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Artículo por
Luca Mesini
del 14 diciembre 2014

Tra finzione e realtà

Il cinema progredisce sempre in quanto a fantàsica e tecnologia strumentale... andando a cercare, da buon appassionato di fantascienza, uno degli ultimi “istanti“ brevi, di pochi secondi, che riuniscono l'universo della condizione umana al bisogno estremo di darsi delle risposte sull'interrogativo dell'esistenza... scopriamo cosa c'è dietro e quali sono i riferimenti reali sui quali si demanda la fantasia

Aggiornamento al 23 gennaio 2015 – Muore a Torino uno dei due fratelli Cordiglia, pionieri radiomatori-scienziati (riconosciuti dalla Nasa) che per primi registrano suoni dallo spazio. Purtroppo, questo riporta alle cronache una storia che mi è stata ricordata da mio padre, che in una Torino credo del 1961 vide, in una tersa serata, il passaggio fra le stelle del famoso satellite russo mandato in orbita dal quale, suono capturato, crebbe l'intuito del genio accreditato ai due fratelli. Affinate le tecniche di registrazione, durante le sessioni di ascolto e registrazione (aperte liberamente a chiunque, fra cui giornalisti ed altri interessati) il team registrò anche drammatiche testimonianze di suoni dallo spazio provenienti in verità da esseri umani, che si presume facessero parte di viaggi nello spazio sotto copertura (siamo in un periodo piuttosto teso fra America e Russia), sempre mai confermati ufficialmente. Utilizzando una tecnologia pressoché infallibile (sulla quale erano anche i famosi effetti Doppler del non certo inesperto Cordiglia cardiologo che, prima di diventare medico, già furono utili per stabilire il pressoché infallibile riconoscimento di onde non provenienti dalla Terra ma solo e unicamente dallo spazio in ragione della rotazione terrestre e del raggio di curvatura delle onde radio) è questa drammatica testimonianza che per ostruzionismo non è certo passata alla storia, ma dalla qual memoria si dovrebbe piuttosto invece titolare un monumento al cosmomauta ignoto dello spazio, ove la voce di una donna chiede disperatamente aiuto senza ricevere risposta... temo haimé che questa non sia fantascienza ed avendo saputo della circostanza mi sono reso conto che il contesto è del tutto speculare alla natura di questo articolo scritto alcuni giorni (o mesi) fa...

(segue articolo originale)

GRAVITY (non è detto che si trovi sempre in versione integrale – manco a dirlo, in mezza giornata vedo che l'hanno levato, ma avrete modo di ingegnarvi per ritrovarlo... cfr. cerca Gravity in streaming (ogni mese i link vengono oscurati o spariscono quindi dovrete fare una ricerca manuale al momento preciso in cui desiderate farlo, senza purtroppo partire dalla nostra scorciatoia...) – sarà fondamentale però trovalo in edizione originale per le ragioni che elencheremo più avanti) celebrato ultimamente con sette statuette è uno degli ultimi esperimenti di cinematografia spettacolo associata alla fantascienza realistica. In esso compaiono (nello stuolo di un lavoro di computer-grafica che ha superato in percentuale quello di altre lavorazioni più Fantasy, come Avatar) la stazione spaziale ISS (che abbiamo recentemente portato poeticamente alle cronache grazie alla presenza della prima Astronauta Italiana in orbita a lunga permanenza, Samantha Cristoforetti) – le navicelle spaziali Soyuz (concepite nel 1966 in Unione Sovietica e attualmente “luogo comune“ nella dialettica dei viaggi spaziali attorno al nostro pianeta) e la stazione spaziale cinese Tiangong 1 unitamente al progetto della Shenzhou. Con l'abbattimento del programma spaziale americano afferente allo Space Shuttle, questa attualmente è la realtà sul punto dell'Arte in campo astronautico del nostro pianeta (esplosioni per aria permettendo).

La dolcezza di alcuni attimi di Gravity... gravita proprio attorno a quelle che sono state le critiche più unanimi: le riprese del pianeta Terra, ergo la fotografia cosmica e il realismo delle situazioni sceniche (a parte quelle catastrofiche criticate ovviamente anche da chi è Astronauta di mestiere, considerate praticamente impossibili, come lo sono i balletti all'americana del globetrotter Clooney in tuta spaziale fuori dallo Shuttle... e il ping-pong con il cavo di sicurezza del suo compagno). Ma il comparto scenico della tregenda cinematografica chiede il suo tributo ed è anzi credo necessario (per non fare diventare il progetto un semplice ma probabilmente noioso documentario).

In passato, la poesia tipica di questo modo di fare e prodursi ad Arte l'abbiamo celebrato con la bella danza fra le stelle di Stanley Kubrick in 2001 Odissea nello Spazio e nell'esistenziale passaggio di Mercurio davanti al sole. Poco più di un minuto e poco meno di 30 secondi per fermare sulla scena attimi di incredibile poesia e profondo coinvolgimento umano.

Nel caso di GRAVITY l'attimo fuggente si presta alla presa diretta del momento in cui l'astronauta (dottoressa... realisticamente all'anagrafe Sandra Bullock), a saldo dell'esagitata e spettacolare confusione generatesi dal dramma scenico, riesce a raggiungere e a inserirsi (in modo probabilmente irrealistico per la NASA ma funzionale alla tregenda filmica) nella stazione spaziale internazionale (ISS) e lì riprendere fiato e rimanere sospesa in posa fetale per quell'attimo di concertazione essenziale per riportare l'uomo al suo stato naturale.

Forse un momento sul quale si è in parte deciso anche di costruire la famosa Cupola sulla Stazione ISS.

