Login
Pubblicato da
Luca Mesini
il 15 febbraio 2015

Ani di Franco e l'intelligenza del femminismo

Ani di Franco è una cantautrice nata nel 1970 che ha scritto canzoni e disteso parole come diamanti e carbone escon fuori da una miniera. Senza far schiavi minatori ma lavorando su se stessa con lo spirito dei veri pionieri che, credendo o reagendo semplicemente alla vita che accoglie e contrasta ogni giorno la luce al buio decidono di soffrire per un sano ideale di giustizia, ergo andare avanti senza farsi sommergere da troppa mestizia. Quando scriviamo e ci troviamo a un livello molto più basso delle persone che in un certo senso sigliamo a esempio e spirito linea guida di un comportamento intelligente, sentirci mediocri non serve a niente... come cita la stessa Ani Di Franco, siamo tutti femministi quando lavoriamo per non fare soffrire la gente, andando oltre la patriarcale mentalità che provoca conflitti, razzismo e rovina l'ambiente. Mediare la creatività al nostro bisogno interiore per comunicare alla maggior parte degli altri un lido dove poggiare il sedere significa volerci vedere ripartire tutti riposati, e non interrompere il cammino perché siamo stanchi… l'Arte in musica è un atto eroico, fatto di muscoli e cervello :)

Ani di Franco. Oggi, anche questo.

Spendere parole per un personaggio così forte – limiterebbe i contributi che già si son presi la briga di descriverlo su altari ben più noti e acculturati dei nostri. Aldilà di chi affezionato, cerca disperatamente un'ancora sulla quale sentirsi ancora umano e limitare, per questo, la sua esistenza nel mondo potendole dare anche un significato o un senso... (come di chi si ritira in montagna per respirare solo il suono dei suoi passi sulla neve e ricoverarsi poi nel legno di una baita al caldo di una tisana o un bicchier di latte) Ani di Franco rimane un personaggio di nicchia, dove la qualità genera “noia” nelle masse e il sistema non attecchisce, sminuendo – come ai suoi desideri costituenti, il valore delle parole pervertendolo con altri intendimenti (Vi raccomando, all'opposto, tre imbecilli che Vi dicono, dio solo sa dove osano dirlo, di “imparare e conoscerli”, e mezzano il mondo dei media che proclama tronfia l'omertà e sto cinismo pilatesco).

Gli uomini (soprattutto se italiani, lo dico soprattutto perché non sono mai andato all'estero) sono infanti, capricciosi, pigri di mente. Hanno grandi difficoltà a rendersi conto di quanto sono bassi soprattutto dal momento in cui sentono di avere il movimento nel cuore... nella migliore delle ipotesi, il loro coraggio viene preso a sberle, sputi e sassate – ciononostante la storia, di lezioni nel nostro caso pare non le abbia mai imparate.

Giunge eterea, ergo questa fanciulla – che se fa riflettere e arrossire, è depositaria di un corpo, una coscienza e un cuore che non vogliono morire... e per quanto sia forte il suo urlo, sottovoce producono l'ultimo loro disco per non svegliare un bambino che dorme.

Grazie – è questa una parola che può dirci qualcosa che le simiglia anche se... non conoscete l'inglese.

La sua potenza espressiva non ha bisogno di depositarsi su cliché per dimostrare la sua bellezza: perché la bellezza è un'altra e fa parte di altri comportamenti, altre parole... ilpotere di dare alle cose un altro significato si spegne (al pericolo che alcuni avrebbero a proto-convertirne il senso) quando: non c'è un altro significato. 

Forte evoluzione nel campo dell'Arte è stato proprio il linguaggio universale. A esempio: questa canzone. Come è naturale molti di noi possono non capire neanche una parola, eppure la canzone ha talmente tanti elementi descrittivi da impedirci di dare ad essa un significato diverso dal tipo di intelligenza e nobiltà alla quale prelude. Sarebbe come a significare che abbiamo tutti una percezione diversa quando siamo fuori in mezzo alla natura: ma tutti se piove ci infradiciamo, e ognuno di noi sente il rumore dei suoi passi.

Sono i suoi passi, ma quei sassi e quella terra, le foglie la neve e il fango sono solstizio per ognuno.

Potete non vedere il video, potete non conoscere la storia ma... non potete rimanere fuori dalle porte dell'amore che questa canzone apre all'intelligenza, l'anima, la percezione e lo spirito solo a sentirla.

E quindi se a sentirvi uomo o donna Vi piace ricordarVi che siete un uomo e una donna a questo modo (anche) potete quindi cercarla :) Perché l'intelligenza è sempre diversa dalle altre cose. Vuole sacrificio, chiede di soffrire, non è facile né per se stessi né starle vicina, perché occorre non adeguarsi alle faccende comode, occorre non dimenticarsi - di esistere.

Mentre a vivere in italia oggi possiamo tranquillamente dimenticarci di essere artisti, se lo siamo - o pensatori, se pensiamo. Dimentichiamocene pure. Perché le cose vere “picchiano forte” e gli insulti e l'idiozia al limite generano solo l'istinto dei fessi nello tirare i sassi.

