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Pubblicato da
Luca Mesini
il 16 novembre 2014

INDIE music

Per musica INDIE si intende “indipendente” ergo scritta, prodotta e distribuita in maniera autonoma. Solitamente viva di quei stilemi che l'associano a tutto ciò che è “nuovo” e “alternativo” alle grandi produzioni di “massa” e del music business, non sempre non ha a che vedere con i generi più in voga, tanto lo dimostrano, infatti, gruppi come Alphabeat, in grado di dar vita a motivetti dance che echeggiano (a volte piacevolmente) nelle Hit di classifica. Ottimo territorio da perlustrare per combinare la passione al desiderio di “istinti” puri, non dominati da regole contrattuali ergo, a volte, inseguendo delle chimere (che possono essere ottime nuove interpretazioni degli “affetti”) o volendo dire le stesse cose che dicono tanti altri... a volte: pure meglio. Territorio tanto vasto quanto immenso, ha potuto liberarsi con internet e oggi sono talmente tante le novità e le realtà sconosciute che è molto difficile trovarle... qui una piccola ricerca sul merito, dall'INDIE-POP allo Shibuya Kei (la versione non tanto indie quanto “pop“ giapponese)

(fonte di copertina) – La NPR Music è solo uno dei tanti strumenti che gli utenti e chiunque ha a disposizione per venire a conoscenza di realtà altrimenti difficilmente udibili ed ascoltabili.

Partiamo proprio da uno di questi concerti estempori per addentrarci nel mondo INDIE pop-rock-folk e poi (a dio piacendo) un piccolo cammeo sullo Shibuya Kei giapponese (NO! MESINI! NO! Lo Shibuya KEI NO!), tranchi... 

Un piccolo aggiornamento ad agosto 2015: David, David Kitt – per chi non lo conoscesse, è un compositore irlandese che ha proprio iniziato e lavora sovente in modo autonomo, meticoloso, acustico ed elettronico, di impianto molto malinconico eppure candidamente piacevole e non troppo tregendo. Minimale e semplificato, forse anche in ragione della disponibilità dei mezzi sui quali si sposa anche la scrittura, come molto che connota il campo del mondo che a seguire abbiamo analizzato... E' stato credo uno dei primi autori “indie” a interessarmi da ragazzo, quando ancora acquistare un CD senza poterlo ascoltare prima – era un azzardo ma pure l'unico modo... prima dell'avvento dei preview in cuffia e poi finalmente di internet: pianeta libero di informazione libera, dal quale pianeta poi ognuno può fare la scelta in relazione ai suoi poteri di acquisto :)

DAUGHTER (The Be Good Tanyas, Kaki King, Cocteau Twins, Dead Can Dance) KATE

Gruppo londinese relativamente giovane, i DAUGHTER scrivono musica prevalentemente acustica (come abbiamo sentito nel live NPR di cui sopra) e sono stati notati dalla critica soprattutto per l'ultimo disco (che è poi anche il primo) e i video a cui altri talenti si sono correlati, girandoli, per fargli ben merito. Fra questi, forse il migliore e più conosciuto è questo dove si analizza, poeticamente ma senza veli sul sentimento del dolore e la solitudine, l'ombra esistenziale che talora si agita sulle vicende di relazione.

Segnaliamo la bellezza di alcuni brani, fra i quali YOUTH e HUMAN dal concreto e dinamico sviluppo ritmico. Ma tutti gli amanti della musica acustica non disdegneranno la praticamente quasi totale linea di stile di tutti i loro brani, fa i quali a esempio CANDLESS oppure RUN, SMOTHER fin approfondendo la musica al link diretto all'album completo.

In passato ci siamo addentrati in molte realtà che hanno tutte un participio INDIE, come le The Be Good Tanyas (meravigliose nel superbo apprezzamento che la musica folk gli ha messo in dote negli arrangiamenti per strumenti cordofoni old-america e ampliamente redatte qua) oppure nella bravissima, personale e di carattere Kaki King (redatta qua). E gli stessi Coctaeu Twins che approdarono proprio verso la stessa Label che ha colto in grembo, adesso, i Daughter o i Dead Can Dance prima di far gola alle major.

Ma vediamo cosa ha in serbo il panorama di sti tempi. Perquanto i soli ad avere difficoltà a trovare una visibilità anche INDIE siano sempre i cinesi, non basterà l'elenco di wikipedia per darci una traccia esaustiva sul merito... come pionieri dovremo andare a cercare, passo a passo, suono su suono, ciò che brilla e là dentro, fra le fila, ciò che nell'elenco manco compare.
A esempio, i KATE non figurano da nessuna parte e per quanto Lussemburgo sia passato recentemente alle cronache come paradiso fiscale delle banche inclusa la San Paolo (come l'elicottero, lo chiamiamo “Apache“ così ci laviamo la coscienza...), una realtà INDIE-pop amalgamata di sano spirito ricreativo come questa non può che far bene a quella parte di noi che sarebbe bene che si svegliasse qualche mattina... un poco più effimera e “leggera”.

POLYPHONIC SPREE, THE BIRD AND THE BEE (High Llamas, Stereolab), EMILY AND THE WOOD
Sulla falsa riga di questo genere, ci sono (forse alternativi e dubbi bonzi figli dei fiori) The Polyphonic Spree :) Molto notevoli. Avrei dovuto linkarli in questo articolo perché mi paiono complementari (e la mia è una critica costruttiva naturalmente), per quanto non abbia ascoltato tutti i dischi, l'intenzione è sicuramente gaia. Dal bignami di wikipedia (dove si trova quasi tutto). Sicuramente forse è solo pura ironia (in fondo sono solo canzonette) ma per quel che passa il convento (in ogni altro ambito politico), una scelta lecita se non la migliore :) A proposito di questo secondo link (LITHIUM) consiglio gli arrangiamenti per trombe del finale... molto notevoli.

Rimanendo infissi come chiodi o viti intrise nel vinavil nel territorio INDIE-POP, citerei il duo THE BIRD AND THE BEE. Fra citazioni alla Bacharach (come in fondo è nel periplo degli HIGH LLAMAS) e intuiti melodici azzeccati, colori pop come la musica e sentimenti proto-vintage, dànno vita a una lieve colonna sonora. Molti di questi “complessi“ nascono anche per diretta citazione di altri, sui quali si levigano come le fusa dei gatti, ed ergo è quasi difficile non poterli associare ad altre realtà loro compatibili (come in questo brano agli STEREOLAB).

Spostiamoci a Ovest di “Juno” e ammiriamo la bellezza e il solare, semplice e intuito lavoro di EMILY AND THE WOODS dove la giovine dalla bella roca voce pennella sensazioni romantiche su uno scenario onirico e molto stile... INDIE :) Ascoltare per credere, un brano che non sfigurerebbe in nessuna HITS insieme a più conosciute cantautrici.

Solitamente è quasi un luogo comune, nel territorio della musica alternativa e INDIE, il forte contesto cantautorale e acustico. Sempre di EMILY AND THE WOODS... “never play“ cioè là dove la narrazione nasconde o meglio svela una voce che sa tenerci la testa sul grembo.

AMOR FOU (Afterhours, Cristina Donà, Doctor Livingstone, Uzeda)

La realtà INDIE non è certo esule da quel che freme sul territorio italico, anche se sarebbe opportuno dedicarci un articolo a parte. Alcuni di quei che hanno saputo, probabilmente, attingere al bisogno di sensazioni alternative sono stati i (recentemente scioltisi per mancanza di euro) AMOR FOU. A dire il vero (e devo dire: MEA CULPA) io abito a cinque minuti d'auto dalla MESCAL, non indifferente realtà underground che ha semplicemente sdoganato i Subsonica alla SONY e lanciato artisti come gli AFTERHOURS e Cristina Donà. Citerò il primo singolo dei Doctor Livingstone, realtà della città dove sono nato e vissuto (Torino) che insieme a Ustmamò e altri possiamo dire concretizzassero una piccola latitudine dell'INDIE italico del tempo. E per passare da Torino a Catania, ecco gli UZEDA, ottima band INDIE rock italiana.

