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Portfolio > Germana Ponti pittura ad olio > untitled
critics
Anche questo è molto bello Germana, ultimamente mi pare di notare - nella coerenzialità di queste due ultime prove, che devi aver lavorato molto (intendo dire a 360 gradi su tutti i filari che determinano la tua passione, quindi anche quelli apparentemente che potrebbero rendersi meno direttamente implicati). Qui, più che nell'altro, si intravvede un desiderio di far bene maggiore - e quindi svela una paura e un'incertezza in più rispetto al precedente postato che ti ho (ma veramente abbiamo coralmente in tanti) apprezzato.
In questo lavoro segnano bellezza e smalto la plasticità, il comunque lavoro delicato sulle espressioni del viso, la meticolosa cura nel disegno per stare alle proporzioni di una difficile postura ma comunque, ciononostante complessa ancora svettante ed elegante nella sua ardimentosa dinamica anatomica. Il rischio che hai cercato, qui è maggiore, perché le difficoltà soprattutto nel disegno e nell'espressione volumetrica delle proporzioni - ti ha costretto a rimanere “accuorta“ e quando si fa un lavoro così complesso, spesso - l'osservatore, è stimolato a interrogarsi (fine e inizio delle parti, apliezza dei fianchi, robustezza delle cosce, lunghezza degli arti... per questo lo si mette anche in difficoltà, ed esso teme di non avere tutto sotto controllo.
Su questo puoi migliorare, cercando composizioni complesse ma... che si legano alle soluzioni loro proprie in un corteo di essenzialità armonica superiore - talora lavorando sulla composizione superando la postura magari divenendola meno complessa ma più bella.
Ciò detto, fa però anche piacere vedere un lavoro che “ausculta” e quindi esamina, una composizione tanto inusuale e insolita, e proprio per questo difficile - partendo dal corpo e finendo poi nel panneggio, anche quello estremamente complesso da lavorare in quello che è il suo destino goniometrico che risente per primo, come ance le massi muscolari, della forza di gravità :) Per una ragione nobile: ti sei prescelta il verismo pittorico, quindi le cose esatte come sono ma non completamentissimamente leziosamente fotografiche - ciò, quindi, comporta mettersi all'esame su arditi temi, che hanno leggi composte e severe, perché non condonano troppo l'errore (errore stante alle loro dinamiche di espressione, appunto, veristiche).
Pertanto brava, ci tenevo a sottolineare questi punti che credo possano aiutarti a completarti ulteriormene - si nota molto il lavoro e dato che aumentando il potenziale espressivo aumenta anche l'ardimento 8quindi che che desideri come obiettivo), è ovvio che ti si presentano binari sui quali moderare equilibri più complessi, in generale, al tuo modo di esprimerti. Ricorda: la bellezza non è contraria alla magnifica e desta beltà talora della semplificazione. Anche nel verismo, e non vi è mai una certzza che esuli dal sostenere un dubbio - alla verità :) Che col dubbio, si completa (ma con l'errore, o con la paura di sbagliare, arretra alla sua certezza - sempre).
Ciao carissima e ancora complimenti per il bel lavoro :)
In questo lavoro segnano bellezza e smalto la plasticità, il comunque lavoro delicato sulle espressioni del viso, la meticolosa cura nel disegno per stare alle proporzioni di una difficile postura ma comunque, ciononostante complessa ancora svettante ed elegante nella sua ardimentosa dinamica anatomica. Il rischio che hai cercato, qui è maggiore, perché le difficoltà soprattutto nel disegno e nell'espressione volumetrica delle proporzioni - ti ha costretto a rimanere “accuorta“ e quando si fa un lavoro così complesso, spesso - l'osservatore, è stimolato a interrogarsi (fine e inizio delle parti, apliezza dei fianchi, robustezza delle cosce, lunghezza degli arti... per questo lo si mette anche in difficoltà, ed esso teme di non avere tutto sotto controllo.
Su questo puoi migliorare, cercando composizioni complesse ma... che si legano alle soluzioni loro proprie in un corteo di essenzialità armonica superiore - talora lavorando sulla composizione superando la postura magari divenendola meno complessa ma più bella.
Ciò detto, fa però anche piacere vedere un lavoro che “ausculta” e quindi esamina, una composizione tanto inusuale e insolita, e proprio per questo difficile - partendo dal corpo e finendo poi nel panneggio, anche quello estremamente complesso da lavorare in quello che è il suo destino goniometrico che risente per primo, come ance le massi muscolari, della forza di gravità :) Per una ragione nobile: ti sei prescelta il verismo pittorico, quindi le cose esatte come sono ma non completamentissimamente leziosamente fotografiche - ciò, quindi, comporta mettersi all'esame su arditi temi, che hanno leggi composte e severe, perché non condonano troppo l'errore (errore stante alle loro dinamiche di espressione, appunto, veristiche).
Pertanto brava, ci tenevo a sottolineare questi punti che credo possano aiutarti a completarti ulteriormene - si nota molto il lavoro e dato che aumentando il potenziale espressivo aumenta anche l'ardimento 8quindi che che desideri come obiettivo), è ovvio che ti si presentano binari sui quali moderare equilibri più complessi, in generale, al tuo modo di esprimerti. Ricorda: la bellezza non è contraria alla magnifica e desta beltà talora della semplificazione. Anche nel verismo, e non vi è mai una certzza che esuli dal sostenere un dubbio - alla verità :) Che col dubbio, si completa (ma con l'errore, o con la paura di sbagliare, arretra alla sua certezza - sempre).
Ciao carissima e ancora complimenti per il bel lavoro :)
Grazie Elena, Luca, Diana e Luca Mesini grazie, farò tesoro dei tuoi consigli, sempre che ci riesca!!! Un bacio a tutti
non potevo non metterlo fra i preferiti! mi ha davvero colpito :)!