Il coraggio... è sempre altrove.

Ani di Franco ha sentito il tempo venirle incontro e modificarsi. Ha capito il senso dei suoi 20 anni, ha compreso l'età della ragione e il sovvenire la malinconia. Ha trovato il “guado” che la donna cerca o di cui la donna e l'uomo hanno bisogno: la maternità. E ha fatto silenzio mentre registrava e il bambino: dorme.

Ma non ha mai perso al linea guida della sua esistenza: l'autonomia. Senza piangersi addosso: l'indipendenza. Senza risparmiarsi: la fatica. E così il suo corpo ha dato quelle risposte che insieme al resto hanno deciso di lasciare un testimonio di quanto la bellezza decide quando ha il coraggio di levare la testa fuori, guardare, sorridere, non importa a chi o come.

CRONOSTORIA MUSICALE

Primo album omonimo (1990).

1991, No so Soft, l'anno di Gratitude qui in versione acustica originale.

1992 Imperfectly, qui in un docu-video.

Puddle Day (1993) – e paladina giovanna d'arco di fine millennio.

Like I Said (1994) e la creatività timbrica dello sperimentalismo new-folk.

OUT of range (1994), rock version and acoustic. Colorito album di ballate mature e poliedricamente arrangiate, ariose e vivaci. Diner disegnata su un diteggio acustico timbrico molto deciso e il notevole brano di cui già sopra l'esempio riportato per la colonna sonora del film (lost and deliriuous).

1995: Not a pretty girl.

1995-1996, DILATE.

1998 - Little plastic castle.

1999 è l'ora di “up up up up up up” non ricordo quanti, ove l'esercizio stilistico si fa un poco inventore (per quanto sia l'invenzione e la creatività pura a determinare tutto il lavoro della produttiva artista).

To the Teeth a seguire (1999)... se non abbiamo l'inglese dentro, possiamo solo capire con quanta partecipazione e sentimento l'artista libera ciò che le cuoce dentro, e con Lei la sintesi dei musicisti che le sono accanto. E' materia fisica, fatta di sudore e nessuna superficialità... alla base fondamentale delle cose che recitano avvenimenti che sono “evidenti“.

Un doppio disco (Revelling/Reckoning) subentra il duemila (2001) alla fase più malinconica e riflessiva... gli anni presentano il conto, la vita condiziona lo spirito artistico e creativo e le cose attorno continuano ad essere le stesse, ciononostante noi come autori abbiamo coscienze e desinenze differenti per comprendere... l'utilità di quello che facciamo, desiderando modificare l'urlo in silenzio o viceversa.

EVOLVE 2003 continua il sottile e sempre presente collegamento (a volte invasivo, per ogni artista) fra ciò che bisogna dire e come fare per dirlo. Ci sono bisogni espressivi che dimenticano talvolta i bisogni creativi dell'essere umano, bisogni che si espletano solo in un gesto armonico.

Ani di franco ha un “presente” (quindi un modo di presentare e far vedere) ciò che dialoga molto vicino alle generose assonanze timbriche per come il verbo si può disegnare in musica, al punto che ovviamente il suo disegno stilistico non potrebbe essere che questo.

Educated Guess del 2004 provvede a rimanere al fedele contesto che l'orecchio e il cuore vuole affrancarsi al momento in cui l'amica decide di affacciarsi alla finestra e usare i suoi occhi per dirci come vede quel che vede.

Knuckle Down (2005) è forse uno degli ultimi dischi che ho comprato per sentirmi in compagnia di qualcuno ed è stato franco il suo contributo al mio spirto creativo. Lenitivo come certi “passi“ curano il malessere, quando si va su per certi sentieri.

REPRIEVE del 2006, segue il cammino e matura se possibile ancora i sentimenti universali del sentimento che mette l'uomo e la campagna al centro delle stelle. Questo brano faceva parte di una “compilation per artisti” delle ultime di cui in questi blog ne abbiamo messe (su venti) circa 4...

Mi fa felice constatare che gli ultimi album escono in un momento in cui la confidenza degli utenti sul web permette un sempre più ricco e vivo documento visivo sul lembo dell'informazione libera. Se avete notato, questi ultimi dischi si trovano quasi sempre integralmente :) Come quindi anche il seguente RED LETTER YEAR...

Wich Side are you on e l'ultimo lavoro del 2014 ci mettono a riposo con una donna che non sopporta, credo, nessuna omissione di soccorso e come un'ambulanza nel mondo della musica on the road, porta soccorso semplicemente non standosene zitta :) Finché resisterà, al limite resterà di Lei ciò che ha dovuto reagire al mondo che, dal momento in cui accoglie delle creature, vorrebbe che queste vivessero con più rispetto per se stesse e gli altri, chissà... di quale rispetto si parla, stando al mercatone mediatico dello show-bitch italiano non lo so, ma non per questo... del tutto affonda la croce sulla quale rovescia la testa sotteriamo.

commenti

Per commentare ed interagire devi registrarti

Following

Followers


politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved