Login
Pubblicato da
Luca Mesini
il 03 agosto 2016

Delle nuove arti, il disegno vettoriale

Per evoluzione si intendono “nuovi modi” per fare le cose, ma le “cose” rimangono necessarie in un modo come nell'altro. La grafica è la struttura di base-scheletrica della rappresentazione per imago – talvolta, come in pittura o in fotografia, se ne ricalcano i principi, poiché Essa trama le linee invisibili che mettono a “registro” e a “equilibrio” la composizione, inoltre dàndo smalto ai vari aspetti che risiedono dentro una composizione (la sua capacità narrativa, la sua musicalità, l'armonia, l'ardimento, la bufera, la tempesta ol sentimento di pace e quiete etc.). Nell'Arte, per grafica si attiene soprattutto al disegno, o a tecniche di disegno puro e incisione – o come più recentemente diffuso, disegno alle sue varie sorti (computer-grafica o disegno vettoriale, per velocizzare sul sentimento plastico oppure tecnico e a due dimensioni del sentimento, infine, espresso). Sovente abbiamo parlato delle desinenze nostre proprie al disegno vettoriale ma... perché esiste?

aggiornamento al 7 agosto 2016: come già con un video al fondo, continua il nostro crescente interesse per ciò che abbiamo dovuto imparare, scrivendo questo articolo – e paradossalmente lo usiamo per mostrare ciò che avevamo già imparato (ma non sapevamo dimostrare), che di fatto, poi in pratica, è la nascita di un disegno vettoriale... – come dimostrato nel video, questa è la “prima scrematura” o “il primo step” che avevamo ampliamente conversato qui. Dopodiché si passa alla costruzione delle ombreggiature (in questo video dimostrata – sempre con la tecnica “piatta” cioè di forma chiusa a due dimensioni, nel caso delle ombreggiature con trasparenza) solo sotto la gonna, il braccio, i capelli. Infine si vànno poi a cercare le linee più funzionali al raccordo, modificando gli ellissi e i “raggi”, per arrivare all'equilibrio finale (sempre perfettibile).

Il disegno vettoriale finisce qui – può durare giorni o poche ore a seconda del tipo di figura che si intende procedere: un figurativo ellittico d'autore, anche 4 oppure 8 ore, l'Astronauta della nostra copertina, 2-3 giorni; i suoi sviluppi intesi nella costruzione di un'idea vànno poi a defluire nel delta delle Produzioni editoriali a stampa (in piccolo come in grande) – nelle videate a “banner” a esempio qui, e nelle generose “idee d'artista” ove potersi produrre in una SDA (Stampa Digitale Artistica).

fine aggiornamento – sotto, articolo come da origine

In copertina: l'ultimo disegno vettoriale realizzato su alcune fotografie della Cristoforetti presenti sulla rete (a esempio questa) (e questa) – con opportune modifiche e semplificazione.

Scrivendo questo articolo, abbiamo inteso necessario realizzare dei tutoraggi a video: non sapendo come fare, pubblichiamo l'utile esempio di come abbiamo fatto... in diretta (abbiamo infatti iniziato questo articolo stamattina presto e lo concludiamo adesso, alle 18). Nel qual caso dovesse capitarVi di voler creare un video che riprenda ciò che state facendo a video con un Vostro software sul PC, e non aveste idea di come fare... risulteranno molto utili le informazioni che abbiamo trovato sul WEB: per farlo.

DELLE NUOVE ARTI il DISEGNO VETTORIALE

In termini di modernità, il disegno vettoriale esiste come modello di evoluzione e semplificazione del disegno tecnico, grafico o pittorico – eseguito con mezzi tradizionali.

Ciò che si è sempre fatto con la matita e le squadrette, goniometro, compasso, curvilinee (oppure) – inchiostri per “rapidograph” oppure a mano libera con penne biro (Bic cfr. Helena Hauss), matite colorate o di graffite, tratto-graph usa e getta – viene demoltiplicato nella sua riduzione a computer, elettronica – là dove per computer intendiamo moderno strumento di costruzione e di controllo delle fasi di produzione di un “disegno” alle sue evolute e nuove forme.

Svariati campi di produzione e sviluppo del concetto nel: cinema di animazione, nel CAD, nella pura arte grafica. In tutte le accezioni afferenti al design, in fase di progettazione sviluppo.

Bando alla storia – oggi in nessuno studio grafico (autonomo o accorso alla produzione di uno studio televisivo, un'agenzia di comunicazione, una Casa Editrice e in primis ogni azienda proto-tipo-litho grafica, cioè “tipografia”) non ha nel suo organico un grafico, esperto giocoliere con Creative Suite (CS di Adobe in licenza perpetua o in abbonamento con Cloud).

