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Valentina Majer

Artista - iscritto il 13 apr 2008

Luogo: rome - IT

Email - v.majer@vodafone.it

Sito web - http://www.valentinamajer.com

Bio

Testo critico

Se lo spirito dell’arte si manifesta nella creazione di una Forma, in tempi moderni in cui tutto sembra essere stato già scoperto, molti artisti si concedono tuttavia il piacere della ri-scoperta, del ridare vita ad oggetti semplici, poveri, magari dimenticati. Lo abbiamo visto negli anni Settanta, con la nascita dell’Arte Povera, ma una testimonianza programmatica e dai risvolti perfino mistici è arrivata dall’artista americano Robert Rauschenberg.
Valentina Majer approda all’arte povera, all’objet trouvé, dopo un lungo percorso che dall’arte figurativa si è orientato lentamente verso l’astrazione, passando attraverso la sintesi della forma e contemporaneamente lo studio del colore. Dalla dimensione tradizionale del quadro l’artista si è spinta sempre più verso il formato over size, fino ad annullare i confini dell’opera – privata della cornice - e sperimentare nella dimensione del non finito l’espressione di un bisogno interiore di ricerca e libertà. Il carattere estemporaneo della sua espressione pittorica, l’automatismo e l’istintività si sottraggono da qualsiasi limite prestabilito. Nascono così opere di grandi dimensioni su carta o tela che sembrano sconfinare oltre lo stesso supporto, cercando con enfasi di occupare lo spazio invadendolo col colore. Carta, cartone, materiale da imballaggio, stracci, corda sono alcuni tra i materiali prescelti per opere che formano con lo spazio che le ospita una vera e propria sinergia ambientale dove il linguaggio dell’astrazione si mescola a quello della vita reale. La tela diventa improvvisamente un muro, un solido muro di meditazione e nelle stratificazioni date dalla materia, fra stracci, carta e colore è facile scorgere un infinito, misterioso mondo fatto di ricordi, di pensieri, di emozioni, congelate o combuste fra quei frammenti come a voler conservare fra cenere e polvere, la vita e la morte, il passato e il presente.
Nella maggior parte dei lavori, diversi strati di tessuto e di carta si sovrappongono creando palinsesti di grande profondità ed eleganza. All’inizio dominano i colori forti e brillanti, anche se vengono via via incorporati colori più neutri che smorzano la violenza e la forza dell’impatto con l’opera. Ai collages si accompagnano in questa ricerca anche gli objets trouvée modificati che sono forse l’espressione più originale e significativa dell’artista: borse, sacchi, cuscini, scatole il cui stato viene “modificato” originando una sorta di linguaggio cifrato, di messaggi simbolici che attraverso la de-strutturazione della materia portano alla sublimazione in opera d’arte. Ricoperte di gesso e colla, “sporcate” di colore saturo, assemblate con gli oggetti più vari queste opere testimoniano il valore della cosa comune, dell’oggetto “povero”, del frammento di vita quotidiana che nello spirito dell’arte si trasforma e diventa unico.
Oggetti che nella loro forma chiusa e raccolta sembrano presagire segreti e sorprese, un mondo nascosto che non si vuole rivelare e che nella dimensione del non detto e del non finito trova la sua squisita ragione di essere.
Lucia Majer
Critico d'arte

"Sono di origini venete e mi sono laureata all'Università Cà Foscari di Venezia frequentando contemporaneamente il corso di disegno del nudo all’Accademia di Belle Arti di Venezia e per due anni la Scuola Internazionale di Grafica.
Ho iniziato la mia attività artistica vent’anni fa esponendo a Venezia seguendo i corsi del maestro “zen” Giorgio Teardo, dopo di ché ho intrapreso un lungo percorso che si è fuso con i miei studi alla Scuola di specializzazione alla Sapienza di Roma, dove mi sono trasferita. Tutt’oggi tengo lezioni di storia del’arte per l’università degli adulti: "L'arte a Roma attraverso i secoli" e "L'arte del 900".
La mia arte è composta da disegni su carta da spolvero realizzati con pastello a olio, gessetto, carboncino, che chiamo “graffiti su carta”. Essi analizzano la spontaneità del segno giovanile e del linguaggio primitivo ed infantile. Hanno un forte richiamo con il mondo urbano, per i colori accesi, la perdita di centralità, il senso del caos, la ripetizione delle immagini.
Le mie opere su tela hanno un forte riferimento anche ad Andy Warhol il quale aveva intuito la sacralità degli oggetti per il mondo odierno; così i miei lavori ricostruiscono a frammenti una visione allucinata della città nella ripetizione di essi o parte di essi e delle scritte che riguardano scatole istruzioni e involucri.
Nei miei ultimi lavori su tela ("Pietra", "Materia" "Strati") mi concentro sui materiali edilizi e da costruzione in generale; da un lato essi ci circondano e sono le nostre fondamenta; quali il cemento; dall'altro l'uso delle terre, del gesso e delle polveri ci riporta ad una mondo primigenio, fatto di materiali naturali, ove l'uomo può ritrovare una sua origine e naturalezza nell'amore stesso per la materia e le cose povere, esprimendolo nella spontaneità dei segni e delle incisioni sui muri. Un'ultima serie sono le sculture realizzate con materiali di riciclo e tecnica mista il massimo per esprimere il senso della vita, lo stato delle cose, il divenire dell'uomo; la difficoltà nel far emergere e nel voler cercare un contenuto ad una vita dove tutto si distrugge, si ricicla e si modifica." Valentina Majer



commenti

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Claudio Bandini - 30/03/2013 - 17:33:58
Grazie per la preferenza Valentina!!!
Pietro Domenico Moro - 10/02/2013 - 11:02:04
grazie Valentina per il contatto che ricambio !!!
Utente disattivato - 01/02/2013 - 13:01:12
(@EQWork)5242b2e33edb354619425782(EQWork)

Grazie Maestra!
Utente disattivato - 08/01/2013 - 16:31:09
(@EQWork)5242b2e73edb35461942a624(EQWork)

Grazie per le pref Valentina!
Come va? E' un po' che non ci si sente...
Tutti i commenti (175)
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