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Pubblicato da
Luca Mesini
il 12 gennaio 2018

Il Tempo delle Mele di Milena

... pare proprio che il 2018 sia l'anno della consacrazione del Tempo delle mele per ... Milena Bini :) Ragazza creativa e sensibile, conosciuta anni fa, da un anno/due ha iniziato “trasversalmente” la sua personalissima produzione di bellissime... mele. Non è un remake musicale dei Beatles (anche se in quel di Abbey Road Studios, prima o poi, una mela bella verde, numerata, firmata, timbrata ad Hoc ci potrebbe stare bene) prevediamo che una bella mela argentata vanti un giorno le Hall della Apple e qualche altra sede culturale in quel d'America (il New York Times a esempio che a ragion di apertura creativa verso il genio italico ha sempre ben risposto). Oggi ha preso posto nel benvenuto nuovo punto di riferimento per gli amanti (della cucina e...) del buon gusto di Alessandro Borghese a Milano e senza dilungarci oltre, …godiamoci Ste mele :)

La Bellezza di questa plastica, cromata, smaltata e Grande Mela :)

(aggiornamento al 14-01-2018, con una nuova riflessione che ci permette di illustrare meglio il contesto) ... quando penso a questa Mela... “metallizzata”..., ovvero, modellata e cotta a mano e poi lavorata (come Lei essa confida, forse per l'effetto proprio metallizzato, grazie a una collaborazione con l'amico carrozziere, ovviamente nel range di quei tipi di Mele... poiché ce ne sono molte altre...) per ottenere infine, lucido, quel “maraviglioso” smalto colorato – eppure partendo dalla lavorazione manuale (ergo non finendo in un prodotto sul delta di una “cineseria” industriale dove non c'è altr'anima se non quella – peraltro benvenuta, in quell'ottica politica, del prezzo bassissimo) – ma ottenendo, infine, un prodotto che vale il dono di un Re Magio o come nella fu prima letterata e fortunata serie di Spazio 1999 dove l'incontro con degli Alieni, alti, umani, dai capelli lunghi, lisci, argentati e cristallini... oggi li vedrei portare al Capitano Koening, in dono, non il fatidico “uovo” ma la “mela di Binifrutto radicale della nostra conoscenza et soprattutto dell'idea concettualmente filosofica che... “Ogni volta che salgo su questo albero, colgo una Mela e te la porto – e ogni volta, quella Mela... ha un colore diverso...” ... ebbene, in tutto questo, io non mi concentrerei soltanto sulla bellezza e la poesia – ma chiamerei queste due “unità essenziali” alla parola che mi vien spontanea mettere vicina a questo gesto: la FORZA.

La forza che è insita in questo gesto, nella mela che qui sotto illustreremo.

La forza che Milena Bini sta ottenendo oggi avendo capito come ridarci (e ridarsi), eppure con le valenze necessarie al nostro tempo, il simbolo più antico del mondo: la Mela :) Simbiosi di un nuovo inizio, parallelo al sentimento di una strada trovata (o ri-trovata).

(fine aggiornamento, a parte al Fondo dove aggiungiamo un omaggio ad Angelo Branduardi cfr. Bonus Musicale).

 

La Mela... non è propriamente un frutto qualsiasi, né una forma dalle valenze ridotte. Simbolo della bellezza, del desiderio e naturalmente della Rinascita, come nel contesto che ce la porta nuovamente, nell'anno 2018 – ai versi dei gesti di un'artista contemporanea qual è Milena Bini e il suo “laboratorio” nato sul filo de l'olio di gomito investito per passione e credo anche dovere deontologico.

Nata in questo contesto sul filo del “scegli la tua mela” (qui in una foto dell'installazione CATCH DIVERSITY fra le prime desiderate visionare al pubblico nei magazzini dove lavora e lavorava) lasciandoti guidare dai colori che meglio sono a istinto alle Linee Guida del tuo/Vostro benessere... l'oggetto è oggi perfetto alla sua natura ceramica: da collezione :) Varie le tecniche, ricca la fantasia, ormai celere l'esperienza e sul rimando degli antichi maestri la sapiente, come sappiamo, millenaria tradizione lavorazione manuale.

Non solo: arriva da lontano presentandosi al presente attuale e contemporanea.

Dovrei dire: la Nuova Giusta Versione della mela di sempre come oggetto di arredo e di design. Senza ammennicoli come prese USB o radio faro WiFi, senza il bisogno di diventare un soffice “puff” alla moda ma un pregiato (ergo dal suo peso) oggetto che irradia bellezza e benessere allo stato fisico, soprattutto per la materia con la quale è stato cotto al forno e lo sguardo per via del colore scelto: anima e carattere o personalità di chi lo ha in quelle siffatte fogge scelte al posto di un qualsiasi altro.

Dice più una mela sul tavolo, sul piano bar, sullo studiolo che tante altre cose... simili :)

Alla Silicon Valley, Argentata o Opalino Bianco pallido o fluescente... sarebbe per i designer della Apple un ricco contribuente (come lo furono al tempo Tiffany e le Sale d'Arte per ispirare la nascita del Mac).

