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_news: TERREMOTO - le foto del salvataggio in extremis di una Pala del ‘600
Monday May 21, 2012
San Carlo (FE) - Fra le centinaia di immobili storici danneggiati o rasi al suolo dalle scosse di terremoto di ieri compare il nome dell’Oratorio Ghisilieri della Chiesa Vecchia di San Carlo: un piccolo e prezioso gioiello del Seicento Barocco Italiano.
Eretta nel 1685 e consacrata e dedicata ai Santi Carlo e Benedetto la chiesa era il più antico esempio di architettura religiosa e artistica del Comune di Sant'Agostino e da essa ha preso il nome il paese di San Carlo. Il progetto della chiesa fu di Agostino Barelli (1626-1697), architetto bolognese noto per aver esportato il barocco italiano in Baviera. Ispirata alla chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane eretta a Roma dal grande architetto barocco Francesco Borromini, l’interno presentava pregevoli gli affreschi seicenteschi opera di Biagio Bovi, di scuola carraccesca e Tommaso Aldrovandini, noto quadraturista italiano.
Sull’altare maggiore campeggiava la preziosa Pala attribuita sempre a Bovi, che rappresenta San Carlo Borromeo e San Gregorio ai piedi della Madonna e il Bambino.
Quest'ultima è stata oggetto di un salvataggio da parte dei Vigili del Fuoco, che la hanno messa in salvo, traenadola fuori dalle macerie dell'Oratorio Ghisiglieri e della Chiesa Vecchia con il supporto di una gru.
Il Gruppo SAF dei Vigili del Fuoco di Ferrara e Bologna erano intervenuti per stabilire la gravità dei danni subiti dalla Chiesa Barocca. Uno di loro, Erasmo Bovina, caposquadra e Responsabile Operativo del Nucleo SAF di Ferrara, si è rapidamente imbracato e si è fatto alzare dai colleghi sulla sommità di quella che un tempo era il tetto della chiesa, ha intenzionalmente provocato la caduta di alcune tegole e mattoni, in modo da poter lavorare in sicurezza, e una volta appurato che il complesso ormai era ridotto ad un cumulo di macerie, ha segnalato la necessità di intervenire per portare in salvo dalle scosse, ma anche dalle intemperie, la Pala di Biagio Bovi. Quindi, con un intervento specifico durato una ventina di minuti, il Vigile del Fuoco dunque ha tirato su la gigantesca Pala, che è risultata lievemente danneggiata.
Articolo tratto da www.ferrara24ore.it
Nell’immagine in alto, la tela prima di essere salvata (foto tratte da www.ferrara24ore.it)

category: ARTE news-varie&eventuali - May 21, 2012 11:45 PM [edited: May 22, 2012 09:37 AM]
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_news: Napoli - San Giovanni a Carbonara : La pioggia cancella gli affreschi 400eschi
Friday May 18, 2012
Ennesima e desolante notizia che mette alla luce il degrado del nostro patrimonio anche quando basterebbe molto poco per poter salvaguardare il nostro più grande tesoro.
Riposto qui di seguito l’articolo apparso sul Il Mattino, versione online, scritto da Claudia Procentese.
NAPOLI - I segni della colatura d’acqua sono evidenti. Basta alzare lo sguardo per capire che le gocce scivolano giù sull’affresco da una finestra senza vetro ubicata nella parte superiore della cappella. Nella chiesa di san Giovanni a Carbonara la rovina del fregio quattrocentesco è sotto gli occhi del visitatore. A lanciare l’allarme è stato un gruppo di cittadini trovatisi di fronte ad un’incuria che ha danneggiato parte della pittura della Cappella Caracciolo del Sole, opera di Leonardo da Besozzo e Perinetto da Benevento.
In basso sulla parete è raffigurata la Vita degli Eremiti, «scene a tratti non visibili poiché rigate dall’acqua piovana che entra dalla finestra a ogiva posta a circa sette metri di altezza» spiega Pierpaolo, studente di Medicina, tra i primi a mobilitarsi per salvare gli affreschi. Tracce palesi di cui Ciro, il custode, è costretto ogni giorno a dare lumi ai turisti che chiedono spiegazioni. «È da tempo che sono in questo stato», questa l’unica risposta. «Qualche giorno fa - continua Pierpaolo - ho accompagnato alcuni amici di Vicenza ad ammirare il complesso di San Giovanni a Carbonara e mi sono accorto del danno: non c’erano dubbi che quelle striature erano state provocate dalla pioggia penetrata dal finestrone. Ho fatto qualche foto, deciso a non far cadere nel silenzio l’ennesimo reato che si compie a scapito della cultura di questa città».