Un artista sa benissimo che potrebbe anche non guadagnare un solo euro per 6 mesi o un anno – avesse inoltre le spalle “nude e vuote” (ergo un conto in banca o bancoposta sempre sul filo delle 10 euro in verde), volesse comunque continuare a produrre (o prodursi) al diritto di farlo (perché essendo un artista, idee ne ha a iosa), potrebbe avere la necessità di avere il software originale, piuttosto che utilizzare quello (ogni volta nella sua noiosa e oggi come oggi abbastanza inutile) ultima versione disponibile in rete “da Houston” (nella quale i programmatori studiano soprattutto come cambiare gli strumenti di base, mettendoli, piuttosto dove sapevi che erano, da tutt'altra parte...) (inficiando non poco sulla Vostra flessibilità di produzione che – in Azienda, è in pratica un vero disastro...).

PER QUALE MOTIVO il software vettoriale esiste?

Come abbiamo detto – per velocizzare le tecniche di produzione. Ciò che veniva fatto a mano libera o a mano con l'educazione degli strumenti di cui sopra, oggi si esegue al computer – e gli strumenti di disegno computer-grafici usano, per “linea”, un “vettore”.

Perquanto esistano altri strumenti per imago associabili al computer (lui vero e primo strumento di base per raccogliere la semplificazione e velocizzare, ammodernandoli, i processi di produzione) di ritocco fotografico e pittura – il “disegno” nudo e crudo è associato ai programmi vettoriali (sui quali abbiamo tanto parlato in passato e fa sempre bene avere una piccola memo nell'esaustivo bignami di wikipedia con il quale potete concentrarVi sull'animazione per capire come inserire “un solo punto” nel disegno e portarlo alla sua “curva ellittica ideale” sia un gesto molto simile a quello della danza).

L'Arma letale di questi software sono i punti, cioè le tecniche di “tiratura e composizione fisica“ della linea, ergo del segno – a raccordo, punto dopo punto – possibilmente utilizzando la scienza ergonomica del “meno punti ci sono – meglio è”. Quando sapete tirare i punti, ergo sapete disegnare e siete a posto :) La teoria sul merito è piuttosto complessa (cfr. tutoraggio scritto) – più facile intuirlo nei tutorial a video (vedi a partire dal minuto secondo circa 01'20'').

Poterlo vedere dal vivo con un amabile insegnante che ve ne spiega la resa poeticamente, è molto meglio ancora :D Io potrei provarci anche se non l'ho mai fatto, e questo mi permette di fare un piccolo intermezzo su: COME POTREI FARE PER FARLO?

Questo, ci darà una pratica dimostrazione su come – oggi come oggi – “il modo per fare le cose” sia cambiato e poi, a partire da queste abitudini, cambierà ancora... per questo, in fondo, esiste il disegno vettoriale.

COME POSSO FARVI VEDERE COME LAVORO con il mio programma di disegno vettoriale sul computer (mentre lo uso)?

Semplice – non lo so, quindi lo chiedo al web. Apro internet, scrivo (a esempio, io ho scritto questo) “software per filmare ciò che facciamo a video” (dovrebbe andare bene) e finisco qui. Da che mondo è mondo (sul web) le info di Salvatore Aranzulla sono le migliori e quindi, andiamoci :) Anche un utente esperto in certe cose come me – se non ha mai avuto bisogno di fare qualcosa, quel “qualcosa” non lo sa.

Le indicazioni sul merito sono molto utili (scopro, a esempio, che il mio Quicktime player – in automatico preinstallato nel mio sistema operativo da quando ho comprato il mac – registra ciò che faccio accadere a video) – ma poiché sarebbe inutile, per chiunque di Voi – chiudere questo tutorial così, proverò a fare una cosa nuova come se foste Voi a doverla fare (non avendo, quindi, strumenti preinstallati sul pc) e scelgo di installare  «Screencast-o-Matic».

Funziona benissimo e seguendo le indicazioni, il programma viene inserito nel mio computer e poi – per creare una registrazione, basta premere il recorder presente online qui (sulla home page), un avviso Vi chiederà di poter accedere all'applicativo che avete appena installato.

Grazie a questo ho potuto realizzare in pochi minuti sia questo che questo, così posso darVi sul merito mie indicazioni proprie su ciò che volevo spiegare con questo articolo :) Notevole. Essendo andato a braccio e quindi a ispirazione sul momento, chiedo venia e posto licenza (cioè: abbiate pietà). Non ultima la nostra inflessione dialettale. POTETE FARLO ANCHE VOI :)

IL DISEGNO VETTORIALE e l'espressione artistica

La vocazione e l'attitudine artistica hanno percorsi molto variegati. Un artista può anche non aver mai fatto una “mostra” in verità, né aver seguito la solita sequela di concorsi o avere avuto il “merito” di una “scritturazione” (anche in semplice guisa di articolo su rivista di paese o specializzata) di parte, poiché ciò che porta ad enumerare “eventi” di questo tipo non significa molto, sovente se non per circostanza, opportunismo e quasi sempre “commissioni” – bisogna sapersi “educare” a riconoscere il valore di un disegno, un dipinto o una scultura... attenzione a farsi spiegare troppe cose là dove le sole che dovete capire dipendono da Voi. E dubitate sempre molto di ciò che non capite (“critiche” DOC incluse, DOCG sovente per modo di dire, o paghe di quel vizio di forma che è puro garantismo – senza strutto o contenuto).