Come abbiamo prima sopra citato i Beatles – una bella mela verde ad Abbey Road :)

Un simbolo di bellezza, design, che raccoglie però anche sentimenti di partecipazione ideologici, costruendo attorno a sé una identità di filosofia di vita che si presta alla bellezza... come mi capitò, tanto tempo fa, dedicare a quest'altra fanciulla (oggi operativa Oste & Cuoca con il marito Sebastiano)... l'estro naturale della mia matita :)

Tornando alla MELA di MILENA ...rivediamone la storia... :)

Troviamo ciò che ci serve sapere qui, ovviamente nel suo sito (facebook) di riferimento. Ma se n'è già parlato dappertutto soprattutto da quando la Mela di Milena ha preso bel posto e figura nel nuovo locale di Alessandro Borghese (qui nel bel link dedicato all'impaginazione del testo ove in particolare ricordiamo che Milena...) paga (ergo, x certi versi, deve) la sua sensibilità cui abbiamo prima fatto riferimento alle sue varie attività (Madonnara, Clown nei reparti di Ospedale, volontaria in un orfanotrofio del Brasile) e proprio, probabilmente, dalla fusione di questa sua indole creativa el continuo cercare un dialogo a forma ed equilibrio nel nostro contesto sociale... Milena è giunta a partorire la sua Mela dopo un profondo lavoro di ricerca su se stessa.

... sarebbe facile dire questo per chiunque, potreste obiettare, perché è un indotto piuttosto naturale che sorge, però, “necessario” quando c'è abbastanza... “immaginario” in pentola (per rimanere anche nel seminato di Alessandro Borghese che, come ormai credo tutti non possano obiettare... ha saputo in questi anni mettere daccordo come genio-artista-intrattenitore mediatico di massa DOCG con “format” che ci portano in casa, l'amore, per la cucina, là dove molti personaggi si presentano infine senza maschere e donandoci la passione di un piatto finanche sublima nella commozione al pianto :) Senza ovviamente dimenticare per questo altri personaggi nostrani (geniali come Cannavacciuolo) che hanno ribaltato, all'italiana, questi modelli inglesi o oltremanica in italiche, pertinenti ed emotive traslitterazioni.

Tornando al cammino di Milena, per mettere a registro tutto... è il caso di dire, il frutto maturo, del suo vissuto. Perché questa MELA è bella, è colorata, ha delle forme perfette (da notare il chiodo artigianale ferruginoso al centro come bocciuolo), può farla grande o piccola, si prende il tempo che ci vuole per nascere e... ed è un bell'oggetto di culto e di design.

Facendo recentemente punto fisso part-time come cassiera e cartellonista (ergo trovando un perno che complice una certezza potesse comunque darLe ancora il respiro necessario alle sue doti creative reinvestendo energia sulla ricerca elementare primaria... cioè la Sua Mela Art Teraphy) riesce a riassumere in una storia quella che, alfine... è la storia di molte persone: capire la propria diversità per trovare la propria collocazione.

E bellezza :)

Un'amica carissima, molti anni fa – mi ricordò come il primo passo del giovane adulto è riuscire a dare un valore a ciò che fa. Infine, senza metterlo in discussione: farlo.

Concetto e mele non sono cose da tutti, come le note sono sette e non tutti le dispongono sullo spartito ugualmente e producendo suoni; ci va tempo per valutarlo e farlo, al punto che nasca, da questi – il pretesto per far nascere cose UNICHE, diverse, le une dalle altre.

Milena Bini ha quindi  messo in pratica il sentimento siddhartiano (forse, diciamo, sui generis, aforistico) del prato di margherite (o dell'Albero delle mele) che... sembrano a prima vista tutte uguali... ma se ti avvicini: sono tutte completamente diverse :)

E questo credo sia lo snodo di volta della sua ritengo in partenza attività melesca (che possiamo ormai battezzare artistica a tutti gli effetti, visto il risultato): darsi a un'operazione di “prodotto finito” che non è mai una (uno) uguale all'altra :)

E' solo di ciò che sente bisogno un artista (come saprebbe confermare alla portata di un piatto o un'altra invenzione pedagogico culinaria, l'Alessandro di cui sopra): fare ogni volta cose nuove liberando quel gesto riprendendo, diversamente, un gesto ormai simbolicamente facente parte del Sé.

Che la Mela di Bini SIA come la Thun di Bolzano o la Lenci di Torino al tempo che gli fu :) Nel caso di MILENA... che verrà :) Amen

intervallo: le 4 mele che hanno cambiato il mondo :)

BONUS Arte & Cucina

Quando i cuochi pentastellati che davvero han portato a casa nostra bei sentimenti, faranno una serie dedicata ai locali gestiti da Muse Ispiratrici, qui troverete la Musa che in ordine di tempo è stata l'ultima persona a ispirar la mia (matita-motrice) :) Li visiterete tutti dando a ognun un punteggio da 0 a 10 :D – in estempore (disegni in presa diretta al tempo)

E a queste Mele che punteggio date? Io a quella blu: dieci ++ :)

BONUS MUSICALE

La Mela è comparsa in molti, molti contesti musicali. Se vogliamo cercarne un poco noto, in una copertina di un disco di Suzanne Vega (“9 oggetti del desiderio”), che per via della sua fatidica “originalità” negli arrangiamenti consigliamo vivamente – e come non associare anche Fiona APPLE? Anche Lei, musicalmente, ci arride interessanti sorprese... ;)

...ma, forse per noi mediterranei: come dimenticare “Cogli la prima mela” del nostro amato menestrello Branduardesco. Orbene... per via di questa modernità, io – una mela di BINI ce la vedo anche qua, nella copertina, ad esempio e l'impaginato di un libretto “al corso” di una compilation di Cover (internazionali e soprattutto giovanili) dedicate ad Angelo Branduardi e chissà, forse un giorno... si farà. Anche per Angelo, la “coorte” di tanti nuovi giovani, non farà (come in noi tutti) altro, senonché ridare smalto ad una immagine che è già, per la Storia – ritmica memoria :)

Potrebbe funzionare l'operazione commerciale (quindi fattibile, anche se ad alta valenza artistica)? ... guardate qui :) Con Antonella Ruggiero sì :) Cominciamo quindi a lavorarci sopra che... le mele: sono pronte! :)

Buon ascolto.

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