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_report: “Leonardo Da Vinci – Painter at the Court of Milan” – Londra, National Gallery
Thursday January 26, 2012
Definita "miracolosa", “impossibile”, “evento del secolo”: gli aggettivi dedicati alla mostra dedicata al più grande artista di tutti i tempi organizzata dalla National Gallery di Londra non si sono di certo sprecati.
E questa volta i superlativi sono meritati e la realtà non delude le attese. Mentre numerose esposizioni hanno guardato a Leonardo da Vinci come inventore, scienziato o disegnatore, la mostra londinese è straordinaria perché per la prima volta concentra l’attenzione sulla produzione pittorica dell’artista (in particolare sul lavoro prodotto alla corte di Ludovico Sforza, duca di Milano, dal 1482 all'invasione francese del 1499) riuscendo nell’impresa di unire per l’evento sette dipinti certi, metà del totale attribuiti all'artista.
Distribuiti in sette sale, sono l’attrazione principale di un percorso cronologico che si snoda in un continuo confronto con i disegni preparatori (una cinquantina circa) e con le opere dei suoi allievi e dei pittori a lui contemporanei.
Ad aprire il percorso dell’esibizione è il “Ritratto di Musico” dell’Ambrosiana, piccolo e in parte incompiuto, segna la prima silenziosa rivoluzione milanese di Leonardo nella ritrattistica rinascimentale, meglio approfondito nella seconda sala, dedicata al ritratto muliebre rinascimentale, dove la “Dama con l’ermellino” di Cracovia si confronta con la “Belle Ferroniére” del Louvre: capolavori assoluti, che segnano i passaggi del percorso artistico di Leonardo che lo porteranno a realizzare la Gioconda.
Dedicata ai dettagli anatomici negli studi di Leonardo è la sala tre, dove protagonista è il “San Girolamo penitente” dei Musei Vaticani.
La sala quattro è focalizzata sull’eccezionale confronto con le due versioni della “Vergine delle Rocce”, una davanti all’altra, per la prima volta nella storia dell’arte, in un gioco di differenze tra la tra le due versioni create a distanza di una decina d’anni: luce e colori mutano nella continua evoluzione e ricerca stilistica che caratterizza tutta la produzione di Leonardo.
La sala cinque ha come protagonista la delicatissima “Madonna Litta” dell’Hermitage, qui attribuita a Leonardo, anche se è quasi del tutto accettata una più “modesta” attribuzione a Giovanni Antonio da Boltraffio, tra i più importanti allievi del maestro, mentre a chiudere la prima parte dell’esposizione nella sala sei è il ritrovato “Salvator Mundi”. Presentato al pubblico per la prima volta, opera tra le più influenti dell’iconografia di Cristo (la stessa National Gallery ha in collezione una copia tardo cinquecentesca) e fiore all’occhiello dell’esposizione è qui accompagnato dal bellissimo cartone di “Sant’Anna, la Madonna, il bambino e San Giovannino” e dalla “Madonna dei fusi” di Edimburgo (anche questa qui attribuita a Leonardo e aiuti, anche se ormai certa è l’attribuzione alla sua bottega).
La sala sette, che è dedicata interamente all’affresco dell' “Ultima Cena”, si trova all’interno del percorso classico del museo: a impressionare lo spettatore è la copia su tela a grandezza naturale dell’affresco milanese, opera del suo allievo Giampietrino. Dipinto 23 anni dopo la versione originale, viene qui messo a confronto con gli studi preparatori dei vari apostoli in prestito dalle collezioni reali inglesi e ci può dare un’idea dei colori vivi e forti che doveva avere il capolavoro di Leonardo appena terminato.
Forse nessun altro artista ha prodotto così poco: solo venti opere documentate, quindici giunte fino ai giorni nostri e sette esposte a Londra, ma tali bastano per mettere in luce le innovazioni iconografiche e la forte influenza che Leonardo ebbe nella sua epoca: la sua accurata attenzione e analisi della forma umana, lo studio dello spazio e della prospettiva e la continua ricerca di perfezione pittorica lo portarono a creare innovazioni stilistiche che furono rivoluzionarie nel pieno senso della parola, rendendo l’artista e le sue opere passaggi fondamentali del percorso evolutivo della cultura occidentale.
Una mostra imperdibile? Probabilmente si, visto che prima di rivedere in un'unica sede un nucleo così ampio delle sue opere probabilmente passerà molto tempo.
Prenotazione online sold-out prima di dicembre 2011, unica pecca resta l’incredibile affluenza di gente nelle sale, nonostante sia stata dilazionata ad ingressi scaglionati di mezz’ora in mezz’ora, mai mi è capitato di vedere tanta gente in un'unica esposizione.
Emiliano S.
“Leonardo Da Vinci – Painter at the Court of Milan”
Fino al 5 febbraio 2012
National Gallery – Londra
Tra le opere in mostra nell'immagine in alto la “Dama con l’ermellino” 1488/1490, olio su tavola, Czartoryski Muzeum di Cracovia.
category: REPORT - January 26, 2012 12:14 PM [edited: January 26, 2012 03:29 PM]
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Emiliano Stefenetti
