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Pubblicato da
Luca Mesini
il 12 giugno 2015

Che la luce sia con te

L'energia alternativa ed elettrica, la guida wireless, o le auto a propulsione ad acqua e ad aria (naturalmente andate subito in prescrizione vista l'impedibile ipotesi di far pagare a caro prezzo l'acqua e l'aria) sono vere e realistiche ipotesi rivoluzionarie o semplici passatempi a corredo delle classi più nobili e abbienti? Bhè: le prime automobili ci hanno portato in 100 anni e i primi computer in 20 a rendere pressoché accessibili questi strumenti ad una sempre più amplia fascia di persone, includente la più eterogenea fascia di reddito ma aldilà del processo di marketing (che impedisce la costruzione di servizi che non siano vantaggiosi sotto il profilo geopolitico che governa l'economia del pianeta),... a che punto siamo? E se queste idee non hanno futuro, possiamo prevederne il perché? Come interagisce l'Arte in tal senso e perché l'Arte non dovrebbe interagire su uno degli aspetti macro-cosmici dell'estetica: ovvero il Design?

In copertina: fotomontaggio realizzato sull'anagramma di questo spot pubblicitario.

Mette una certa adrenalina, quello spot (una sorta di logica del viaggio da fantascienza stile “Iron man“ - i suoni sono quelli - con motori completamente elettrici che hanno la caratteristica di avere sotto al piede tutta la potenza appena premuto l'acceleratore a tavoletta) - per non parlare di quest'altro che fin che se ne possa dire, bypassa ogni sentimento di logica, ragione, buon senso e coerenza per mettere, invece, in primo piano, il simbolo fallico de Novecento (l'automobile e la sua potenza) e la “logica sotto il punto di vista maschile“ chiusando poi la sua formula nell'“oltre la Ferrari non ce n'è“. Fra l'altro, il “potere“ di questa Ferrari è dato dal suono, che è un grido - e non una “strida“ o “isterica“ urla come sovente ricorre il suono delle concorrenti. L'urlo del Tyrannosaurus Rex, dovremo dire - il più pericoloso, il campione... e qui la genesi dell'istinto umano ci riporta a una famosa vignetta di QUINO (cfr. allegati fotografici in galleria).

L'auto elettrica è ancora un sogno per pochi, inoltre sfrutta l'energia elettrica (quella a corrente, a presa e quindi a bolletta) (e non i più fragili pannelli solari). Fra le ragioni ci sono sempre le stesse: primo, l'automobile deve produrre reddito, a chi la costruisce e la vende e all'indotto che ci deve guadagnare sopra (lo hanno capito anche i nostri infanti governanti regionali che unici al mondo si sono inventati il bollo dell'auto, “pizzu“ al servizio delle “autonome“ licenze che si sono presi con vitalizi, pensioni e stipendi dorati in cambio di niente, se non vizi, malaffare e spargimento di “gramigna“ a livello locale o nazionale). Ma la logica del “reddito“ ha senso quando comporta un “coinvolgimento euipartito e virtuoso” producendo gli stessi effetti (il benessere) in tutte le classi di cittadini che la partecipano “sotto lo stesso sole“.

Anche qui, QUINO ci viene in aiuto partendo dal suo: “...tutti sulla stessa barca”. Non lo siamo mai stati veramente se non al vizio di certi doveri e competenze mal sistemate sull'asse dell'equità, vieppiù sulla propaganda di chi dovrebbe esser poi addirittura premiato sul “merito“...

Tornando a noi, l''ostacolo più “greve“ nel dedicarsi a queste energie alternative è soprattutto dato dalla struttura e dalla resistenza meccanica. Renovo Coupe e Ferrari non hanno bisogno di inventarsi nulla, ed anche TESLA dal momento in cui (Ferrari in piena autonomia da 100 anni) e le altre due con i supporti di Lotus, Toyota e Ford – possono ben misurarsi in un mercato pressoché di nicchia, ma più sotto vedremo come esperimenti evoluti ma senza supporto, non portano ad altro se nonché all'evoluzione di un triciclo...

