nella finalità d'uso. I marmi erano impiegati nelle sculture da inserire nell'architettura sia interna che esterna, nei complessi sepolcrali; il legno era impiegato principalmente per gli arredi e soprattutto per le rappresentazioni di immagini sacre, che il più delle volte venivano trasportate in processione assumendo così un ruolo essenziale per l'attività liturgica sia dei grandi complessi che per le piccole chiese di campagna. Nel cinquecento, però diventa nella la differenza nel giudizio di valore tra l'artista che tratta il marmo o il bronzo e l'intagliatore del vile legno; quest'ultimo nell'adattarsi, cerca addirittura il camuffamento della superficie del suo manufatto.
Sono infatti frequenti i casi di rinnovamento cromatico delle sculture in legno, dipinte a finto marmo o finto bronzo. Questa concezione post-rinascimentale non vale per l'artista medievale, che al contrario, tendeva all'uso spregiudicato di tutti i materiali per la rappresentazione del reale, ritenendo anche, che colore e decorazione in oro, fossero necessarie perfino per la scultura in marmo.
Ecco allora che la policromia assume un ruolo fondamentale nella testimonianza dell'aspetto finale del manufatto che l'artista consegnava alla committenza. Nella statuaria lignea tra il WII e il WVI sec. i costumi intagliati e quindi i tessuti dipinti, mai casualmente, ma secondo canini simbolici, contribuivano, unitamente alla forza espressiva del gesto, alla narrazione della storia sacra.
Curatori mostra: Antonio di Brisco e Emo Antinori Petrini
In alto "Madonna con bambino" legno intagliato e policromato di ambito toscano del XVI sec.
Qui di seguito alcune delle sculture che erano presenti in mostra

Maestro della Madonna di Mecereto (?) "Madonna con Bambino" dettaglio - Legno policromo, Marche sec. XV

Scultore dell'arco alpino occidentale "Cristo" dettaglio - legno di cirmolo, inizi sec. XIV
Scultore toscano (?) "Cristo alla colonna" Legno (originariamente policromo) Toscana fine XV sec.

Scultore Toscano "Madonna con bambino" legno intagliato e policromato, Toscana sec. XVI

Scultore del centro Italia "San Francesco" dettaglio - legno originariamente policromato, Italia centrale sec. XVI

Dettaglio dell'esposizione

Dettaglio dell'esposizione
Scultore francese "Madonna con bambino" legno policromo e dorato, Francia fine sec. XIV

Magister a Lignamine "Madonna in trono con bambino" dettaglio - Legno policromo, Umbria metà sec. XV
Scultore delle Fiandre (Bruges?) "San Pietro" dettaglio - Legno di rovere intagliato e policromato (tracce) 1440/1450 circa
Bottega Bolzanina "Santa Caterina D'Slessandria" Legno policromo e parzialmente dorato, Bolzano (?) Inizio sec. XVI

Pietro Torrigiani (?) "Cristo trasformabile" scultura polimaterica e policromata, Toscana fine XVsec.

Scultore lorenese (atelier di Toul?) "San Pietro Vescovo" dettaglio - Pietra calcarea dorata e con tracce di policromia, tezo o quarto decennio del XIV sec.
Scultore umbro "Cristo" legno policromo, sec. XIV e XV

Dettaglio dell'esposizione
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category: PHOTO REPORT - February 1, 2012 09:48 PM [edited: February 6, 2012 07:53 PM]
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Emiliano Stefenetti
