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Pubblicato da
Luca Mesini
il 16 giugno 2016

DakhaBrakha e l'evoluzione della musica popolare

Abbiamo appena parato dell'Ucraina in occasione del brano vincitore all'Eurofestival della canzone. E ci tocca ringraziare il fato se – studiando le fantastiche sessioni live di NPR Music Tiny Desk Concert, ci siamo imbattuti in questo Ensemble di musica tradizionale, espressa – come ascolterete all'inizio di questa suite, con piglio, carisma, simpatia, vivacità che... Oh, virgulto che tu sì arrossi le guance, faresti bene all'Europa che di Te si scorda :)

Ma Vi rendete conto???

La performance che andiamo ad ascoltare (vedi “ECCOLO” qua sotto a breve) Vi farà saltare sulla sedia (se siete... affini a farVi muovere da questo tipo di magnifica e pura sapienza interpretativa). Se poi, unitamente alla musica – Vi guardate il video (e gli e Le interpreti) – Dio è sceso sulla terra, questo è certo.

Ricordiamo una gioia simile al tempo degli Ac/Dc alla Boscaiola e i New Grasslands (limitati dal fatto di lavorare in Cina, ergo con difficoltà di comunicare), oppure dalle ottime ritmiche Dead Can Dancesche degli Irfan (senza però dimenticare il mondo Blues dei Tinariwen).

Fossi un regista: ci farei un film con questo gruppo, e la sceneggiatura mi verrebbe nel giro di una settimana di frequentazione assidua girando insieme per il mondo. ECCOLO. Che swing!

La figura maschile in perfetto equilibrio con le tre figure femminili – esalta il “feeling” musicale e la perfetta intesa che porta questo quartetto a sapersi esprimere in un modernissimo patchwork musicale, partendo dalle note influenze popolari per trasumare in esperienze di geniale folk-alternativo, fra migrazioni jazz e blues.

Ahhhhh, perdinci. In passato, tanti e quanti gruppi “evoluti” abbiamo potuto citare qua e là... il nostro settore di “Musica Creativa” ne è pieno zeppo. Al minuto secondo 08'05'' inizia il terzo brano e “videte” (vedete) con che dolcezza e disinibita e assoluta presenza indotta dall'esperienza ormai fatta capanna, la ritmica, il canto, la nenia che ne diviene... così fiumana di Voci Bulgare, di Steppa e di Cosacchi – di natura fredda e licheni verdi.

Ahhhh.... sontuosità.

Così ce ne parla Wikipedia. E riecco la loro ricca ritmica musicale e vocale :) ...in un beato e ricco giuoco filmico degli affetti adolescenziali (non si sa bene se dal finale killeresco).

Il loro “programma” qui sopra citato (alle pregevoli suite della NPR americana) possiamo trovarlo anche altrove, come in questo caso (Live on KEXP) unitamente a un'intervista che Vi godrete se conoscendo l'inglese e l'ucraino.

Fortunatamente in rete si trova molto materiale – ed ecco un concerto di un'ora e mezza... che inizia (a volerle paragonare) con un tributo a Le Mystère des Voix Bulgares, che inseriremo nei cammei – eppure così trasformando questi principi CON DELLE RITMICHE DI ASSOLUTA BELLEZZA E POTENZA.

Le Urla e le continue incitazioni gridate, il ritmo comparabile ai Kodo giapponesi – l'ariosa gioviale galantezza delle Muliebri Figure del trio, ci spingono ad andare a memoria su quelle che sono state le magnifiche performance delle ZAP MAMA – di Angelique Kidjo e di Ani Di Franco, portando il bagaglio culturale verso quel limbo di Europa che hanno ben tinteggiato di colori “Manifesti” come le Vartinna e gli Hedningharna. Questo per riassumere in una sola parola: la FANTASIA.

Grande fantasia creativa e notevole spirito di gruppo, in un eterogeneo mix di assoli e roboanti ritorni di ritmo! GIOIOSE!

Proprio questo è il punto – la vicinanza della contaminazione, con il Rock. Una nuova forma di Rock, che attinge molto dalla provincia ucraina. Calcolando le vicende che abbiamo già brevemente analizzato, una di quelle Nazioni che vedono all'Europa come a un forte desiderio di libertà – e di arricchimento culturale che credo così si possa espandere. Da notare a esempio questa espressione così finemente sporca di Blues e Country... e con un falsetto alla Prince.

Li troviamo ovviamente anche con il loro “glipho“ originale: ДахаБраха. Ed ecco un altro passaggio che parte dalla più radicale eredità della musica popolare più antica.

Qui ci riportano al mondo dei Bottari di Portico con Enzo Avitabile e non perché ai Tamburi del Vesuvio di Nando Citarella... poi arriva il canto e capiamo che non è la pizzica :) Eppure parte di uno stesso universo – e di nuovo a mente i Kodo giapponesi. RICORDIAMO CHE BRANI CON così intense e lunghe tribolazioni percussive non se ne trovano parecchi :)

Questo incontro nuevo con la tradizione popolare Ucraina ci dovrebbe far riflettere... Non è che chi soffre di più ha più voglia di vivere degli altri? E non siamo forse noi – gli altri?

Signori e Signore mie (e miei): ci sono talmente tanti brani sulla rete che la ricerca è aperta :) A voi l'ascolto... Sentite che staffili sulle “corde” ... e con che tuono Ci Sussulta il CUORE! DANZATE – SU QUESTO BRANO DOVETE DANZARE! OH MIEI DERVISHI! DANZATE!!!!

Sentite qua le STREGHE SUSSURRARE FRA LE ROVINE DI CHERNOBYL! Una introduzione che si snoderà in una sorta di tantra nenico di forte impatto industriale.

E l'amatissima citazione allo “scacciapensieri” da molti gruppi utilizzata in chiave popolare-rock. A cui qui segue forse la più prevedibile armonizzazione, che ricorda alcune elucubrazioni new-age... (tutte da dimenticare) – eppure vivacizzata dal “rap” delle cantanti.

CITAZIONI E CAMMEI

Edotto quanto, essendo così ricco e interessante il materiale del gruppo – questi riferimenti sono solo un “accento” a note che ci riportano al loro mondo, così variegato e vario.

Abbiamo comunque voluto ricordare le ZAP MAMA (wikipedia) che con il loro poliedrico mondo fantàsico vocale sono una delle formazioni Belga migliori del mondo.

Allo stesso modo, ricordiamo una delle migliori prestazioni rock alla “Petr Gabriel” (Real World) di Angelique Kidjo: Vodoo Child.

Abbiamo voluto ricordare Les Mystère des Voix Bulgares, che sono una delle “ossature” di riferimento della cultura popolare che abbiamo ascoltato nell'Ensemble ucraino.

I Tamburi del Vesuvio (che come ogni realtà facente a capo alla “musica che non esiste” – come gli Area dei Festival dell'Unità, lasciano che le loro perle performance si perdano nella memoria vissuta live nel territorio...). Con i Bottari di Portico ed Anzo Avitabile ci riportano a quel magnifico mondo italico della tradizione popolare per eccellenza: la Taranta.

Per ultimi (ma non ultimi e forze anzi più vicini al gruppo proprio per via del loro stile) gli HEDNINGARNA – fra cui sarebbe un peccato non mettere rilievo sulla POTENZA POPOLARE RITMICA così vicina alle nuove espressioni del rock di questo album (e per non dimenticare, uno dei brani della HIT NUMBER ONE DI RADIO MESINILIO LUCANIO... che come la musica di sopra, “non esiste” :), e il gruppo delle Värttinä, qui nel loro primo album e nei futuri pezzi con più vive contaminazioni rock :)

BONUS TRACKS

Mari Boine & una delle migliori canzoni sciamaniche di sempre: Eivør Palsdottir - Trøllabundin: al minuto secondo 02'05'' il suo “naturale“ suono vibrato da quelle conoscenze simili a quelle che hanno portato la Voce Umana qua :) Delle varie versioni esistenti, questa è forse la migliore in assoluto!

AGGIORNAMENTI

Per capire il contenitore creativo di cui si parla su WIKIPEDIA dal quale è scaturito il progetto, abbiamo trovato questo interessante video (in italiano) – concentrato sulle Dakh Daughters (figlie di Dakh) nel quale organico collabora una delle componenti del gruppo.

Sulla duttilità del gruppo (noi sopra ci siamo voluti concentrare sul forte impatto emotivo della timbrica), avrete solo l'imbarazzo della scelta – come si evince da questo brano caratterizzato dalle componenti che imitano il verso degli animali e dall'impostazione musicale introspettiva, descrittiva, teatrale quasi a fare il verso alla musica contemporanea. Là dove come abbiamo visto fare il verso anche alla musica soul & dance.

Il carisma di questo gruppo è così forte che lo abbiamo eletto a sigla dei nostri nuovi contributi su facebook (rmc – radio mesinilio cultura): sigla :D

Grande ventata di Gioia, da questo popolo – grande sensibilità per molti versi ormai sconosciuta in paesi come il nostro, così immersi (noi purtroppo) nella ricchezza degli intrallazzi cui da tempo la democrazia ha abdicato alla gioia guadagnata con il sudore e la fatica...

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