Tempo fa un interessante progetto di sviluppo sul territorio promuoveva la costruzione di veicoli ad aria compressa costruendo anche la fabbrica in loco, prevedendo la distribuzione dei veicoli su un'area costituita attorno alla stessa locazione dell'impianto (abbassando e annullando costi di produzione e distribuzione, anche grazie al fatto che più del 90 percento dei componenti sarebbero stati costruiti e assemblati in fabbrica). Qui però troviamo in riassunto attualizzato al 2015 del breviario di queste esperienze... e il famoso ostacolo più “greve“ constava nel fatto che farsi coinvolgere in un incidente stradale con quell'affare sarebbe costato la vita a tutti i suoi occupanti (per non valutare dopo “quanto“ breve tempo, le viti e gli assemblaggi avrebbero potuto iniziare a smollarsi... su questo, anche case tradizionali come la Citroen e la Smart hanno dovuto fare presto i conti poiché abbassando i costi riducendo al minimo l'impegno, si riduce in parte anche il tempo sul quale possiamo fare affidamento sul “sostegno” di una plastica piuttosto che un gigolio e un malfunzionamento dovuto ad un consumo previsto e accelerato). Cambiare in fretta una carrozzeria di plastica significa anche ridurre i tempi nei quali Essa ci rimarrà in mano... perché le sollecitazioni meccaniche e gli sforzi sui quali si testa un'automobile sono credo fra i più impegnativi a lungo termine dei mezzi di produzione del compound industriale votato al prodotto di massa (come le lavatrici che sovente convengono nuove a 600 giri piuttosto che il triplo: lavano sempre bene ma durano semplicemente di più).

Le automobili, infatti, durano, “devono” durare e soprattutto devono essere robuste al ciclo di “stress“ ordinario e quotidiano che comporta trovarsi per strada (e in autostrada) a 130 all'ora... ed anche se non viviamo più nel contesto del dopoguerra (dove si dovevano costruire beni per durare ma bensì oggi si progettano proprio studiando le mescole e gli assemblaggi per essere sostituiti nel giro di massimo 10-15 anni - a parte il fenomeno di qualche micro-city car o nel caso di esperimenti dei “cactus“ come questo... miracolo di ingegneria ci va “un tubo“ a costruirla e ci andrà un tubo a vederla uscire presto di produzione con i pezzi che poi vi rimarranno in mano stagione dopo stagione...) – l'automobile richiede un'esperienza sul merito molto avanzata, come progettazione e messa in strada. Anche se ridotta al limite a all'osso (come quelle che hanno sperimentato milioni di italiani e di francesi).

A livello strutturale, infatti, solo le grandi compagnie e aziende di costruttori d'automobili che vantano sul campo almeno un'esperienza centenaria possono iniziare a proporre soluzioni valide (perquanto non lo sono per niente sotto il profilo dell'autonomia, quindi della percorrenza stradale con un “pieno“ di energia...). Pensare infatti che NON SI SMONTI facilmente un'“efficace“ come design e corporatura auto come questa ma di fatto “destinata a un ipotetico mondo immaginario fatto di splendide città immerse nel verde e con uno stile di vita percepito votato al benessere sociale e individuale“ (quasi una utopica società senza denaro)... val pure il vizio o la spesa necessaria per portarsela a casa, usarla e mantenerla. Per non parlare poi di quella che è sovente la politica “sostenibile“ dell'offerta: ovvero, avere le batteria in affitto e comodato d'uso...

Concludendo: l'arte dell'auto ecologica è ancora oggi destinata a chi ha un bel pò di soldi da investire... solo per l'auto, non meno di 30 mila euro; ergo immaginiamo quanti ne debba far macinare per tutto il resto – e le alternative più appetibili sul mercato per chi vuole risparmiare in sicurezza rimangono i gioielli di mamma FIAT magari a km zero come la Punto 1.3 multijet diesel: ma lì... la “luce“ è ancora lontana :)

L'ARTE il Design e la funzionalità

Non possiamo non associare l'automobile al risultato di un'eccellenza artigiana che ha un netto valore stilistico, artistico e creativo. Lo stato dell'Arte per eccellenza in Italia, oggi, è quasi sicuramente questo. L'automobile è oggetto di “indipendenza“ e strumento quindi che permette al corso di un'esistenza, una certa organizzazione. “Arte come mestiere” ricordiamoci, chi vive in Montagna non può fare a meno di questa o di quest'altra: sono realmente utili. Molto, molto più utili di queste... però, come possiamo vedere, sono alternative di stile, di targhet e si profilano tutte come scelte individuali, personali, ove il potere di acquisto e di gestione si miscelano a quel sentimento umano e condiviso che porta l'uomo a cercare di farsi rappresentare “dalle sue scelte“ (e non apriremo qui tutto il discorso afferente all'Arte e al Collezionismo).

