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Pubblicato da
Luca Mesini
il 26 luglio 2014

Joni the End - il dolce commiato

A tutt'oggi considerato da molti il commiato di Joni Mitchell dal “music business” e dal suo rapporto con le major del mondo della musica, questi due brani raccolgono tutta l'emozionante esperienza di un'artista che come in un film - qui predica una colonna sonora che cifra l'altezza del suo valore, inconsapevole, di Musa dell'Arte Contemporanea del secolo trascorso, Ella Musa di molteplici artisti ed emblema muliebre di quanto può una donna dal momento in cui Le viene deposto il diritto di dirigere, comporre, descrivere se stessa nel mondo che la circonda (mancarono - altri tempi - quest'adesione al diritto artiste del calibro di Camille Claudel, a esempio, la ricerca sarebbe impietosamente lunga e drammatica...)

Come in una poesia, si chiuse il ciclo della Joni Mitchell al desiderio di dedicarsi ancora alla musica (e non alla pittura come da quel momento, a parte una parentesi nel 2007, decise di fare) - qui ci lascia, Ella, due gemme che da sole raccolgono il mistero necessario per capire come in questa standing ovation si celebri un'icona dell'Arte Contemporanea mondiale... in questo bellissimo primo brano con Lei presente e partecipe e in questo secondo.

Il resto della storia probabilmente molti di noi la conoscono e se la sono portata “compagna“ negli anni, se, “artisti“, siam nati il secolo scorso - altri la troveranno nelle biblioteche e nei libri di storia, là dove, potendo, “volendo”... farsi ispirare... e capire che quando si cammina nei boschi - è per non ascoltare ciò che invece, fuori dai boschi... desideriamo ascoltare nel mondo della musica.

Abbastanza completo ed esaustivo il bignami di wikipedia sulla storia e la vita di questa grande artista - ricordiamo che ritrovando sua figlia ormai adulta, l'idillio si ruppe presto, dovuto al fatto che la vita, non è una favola, e vivere e il rapporto fra persone vive è molto difficile - i sentimenti sono vivi e tutti rivendicano quella sorta di egocentrismo necessario a sentirsi protagonisti e non personaggi in cerca di un'autore compassionevole, e la vita - nonostante sia molto dura, ha sempre un linguaggio particolare - dal momento in cui “esistere“ dipende sempre dallo sbaglio o dalla ragione di qualcuno, che ha deciso di sbagliare o di avere ragione prima di noi... ma giunto, poi, capirlo: siamo sempre e solo noi stessi - a decidere in divenire.

Comunque - come per la musica è per tutte le altre forme d'Arte, noi non dobbiamo saper fare delle cose necessariamente come le cose debbono essere fatte stante al sentimento che la conoscenza antempone al costrutto: noi usiamo solo strumenti per imitare la natura e i sentimenti umani. Così si suona, si dipinge, si modella, si crea... per rievocare un afflato umano, un “affetto“ della natura, dei sentimenti, delle emozioni umane.

Sii felice - sii triste. Non ci sono tante altre cose lì nel mezzo... o meglio: tutte quelle che portano un complemento ed estremo all'altro.

CAMMEO storico

Uscita dal forte, emblematico, passionale rapporto di “evoluzione degli affetti” con Charlie Mingus, finalmente con vicino compagni catartici e fondamentali, fra mature conoscenze (Marsalis, Don Juan, Pastorius) e giovani nuovi talenti (Pat Metheny) questo è uno dei migliori live del secolo scorso, dove svetta la felice maturità assoluta di una bandiera: la miniera Mitchell, la Joni musa, scrittrice, compositrice, arrangiatrice, produttrice - l'apoteosi di un genio in una delle sue fondamentali tappe storiche di sempre. Shadows and Light, luci e ombre - per sempre.

Both sides now (sopra nell'ultima composizione per arrangiamento orchestrale di cui il video e la standing ovation) fu portata al successo all'epoca dei figli dei fiori da Judy Collins.

Ricordiamo fra i brani e i dischi dell'ultimo periodo, la collaborazione con Peter Gabriel.

Gli artisti apprezzeranno in particolar modo l'ineguagliabile traguardo musicale raggiunto con Charlie Mingus che purtroppo non potè assistere al varo del lavoro, ciononostante chiusero praticamente insieme tutti i brani - un'iniezione di sensibilità creativa che portò al commentario “vorrei portare queste canzoni sulla luna“.

CAMMEO The Last Waltz

Un altro momento storico che qui ci dimostra la dolcezza del personaggio è durante il concerto di addio alle scene di The Band (ripreso poi in un docu-film da Scorsese).

L'incredibile sostanza musicale e il salto di maturità espressiva che il pediodo Mingus apportò alla Mitchell nel momento in cui Ella finalmente trovò degni compagni di suoni possiamo riviverlo in questo video - con una sezione fiati e ritmica da brivido. Il Bassista Jaco Pastorius (mancato in modo incredibilmente assurdo e bizzarro, a seguito dei traumi riportati durante una menata) non solo ci ha tolti un genio dal talento irripetibile ma è doloroso quanto come la dipartita di Demetrio (cfr. Area). Gli artisti si chiedono: fammi il suono del vento, fammi un trillo di uccelli - suonami il sole come la Baush chiedeva ai suoi ballerini: interpreta la luna. Gli artisti non devono saper disegnare, ma dare una rappresentazione della gioia e del dolore - tutto qui. Ciò è inter dipendente dal saper suonare (perlatro, elemento praticamente ovvio) ma come gesto Esso abdica al sapere per lasciare libero lo spazio al dolore, alla gioia, solo a quello - alla sensazione. Imparare a suonare e a disegnare è come imparare a fare l'amore - lo sai, poi te lo dimentichi - è altro - che il sapere - a vicinarti a una persona per amarla. Altro.

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