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Pubblicato da
Luca Mesini
il 10 febbraio 2016

IRFAN – La gnosi della prima emozione

Ove per gnosi andiamo a intendere “conoscenza segreta”, come dalle notazioni che riguardano questa nostra prima vera emozione del 2016. Ciononostante siano in attività da dieci anni, li scopriamo adesso; questa band prende in seno l'eredità dei Dead Can Dance e del Peter Gabriel di Passion (ciò detto, di tutto il progetto Real World) e sul sentiero delle famose “Voci Bulgare” (complesso in auge nel periodo d'oro della “musica new-age” che fu, per il nostro (sempre in ritardo su tutto) Paese, l'introitus per l'avvento della “world music” – rimettiamoci ai sermoni gregoriani e alle ritmiche tribali di questa genesi biblioteca musicale che si ricollega alle antiche tradizioni popolari dell'Europa ai confini del Mondo :) Sicuramente, una fra le tante realtà che di questo si occupano da tempo, eppure qui con smalto e un sapere molto professionale...

Così è stato (grazie al recente mio nuovo scambio di input-output musicale con l'amico carissimo d'infanzia ritrovato) l'emozione (che “premo a intuito” troverete sulla rete per molto tempo senza pericolo di oscuramenti varii, tipici di “star” ben più capricciose :)

IRFAN – Hagia Sophia, sublime introduzione eterea di 25 secondi per sintetizzatore, poi magnifica timbrica in divenire stile Dead Can Dance ed ancor di più l'armonica delle voci, a ricordarci anche le favolose prove soliste di quella donna (Lisa Gerrard) mitico personaggio della famosa Band di cui possiamo ben ricordare anche la qualità delle ultime prove discografiche... e i loro sentori David Sylvianeschi :) Tornando ai nostri IRFAN andate, volendo, al minuto secondo 02'15'' per gustarVi la base ritmica pulita e semplice, emozionante... di Hagia Sophia.

E naturalmente, vista l'origine della compagine, senza dimenticare la qualità bulgara.

Visto che per onore di cronaca stiamo citando mezzo mondo, riprendiamoci i sentimenti etnici della colonna sonora di Passion di Peter Gabriel & Friends e poi continuiamo ad esplorare il mondo, generosamente presente sulla rete – degli IRFAN che, nei loro più espressivi intendimenti culturali, continuano a fondere canti orientali e ritmiche tribali.

Possiamo per genuinità attendere lo stesso sentimento culturale, ai citati in passato TINARIWEN e su altre sponde, meno magari ritmiche, ma molto legate al tipo di canto, il fado, che in Teresa Salgueiro trova un incanto di voce caratterizzante nella Band dei Madredeus.

Gli IRFAN sono quindi un gruppo da scoprire, viste le molteplici voci sulle quali dirigono il loro percorso di ricerca creativa, dal suono delle balenottere alle percussioni e il canto dervisho (o di notazione riconducibile alle più remote civiltà).

Le attinenze ai gruppi sopra riportati sono molto evidenti (soprattutto quelle con i Dead Can Dance che infatti, condividono, con questi, lo stesso scisma di ricerca musicale, antico – riprendiamo, a tal proposito, una delle più intense prove di quello storico gruppo...).

L'emozione del coinvolgente tappeto sonoro del brano di apertura è quindi da esplorare disco dopo disco, poiché sul nettare di ogni campo di fiori “svetta sempre la forma“ sulla quale forma poi eccelle, a raccolta, tutto il meglio che ivi in un solo brano si riporta. In brani del genere ci rimetiamo alla Lisa Gerrard che fu anche (credo) partecipe singolare della colonna sonora de Il Gladiatore – oppure seguendo il profilo storico, (Stella Splendens) ecco che in Stella Splendens, i nostri, ripetono il gesto sullo spartito di medievale memoria con gustosissimo arrangiamento timbrico :) ...là dove esperti come Jordi Savall (Hesperion XX et Montserrat Figueras) ci han ricordato la storia, come Micrologus e Discantus per i tipi della Opus 111... (e anche, come sempre, per fortuna, i vichinghi heavy metal folk rock dell'ultimo festival neo gotico normanno).

Sui rimandi del brano che Vi abbiamo presentato ci fa piacere scoprire questo :) Che deve avere a che fare sicuramente con questo :)

BONUS TRACKS – Qui in versione originale (album Into the Labyrinth) e qui in versione live anni a venire, è uno di quei brani (di questo manifesto genere) che lasciano esterefatti (non lo trovaste più si intitola RAKIM). Proprio come quello che abbiamo appunto presentato all'inizio :) Abbiamo, infine, citato David Sylvian, e intendevamo: per questo :) Qui in musica.

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