“Produzione” e composizione ad “Arte” del prodotto comportano la nascita di uno “status“. Oggi la presenza di questo e di questo non possono non definirsi, anche, espressioni dell'Arte di massa, e la stesa nascita del Mac ricordiamo più volte fu ad opera di un eterogeneo gruppo di professionisti specializzandi ognuno nel suo più disparato settore ed invitati da Jobs a farsi una full-immersion in gallerie d'arte. Mentre abbiamo divagato sull'evoluzione del cilindro, ci sono molti contributi che necessitano le “Arti” come elemento di primo rilievo nella fusione e composizione di una forma per il tempo presente. E molte forme sono ovviamente limitate dagli investimenti cui esse possono attingere per... formarsi.

La famosa tecnologia ad aria compressa era prevista (e là dove allo studio, se con investimenti adepti...) per Tir, Treni e Autobus.

Non slegandoci troppo dall'argomento di partenza (le energie alternative) e senza fossilizarci su un territorio tanto esteso quando fondamentale (la storia del Design dei mezzi di locomozione urbana ed extra urbana della quale genesi molti aneddoti sui quali l'ispirazione al mondo acquatico e delle balene - nel disegno della DS - che rammaricava “Bertoni“ non potersi poi dar troppo al sentimento artistico et alla scultura plastica fantasiosa poiché dentro doveva pur sempre starci un motore...) – direi che potremo chiudere questo breve escursus sul mondo della locomozione alternativa soffermandoci sui due progetti che fanno più discutere il mondo del Web e del futuro: le auto di Apple e di Google :D

La Google CAR

La Google Car (sinceramente molto bella, prodotto dal design evoluto e pertinente, sempre con i difetti di cui sopra relativi ad affidabilità nel tempo – smontaggio facile dovuto alle resistenze meccaniche d'impiego su terra ripetitivo) funziona senza bisogno di essere guidata. Un complesso meccanismo a fascio laser multiplo “mappa“ e controlla ogni tipo di ostacolo che circonda la vettura ed è sostanzialmente (aldilà delle lungimiranti e ammicanti prove-spot): assolutamente pericolosa :D Il progetto e lo sviluppo pilota è stato eseguito su automobili ecologiche (sopra, prima, abbiamo parlato della LEAF della Nissan ma non possiamo dimenticare la Prius che forse credo di non aver citato poiché ibrida). Se siete sensibili al movimento ATTENTI: QUESTO VIDEO POTREBBE FARVI VENIRE LA NAUSEA !!

Molto meglio questo per rappresentare la bellezza del giocattolino di cui sopra, sul quale è stato fatto un lavoro ad Arte inventando anche il prototipo stile Disney :) Per rimanere aggiornati, se sopra - parafrasavamo le auto modello C1&iOn create apposta per una società platonica, questa sembra progettata per un mondo a misura di Topolino (arrivando dall'america).

Curiosità: sono auto che prevedono un'impianto stereo esterno per far rumore: perché non facendolo, sono molto pericolose... ecco una Ferrari in modalità di partenza elettrica – non si sente.

La Apple Car

Progetto partito dopo Goggle e con intenti più afferenti al prodotto tecnologico che comporta un forte impatto emotivo (qui in una sorta di progetto che ricorda i primi portatili della mela) ha forme ambiziose e futuriste e il suo attuale nome in codice pare essere Titan.