Quando il contenuto non esiste è molto semplice non farlo capire :)

Intenderemo quindi il disegno vettoriale come veicolo naturale della moderna forma estetica dell'arte grafica, sì questa posta al servizio dell'idea naturale svolta a mano libera su un foglio eppure, per queste sue caratteristiche – moderatrice, con il tempo, di schemi di pensiero che possono portare un artista a creare un'illustrazione, stante al suo modo di vedere, infine partendo pure da una fotografia se necessario.

L'Artista, solitamente è adepto a saper fare le cose come il “modo classico” le vuole, se le aspetta o le chiede – ma l'Artista non chiede altro senonché di poter fare le cose per come le vede, e non per come se le aspetta il prossimo... quindi nell'artista non c'è il desiderio di “accomodare” il gusto degli altri, ma il bisogno di vedere le cose per come non sono forse mai state viste prima, ciononostante – essendo la sua preoccupazione massima, essere se stesso – né preoccuparsi troppo di come “la rappresentazione del Sé” simigli troppo o meno alle stesse cose per come sono state viste prima nei secoli...

Fare una cosa diversa, per l'artista non dev'essere mai il cruccio – ma, a pensarci o a vederlo – il risultato. Eppure l'artista disegna e basta, e non si ingegna per disegnare cercando di tenere a memoria come il disegno è stato prima di lui etcetera... per modificarlo.

La modificazione è in verità uno stato naturale delle cose, al punto che difficilmente un uomo, durante la sua vita artistica, non passa dal classicismo all'astrattismo o comunque non passa dal perfezionismo all'apparentemente pasticcio, dalla perfezione o dalla ricerca della pulizia estetica a quella invece scarabocchiata eppure per tante ragioni, migliore di tutto ciò che è stato fatto prima. Il codice della bellezza sovente è “strano”, ma ivi gli rimane sempre un poco di bellezza – per citare un'amica, «...Qualcosa di sacro permane sempre in tutto ciò che é profano...».

Qualcosa di bello rimane sempre in ciò che non è più bello secondo la convenienza di certi schemi che quasi a esistere, Essi esistono solo per modificare la loro forma nel tempo – e ciò che è molto diventa poco, ciò che è particolareggiato diventa sintetizzato, ciò che doveva essere forma “rimane alla sua forma“ solo più nel semplice colore, in un inaspettata porzione dello spazio... ciò che era amore è solo più luce e la vediamo senza vederla. Quasi quindi a volerci costringere a chiudere gli occhi senonché poi in quella forzata fessura – comprenderla meglio ancora.

Avvicinarsi al disegno vettoriale partendo da un disegno realizzato a mano libera – oppure volendo provare a interpretare una figura umana o una cosa partendo dalla fotografia per quella stessa cosa o persona – significa lavorare sul contenuto. Ergo ci riporta, al seguito, il rispetto profondo che noi abbiamo per quel contenuto. Infine, concludendo, all'amore... il disegno vettoriale ci riporta all'amore, nella stesura di ogni punto, nella ricerca di ogni linea.

E' quindi un poco preghiera, un poco corteggiamento, un poco come lo stare insieme agli altri, un poco come lo stare insieme con Lei – un poco come lo stare insieme con noi, sapendo e potendo andare fin giù nel periplo del profondo. E quando è così sempre, non state solo deontologicamente parlando utilizzando lo strumento al servizio del Vostro dicastero vocazionale nel migliore dei modi, ma siete artigiano e artista nello stesso tempo – e ciò che fate non ha valore: dal momento che è la cosa che è massima al “valore” stante alle possibilità che avete per farlo e nel decidere DI farlo.

Non dovrete Voi capire il business che c'è dietro ma saranno gli altri, e per Voi non esisterà altro business che constatare come ciò che dovevate fare – potete farlo :)

In qualche modo dovrei pure dimostrarlo – e visti i nuovi strumenti che ho, testati qua sopra – proverò a farlo :) Alla fine del video ecco la bozza grezza del primo step del figurativo ellittico :)

In galleria, il modello di esecuzione dell'illustrazione vettoriale di copertina.

Buon lavoro – Luca (Paolo Maria) Mesini Bentivegna in arte Mesinilio Lucanio.

VIDEO work in progress (aggiornamento)

Ovviamente... appena ne scopriamo una nuova, ci diamo dentro ;) Per nuova, è “nuova questa forma per noi di comunicare” e come un volano, ogni piccola tessera artistica si arricchisce di un'altra tessera (come qui sopra, l'Amore al tempo di illustrator...).

 

commenti

Per commentare ed interagire devi registrarti

Following

Followers


politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved