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Pubblicato da
Leonardo Basile
il 10 aprile 2016

Triumphs and Laments

"Nella storia ad ogni trionfo corrisponde il lamento per la sconfitta di qualcun altro. Il mio è un modo di mettere insieme figure della storia italiana e farle conversare sul fiume. Da Pasolini a Giorgiana Masi, passando per la Dolce Vita".

Triumphs and Laments”, un fregio di 550 metri realizzato dall'artista sudafricano William Kentridge tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto (parliamo di Roma) verrà inaugurato il 21 aprile 2016, al tramonto.

Sui muraglioni del Tevere, sono comparsi Romolo e Remo, i Cesari; i lanzichenecchi e santa Teresa in estasi; Marcello Mastroianni, Anita Ekberg e il corpo di Pier Paolo Pasolini: una fantasmagoria di personaggi ed eventi, tra storia e cultura pop.

Dario Pappalardo - per “la Repubblica” - in una intervista all'artista, chiede: Che rapporto c’è tra la sua opera per Roma e il lavoro di Banksy?

«Il processo che utilizzo è esattamente l’opposto di quello di Banksy. I suoi stencil si applicano direttamente sulla superficie. Triumphs and Laments è il risultato di una pulitura. In tre o quattro anni l’inquinamento coprirà di nuovo tutto. Le mie figure svaniranno fino a tornare nel buio. Per me è importante che non restino, fa parte del senso del mio progetto: una processione dall’oscurità alla luce con ritorno nell’oscurità. Il mondo è il luogo del provvisorio e della trasformazione».


http://video.repubblica.it/edizione/roma/kentridge-l-elogio-dell-effimero--dallo-sporco-del-tempo-il-mio-omaggio-a-roma/235192/234874?ref=HRESS-3

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