EMPIRE OF THE SOUND, ALPHABEAT, MARBLE SOUNDS (Kings of Convenience), THE NARRATIVE, LET'S BUY HAPPINESS, BLONDE REDHEAD, (Indie Folk Vol. 1-3), IRON & WINE

DANCE – L'avvento dei nuovi media ha sostanzialmente permesso a molte realtà di farsi conoscere partendo dai social ed è in fondo internet il territorio che sfruttano anche le grandi aziende musicali (se così possiamo ancora chiamare il grande apparato che riguarda la produzione di un autore, dal merchandising ai video-clip etc.). EMPIRE of the SUN e ALPHABEAT hanno avuto uno sviluppo del genere, pur definendosi su brani di presa diretta e di massa, come la musica dance. Ciò permette di sdoganare il punto di vista immaginario (sul fronte di questo schema di composizione) da molti osservatori, quello AUSTRALIANO (dance) piuttosto che quello DANESE (un vero successo pop) o quello SUDAFRICANO (dance-punk e qualcos'altro) ovviamente lui per primo poi determinato e condizionato da un'iperbole di creatività vastissima.

ALTERNATIVE – Sul fronte della musica autorale alternativa (lì dove si cerca di pescare più sul gusto dell'intellettuale che esce di sera nelle metropoli andando a cercare un pò di genio e cultura contemporanea) potremo probabilmente inserire i MARBLE SOUNDS gruppo belga di intimistica presa cantautorale prevalentemente acustica (come non dimenticare gli esordi di quel cammeo che fu dei Kings of Convenience). THE NARRATIVE si muovono sullo stesso tappeto sonoro (info) e sfociando nel rock alternativo simigliano agli interpreti rock quando si rendono più acustici e meditativi. LET'S BUY HAPPINESS sempre su questo scenario, rulla i suoi tamburi su questo scenario scogliero tipicamente inglese, et via dicendo non siamo che a un millesimo delle band che neanche conosciamo... 

Ancora come colonna sonora di una serata metropolitana moderna, insieme ai citati MARBLE SOUNDS potremo citare l'ensemble italo-giapponese (info) con sede a New York BLONDE REDHEAD. Hanno già una discreta e nutrita storia musicale alle spalle e come sovente capita non sempre ogni disco ha un imprinting del tutto simile all'altro... senonché lo spirito alternativo, quello di sicuro... INDIE-POP.

Abbiamo infine visto inizialmente come alcuni canali siano di aiuto, nelle nostre ricerche. Su questo certo lo sono anche le compilation tematiche che rimettono a video in calce il nome dell'autore e talvolta anche il brano o il disco dal quale si conviene divenir la musica alla fonte. Sul fronte dell'INDIE FOLK (per gli amanti della musica acustica e delle melodie o gli sviluppi alternativi, alla Nick Drake per intenderci) ecco delle belle raccolte: VOLUME I VOLUME II e VOLUME III. Da qui partire per scoprire autori FOLK-ACUSTICI e cantautorali come questo, a esempio... ascoltate che roba: vivamente consigliato :) (il ritmo che prende poi al minuto 02'40'' circa, e non solo nel primo brano... ).

CAMMEI

The XX – Lana del Rey, Joann Lemoine

Sempre nella sorta di ciò che è alternativo e viene dopo ciò che già conosciamo (ciononostante non sia troppo diverso ma comunque, in qualche modo lo debba essere anche solo a titolo anagrafico) prendiamo (fra le migliaia) gli XX. Post-rock, come si evince in Together, brano rock ma anche sinfonico, dark ma pure filmico (ehm... lascio licenza soggettiva a queste espressioni molto vaghe). Eppure... non avete mai sentito questo brano? SINGOLO iTunes della settimana, ha tutti i carismi per accogliere (juvenialmente) il rock (o il garage rock) che lo ha preceduto, con un bingo di The Cure e un pizzico di tante altre cose. Altro brano di cui abbiamo sicuramente qualche nota dentro, forse più del precedente, è questo, utilizzato sovente in televisione. Citiamo infine SHELTER.

Lana Del Rey è invece il noto fenomeno delle modelle cantautrici che senza capir bene là dove cominciano e finiscono (bisognerebbe conoscere più a fondo la loro realtà biografica) producono (partendo non si sa bene da dove) hit a raffica. 70 milioni di visualizzazioni per questo. 170 milioni di visualizzazioni per questo... (quasi una preghiera pathcwork) e infine 188 milioni di visualizzazioni per quest'altro. Eppure sono molto simili a se stessi... e abbastanza indie-cinema-vintage nelle immagini.

Il mondo multiforme delle Arti dello Spettacolo nasconde nei suoi meandri segreti e curiosità poliedriche, come WOODKID, progetto ed eponimo avatar di Yoann Lemoine, musicista regista e compositore. Qui troviamo l'integrale del lavoro, e non sarei sorpreso a scoprire che è proprio sua la voce inserita in uno dei brani di Bjork (quindi scelta da lei) (ma non ho info sul merito), sicuramente però, come dimostrano le sue notazioni biografiche (qui afferenti al disco), collaborazioni a latere del suo poliedrismo creativo ce ne sono parecchie, da Kate Perry (inclusa fra l'altro credo la regia di uno dei video che vi ho linkato sopra della Lana del Rey) a Luc Besson e Sofia Coppola.

SHIBUYA KEI

Il Giappone è un mondo nel mondo e dalle sue contaminazioni (e dal concerto di MIX che sublima al suo interno dal mondo esterno) ne abbiamo veramente una dimensione “altra“. Le incursioni che l'Occidente ha avuto a Oriente e viceversa sublima ed eccitano i popoli, le culture e le arti – non ultimo ricordiamoci il grande gemellaggio che fu fra Torino e il Giappone grazie al lavoro accademico di Fontanesi (per citarne una). Io stesso subisco fortemente il fascino delle Arti Tradizionali giapponesi per quanto concerne il sentimento di ricerca estetica nel gesto e la linea (in Giappone nell'Arte della calligrafia) - in occidente dovrei dire per il Design (e nel mio caso per i problemi che ho con il figurativo ellittico).

Ma bando alle parole, se vogliamo inebriarci del POLIEDRISMO culturale fra occidente e oriente, sul lido dell'INDIE POP o del POP semplicemente (e dovremo dire PATCHWORK POP) non possiamo non studiarci questo Ensemble: CIBO MATTO.

VIVA! LA WOMAN (Cibo Matto Album full).

STEREO TYPE A (Cibo Matto Album full).

HOTEL VALENTINE (Cibo Matto Album full).

Consiglio di lanciare tutti e tre i link (l'avvio dei primi due stanno bene insieme, in contemporanea, inserendo il link, invece, del terzo l'ascolto creativo diventa un po' più complesso...).

Alla incredibile fusione di stili delle CIBO MATTO ecco qui invece un'incursione più dance e simile ai nostri Everything But the Girl, Swing Out Sisters e Matt Bianco o Propaganda: i PIZZICATO FIVE.

La produzione di questo gruppo (come altri, soprattutto del filone che da noi verrebbe chiamato INDIE-Rock) è... molto difficile da seguire. Fra versioni di mille versioni, packaging ed elementi terzi, video, brani alternativi sulle versioni remixate alternative, difficile capire e comprendere una massa di materiale che si ricompone su se stessa componendosi ogni giorno in modo forse talvolta stereotipo (come anche capita in occidente per alcuni autori di grido).

Citeremo, per l'importanza nel contesto musicale POP moderno, infine, la Yellow Magic Orchestra (realtà tutt'altro da semplificare ed anzi, aldilà delle prime impressioni, molto più profonda delle inventive di cui sopra che invece sembrano tanto ricche di sfumature... l'iniziazione della/dello Shibuya Kei e Visual Kei partono probabilmente da qui). Dalla quale esperienza si moltiplicheranno studi e invenzioni elettroniche, syntho-pop e via dicendo... fino a raggiungere intuiti davvero impressionanti. Sinceramente, sono esaustive le informazioni del bignami di wikipedia. Sarà comunque utile precisare che fra i virtuosi di quel complesso c'era anche il poliedricissimo Sakamoto, vero esempio di artista capace di annettere nei suoi interessi intellettuali e professionali un arme di elucubrazioni che hanno preso un Universo capitale come quello della musica classica (occidentale e tradizionale giapponese e orientale) passando poi per Cinema, MelodiaKraftwerk-modus e Dance. Il Giappone ha tutto (in modo esteso e parallelo al mondo che lo circonda) che ha detto ed elucubrato tutto in modo diverso – la cultura ZEN e la filosofia occidentale, il pensiero e l'armonia e determinante il concetto di tempo... 

Siete pronti per andare a Tokyo? Bene: informatevi! (informazione A: la spesa) (informazione B: cosa non fare, versione femminileversione maschile) (la lingua... così ora sappiamo perché ridono coprendosi la bocca, educatamente, con la mano). Infine, per imparare il giapponese a piccoli passi e stimolare il desiderio di farsi capire con i segni (ovvero il linguaggio universale, un bel sorriso, un'atteggiamento molto pacifico, molto molto amore e viva luce dentro agli occhi propositiva :)

Il nostro viaggio dentro la realtà INDIE finisce qua, ci sono i pretesti e alcune realtà che chiariscono come nel mondo ci siano e si trovino molte informazioni, dalle più esili alle più profonde, e la comunicazione ha certo molte sponde e non sempre si capisce la lontananza che c'è fra alternativo, diversità, novità e conformazione... inoltre: il Giappone, che come ogni realtà, è più ostica la realtà di ogni altro tipo d'invenzione :)

Buon ascolto e buona ricerca :)

BONUS TRACK & rarities

Colpi di fortuna e situazioni casuali estemporanee ci portano a venire a conoscenza di verità incredibilmente interessanti (per questo la vita appaga chi la vive stando fuori di casa: il vero “internet world” è il life estempore, possibilmente poliglotta, quando possibile, ergo globale). Così in una libreria puoi incontrare un LIVE alla NPR music (come è stato per me con i Musica Nuda) o al Salone del Libro di Torino per i LITHUANI Pieno Lazeriai.

Dicasi altresì per questa realtà svedese conosciuta soprattutto in patria e molto simpatica, giovanissima, al loro primo singolo HITTEN e in questa performance (easy indie rock)... si trova parecchio anche su di loro.

Realtà davvero ostica da trovare è la sperimentale OOIOO (due volte lettera O di Otranto, una “i” maiuscola e nuovamente due “o“ di Otranto), per chiudere anche con le rarità sul versante giapponese (qui la track list di UMO). Moderna psichedelia o sorta di fusione fra un Future Sound of London + Mothorpsycho, KODO e la “voce umana”, Tom Tom Club... e l'INDIE-POP SHIBUYA-KEI... sono sicuramente strane :) Un disco intero eccolo qua, ma a giudicare dal singolo di cui sopra... studiare questo complesso sarà un poliedrico viaggio creativo :)

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