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Pubblicato da
Luca Mesini
il 03 dicembre 2014

World's in a Small Room & Samantha Cristoforetti

L'Astronauta italiana da qualche giorno in permanenza sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale o International Space Station, in orbita “bassa” terrestre e alla velocità di 15 orbite intorno al nostro pianeta giornaliere, in attività dal 2000) sta mandando perle di poesia dal suo sito facebook e altri portali, immortalando il nostro pianeta e probabilmente incidendo potenzialmente con la sua presenza muliebre e quel pizzico di vis creativa italica che, dal punto di vista femminile, io credo che valga come l'Originale della nostra Carta Costituzionale, al punto da farmi desiderare un Parlamento Internazionale gestito da donne e gli uomini (li “panettieri“) tutti in galera (ed altro che nello spazio)... lo scostamento che dalla vita reale ci trasporta infatti lassù dove membri di ogni nazionalità vivono nel massimo della collaborazione possibile senza nessuna ragione di distinzione politica e ideologica, aumenta la portata catartica di questa verità che nessuno prende in considerazione abbastanza ma, come provarono a descrivere in musica Steve Jansen e Richard Barbieri, ex membri dei Japan con David Sylvian e altri... bhè: è come sarebbe qual tipo di musica dall'oblò di una piccola stanza... che vorremmo costruire forse sempre più grande :)

La foto di copertina è tratta dal sito facebook di Samantha Cristoforetti.

La Stazione Spaziale Internazionale è un “gene” delle Arti messe al servizio totale e completo della scienza. Scrivo questo articolo perché c'è per la PRIMA VOLTA un'anima muliebre italica dentro quella stazione, si chiama Samantha Cristoforetti e grazie all'iperbole delle tecnologie che permettono a chiunque abbia un Samsung di avere una “fotocamera“ migliore della mia vecchia Leica, ebbene... possiamo goderci questa immagine (qui di copertina) e dal suo resoconto sulla pagina facebook, attimo dopo attimo e giorno dopo giorno, credo per sei mesi, la sua evoluzione poetica.

Steven Jansen e Richard Barbieri, finita l'esperienza “Japan”, come David Sylvian si dedicarono a esperimenti sonori solisti e in coppia decisero di firmare un'ipotetica colonna sonora di come si sarebbe visto il mondo dallo spazio (ipotizzando di vederlo proprio da dentro una piccola stanza “a small room”, quella all'epoca dello Space Shuttle)... piccole perle musicali che dedico volentieri a tutti noi e a Samantha, per quel giusto che da molto tempo cineasti di tutto il pianeta svolgono sul merito di volerci fare innamorare ci ciò che non esiste ma è lì fuori attorno a noi e immenso come il Cosmo, le galassie... 

Socioanalisi: dualismo percezionale del mondo e della vita

Oggi, parlare di certi argomenti è come trovare un coraggio che si è perso nella memoria dei tempi... credere in virtù e in mondi migliori, mettere l'accento su realtà così distanti dai luoghi comuni è quasi sentimento vertiginoso. Per ridurlo a una percezione più vicina alla vita di tutti i giorni potremo dire che, nella stazione spaziale internazionale, ci sono 6 astronauti, ergo lavoratori, tecnici specializzati che hanno un compito ben definito, sponsorizzato da aziende che ritengono utili, ai loro fini di continuità e di messa in produzione, questi esperimenti che alla fine della fiera, saranno demoltiplicati nella realtà della vita di tutti i giorni, producendo reddito e quindi sviluppo.

Non si riesce, infatti, a intendere, ancora, uno sviluppo senza reddito. E la cosa sarebbe possibile solo in una evoluta società non basta sul denaro, eppure sul lavoro e sull'inserimento in un contesto di attività varie e complementari all'uomo ad hoc individuo per individuo... ma questa: è fantascienza :)