TRA FINZIONE e Realtà

Nella produzione del film... naturalmente è andato tutto in modo molto diverso :) Sandra Bullock era seduta su una sorta di seggiolino da bicicletta e doveva muoversi per dare quell'impronta visiva. Questo effetto come altri lo vedete al minuto 03'14'' di questo video che racconta i segreti dietro le quinte.

Questa scena, eccezionale lavoro di Computer Video Graphica è di fatto un realistico incursus all'interno della stazione spaziale internazionale, ma la Bullock è stata filmata a parte, sospesa grazie e cavi sottili e trasparenti miracolo della tecnologia di scena che come un laboratorio cesella di competenza artigiane il piccolo spazio dove vengono effettuate le riprese e poi coordinate a loro volta in un sincrono fra... sovrapposizioni che in pittura potremo voler far simigliare alle velature di un Rubens, prima di ottenere lo splendido risultato finale. Ogni elemento che la circonda, pannello su pannello, è stato costruito a parte con tanto realismo scenico da meritarsi l'Oscar.

Simile al contributo precedente abbiamo qui anche le consulenze degli astronauti della Nasa.

Ma come si vive realmente sulla Stazione Spaziale Internazionale? Per averne un esatto resoconto del tutto comparabile con le scene dei film ecco gli ambienti a cui il regista si è ispirato fedelmente :)

Intervento finale e non di poco conto (visto che una delle statuette è andata anche a tutto l'impianto sonoro) è la colonna sonora.

Si consiglia vivamente l'ascolto del film in lingua originale, perché il lavoro che è stato fatto sul respiro, i suoni, l'ansia della mancanza di ossigeno e la paura – ha impegnato molto sia la produzione che gli attori, dei quali Sandra pare che si sia allenata per sei mesi (a fronte comunque di amplie gratificazioni professionali come sappiamo da sempre costellano l'attività della poliedrica artista).

Nell'apparato iconografico alcune scene dei Making Of e una grande foto finale di scena con il viso della Bullock visibilmente stanco all'interno della simulazione della Soyuz :)

Concludendo, dopo aver celebrato le stelle di 2001 Odissea nello spazio e il passaggio di Mercurio davanti al sole è venuta l'ora di Sandra Bullock nell'apparente stato di grazia e levitante riposo dopo le fatiche che sono accorse al suo personaggio per via della disgrazia scenica del contesto sceneggiato. Con quella musica di sottofondo e il gesto di lasciarsi addormentare per alcuni secondi riprendendo le forze e il fiato dopo essersi liberata della tuta e aver ricondizionato l'ambiente con l'ossigeno, ecco altri 30 e poco più secondi di “magia“ filmica e scenica che riportano l'uomo alle sue radici e desideri di conservazione primari...

CAMMEI

La catastrofica scena del rientro (probabilmente del tutto irrealistica ma molto Hollywoodiana). Il bucolico momento irrealistico (con vodka al seguito) del contatto con l'astronauta (ormai deceduto) che mima uno stato di “coscienza-incoscienza“ che le farà venire l'istinto di sopravvivenza di attivare i razzi vettori grazie alla procedura di atterraggio... Il drammatico e disatroso impatto (che ce ne ricorda un'altro drammatico con un satellite in orbita attorno a Marte), certo uno dei momenti massimi di tensione adrenalitica nel quale i due si dovranno sfortunatamente separare...

POSTPRODUZIONE – Chi ha visto il film sa che uno dei momenti drammatici della sceneggiatura corrisponde al disperato bisogno dell'Astronauta Bullock di rimettersi in contatto con la terra... a un certo punto, sul limo del tracollo delle sue speranze, capta la stazione di un radioamatore. Il regista fece un corto per rappresentare la situazione non come nel film dalla Soyuz ma dalla terra, rivestendo così l'immaginario del contesto in cui l'Astronauta non riuscì né a farsi capire ... potendo però portarsi dietro gli ultimi suoni dalla Terra... l'abbaiare dei cani e il pianto di un bambino.

CAMMEO storico

(aggiornamento al 22 gennaio 2005) Oggi a Torino è morto uno dei pionieri della ricezione dei suoni nello spazio (Achille Judica Cordiglia). L'argomento che li porta sul tema ovviamente pare essere il dramma dei cosmonauti perduti. Mai ufficialmente confermato, naturalmente dagli organi ufficiali dell'ex unione sovietica, pare che questi abbiano intercettato un richiamo d'aiuto da una donna cosmonauta russa... eccoli in un bel documentario storico (qui nella seconda parte / terza parte e quarta parte :)

Al minuto 04'40'' della Terza Parte, ciò che ne diviene è di una drammaticità assolutamente impressionante... e al minuto 08'00'' il tragico appello di Ludmilla. Non venitemi a raccontare che non c'era una donna nello spazio...

Che sia tragico o probabile il contesto nessuno potrà mai dirlo con certezza, ma tra finzione e realtà... questo è forse il più tragico paradosso :(

Sulle note afferenti a cosmonaute russe, della Ludmilla ovviamente non troviamo niente, mentre siamo riusciti a trovare alcuni brevi riferimenti “sulla parente accreditata(?)” – Valentina (qui in una sorta di “Ulisse” del cugino bolscevico di Piero Angela) – mentre è molto istruttivo il link al vinile che fu pubblicato al tempo su queste ricerche, delle quali tremende registrazioni audio non è mai stato fatto altro approfondimento. Da buon impedito 007 o Sherlock dello spazio (che non conosce l'inglese) debbo gettare purtroppo la spugna ma certo il dubbio mi attanaglia senonché la tregenda, avendo anche sfumature muliebri, desta in me forte lo sconforto a l'abbandono. Da New York è tutto (f.to Mesinilio Orlando di cui Vi rimando al minuto 05'07'' con l'incredibile spiegazione del noto giornalista fantascientifico che, usando una biro: cerca di spiegare la faccenda...).

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