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Giovanni D'Errico

Artista - iscritto il 12 gen 2009

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Sito web - www.pitturafresca.it

Bio

Giovanni D’Errico
I COLORI DELLA VITA
Introduzione di Aniello Montano


Giovanni D’Errico è nato ad Acerra ( NA ) nel 1968, l’anno dei grandi fermenti giovanili, l’anno del cambiamento nelle relazioni intergenerazionali. L’anno in cui, con l’entusiasmo e la fantasia, i giovani sognavano una svolta nella vita dei singoli e delle società.Nato in famiglia numerosa, quinto di nove fratelli,D’Errico,pur crescendo negli anni immediatamente successivi al “68, anni di massima espansione della rivendicazione dei diritti,primo fra tutti il diritto alla felicità personale,resta chiuso in se stesso come in un bozzolo. Sembra non intercettare alcun germe di quelle speranze. Cresce e vive appartato,poco dialogante.Si porta dentro,serrato nel petto,una specie di grumo psicologico che non riesce a sciogliere,a stemperare con le parole.Avverte, però, il bisogno dioggettivarlo, soprattutto (forse) per renderlo chiaro a se stesso, per rappresentarlo davanti agli occhi. Di qui, il bisogno impellente e irrefrenabile di dipingere.
Autodidatta, D’Errico avverte la pittura come il mezzo attraverso cui dar forma ed espressione al suo modo di sentire e di rappresentare il mondo. E lo fa in maniera oscora,pulsionale, immediata, senza alcuna riflessione intellettuale.Avverte la necessità di operare con la materia cromatica per comunicare la grammatica e la sintassi del suo dar vita a figure emblematiche del suo cosmo psicologico, E per farlo, più che del disegno, della linea definiente le figure, si serve del colore,del puro colore. Di modo che le regole morfologiche, grammaticali e sintattiche della sua pittura sono rappresentate dai colori e dalle loro tonalità.
Nei quadri di D’Errico tutto è fatto di materia cromatica. Ciascun colore ha un significato preciso. Comunica un sentimento, una pulsione emotiva, una irresistibile passione dell’animo. Semplici ed essenziali nell’impianto costruttivistico, i dipinti di questo giovane hanno il dono di una grande forza espressiva.Comunicano immediatamente la tensione che li agita e li rende vivi,grazie al linguaggio pittorico,a una cifra cromatica aspra e istintiva,ma incisiva e densa di contenuti emozionali.Un cromatismo che non concede alcunché alla leziosità e alla piacevolezza.Niente è frivolo e niente è banale in questa pittura. Tutto è maledettamente serio e profondo. Tutto ha il senso assoluto della sincerità, dell’autoesplorazione e dell’autorappresentazione. Come se l’autore sentisse incoercibile il bisogno di mettersi a nudo,di raccontare se stesso:le angosce, i sogni cullati e repressi,le speranze(quasi) abortite sul nascere.Animo dolente e pensoso,D’Errico rappresenta senza alcuna mediazione la faccia sofferente del mondo umano. I volti dei suoi personaggi, maschi e femmine, sembrano emblemi di un’umanità addolorata,sbigottita,diffidente,ma anche bisognosa e desiderosa d’amore, d’accoglienza,di un sorriso e/o di una carezza, che sono mancati. Per questo i colori,per lo più, tendono al cupo. Scivolano verso tonalità sulfuree. Sono intensi e duri,vivi e forti, ma sempre caldi e passionali. Altro dolore e allo sgottimento fa da contraltare il sogno, l’illusione, la fuga dal reale e, primo tra i primi sentimenti, l’amore per la sua bambina. In questi casi,il cromatismo sfuma, si fa leggero,svolazzante, talvolta morbido e tenero. Emblematico in questo senso “ La venditrice di palloncini “. Al bisogno di rappresentare i due percorsi emozional-cromatici sembra rispondere la tela “ I colori della vita “. In questo dipinto,costruito esclusivamente con l’uso dei colori e delle linee,senza alcun abbozzo di figura,è espressa, appunto,la tavola delle corrispondenze delle tonalità cromatiche e delle linee con i sentimenti, con la vita emotiva dell’autore. Vi si leggono linee compatte rigide e linee ondulate e morbide,colori densi e aspri e colori tenui e dolci. Questa di D’Errico è certamente pittura sofferta, avvertita come bisogno profondo del proprio sentire. Sembra più un grido che uno sfogo. E’ un messaggio, una richiesta d’attenzione, un modo per comunicare, senza aprirsi agli altri con la parola e lo scritto? No lo so. So per certo che è una pittura che mi ha interrogato e mi ha intrigato. Una pittura carica di fascino,
ma anche di inquietudine.

commenti

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Lily Lesniak - 02/06/2010 - 22:15:50
Grazie mille, Giovanni!
Nicoletta Sciannameo - 28/05/2010 - 14:41:59
Grazie per le preferenze!
Utente disattivato - 27/05/2010 - 12:10:46
grazie :)
Cristina Costanzo - 27/05/2010 - 08:50:19
Grazie per le preferenze!
Tutti i commenti (33)
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