Nessuno potrebbe non rendersi conto di che distanza abissale c'è fra la nostra Samantha Cristoforetti, Lei inoltre e gli altri astronauti presenti adesso (come dal 2000) sulla ISS e, invece, appunto, la recente distruzione drammatica, prima del razzo che avrebbe dovuto portare lassù strumenti e rifornimenti che attualmente sono stati rallentati (grazie, lo possono edurre, come me, i comuni mortali, ovviamente, ai “tagli“ di fondi che hanno messo la NASA nella condizione di subappaltare le sue attività ad agenzie terze, che, naturalmente, non prendono queste commesse poiché navigano nell'oro, e quindi... senza il dovuto “rispetto” (ergo i soldi dovuti per coprire certe esigenze di spesa, investite, poi, in controlli a prova di errore) i razzi vettori e gli stessi Space Shuttle, esplodono per aria...) ... o come ancora, a stessa maniera, il più recente collasso della navetta privata dove, a rinnovata (ma limitata) percezione di un comune mortale, con leggerezza, forse, sicuramente poca professionalità decennale e un budget miliardario ma comandato allo stesso modo del metodo stamina (che potrebbe, per innocenza o virtù, aver scambiato – chissà - lo spaccio di droga, o nei fatti o nello stile, per nobiltà clinica) ai riflettori internazionali ha bypassato controlli e serietà tecnica severissima che, altrimenti, non avrebbero potuto (se “in essere”) far esplodere esperimenti di questa portata, al loro volo inaugurale... fatto comunque bene tacito per la storia dell'evoluzione dei Razzi (quanti ne sono esplosi per aria), ma quelli erano pionieri – oggi, gli ingegneri esperti, esistono.

Senza effetti speciali stile Hollywood e con meno populismo elettorale, la “Soyuz“ (unico mezzo di trasporto terrestre in grado di portare gli astronauti nello spazio, da quando il programma Shuttle è stato chiuso) rimane ancora la soluzione salva vita e i “Team” che meritano questa sigla, assicurano alle missioni quel rigore necessario che porta chiunque a sperare sul merito, quando questo viene difeso per come le sue armi stesse impongono all'efficenza richiesta per difendersi, sapendosi alzare da terra senza esagerato pericolo e omissione di controlli.

Il piano spaziale americano, con i dovuti foraggiamenti e il mantenimento della cultura maturata nel tempo, potrebbe fare miracoli, forse, ma quando il paese è in mano a perspicaci individui che si chiedono perché non è possibile aprire un finestrino di un Boeing in volo nel tunnel passeggeri (cfr. l'evoluzione dei repubblicani) ...c'è ben poco da sperare. Il “malessere” è l'ingrediente bàsico che soddisfa ogni sviluppo sociale, ergo pare che senza alimentare il malessere, nella maggior parte della fascia povera delle persone, par che non ci sia sorta di sviluppo e visione globale del pianeta (e di chi ci vive).

Perché dovremo desiderare la povertà? Frase fessa (quindi rotta) dalla percezione sapendo chi abbiamo messo in parlamento...

CONCLUSIONE

Là nello spazio, in una stazione orbitante costruita al suo livello attuale (esplosioni permettendo) in 15 anni, c'è un'italiana che sognava lo spazio fin da bambina e per qualche ragione è riuscita nel suo determinato intento. Il merito di questa persona ci trasmette un mondo come si può percepire a una dimensione più evoluta, quindi affaticata da cammini probabilmente più profondi e impegnativi.

Samantha è partita con un modello di astronave concepito nel 1966 (evolutosi sino ad oggi con il modello credo TMA-15M) con a bordo un russo e un americano. A bordo della ISS hanno trovato il comandante B.E. Wilmore e due russi fra cui la prima astronauta russa che partecipa, oggi insieme alla nostra Samantha, a una missione a lungo raggio: Elena Serova.

Qui le info della diretta della partenza e cronaca dell'arrivo.

Si tratta del 42esimo equipaggio della stazione spaziale. Il nome in codice della Missione è... Futura :)

CAMMEO

Alcune curiosità pratiche sulla vita nello spazio che (come chi si è fatto un'idea del Giappone molto bucolica) è tremendamente più ardua di quanto si può pensare e richiede sinceramente una vita di addestramento. Fra le curiosità più curiose, a volte, con i rifornimenti, arrivano anche taniche di 400 litri di acqua fresca: dal Pian della Mussa :)

La fantascienza si è spinta molto più in là ovviamente – mentre le teorie sulla scienza sono più vicine al delta della nostra stazione spaziale. Ricordo i vari temi che con passione si sono prestati a questo viaggio e che ho potuto esplorare qui su equilibriarte: il transito di mercurio, il punto sui viaggi spaziali, la scoperta della prima luce del Big Bang (e la teatro-anamnesi-scenico-grafica di Lucilla Giagnoni) – le digressioni sulla musica spaziale dance e quiet (con i particolari cammei dedicati a Tangerine Dream, Jean Michael Jarre e Kraftwerk) e la poetica del fare all'amore con le stelle dedicato al genio Stanley Kubrick :)

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