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_news: Tesori rubati e recuperati: tornano in Italia 322 reperti trafugati da scavi illeciti
Tuesday January 24, 2012
ROMA - Continua la restituzione da parte degli Stati Uniti di opere vendute nel mercato internazionale da esportazioni illecite.
A spiccare questa volta sono due bellissime statue marmoree acefale (vedi foto sotto): una è la famosa statua della Dea Fortuna, alta 1 metro e 63cm, del II secolo d.C, rubata a Fiumicino 27 anni fa, mentre la seconda è un'affascinante divinità femminile (altezza 1,75 cm) del Isec. d.C. sottratta da uno scavo archeologico del Lazio, ritrovati dai Carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale.
Le due statue, che verranno consegnate alla Direzione Generale dell'antichità del Lazio per essere collocate nel museo di Villa Giulia o in quello di Palazzo Massimo, furono acquistate nel 1986 dalla società statunitense Humana (per 500mila dollari) e dalla Galleria Merryl di New York. Sono state restituite spontaneamente allo stato italiano dopo che gli acquirenti hanno saputo della provenienza furtiva.
Gli altri manufatti recuperati (170 sottratti in Sardegna,Lazio e Puglia e 140 rubati in varie località d' Italia) arrivano da diverse istituzioni: quaranta reperti archeologici frammentati arrivano dal Metropolitan Museum di New York, riconducibili alla collezione privata di un cittadino americano deceduto, mentre da Princeton tornano 170 reperti, tra cui due pregevolissime statuette di donna rosa di provenienza canosina (una che suona il tamburello e l’altra la lira), un askos a forma di astragalo, un pathos a figure rosse e bianche illustrato con animali.
Da segnalare anche un bronzetto romano, alto 18 cm, risalente al I sec. d. C., conosciuto come la Venere di San Giovanni in Perareto, individuato, nei mesi scorsi, nella disponibilità di un gallerista antiquario ma rubato nel agosto 1962 presso il Museo Civico di Rimini, una pergamena antica, costituente un atto notarile del 1603 verosimilmente custodita nell’Archivio di Stato di Bari, di cui si erano perse le tracce sin dagli anni ’60 e un corredo funerario in bronzo, costituito da 2 collane, 5 bracciali, 1 fibula e vari pendagli, tutti di epoca compresa tra l’VIII ed il VII secolo a. C., consegnati spontaneamente, con la collaborazione del Consolato Generale d’Italia in New York, da un apprezzato artista contemporaneo americano.
Il valore complessivo dell'enorme quantità di reperti ( 322 pezzi tra bronzi, vasi, statue e stele) supera i 2 milioni di euro. Il ritrovamento delle statue arriva dopo un anno, il 2011, che ha visto la denuncia da parte dei carabinieri di otto gruppi criminali specializzati nel traffico e contraffazione di opere d'arte. Per Antonia Pasqua Recchia, segretaria generale del Mibac: «Si tratta di un risultato assai importante. Oggi vince la diplomazia della cultura, l'efficienza tecnologica e la collaborazione con altri Paesi». Federica Galloni, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici afferma: «È importante che i reperti vadano in luoghi sorvegliati perché il Lazio è ricco di tesori, soprattutto archeologici, ma il problema resta il controllo e la tutela dei beni che possediamo».
Informazioni e testo da un articolo di Tina Lepri di http://www.ilgiornaledellarte.com e dal sito http://www.beniculturali.it

category: ARTE news-varie&eventuali - January 24, 2012 12:01 PM [edited: January 24, 2012 12:20 PM]
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Queste opere trafugate che, in quei Paesei stessi potrebbero diventare Poli di arricchimento per dono dell'Italia che a livello etico, può sol far dono delle cose che istituzionalmente non può apprezzare e sinceramene, popolarmente parlando, ne siam tanto così ricchi da non necessitare che ci tornino.
L'ho detto con difficoltà. Ma in sintesi avrei preferito vedere queste opere rimanere - con altro indirizzo didattico e popolare, in quegli stati - come concreto inserimento urbano di elementi italici che possano - oggi - al presente - sviluppare e maturare a questa gente, il sentimento globale della gente, il vero valore (unico rimasto del passato) di quella cultura che oggi, se fatta attenta e presentata opta alla gente, può far salvo il progesso e futuro sano e saldo - generare. Insomma: un pochino come la destinazione, sul nostro territorio, delle strutture sottratte alla mafia, questi beni - sottratti al malfatto travaglio, diventino - ma standosene lì, per dono dell'Italia - l'esatto contrario di quel che, trafugato, da privata e malsana gloria per uno, diventi invece soggetto di studio e passione per tutti.
Io sono pienamente d’accordo.
La questione delle restituzione dei beni trafugati illegalmente è stata ampiamente discussa soprattutto nel caso della Venere di Morgantina.
Eccellenza del Getty Museum a Malibù è tornata in Italia per essere fiore all’occhiello del Museo ad Aidone.
Io personalmente ho trovato sbagliata il forzato rientro in Italia della statua (con ricatto annesso di Rutelli –allora ministro alla cultura- di una chiusura di qualsiasi collaborazione con il Museo americano per il prestito delle opere italiane).
In America, in California, era specchio di quell’eccellenza italiana che ha caratterizzato la nostra cultura e fama mondiale di popolo nato anche come artisti.
Avrei preferito una proposta del tipo: vi lascio la Venere ma ripagate il suo valore allo stato italiano con una cifra di 20milioni di euro come multa.
Una cifra altissima, che pochissimi musei potrebbero sostenere, ma il Getty (che si è comprato un paio di anni fa un Turner di 40milioni di euro) ha una cassa fondi molto ampia.
Questi soldi rientrando potevano essere utilizzati per la salvaguardia di altre eccellenze italiane presenti nel nostro territorio, da Pompei, al Colosseo (il cui restauro, finanziato da Della Valle, ammonta a circa 25milioni di euro), senza entrare nella lista del FAI dei “Luoghi del cuore” (articolo recentemente pubblicato in homepage) che son completamente dimenticati.
E inoltre, restando al museo americano, diventava bandiera italiana della nostra cultura e storia.
Trovo giusto fermare l’illecito mercato clandestino delle opere, ma non trovo come soluzione più adatta il rientro delle opere.
Abbiamo i Musei (dagli Uffizi al Museo archeologico di Napoli) con i magazzini stracolmi di opere che raramente (o forse mai) avremo la possibilità di vedere.
Ci preoccupiamo così tanto di far rientrare tutto ciò che è nostro (o patrimonio mondiale?) che ci dimentichiamo di quello che abbiamo già nelle nostre istituzioni e lo lasciamo cadere in miseria.
Ora all’appello manca anche il famoso “Atleta di Fano”, che la momento si trova ancora al Getty (l’ho visto personalmente quest’estate e devo dire che è conservato in una stanza climatizzata come se fosse il Santo Gral ) e io spero tanto che qualche inghippo lo fermi in California….
Come è già stato ampliamente concordato, sono la generosità e l'umiltà a non rendere “fesse“ le persone, ma sovrane al loro principio di ammissione... quale ammissione? L'ammissione di colpa di fronte all'egoismo che è solo tronfio della sua vanità, ma rende sterile quel limo di cui prima, che è utile ricordare, è in fondo il particpio prossimo e venturo di una “barriera corallina”, forse il migliore e più puro ecosistema che, come polmone sacro della terra, fiorisce in quei posti ancora intatti come “il caso della vita“ ha premiato al pianeta, agli esseri umani - accedervi e parteciparvi.
Talmente è evidente la rozzezza dell'intuito che rende all'egoismo, nelle sue più disparate e frattali forme, il “non avere vedute multiple“ che - non credo che sia un caso, che i primi a dirsi - politicamente parlando “progressisti“ e, a destra, “responsabili“ (perché comprati ixofatto dal premier con euro sonanti in prima pagina), siano poi loro i primi anti-progressisti e anti-responsabili al punto che i loro nomi e cognomi dovrebbero finire, in calce, sul dizionario dei sinonimi :)
Ecco il blog dove denunziavo l'accaduto (non ho riverificato i link). http://www.equilibriarte.net/site/mesinilio/blog/abolita-l-istruzione-della-storiografia-artistica-nelle-scuole
In parole povere, una “naturale“ escrescenza della deforme e assassina (a piano titolo dovrei dire in tutti i sensi) attività del B. ai danni dell'Italia intera (el difetto ch'ancora il resto del mondo ci condanna, è che non se n'è andato ma come cianurica manna, stà dietro le quinte al far il pirla che, per le insistite pirle cose che dice, il pianeta ancora ci condanna - repetitia appuntum).