Di qui il tam-tam su blog e social network, l’idea di promuovere una colletta per acquistare il vetro. Ma dal Comune, venuti a conoscenza del fatto, «nonostante la chiesa non sia di nostra proprietà», sottolineano da Palazzo san Giacomo, immediata è giunta la proposta di intervenire. I tecnici comunali hanno eseguito un primo sopralluogo nella cappella alle spalle dell’abside, da cui si accede passando sotto il monumento funebre a re Ladislao. Dopo la messa in sicurezza verificando l'assenza di rischi per l’incolumità pubblica, per oggi è prevista la seconda ispezione e «con il permesso della sovrintendenza, attraverso un ponteggio che non rovini l’antica pavimentazione maiolicata, si provvederà a chiudere la finestra con una lastra di vetro removibile, in attesa di quella permanente il cui rifacimento dovrà rispondere a caratteristiche affini al contesto architettonico»: questo il responso dei tecnici.
Resta, ora, il rammarico per le pitture ormai rovinate che dovranno essere sottoposte a pulitura prima di ritornare ai vecchi colori. «È scandaloso far passare tutto questo tempo, mentre occorreva solo un po’ di buonsenso, un vetraio ed una scala - commenta Dario Lepore, storico dell’arte, tra coloro che hanno sollecitato l’intervento -. A scomparire qui è la nostra storia, non solo un dipinto». Sono i ritardi ad essere al centro della polemica perché «è incredibile che si rischi di perdere in maniera irreversibile una tale testimonianza del passato per disinteresse e lungaggini burocratiche», come denunciato da Anna Maria Cicellyn, presidente del Circolo Napoli Centro Antico di Legambiente.
Nelle immagini gli affreschi danneggiati.
Articolo di di Claudia Procentese tratto da http://www.ilmattino.it
category: ARTE news-varie&eventuali - May 18, 2012 11:15 AM [edited: May 18, 2012 11:20 AM]
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_news: Assolto il vandalo di Piazza Navona: "incapace di intendere e volere"
Wednesday May 16, 2012
ROMA, 16 Maggio – Mauro Magi, il romano di 53 anni che il 3 settembre 2011 lanciò un sanpietrino contro la Fontana del Moro di Piazza Navona danneggiandola, è stato assolto perché incapace di intendere e di volere. Decisione presa dal giudice monocratico Tiziana Gualtieri, sollevandolo dall’accusa di danneggiamento aggravato. La decisione del giudice è dipendente anche dalla perizia psichiatrica, esaminata a marzo 2011 dal gip in ambito di incidente probatorio e stabilendo, nei confronti dell’imputato, un ricovero di due anni presso l’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa, perché ritenuto un pericolo sociale.
L’uomo, nello stesso giorno, aveva commesso un atto simile nei confronti di Fontana di Trevi. Venne arrestato 48 ore dopo aver osato a tali atti vandalici, grazie ai filmati delle telecamere di sicurezza che l’avevano ripreso e reso riconoscibile. Per quanto riguarda i danni apportati agli storici monumenti romani il Campidoglio, in particolare l’assessore alla cultura di Roma Capitale Dino Gasperini, reputa giusto addebitare i costi del deterioramento al responsabile del gesto vandalico: “Continuerà a pagarli lui i danni perché un conto è la responsabilità penale, un conto è il procedimento amministrativo. Sono due argomenti distinti. L’amministrazione ha tre scelte: quella di fare appello in riferimento alla sentenza, quella di chiedere in sede penale il risarcimento civile e quella di procedere in termini di diritto civile”.
Nell’immagine il dettaglio della fontana subito dopo il danno subito.
Articolo di Valeria Racano tratto da http://www.romatg24.it
category: ARTE news-varie&eventuali - May 16, 2012 02:07 PM [edited: May 16, 2012 02:09 PM]
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_internazionali: ANTONY GORMLEY
Tuesday May 15, 2012
Antony Gormley è uno dei più noti scultori inglesi contemporanei nato a Londra nel 1950.
Il più giovane di sette figli, nato da una madre tedesca e un padre irlandese, ha conseguito la laurea in archeologia, antropologia e storia dell’arte al Trinity College di Cambridge e dal 1971 al 1974 e successivamente viaggiato in India e Sri Lanka per approfondire gli studi di architettura e scultura etnica e il buddismo.
Tornato a Londra ha seguito corsi di approfondimento alla Central School of Art, al Goldsmiths College e alla Slade School of Art.
Durante la sua carriera artistica, ormai quasi ventennale, Antony Gormley ha costruito sculture che indagano il rapporto fra il corpo umano e lo spazio in generale, esplicitamente in grandi installazioni come Another Place, Domanin Field e Inside Australia, e implicitamente in opere come Clearing, Breathing Room and Blind Light, dove l’opera diventa una cornice attraverso la quale l’osservatore viene osservato. Usando la propria esistenza come banco di prova, il lavoro di Gormley trasforma l’esperienza soggettiva in proiezione collettiva. Infatti, l’artista ha portato sempre più spesso la sua ricerca all’esterno delle gallerie, permettendo al pubblico di partecipare attivamente, come nell’opera Clay and the Collective Body (Helsinki) e l’acclamata One & Other, commissionata per Trafalgar Square a Londra.
Antony Gormley usa il corpo come misura e matrice, come punto di partenza per realizzare figure che, attraverso la loro particolare disposizione nello spazio, assumono connotati domestici ed al tempo stesso estranianti.
Sebbene la forma originaria delle sue opere sia quindi sempre quella della sagoma dell'artista stesso, la sua non è un'opera strettamente autobiografica, ma piuttosto un "veicolo" per interrogarsi sui grandi quesiti esistenziali.
Le opere di Gormley sono state esposte in diverse località della Gran Bretagna, con mostre personali, a Londra, alla Whitechapel Gallery, alla Serpentine Gallery, alla Tate, alla Hayward Gallery, al British Museum e alla White Cube. Inoltre, le sue opere sono state esposte in altri paesi, con mostre personali in vari musei, tra i quali: Louisiana Museum of Modern Art (Danimarca), Malmö Konsthall (Svezia), Kunsthalle zu Kiel (Germania), National Museum of Modern Chinese History (Pechino), Antiguo Colegio de San Ildefonso (Città del Messico) and Kunsthaus Bregenz (Austria). Gormley ha anche partecipato a mostre collettive al Museum of Modern Art (New York), al Los Angeles County Museum of Art, alla Biennale di Venezia e a Documenta 8 a Kassel (Germania).
Tra le opere/installazioni più celebri:
Angel of the North - Questa scultura, che misura 20 metri di altezza e 54 metri di larghezza ha catapultato a livello mondiale la popolarità di Gormley.
Commissionata nel 1994 ed eretta su una collina a Newcastel nel 1998, è considerato uno fra i più rilevanti esempi di scultura contemporanea britannica, è una scultura contemporanea che si trova dentro Gateshead, Tyne and Wear, Inghilterra, e simbolo della rinascita culturale ed economica della regione del Nord-Est dell’Inghilterra.
Le ali di questo Angelo sono piegate in avanti di 3,5 gradi: l’artista ha detto che questa piegatura serve a creare un “senso di abbraccio”.
Event Horizon - il progetto, realizzato nel 2007, consisteva in 31 sculture tutte uguali raffiguranti corpi maschili, modellate da un calco del corpo e del volto dell’artista stesso.
27 furono realizzate con fibra di vetro e collocate sulla cima di palazzi di rilievo del South Bank di Londra, mentre 4 furono fuse in bronzo e disposte in città .
L’installazione migrò poi a New York nel 2010, mentre dal 19 maggio al 15 luglio di quest'anno saranno presenti nello sky-line di San Paolo in Brasile.
L’artista: “È stato bello vedere gruppi di persone o soggetti individuali che puntano all'orizzonte. Questo trasferimento di quiete della scultura nella quiete dell’osservatore che ammira il silenzio è per me emozionante: diventa una quiete riflessiva condivisa”
Another Place - Questa installazione, eretta sulla spiaggia di Crosby, a Liverpool in Inghilterra nel 2007, è formata da cento figure di ghisa rivolte verso il mare, sparse su una striscia di spiaggia lunga due miglia. Ogni statua è alta 189 centimetri e pesa circa 650 kilogrammi.
Come la maggior parte delle opere di Gormley, le figure sono repliche del corpo dell'artista. Con l'alzarsi e l'abbassarsi della marea, le statue sorgono o vengono sommerse dal mare.
Another Place fu esibito per la prima volta sulla spiaggia di Cuxhaven, in Germania, nel 1997
A Gormley sono stati conferiti il Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999 e il Bernhard Heiliger Award for Sculpture in 2007.
È stato insignito dell’onorificenza di Officer of the British Empire (OBE) nel 1997 ed è membro onorario del Royal Institute of British Architects, del Trinity College e del Jesus College, ambedue di Cambridge.
Gormley è membro della Royal Academician dal 2003 e del consiglio d’amministrazione del British Museum dal 2007.
Il 13 marzo 2011, Gormley ha ricevuto il Premio Laurence Olivier per Outstanding Achievement in Dance per le scenografie per Babel (Words) presso il Sadler Wells in collaborazione con Sidi Larbi Cherkaoui e Damien Jalet
Nell’immagine in alto l'opera “Feeling Material XIV” e in basso "Ataxia", installazione alla Anna Schwartz Gallery.
Biografia web: http://artfirst.percorsi-emotivi.com - http://www.windoweb.it – http://en.wikipedia.org ¬- http://it.wikipedia.org

category: ARTISTI INTERNAZIONALI - May 15, 2012 11:33 PM [edited: May 16, 2012 12:29 AM]
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Emiliano Stefenetti