Molte indiscrezioni parlano di un vero e proprio suicidio, dal momento in cui Apple desiderasse inserirsi nel mondo dell'automobile in maniera autonoma, mancando, di fatto, delle competenze necessarie – ergo potrà farlo solo con l'appoggio di vere e proprie istituzioni del mondo dell'auto (come la Ford). Lo stesso si è detto e fatto dàndo ottimi frutti con il progetto Smart (ieri e oggi che, fra l'altro, dopo la prima esperienza dovrebbe risultare molto più robusta). Come si ricorda all'interno di questo articolo, la Smart è nata da un progetto Mercedes, che investendo per la prima volta su automobili piccole pagò un salato bagno di sangue a causa del progetto classe A e proprio Smart che almeno potè vivere su quell'esperienza con vantaggio, migliorandosi (fino al punto in cui ne venne distribuita una versione carrozzata Brabus, cioè da corsa).

La “Smart” è l'esatto antenato di quella che potrà essere la Apple Car, ovviamente, quando verrà, dotata di tutte le tecnologie di connessione del 2020 :) Come qui ivi si ricorda e concludiamo, è proprio la Smart elettrica una delle più eccellenti opportunità di viaggio in sicurezza tutt'ora in commercio. Sicuramente votata per l'utilizzo urbano ha la cella di protezione del pilota più sicura del mercato (dopo quella della Huyara sui quali due modelli non c'è paragone di prezzo, dato che la Pagani è un'auto sportiva da oltre un milione di euro... e non è elettrica :) E ha o aveva il posto di guida traspirante più ergonomico e comodo.

Attualmente il listino del nuovo modello è ancora poco parco di soluzioni e non credo ci sia quella elettrica, ma se arriverà potrebbe dimostrarsi (anche con batterie a noleggio) una delle soluzioni più a buon mercato... che rimane: mercato, di fascia - alta :)

TESLA

Il fenomeno Tesla non è certo di poco conto perché ha alle spalle notevoli sostanze economiche (payPal ed eBay) e geni specialisti di informatica e tecnologie alternative. Produce una delle auto attualmente più performanti (e costose anche se, basandosi sul profilo prestazionale da “Gran Turismo”, cioè auto di lusso e sportive, in proporzione costa come un'utilitaria) in ambito elettrico con la più alta autonomia ed efficenza meccanica. Ha acquistato il sito di produzione auto più efficente ed ecologico del mondo e dalla sua c'è solo l'aspetto negativo del “brand“ non ancora riconosciuto e rispetto agli altri, nuovo e nato sulla fusione di elementi venuti a capo di un progetto partendo tutti da esperienze altre. Da molte fabbriche di auto e di tecnologia ne è nata una nuova, sulla quale abbiamo visto sopra fànno affidamento tutti i progetti delle auto elettriche del futuro della Silicon Valley, a partire dalla Renovo di copertina (che per adesso ovviamente investe su giocattoli per bambini di lusso :) ... per finire siamo certi alla prossima ventura o futura Apple Car.

Non di poco conto è il profilo che conduce a questo nuovo profilo futurista: rendere lo sviluppo “open source“ ovvero aperto alla collaborazione e allo sviluppo senza censura da parte di chiunque sia opto a quel mestiere, questo naturalmente in virtù della creazione di un organico di lavoro e partner professionali sempre più affiatato e competente.

CONCLUSIONE

Siamo ancora agli arbori di tecnologie di pubblico accesso, in tal senso – e l'iniziale spreco di carburante previsto per superare la velocità della luce rende ancora improbo e fantascientifico ogni tipo di fantasia stellare :) Il modello “Smart“ si è prefigurato per abbassare i costi di gestione, ma è a misura d'uomo e di una borsa - eppure abbiamo già capito come il nostro mestiere potrebbe starci dentro, soprattutto se con un computer e la connessione si dipaneranno tutti i lavori del futuro, e mangeremo tramite proteine olografiche senso percettive e in qualche modo fisiche. Chi ha capito come dialogare con il mondo che ci rimane, ha solo l'imbarazzo della scelta per rendere più gradevole la sua vita e quella degli altri, ma è un tipo di “piacere“ che in questa società si può ottenere solo dialogando enormi possibilità economiche.

Il nostro consiglio è più che altro andare a piedi, finché è possibile – usare il treno, là dove i tagli non ne hanno diminuito il servizio e in modo oculato, magari per spostarvi in location dove potrete sopravvivere se non per tutto l'anno almeno per sei mesi: usando al limite giusto questa x spostarvi :D

 

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