...come parlare di nulla
Monday June 29, 2009
Ho scoperto la bicicletta.
Voglio dire, già da piccolo posai i piedi sui pedali, certo.
Ma che fosse colpa di un corpo grosso ma non forte, quasi ingombrante; o piuttosto il mezzo esagerato e pesante (mostro rosso dal nome giallo fiammeggiante!)beh, quale che sia stata la causa per trent'anni ho inviso il velocipede, considerandolo sì una brillante invenzione ma di certo priva di piacere.
Come mi sbagliavo.
Per ritrovare il piacere di questa virile fatica ho dovuto perdere qualcosa: soldi.
E sia benedetta la crisi, se non vuota le spiagge e i ristoranti ma inesorabile affligge gli automobilisti.
Così, che di strada ne ho molta, aspetto l'amico treno, all'alba, ed arrivato nella città feriale via! a cavallo di un leggero (meno male) e vetusto mezzo mi getto nel traffico di Parma, per una folle corsa di dieci minuti.
Ed è allora, che mi sveglio.
Sento le cosce ardere, accendersi lente, e il cuore dare il tempo deciso.
La città accelera, confusa si macchia, il bianco degli occhi son fari.
E vorrei andare sempre più forte - inseguendo chi?- non so.
Un epoca forse. Un futuro? futurismo?
Ma no, il futuro è già stato, come il passato del resto.
Il presente. Il Presente non è male. Ecco, correre per non perdere il presente.
Correre perché non si trasformi in qualcosa che deve essere (un ritorno, per esempio) o peggio, qualcosa che fu.
Sappiamo tutti come va a finire. Non può che essere la condanna di Sisifo.
Almeno, il week-end è libero.
Buonanotte.
June 29, 2009 10:24 PM
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Tuesday January 13, 2009
Mi piacerebbe scrivere una breve introduzione.
Davvero, non c'è molto da dire.
Ho rivisto Cesenatico, piccolo paese della Romagna, a molti anni di distanza dall'ultima volta.
E anche da parecchi centimetri più sù, se penso a quanto ero alto da bambino.
Chissà perché non ci sono tornato prima.
Comunque, è stata una tale piacevole sorpresa, che ripensandoci nei giorni successivi mi sono costruito questi versi a imperitura memoria, come si suol dire.
Ora li metto qui, che è un poco porto, un poco nave.
Spero vi piacciano, ma qualunque sia la vostra opinione, sarei contento di conoscerla.
Buonanotte a tutti.
SALUTE.
CESENATICO.
Cesenatico d'antico porto
e un dito
di mare Adriatico sul cuore.
Cesenatico la Vecchia,
di veste graziosa
e animo pescatore.
Fu di domenica andata in pigrizia,
che mi trovai rapito
fra le vele e le tue nasse;
di colpo meravigliato e stupito:
Così come chi è nato
tra un mare immoto
e nuvole basse.
21 Ottobre 2007
January 13, 2009 09:56 PM [edited: January 15, 2009 02:00 AM]
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Sunday January 11, 2009
…Vorrei postare un piccolo racconto che scrissi qualche anno fa, in previsione di aprire un sito.
Il sito ancora non c'è, ma esiste un luogo e un tempo ugualmente adatti e sono questi.
Perciò, per chi ha tempo e voglia di leggere (e di farmi sapere cosa ne pensa, non mi offendo) buona lettura.
Un'altra cosa: mi piacerebbe prendere contatto con un illustratore/trice per dar vita ad una serie di fumetti brevi. Non è un progetto commerciale, ovviamente, ma cosa ne possa nascere chissà...se qualcuno/una fosse interessato/ta mi faccia sapere!
SALUTE.
...Dalla Zattera...
Navigavamo in acque tranquille, passeggiando sul ponte da gran signori, fumando e parlando del mondo che avevamo lasciato e di quello che ci attendeva; incrociando le signore sollevavamo i cappelli, a saluto dei loro ombrellini colorati.
Quelle acque calme, il legno solido e caldo sotto i nostri piedi e le divertenti conversazioni erano la vita, il mondo e la normalità.
Perché avrebbe dovuto cambiare? Nessuno lo desiderava.
Alla sera si bevevano magnifici drink e l’orchestra ci faceva ballare.
Non sapevo chi fosse un fochista, che vivesse sott’acqua come i pesci e che avesse per stelle le braci della caldaia.
Quello stesso uomo che dorme ora accanto a me, che ha pianto tutta la notte per la nostra misera sorte, inveendo e bestemmiando sino ad arrochirsi la voce.
Fu lui che nella confusione del naufragio legò tra loro le prime assi di quella che ora è la nostra zattera.
Le cose sono molto cambiate, il mio abito è sgualcito ed ho perduto in mare il cappello; attorno galleggiano indifferenti gli ombrellini colorati come strane meduse.
Molti di coloro con cui mi accompagnavo sono spersi e con essi le inutili discussioni.
Ora c’è una cosa - molto importante - a cui pensare: sopravvivere.
Non c’è più tempo per i divertimenti e i balli, la corrente ci trascina a suo piacere e per la prima volta, vedo da vicino il colore dell’abisso.
Stracci legati assieme sono la nostra vela e bandiera che per quanto logora è riuscita forte e ottimista.
Come me, che forse troppo ingenuo, sono convinto che ci salveremo.
January 11, 2009 03:35 PM [edited: January 11, 2009 03:48 PM]
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Friday January 9, 2009
Oggi sono stato in giro.
Per lavoro, si direbbe.
Però, mentre la macchina va, dai finestrini scorre un mondo fantastico, trasfigurato dalla neve o meglio, dai colori della neve.
Le ombre erano piene di azzurri, da tenui sino al blu profondo. Un oltremare di un mare fermo.
il sole dorava invece le superfici piane, non spezzate, liscie.
Così, tra campi gibbosi, pioppi sull'attenti e casolari sonnacchiosi è passata la pianura tra Reggio e Mantova.
Sopra uno di quei campi stava con grande agitazione un falchetto; lo chiamano "spirito santo" quel modo di volare, quando sorvolano in cerca di prede. Sono molto belli.
Ho pensato:
E li vedi
sui campi stare
ad osservar dall'alto il mondo.
mentre li passi,
ratto e tondo,
un salpar di ali
di sentir ti pare.
Buonanotte a tutti.
SALUTE.
January 9, 2009 09:47 PM [edited: January 9, 2009 09:49 PM]
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