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Francesco Vidic

Artista - iscritto il 15 mar 2012

Luogo: Parma - IT

Email - francescovidic@gmail.com

Bio

VIDIC L'ARTE DEL SEGNO E DEL COLORE

FRANCESCO VIDIC è il principale artista contemporaneo di Action Painting come scrive INTERNAZIONALE ITALIA ARTE (Museo MIIT di Torino e Künstlerforum Museum di Bonn) Edizione Mondo 2013 precisando: nel dripping istintivo ed immediato, nel gestuale trattamento del colore e del segno l'artista ritrova l'energia delle avanguardie storiche, declinata in una visione innovativa.

lnfatti nel panorama internazionale dell'Arte le opere di Francesco VIDIC sono veramente esclusive per il tratto, il gesto, il cromatismo visivo, la capacità di sintesi e la potenza espressiva.

Armonia assoluta con il più attuale design, con le nuove tecnologie e le più belle case nel mondo.

Immagini formidabili oltre che per l'architettura anche per l'Italian Fashion Style, per riproduzioni su capi giovani e dinamici, in perfetta sintonia con la moda del momento.

Gli argomenti trattati:

    1º)    FRANCESCO VIDIC L'ARTE DEL SEGNO E DEL COLORE

    2º)    COLLEZIONI PRIVATE, GALLERIE, MUSEI D'ARTE CONTEMPORANEA

    3°)    DA POLLOCK A VIDIC, DALLA RIVOLUZIONE ALLA RICONCILIAZIONE

    4º)    COME OPERA FRANCESCO VIDIC ...come un campione di gioco del calcio quando tira il pallone e fa goal con destrezza, invenzione ed istinto...

    5º)    DOVE OPERA L'ARTISTA ...ovunque ma...

    6º)    QUALI COLORI PREDILIGE L'ARTISTA...tutti ma...

    7º)    INTERESSI DELL'ARTISTA...multidisciplinarità...

    8°)   TESI DI LAUREA SULL'ACTION PAINTING DI FRANCESCO VIDIC...Sin dal '400 le forme delle macchie e delle nuvole han destato l'attenzione di grandi artisti come Leonardo da Vinci, Sandro Botticelli, William Shakespeare...poi è stata la volta delle macchie di Hermann Rorshach...ora, dopo il dripping di Pollock, ecco l'arte pittorica di Francesco VIDIC: l'Action Painting internazionale ha ancora molto da dire e lo testimoniano le opere di Francesco VIDIC...ecco novità stimolanti nell'arte contemporanea per laureandi italiani e stranieri...

    9º)    CRITICA D'ARTE DOTTORESSA ELES IOTTI

    10º)  CRITICA D'ARTE DOTTORESSA FRANCESCA MARIOTTI

    11º)   CRITICA D'ARTE DOTTORESSA CHIARA VIGNOLA

    12º)  VISIONE DI FRANCESCO VIDIC SULL'ITALIA E IL MONDO - ARTE TURISMO ECONOMIA   § L'Arte e le numerosissime Eccellenze d'Italia   § Le immense possibilità del Turismo in Italia   § La fantastica Ristorazione italiana    § Come l'Italia puo' uscire dalla recessione.

Per altre notizie su Francesco VIDIC, biografia, riconoscimenti, mostre, interviste, consultare l'ENCICLOPEDIA WIKIPEDIA.

INTRODUZIONE ED ESPLICAZIONE DEL CONCETTO DI ARTE SECONDO FRANCESCO VIDIC

Ernst Paul Klee circa cento anni fa asseriva: "Die Kunst gibt nicht das Sichtbare wieder, sondern macht sichtbar" cioè "L'arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è" e VIDIC è oltremodo d'accordo con il grande artista.

Hermann Rorschach, quello delle famose macchie di Rorschach, ha scritto: "La realtà è creata da armonie che  fisicamente si manifestano come uno specchio che riflette l'anima" e VIDIC riprende la creazione di segni e colori, che l'artista e medico svizzero interruppe causa la svolta della sua carriera e repentina scomparsa all'età di 37 anni, ma in forma ludica libera da schemi e più confacente al mondo artistico, simile per certi versi ai dipinti di Pollock, ma molto più significante.

Storicamente già nel nel '400 le macchie destarono l'attenzione di artisti come Leonardo da Vinci e Sandro Botticelli, poi nel '700  divennero un popolare gioco presso i fanciulli di Svizzera e Germania, con inchiostro gettato casualmente su cartoncini, fino a diventare conosciute al mondo intero con l'opera del Rorshach e guarda caso proprio a Zurigo, dove si svolse la straordinaria rivoluzione culturale di Sigmund Freud del primo '900, quando nuove idee entrarono in ambito universitario e tutto cominciò ad essere considerato sotto un'ottica più ampia, in concomitanza a cambiamenti addirittura nell'assetto geopolitico non solo d'Europa ma dell'intero pianeta.

Come è interessante notare l'arte ancor oggi, da molti e in ogni fascia sociale, continua essere intesa come centinaia d'anni fa (e forse è giusto che sia così perchè un antico adagio recita "De gustibus..." e il recente pirandelliano "Così è se vi pare"), ma il mondo cammina sempre più velocemente ed è per questo che, nella recente storia, le maggiori capitali mondiali dell'Arte sono state Roma poi Parigi ed oggi è New York che ne detiene il primato.

Sicuramente Roma, la Città Eterna, l'urbe per eccellenza e Parigi, la Ville Lumière, sprigionano entrambe sempre un fascino particolare, ma ritengo Roma il massimo, sarà perchè i taxisti non sono mai incazzati, sarà per le numerose fontane dall'acqua squisita, sarà per i suoi monumenti, sarà per i bucatini all'amatriciana, sarà per la simpatia della parlata, sarà per "er Ponentino", sarà per la sua grande storia...

Le opere del Rinascimento, non solo le sue pitture ma anche le sue sculture, le sue costruzioni sono affascinanti ed uniche sotto ogni punto di vista, tanto da essere ammirate da tutto il pianeta, ma i tempi evolvono continuamente e l'arte rappresenta il proprio tempo, anzi sovente  lo precorre. Possiamo immaginare un palazzo barrocco o rococò costruito oggi in una città moderna? Che significato avrebbe? Sarebbe in sintonia con l'attuale periodo storico? Possiamo immaginare il giovin signore del Parini, agghindato come allora con tanto di parrucca e cipria scarrozzare per le vie del centro? Quindi anche l'arte cambia. Ciò che non cambia è il fascino che emana quella costruzione, quel vestito, quell'atteggiamento ecc. nel contesto globale del suo tempo e delle atmosfere sue proprie: dolci e struggenti nostalgie di un passato. Anche il concetto di bellezza femminile e maschile cambia: possiamo immaginare le seicentesche fanciulle ignude del Rubens ( come "Le tre grazie") oggi ad un concorso di Miss o ballare la techno music, anche se abbigliate all'ultima moda? Pure il concetto di ricchezza e benessere cambia: nell'antica Cina la lunghezza della cintola dell'uomo era sinonimo di prosperità perchè più era lunga più persone quel signore poteva mantenere a suo servizio e ciò anche da noi fino al secolo scorso, quando era normale che un signore fosse sì elegante ma anche ben pasciuto: i centri fitness non erano ancora molto in voga.

Ogni cosa ha l'impronta del suo periodo storico e l'artista ne è la massima espressione. Le opere d'arte antiche hanno un fascino incredibile, tangibile e le contemporanee saranno le antiche del futuro: entrambe con il sigillo dell'eterna bellezza ed  è per questo che sono nati collezionisti e musei sempre più presenti ed organizzati su tutto il pianeta, come a Fortaleza (Brasile), dove anche i non vedenti possono apprezzare alcune opere di Salvador Dalí nel Museo Centro Dragão do Mar de Arte e Cultura. Le opere antiche copiate o riprodotte non hanno la patina del loro tempo perchè fuori tempo, anche se venissero usati gli stessi pigmenti e colori. Come un mobile del '600 fatto oggi, anche dal più bravo artigiano del mondo e anche con legno vecchio di secoli, non sarà mai entusiasmante, perchè gli manca tutta l'atmosfera che permeava quel determinato periodo storico: la persona sensibile e l'antiquario ben lo sanno.  Interi imperi sono caduti per non aver saputo adeguarsi ai propri tempi, come il favoloso ottomano o il magnifico austro-ungarico, dove si ballavano bellissimi walzer coi baffoni all'insù e dove c'era Vassily Kandinsky, un artista già entrato nel futuro.

In Italia, oltre ai musei tradizionali  ci sono luoghi talmente ricchi di storia e bellezza che sono veri e propri musei a cielo aperto come le città di Roma Firenze Venezia, località storiche ed autentici scrigni sotto il sole come Matera Pompei Sibari Cerveteri Luni Velleia e molti altri,  siti naturali talmente unici ed affascinanti come la Costiera Amalfitana o le Cinque Terre e beni culturali così rari e preziosi che l'UNESCO ha decretato Siti Patrimonio dell'Umanità.

A proposito di opere antiche copiate un'interessante realtà è costituita da Las Vegas, dove famosi monumenti del pianeta sono stati riprodotti per emulare vestigia del passato e per creare giocose fantasie, ma questa è tutta un'altra storia.

L'arte per essere tale dovrebbe avere almeno VIII qualità congiunte:                                                 

                                                                                         novità

                                                                       armonia            irripetibilità                                                                                                                                                                                                                                              rarità           emozionalità

                                                                                               non-freddezza

                                               riconoscibilità immediata dell'artista

             rappresentatività del periodo storico dell'artista

 

Quasi tutte le qualità sopra citate sono di facile comprensione ma la "non-freddezza", che non centra nulla con i colori caldi o freddi, non lo è per vari motivi, quali la perfezione del disegno che maschera molte volte concetti armonici globali con contenuti leziosi, come nel canto dove una bella voce è sì intonata però non trasmette calore, come nel pane dove una bella forma non ha il sapore che ti aspettavi, come nel vino dove l'aspetto esteriore non soddisfa olfatto e gusto, come nella donna dove a volte la sua bellezza risulta ingannevole tanto che la molto meno bella diventa bellissima e così nell'uomo, come nell'amico che risulta essere tutt'altro.

E' anche da rilevare che "rarità" e "irripetibilità", qualità fondamentali, siano sovente dimenticate e non a caso opere dalle forti valenze artigianali vengono spesso considerate d'arte.

Poi Francesco VIDIC dice: cos'è l'arte se non un fantastico mistero che affascina ed accompagna l'umanità fin dai suoi albori?
Decine di migliaia di anni fa, da cosa era mosso l'uomo per creare opere pittoriche come quelle di Lascaux, di Altamira, di Laas Gaal, di Bhimbetka, del Tadrart?
Molto, molto tempo avanti, dopo l'apoteosi del Rinascimento, in un mondo in cui la scienza avanzava ed avanza sempre più, dove l'invenzione della fotografia sembrava aver inferto un colpo fatale alla pittura che invece si è ripresa ed affrancata dall'obbligo dell'immagine retinica (quella che l'occhio vede) per librarsi su piani piú significanti profondi e dinamici, dove a breve l'olografia riuscirà a far vedere immagini sospese nello spazio, filmati con personaggi come fossero presenti tra gli spettatori a seguito di sistemi video ed effetti luminosi sempre più avanzati (gli ologrammi), ecco che nasce la nuova inconfondibile arte pittorica di Francesco VIDIC, dove tempo e spazio sono senza barriere, dimostrando quanto l'intelletto umano sia superiore alle tecnologie piú sofisticate e sovente senza l'impiego degli stessi pennelli: nelle sue opere conscio e inconscio sono collegati, simbolico e materico compenetrati, senza una demarcazione precisa e non è concesso sapere dove inizi l'uno e si concluda l'altro, come scrive la Dottoressa Chiara Vignola: "l'automatismo del gesto consente un'associazione libera dei fattori e dei colori, la prospettiva non esiste, le regole vengono trasgredite, la bidimensionalità del supporto non è un ostacolo ma una sfida, sovrapponendo più piani di colore e di forme, fino a dare quella profondità nella quale l'inconscio emerge con le sue inusitate e inaspettate forme... il gesto artistico si sublima in un momento di sincronia totale con il mondo".

Segno e colore raccontano il lungo cammino dell'umanità, dalla preistoria fino ai giorni nostri.

Recentemente, 4 Giugno 2013, interessanti sono state le asserzioni di Roald Hoffmann, premio nobel, durante il covegno svoltosi nell'Aula Magna Manodori dell'Università di Modena - Reggio Emilia, circa la storia, la nascita dei pigmenti e dei colori, della loro importanza a livello spirituale e di quanto essi tocchino in profondità le emozioni delle persone.

 

1º)  FRANCESCO VIDIC L'ARTE DEL SEGNO E DEL COLORE

È logico che se Francesco VIDIC vuole dipingere in maniera astratta, informale lo fa ma gli è anche congeniale creare, quando ispirato, con la sua esclusiva arte.

Inoltre recentemente Francesco VIDIC, pur essendo proiettato verso il futuro, è rimasto affascinato dall'antica e complessa tecnica dell' Acquaforte, che annovera artisti come Albrecht Dürer, Girolamo Francesco Maria Mazzola, Antoon van Dyck, Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Giambattista Tiepolo, Francisco Goya, Giovanni Battista Piranesi, Pablo Picasso, Marc Chagall, Giorgio Morandi, Renzo Vespignani, coniugando quest'arte risalente al '400 e '500 con il presente, traslando quindi la sua Action Painting sulle lastre in metallo.

Con l'incisione su metallo le prime opere di Francesco VIDIC sono "Mother and child " , "Trip to the mountains" e "Tree of life", dove è ben evidente la straordinaria ed armonica velocità, continuità, fluidità creativa del tratto.

Scrive la Dottoressa Chiara Vignola:

"...Francesco VIDIC apre la sua mente ai flussi dell'inconscio ed alle visioni del possibile, accettandone i gesti e impressionandoli sulla tela, senza indugiare sugli effetti e sulle risultanze, puntando dritto alle coordinate del movimento universale, a districare i nodi stessi dell'esistenza.

Il gesto artistico, ora sgocciolato dal contenitore di colore direttamente sulla tela, ora indirizzato dalle mani, attraverso il considerato utilizzo del pennello, si sublima in un momento di sincronia creativa totale con il mondo.
Questo stesso mondo, permeato fino al Novecento dalla ragione occidentale che ha cercato di dominare sia la vita sia il gioco escogitando sistemi per un continuo controllo, si è trovato nudo di fronte alla portata esplosiva della psicoanalisi.
La riduzione al minimo della presunzione del controllo accompagnata da un maggior spazio al dubbio e alla discontinuità sono riconducibili in arte alle avanguardie storiche di dadaismo e surrealismo e, in tempi più recenti, alla neovanguardia americana con l'espressionismo astratto.
Francesco VIDIC si inserisce, con forza, in questo sistema comunicativo dell'inconscio, attraverso un'arte sviluppata all'insegna dell'automatismo, lasciando che il gesto si condensi e diventi esso stesso opera, affidandosi alla democrazia gravitazionale del colore che, colando verso la terra abbraccia il suo supporto, scoprendo forme automatiche.

Per tutto questo e per molto altro VIDIC è pittura d'azione: non nel risultato finale, ma nel percorso che lì lo porta, nell'insieme di quei fattori che concorre al gesto pittorico dinamico.

Basta poi sedersi dinanzi a una sua opera per scorgere il conscio e l'inconscio rivettati, il simbolico e il materico compenetrati, senza una demarcazione precisa, dove non è concesso sapere dove inizi l'uno e si concluda l'altro perché, ricordiamo, qui non ci sono precetti. L'automatismo del gesto consente un'associazione libera dei fattori e dei colori, la prospettiva non esiste, le regole vengono trasgredite, la bidimensionalità del supporto non è un ostacolo ma una sfida, sovrapponendo più piani di colore e di forme, fino a dare quella profondità nella quale l'inconscio emerge con le sue inusitate e inaspettate forme.

Francesco VIDIC non approfondisce solo le civiltà antiche, ma si nutre dei tecnicismi e delle preparazioni dei colori, è un estimatore di Itten, conosce alla perfezione la teoria del colore grazie alla quale realizza trame, incroci, superfici e profondità fatte di vicino e lontano, svincolandosi, così come il dripping americano, dalle regole della profondità..." (il testo critico completo della Dottoressa Chiara Vignola è riportato al punto 11º).


2º)  COLLEZIONI PRIVATE, GALLERIE, MUSEI D'ARTE CONTEMPORANEA

Francesco VIDIC ha aperto un nuovo capitolo nel grande libro dell' arte pittorica.

VIDIC rispecchia il suo tempo dove tutto, paragonato ai secoli passati, è piú veloce e rapido, quasi istantaneo e la sua arte lo rappresenta appieno. La sintonia con le moderne tecnologie e costruzioni è perfetta: il minimalismo, l'essenzialità dell' architettura contemporanea entrano in simbiosi con le sue opere, da cui traspare il continuum spazio-temporale indicante quanto l'artista sia, altressì, permeato della storia antica ed in armonia con essa, perchè per VIDIC l'antico non è mai completamente disgiunto dal moderno.

E' nella moda trendy e glamour che la sua arte si esplica ulteriormente per la sintonia che gli è consona. Cromie emozionanti e vibranti che mostrano eleganza, energia, unicità e irripetibilità.

Opere da collezione per originalità unica a livello planetario.

 

3°)  DA POLLOCK A VIDIC, DALLA RIVOLUZIONE ALLA RICONCILIAZIONE

Per la prima volta, nella storia dell'Action Painting o Dripping e forse dell'Arte, astrazione sogno emozione cultura storia conscio ed inconscio si fondono armonicamente: immediatezza e scioltezza del gesto artistico si sublimano sulla tela in un momento di sincronia totale con il mondo ed il non-senso ed il non-oggettivo diventano senso ed oggettivo, come in:
•  Corsa dell'auriga
•  Grecia antica
•  Il principe orientale
•  Sulky
•  Viaggio in rete
•  Le tre cime di Lavaredo
•  L'uomo nuragico, esposto prima alla Fondazione AEM Casa dell'Energia di Milano e poi nel Museo Künstlerforum di Bonn, Germania
•  La danzatrice babilonese, esposta nel Museo Altes Dampfbad di Baden-Baden, Germania
•  The last of the Mohicans, concepito in occasione della recente mostra nordamericana sui Grandi Laghi ed esposta allo Zhou Brothers Art Center Foundation di Chicago, Stati Uniti d'America.
•  Tango a Lipari

•  Vacanza in moto, omaggio al grande campione Valentino Rossi

 

4º)  COME OPERA L'ARTISTA

L'artista prima pensa al contesto generale dell'opera poi sceglie i colori affidandosi alla loro armonia e magnificenza, alla sua capacità inventiva, al suo innato senso estetico, alla sua esperienza di vita e studi, iniziando così a dipingere in modo diretto e senza indugiare sulle risultanze, come un campione di gioco del calcio quando tira il pallone e fa goal con destrezza, invenzione ed istinto.
Creazione artistica allo stato puro, come performace di composizione musicale eseguita di getto o armoniosa danza botticelliana.

Francesco VIDIC, sperimentatore appassionato e divertito delle proprie creazioni, dipinge usando diverse tecniche, ma è nel 2011 che si rende conto di essere approdato all'attuale stile, tutto suo, con il quale compone sulle tele fluttuanti corposità aeree, emozionando l'osservatore.
La sua matrice pittorica è frutto di anni di ricerche nello studio dei colori, che ama profondamente, cercando di rimanere e non tradire il fanciullo che ogni essere ha in sè. Quando ispirato entra nella sfera liberatoria dell'inconscio pur mantenendo il controllo della razionalità, manifestando sulle tele incredibili rappresentazioni di colori: rossi, blu, azzurri, verdi, ecc. e non colori: neri, grigi, ecc. Nelle parole del poeta filosofo pittore Khalil Gibran si puo' sintetizzare l'arte di Francesco VIDIC:

"La mente soppesa e misura, ma è lo spirito che giunge al cuore della vita e ne abbraccia il segreto"

 

5°)  DOVE OPERA FRANCESCO VIDIC

Normalmente Francesco VIDIC dipinge en plein air nel “silenzio” della natura, lasciandosi permeare dalle atmosfere e dai suoni naturali, oppure in studio, dove crea sulle ali di musiche, sinfonie, canti ed anche melodie di terre lontane da lui visitate, od anche nella calma più assoluta, sui ricordi, sulle emozioni.

Grazie alla sua universalità e al suo feeling con il tempo e lo spazio, è nelle ambientazioni moderne: dimore. studi, uffici, saloni, ecc. che i suoi dipinti esprimono il massimo fascino in ogni parte del pianeta. Va pure precisato però che Francesco VIDIC nelle residenze storiche crea note di armoniosa modernità: per esempio, un suo dipinto inserito in una casa del '600 e con mobili d'epoca donerà quel magnifico apporto, che solo pochissimi artisti possono originare, per cui uno stile valorizza l'altro traendone beneficio entrambi, forse per il suo grande rispetto per la storia e le tradizioni, che ogni popolo possiede nel suo profondo.

 

6°)  QUALI COLORI PREDILIGE L'ARTISTA

Francesco VIDIC ama tutti i colori con tutte le sfumature possibili, ma ve n'è uno che usa maggiormente: il blu, con tutte le sue varianti dal blu intenso all'azzurro più chiaro.
Colore incredibile, oggi il più gettonato ma curiosamente sconosciuto nella nostra antichità e pochissimo usato fino a qualche centinaio d'anni fa. Lo stesso Omero non usava il termine blu per definire il mare o il cielo e presso gli antichi Romani era un colore assolutamente non apprezzato in quanto considerato "barbaro" forse per le estenuanti lotte nel Nord, per esempio, contro le orgogliose tribù germaniche o contro i fieri Pitti (Scozia) che combattevano con il volto dipinto di blu; presso la classe nobiliare il colore preferito era il rosso, e così per molti secoli.

È dopo il mille inoltrato, nel mitico Nord affamato di luce e sole, con l'avvento delle progenitrici dei moderni grattacieli cioè delle cattedrali gotiche e per merito delle magnifiche vetrate che il blu iniziò a entrare sulla scena europea pian piano e si videro i primi mantelli dei principi con questo colore.

È solo con l'età moderna che prende grande forza e considerazione, divenendo sinonimo di libertà, dando il suo nome ai canti ed alla musica blues, il suo colore ai blue-jeans, alle bandiere, agli spettacoli, alla pubblicità, tanto da divenire oggi il colore più amato in assoluto.

Il suo nome deriva dal tedesco "blau" ed è  proprio nel Nord Europa che sorsero i primi opifici per l'estrazione di questo colore dalla pianta medicinale "isatis tinctoria", più conosciuta con il nome di "guado"; essa costituì nel medioevo una fonte di straordinario benessere economico per intere città, come l'affascinante Erfurt in Turingia, dove antiche case eleganti ed il ponte Krämerbrücke a struttura abitativa, simile al nostro Ponte Vecchio di Firenze, incorniciano il centro storico meglio conservato di tutta la Germania.

In oriente invece è sempre stato molto apprezzato tanto che il termine azzurro deriva dal persiano, poi arabo, poi portoghese "azulejos". Era anche molto diffuso nell'America precolombiana, dove i blu hanno una bellezza molto particolare unita ad una grande resistenza ai raggi solari: il pigmento era ricavato, secondo recenti scoperte scientifiche, da strati profondi dell'argilla.

Azzurro è il colore del cielo e blu è il colore del nostro pianeta visto dai primi astronauti.


7º)  INTERESSI DELL'ARTISTA

Francesco VIDIC pittore scultore e incisore nasce a Fornovo di Taro (Parma).
VIDIC è affascinato dal mondo dei colori che studia da sempre e ne scopre le immense potenzialità, che ritiene supreme per la comunicazione della bellezza in generale.
È un estimatore dello svizzero Johannes Itten, teorico del colore, al cui pensiero riconosce grande importanza per la propria evoluzione artistica.

Cultore dell'armonia, ama la natura e la cultura cercando in esse tutto il sapere possibile.
È attratto dalla musica, dalle melodie di tutte le nazioni, dalle loro leggende, dai loro linguaggi, usi e costumi, così diversi e così interessanti, che esprimono il vero spirito di ogni popolo.
Le più recenti lingue studiate sono il cinese, il portoghese brasiliano e nel 2013 si avvicina allo studio delle lingue semitiche. Amante della solare sonorità dello spagnolo ma oltre al castigliano anche del catalano, la cui armonia e musicalità con quel ché di medioevale lo rende incantevole.

Personaggio veramente poliedrico.
Si interessa di moda, di design, di architettura ed arredamento.
Estasiato dalla purezza e dalla "semplicità" dell'architettura, nel gennaio 2013 visitando al Cairo la piana di Giza rende idealmente omaggio agli architetti che concepirono quelle straordinarie costruzioni.

Amante altressì delle case del '600 ma nel contempo attratto dall'edilizia avveniristica.
Frequentatore di convegni sull'arte in generale, ma anche di incontri con personalità del mondo scientifico, come Roald Hoffmann, per via dei legami dell'arte con la chimica, la matematica, la fisica.
Quindi proiettato verso il futuro ma fortemente legato al passato.

Nel 2011 durante il ciclo di mostre nelle terre matildiche, a Bibbiano (RE) dove è nato il re dei formaggi, il parmigiano reggiano, esattamente nella Sala espositiva municipale L'OTTAGONO, Francesco VIDIC prende coscienza della propria arte ed è il tempo in cui crea ed espone "Shakespeare in love", "Corsa dell'auriga", "Grecia antica", "Sulky": gli amici ed il pubblico prendono atto del suo singolare sorprendente talento, dove il soul ha un ruolo preponderante ed unico.

È a Bibbiano, in quella graziosa sala ottagonale simile ad un grembo materno, che diventa consapevole del proprio stile pittorico: un'Action Painting così diversa, armonica e significante come un incontro, una riconciliazione con l'arte più tradizionale dopo la rottura con il passato della rivoluzione artistica di Jackson Pollock, Franz Kline, Willem de Kooning, Mark Rothko e degli altri "irascibili", ai quali Francesco VIDIC riconosce il merito di avere dato un moto propulsorio di rinnovamento alle arti visive.

 

8º) TESI DI LAUREA SULL'ACTION PAINTING DI FRANCESCO VIDIC

INTERNAZIONALE ITALIA ARTE (Museo MIIT di Torino e Künstlerforum Museum di Bonn) Edizione Mondo 2013 scrive: "Eclettico appassionato d'arte e del bello, di arredamento e design sia della cultura occidentale, sia di quella orientale, Francesco VIDIC è un viaggiatore che riflette sulla creatività internazionale, divenendo il principale autore di Action Painting contemporaneo. Nel 2013, l'artista rimane affascinato dall'antica e complessa tecnica dell'acquaforte e si avvicina a quest'arte in chiave moderna, traslando la sua Action Painting nell'incisione di lastre di metallo. Le sue prime opere sono "Mother and child", "Trip to the mountains" e "Tree of life". Nel dripping, istintivo ed immediato, nel gestuale trattamento del colore e del segno l'artista ritrova l'energia delle avanguardie storiche, declinata in una visione innovativa."

Ecco novità stimolanti nel panorama dell'arte contemporanea: l'Action Painting internazionale ha ancora molto da dire e lo testimonia l'arte di Fracesco VIDIC.
L'artista è disponibile per approfondimenti con laureandi italiani e stranieri.

 

9º)  RECENSIONE DOTTORESSA ELES IOTTI

Sperimentatore appassionato e spettatore divertito delle proprie creazioni Francesco VIDIC è pittore e scultore.

Esuberante e imprevedibile nel suo lavoro proietta una personalità che spazia senza limiti in una ricerca interdisciplinare che sembra voler coniugare l’oriente con l’occidente.
Viaggiatore e filosofo, vagabondo cittadino del mondo, le sue creazioni ci portano in paesaggi interiori e ci narrano profondità dell’anima.
Visioni incantate di viaggi condotti dentro se stesso per vincere e rimanere innocente e primitivo.

VIDIC è un accanito liberatore di segni interculturali che appartengono a linguaggi arcani e archetipi.

Il suo pensiero esistenziale e i suoi dipinti ci costringono a prendere atto della intensità delle emozioni come segnali emblematici che guidano verso una ricerca di felicità interiore.

Liturgie creative laicamente sacre che come in “Respiro dell’universo” figurano galassie probabili di mondi astratti, spirituali e misteriosi dove l’ “io” dell’artista fa da scandaglio.

Solenni composizioni tracciate con intelligenza adulta di chi tenta una comunicazione primigenia.
Superfici come officine di forme, gesti e segni cromatici aperti a tante possibili significazioni e prospettive.
Tentativi cromatici e plastici di squarciare il velo dell’inconoscibile che diventano “fatti di conoscenza” e paesaggi dello spirito.

L’artista non vuole rimanere estraneo ad un dialogo con l’umanità e la natura, nei suoi slanci creativi sembra voler indicare delle possibili comunioni mistiche dell’uomo con il mondo e rinnovare l’incanto della scoperta di tutte le cose create come fonte di energia e di salvezza per la civiltà.

Il suo è un astrattismo che trascende un rapporto convenzionale con la realtà e che va oltre la realtà fenomenica, eppure il rapporto originario con essa è quasi sempre avvertibile da lontano: bastano un segno, una traccia, un indizio, a volte rilevabile anche dal titolo delle stesse opere come in “Viaggio, Parcheggio, Roteando, Tsunami, Incontro”.
Esse sono ottenute sia con pennellate di colori puri, semplici e rettilinee, sia con curve irregolari che ritornano su se stesse, caratterizzandosi più che come oggetti come pulsioni.

L’universo creativo a cui dà vita VIDIC ci vuole parte di un respiro cosmico.
Il suo atto creativo è liberatorio e selvaggio, la sua estetica della bellezza, carica di fantasia ed esotismi, sembra voler far rivivere con entusiasmo l’antica, ma sempre attuale, lezione di Gauguin e Matisse per condurci in un altrove.

 

10º)  RECENSIONE DOTTORESSA FRANCESCA MARIOTTI
Francesco VIDIC, un artista, come pochi attento soprattutto a non rimanere condizionato e “contaminato” dal “sistema arte” che tutto ingloba e che tutto pianifica.
Lui vuole libertà e possibilità di azione, espressione sincera e coerente in un percorso artistico senza compromessi in cui è l’emozione che segna il cammino. I suoi dipinti e le sue sculture ne testimoniano la forza e la vitalità.
Tutto è legato al mondo che ci circonda: emozioni che solo la Natura dona e che solo alla Natura sappiamo avvicinare. La Natura bella, rigogliosa, “madre”, ma anche la Natura ferita, offesa e deturpata. Un Luogo in cui esiste un Universo, una Dimensione in cui ciascuno può costruire la propria Koiné sfuggendo a condizionamenti sociali, anagrafici, politici e geografici. Un Universo che diviene opera e quindi esposizione, per confrontarsi con l’ALTROVE attraverso l’espressione della propria creatività.
VIDIC esplora tale Universo e ne trae suggestioni ed emozioni che armonizzano i colori e la materia, comunicandoci un animo fresco e sensibile, attento all’anima mundi.
I suoi quadri, le sue tele e le sue carte, affondano radici che dalle icone del passato portano ad un vorticoso presente fatto di segni e colori in perpetuo movimento.
Ricchi di contrasti tra i blu, gli azzurri, i gialli, i rossi e i verdi, cieli e paesi si fondono in suggestive atmosfere, spesso orientaleggianti, che testimoniano ricordi e fantasie di ogni età.
Ricerca istintiva e passionale di un artista per cui l'arte è un piacere ed un “diario” di vita.

11º)  RECENSIONE DOTTORESSA CHIARA VIGNOLA
Francesco VIDIC non è interessato al quotidiano.
Francesco VIDIC non è interessato al mondo del visibile.
Francesco VIDIC non è interessato alle leggi strutturali che regolano la natura.
Francesco VIDIC apre la sua mente ai flussi dell’inconscio ed alle visioni del possibile, accettandone i gesti e impressionandoli sulla tela, senza indugiare sugli effetti e sulle risultanze, puntando dritto alle coordinate del movimento universale, a districare i nodi stessi dell’esistenza.
Il gesto artistico, ora sgocciolato dal contenitore di colore direttamente sulla tela, ora indirizzato dalle mani, attraverso il considerato utilizzo del pennello, si sublima in un momento di sincronia creativa totale con il mondo.
Questo stesso mondo, permeato fino al Novecento dalla ragione occidentale che ha cercato di dominare sia la vita sia il gioco escogitando sistemi per un continuo controllo, si è trovato nudo di fronte alla portata esplosiva della psicoanalisi.
La riduzione al minimo della presunzione del controllo accompagnata da un maggior spazio al dubbio e alla discontinuità sono riconducibili in arte alle avanguardie storiche di dadaismo e surrealismo e, in tempi più recenti, alla neoavanguardia americana con l’espressionismo astratto.
Francesco VIDIC si inserisce, con forza, in questo sistema comunicativo dell’inconscio, attraverso un’arte sviluppata all’insegna dell’automatismo, lasciando che il gesto si condensi e diventi esso stesso opera, affidandosi alla democrazia gravitazionale del colore che, colando verso la terra abbraccia il suo supporto, scoprendo forme “automatiche”.
Pari abbraccio si libera nell’opera dal titolo “L’uomo nuragico”1, quando l’ordito di gialli, rossi, blu e neri ci permette di scorgere il profilo di un volto, non ricercato, gestuale, originario dei sogni: è il profilo di un volto che emerge dall’Africa.
Così è VIDIC: trae energia dalla piramide di Cheope riprodotta in scala. Accoglie l’energia dell’universo, la fa propria e la mette in relazione con sogni e inconscio.
Così è VIDIC: viaggia attraverso il mondo alla ricerca di culture lontane dalle certezze occidentali, culture asiatiche, riscoprendo il fascino atavico dell’Oriente antico.
Così è VIDIC: ascolta la musica classica, trasfondendosi di questo vigore e lascia che sia la musica a guidare la sua mano, lascia che sia la musica a liberare i pensieri.
Per tutto questo e per molto altro VIDIC è “pittura d’azione”: non nel risultato finale, ma nel percorso che lì lo porta, nell’insieme di quei fattori che concorre al gesto pittorico dinamico.
Basta poi sedersi dinanzi a una sua opera per scorgere il conscio e l’inconscio rivettati, il simbolico e il materico compenetrati, senza una demarcazione precisa, dove non è concesso sapere dove inizi l’uno e si concluda l’altro perché, ricordiamo, qui non ci sono precetti.
L’automatismo del gesto consente un’associazione libera dei fattori e dei colori, la prospettiva non esiste, le regole vengono trasgredite, la bidimensionalità del supporto non è un ostacolo ma una sfida, sovrapponendo più piani di colore e di forme, fino a dare quella profondità nella quale l’inconscio emerge con le sue inusitate e inaspettate forme.
Francesco VIDIC non approfondisce solo le civiltà antiche, ma si nutre dei tecnicismi e delle preparazioni dei colori, è un estimatore di Itten, conosce alla perfezione la teoria del colore grazie alla quale realizza trame, incroci, superfici e profondità fatte di vicino e lontano, svincolandosi, così come il dripping americano, dalle regole della profondità.
In “Shakespeare in love”2 e “Grecia antica”3 si evidenzia quel principio della specularità cara alla scuola americana, laddove dividendo idealmente a metà il quadro, questo si moltiplica sul lato opposto.
Quando non riempie la tela, facendo colare il colore dall’alto, percepiamo un VIDIC minimalista, veloce e muscolare, come se il dipingere rappresentasse una “fame d’aria” come quando, al risveglio, non vogliamo dimenticare un sogno: così l’artista vuole dipingere con la volontà a non perdere l’ispirazione inconscia del momento. Mano veloce e colore schizzato conferiscono immediatezza ad opere come “Sulky”4 o “La corsa dell’auriga”5 per lo più monocromi ruvidi e ficcanti. I colori primari assemblati e lasciati all’automatismo del gesto concorrono a rappresentare una lotta atavica, quella tra Ettore e Achille, là all’origine della nostra civiltà e una domanda ci coglie: i titoli verranno prima o dopo la realizzazione? Se è vero che l’inconscio anima la mano di questo artista, verranno dopo quando, rientrato il furore della creazione, in uno sguardo quel “sogno notturno” prenderà forma e assumerà un titolo.
VIDIC espone nelle fiere più conosciute e accreditate, in Italia ed all’estero, con la scelta radicale ed “oscena” di non insistere nel sistema commerciale dell’arte, tesi definitiva che salda l’artista alla locuzione “arte per l’arte”.
Francesco VIDIC non è interessato al quotidiano.
Francesco VIDIC non realizza per vendere, realizza per custodire i suoi sogni.
1 Tecnica mista su tela, 70 x 100 cm, 2012
2 Tecnica mista su tela, 50 x 70 cm, 2011
3 Tecnica mista su tela, 70 x 50 cm, 2011
4 Tecnica mista su tela, 70 x 50 cm, 2011
5 Tecnica mista su tela, 100 x 70 cm, 2011
 
12º)  VISIONE DI FRANCESCO VIDIC SULL'ITALIA E IL MONDO - ARTE TURISMO ECONOMIA     § L'Arte e le numerosissime Eccellenze d'Italia    § Le immense possibilità del Turismo in Italia    § La fantastica Ristorazione italiana   § Come l'Italia puo' uscire dalla recessione.
In generale l'Arte ha avuto ed avrà il compito principale di trasmettere i grandi valori dello spirito, ma pure dei normali fatti della vita e VIDIC afferma che specialmente oggi anche il mondo artigianale, industriale e commerciale può avvalersene, essendo l'Arte un meraviglioso strumento di comunicazione, di aggregazione, di energia. Ma è il TURISMO la ruota che puo' agevolmente muovere il carro dell'ECONOMIA e, cosa più importante: l'ARTE è il centro, il perno di questa ruota.
VIDIC sostiene che l'Italia, grande nazione di cui molti non sono consapevoli, ha delle straordinarie potenzialità: deve solo credere in se stessa, semplicemente valorizzare le proprie numerosissime ECCELLENZE: luoghi di culto, università, biblioteche, scuole, ospedali, palazzi storici e costruzioni avveniristiche, siti archeologici, castelli, ponti, dipinti, sculture, monumenti, musei, gallerie d'arte, luoghi termali, litorali, mari, laghi, fiumi, sorgenti, montagne, parchi naturali, località sciistiche, località balneari, climi ameni variegati ed eccezionali, dialetti, musica, bellezza delle sue genti da nord a sud, siti patrimonio dell'umanità decretati dall'UNESCO (l'Italia è la nazione che ne detiene il maggior numero in assoluto), usi e costumi, enogastronomia super, aziende agricole, aziende meccaniche, le più belle automobili del mondo, le più prestigiose case di abbigliamento del pianeta, ecc. e rendersi consapevole del proprio grande ed unico genio nato dal millenario e continuo fluire e confluire di popolazioni, iniziato sin dalla preistoria, consolidatosi nell'antica Roma, autentico crogiolo di popoli e culture. Un genio che da secoli elargisce artisti (pittori, scultori, scrittori, poeti, attori, registi, scenografi, cantanti, musicisti, stilisti, designer, restauratori,  ecc.), santi, religiosi, benefattori, angeli del volontariato, magnati, docenti e insegnanti, scienziati e ricercatori, medici, chirurghi, filosofi, giornalisti, conduttori televisivi, editori, giuristi, tutori dell'ordine, notai, architetti, ingegneri, geometri, geologi, costruttori, statisti, politici, industriali, capitani d'azienda, direttori, dirigenti, tecnici ed artigiani incredibili, commercianti, navigatori, ristoratori, chef, mitici atleti nelle più diverse discipline: nel calcio, nella corsa, nel ciclismo, nel motociclismo, nell'automobilismo, nel pugilato, nella scherma, nello sci, nel nuoto, ecc. e donne affascinanti ed ora anche donne manager.
In Europa il Rinascimento è nato qui e non a caso: c'erano tutti i presupposti! E pensare che allora l'Italia era divisa in tanti piccoli Stati ma egualmente capace di trasmettere arte, cultura e bellezza oltre confine - ricordate Lorenzo il Magnifico? Ricordate i geniali architetti italiani chiamati dai governanti di mezzo mondo?
Come mai i musei, in tutto il pianeta, sono tanto visitati in questi ultimi tempi? Essi non conoscono crisi. Come mai, nelle più belle vetrine in qualsiasi nazione si vada, nelle più eleganti piazze, la moda e lo stile italiano regnano sovrani?
Tutti hanno bisogno di cultura e bellezza: l'Italia è un luogo perfetto per dispensarla per il suo genio, per la sua storia e per la sua location.
Qual è il paese con una centralità così rilevante? E' sufficente guardare una carta geografica: la nostra nazione è nel centro del Mediterraneo, ma non solo, perché quasi congiunge come un ponte, il Nord dell'Europa alla mitica e bellissima Africa, futuro preponderante sbocco delle nostre attività commerciali ed industriali, strategico polo di risorse e materie prime.
Ora inizia finalmente a disporre di tratte ferroviarie molto veloci, per es. da Milano a Roma in meno di 3 ore, senza le lungaggini tipiche degli aeroporti, dove i tempi di attesa, spesso, superano i tempi del volo.
Interessantissima è la scoperta italiana all'Aquila dei treni che possono viaggiare a levitazione magnetica superiore ai treni tedeschi e giapponesi, gli UAQ4, raggiungendo velocità oltre i 600 Km orari.
Immaginate un UAQ4 che collega in pochi minuti Lugano Varese Milano Mediopadana Bologna Firenze Rimini Roma? Solo a livello turistico ed economico i vantaggi sarebbero enormi; poi una tratta potrebbe seguire l'antico percorso romano che congiunge Rimini a Roma attraverso l'affascinante Passo del Furlo, l'unico che non obbliga a particolari salite per passare dal Nord al Sud e viceversa.
Il Passo del Furlo è un'autentica meraviglia, stranamente sconosciuta a molti, come le tante ed innumerevoli meraviglie che attendono di essere valorizzate in Italia. È un po' come la storia del blu, ma Giotto fu un grande amante di questo colore.
Già duemila anni fa, ben sapevano i Romani quale importanza strategica avessero le vie di comunicazione.
Qual è il paese con un clima, un paesaggio, un mare, una cucina, una storia così variegate come l'Italia? Proprio per tutti i gusti.
VIDIC asserisce che l'ARTE è il centro, il perno attorno al quale gira la ruota del TURISMO, i cui raggi sono le ECCELLENZE prima menzionate: girando la ruota del TURISMO gira anche il carro dell'ECONOMIA, anzi il treno dell'ECONOMIA in quanto le ruote del TURISMO sono tante quante le diverse realtà esistenti in ogni parte della nazione.
Eccellenze sono pure i convegni, le fiere, gli spettacoli, le innumerevoli rievocazioni storiche, anche a cielo aperto, talune ancora da inventare e perfezionare, formidabili strumenti di aggregazione sociale e di nuovo lavoro.
Interessanti sarebbero i ristoranti a tipologia dominante di clientela, anch'essi ancora da inventare, come professionisti, commercianti, singols, vedovi e vedove, sportivi, viaggiatori, hobbisti delle tante discipline, ecc. dove chiunque puo' frequentarli ma sapendo in partenza quali persone affini puo' trovare; a parte gli storici ritrovi per artisti o letterati tutto è da inventare nel vero senso della parola, lasciando però sempre i locali disponibili alla clientela in generale perché nel tempo tutto muta ed evolve: ecco nuove possibilità di lavoro.
Rimanendo in tema di ristorazione perché non servire anche menù d'epoca, con personale in costume ad esempio del '200 o '300 o '600, ecc.? L'Italia è o non è ricca di storia? Esistono già edifici storici che vedrebbero nuove primavere. Inoltre, in località pianeggianti e dove la viabilità è resa possibile da percorsi alternativi, si potrebbero creare parcheggi per auto con trasbordo dei passeggeri in carrozze trainate da cavalli, con tanto di postiglione e cocchiere, per romantici se pur brevi percorsi: un viaggio nel viaggio. Sarà bello e comodo viaggiare nel web, ma vogliamo mettere la realtà e il piacere di rivivere momenti del passato?
SEMPRE PIU' A ROMA, AUTENTICO MUSEO A CIELO APERTO,  ARRIVANO TURISTI DA OGNI PARTE DEL PIANETA E SOLO QUANDO TUTTI SARANNO CONSAPEVOLI CHE OGNI BORGO D'ITALIA E' UNA PICCOLA ROMA L'ECONOMIA VIAGGERA' TRIONFANTE.
La massima aspirazione turistica dei nuovi cinesi (milioni e milioni di persone) è visitare almeno una volta nella vita la bella Italia (da loro chiamata per assonanza yì dà lì e che letteralmente significa idea grande profitto), per non parlare degli altri popoli emergenti che fremono per venirci a trovare (anche grazie a tariffe aeree sempre più ridotte) e degustare, tanto per fare un esempio, i tantissimi prelibati piatti della nostra cucina, come i bucatini all'amatriciana, i bucatini cacio e pepe, i mitici tortellini e cappelletti emiliani rigorosamente in brodo, i sempre amatissimi semplici spaghetti in tutte le salse (semplici, ma che bisogna saper fare), le fantastiche tagliatelle romagnole, i famosi tortelli d'erbetta al burro e formaggio parmigiano reggiano, il risotto al tartufo, le trofie al pesto, i panigacci della Lunigiana, solo per citarne alcuni non potendo fare qui un elenco praticamente interminabile, senza parlare dei formaggi, come il mitico bagoss dell'alto Bresciano, degli ottimi vini e spumanti, dei pregiatissimi oli, delle fonti d'acque minerali.
Inoltre va detto che la ristorazione è un'eccellenza veramente molto importante per lo sviluppo turistico del territorio e tra l'altro è autogestita. Come scrisse nel libro "La fisiologia del gusto" il simpatico Jean Anthelme Brillat-Savarin, che visse a cavallo della rivoluzione francese, i ristoranti divennero popolari non da molto in quanto i nobili signori d'Europa del '600 e '700 pranzavano su invito ora nelle belle dimore di uno ora dell'altro e addirittura contendendosi i migliori cuochi. Poi è per merito di Kocs, un paese ungherese su una grande via di traffico, tra le grandi capitali di Vienna e Budapest, che carri e cocchi vennnero costruiti a migliaia ed esportati in ogni dove: è Kocs che dà il proprio nome alle vetture di mezzo mondo: cocchio in Italia, coche in Spagna e America latina, coach in Inghilterra, qì chē in Cina. Infine con l'invenzione del motore prende avvio la crescita dei ristoranti e degli alberghi in modo esponenziale, anche perché la rete stradale migliora sempre più e luoghi sperduti ed affascinanti diventano facilmente raggiungibili: è nato il Turismo e le mitiche locande per la sosta ed il cambio dei cavalli diventano nostalgici ricordi.

Siccome in questi tempi di "vacche magre" il ristoratore non ha più i bei pienoni di qualche anno fa, ecco altre strategie: invece di fare "diecimila" primi e "diecimila" secondi è meglio fare tre primi e tre secondi talmente buoni da leccarsi i baffi, usando prodotti buonissimi e freschissimi, riducendo significativamente le spese; il cliente se lo ricorderà in eterno, tornerà volentieri e farà volentieri qualche chilometro per degustarsi una bontà introvabile da altre parti.
Inoltre in tutta Italia c'è un'efficentissima rete autostradale che praticamente passa ovunque e dai suoi caselli autostradali molti turisti in transito con più tempo a disposizione, provenienti da tutta Europa, potrebbero uscire per una meritata sosta in una delle tante trattorie nel raggio di qualche decina di kilometri: ecco che locande, oggi semideserte nei giorni feriali, potrebbero colmarsi di nuovi clienti, ecco come rivitalizzare un territorio. Se le pietanze offerte saranno eccellenti quei turisti diverranno affezionati clienti e come detto l'importante è creare pochi piatti ma buonissimi. Oggi con internet, con facebook è molto semplice farsi pubblicità, tenendo conto che ormai quasi tutti hanno l'ausilio del comodissimo navigatore satellitare.
Poi, siccome i calici di vino non sono più copiosi come anni fa, per via del tasso alcolemico, ma tendenti ad una maggiore qualità, ne viene che i clienti sono più sobri al temine del pranzo: allora perchè non organizzare visite culturali, turistiche nei dintorni del ristorante? O prima o dopo il pranzo.Ogni paese o borgo ha una storia interessante da raccontare e da mostrare, come monumenti storici, antiche graziose pievi raramente visitate perchè al di fuori dei circuiti tradizionali, paesaggi incantevoli, oppure realtà artigianali, industriali, aziende agricole, ecc. Quindi nutrire sì il corpo ma anche lo spirito. I clienti saranno più motivati, felici, quindi esterneranno quanto visto ad amici e conoscenti, con il passaparola, con facebook, con twitter, ecc.
Il grande Goethe, se potesse, tornerebbe sicuramente a ripercorrere tutta la nostra penisola per altri 10 anni (tanto durò il suo viaggio), per goderne le magnificenze: lui non puo' ma i suoi connazionali sì e così i viaggiatori di ogni nazione.
Johann Wolfgang von Goethe era un personaggio veramente illuminato e molti si sono dimenticati di quanto fosse entusiasta e innamorato del nostro paese, dalle Alpi alla Sicilia.
L'Italia già nel '700 era una meta non solo d'obbligo, ma anche di piacere, per tutt'Europa a cominciare dall'Inghilterra, sotto l'aspetto paesaggistico e in special modo culturale.
In tempi piú recenti, un altro personaggio innamorato dell'Italia, vissuto quasi tutta la vita a Capri, Anacapri e meritevole di essere menzionato è Axel Munthe, un medico scrittore svedese famosissimo per il suo libro "La storia di San Michele", tradotto in tutte le lingue o quasi.
In questi ultimi anni, come risaputo, stiamo assistendo ad un cambiamamento globale delle economie di mercato e quindi ai nuovi cinesi si sono aggiunti i nuovi russi, brasiliani, indiani e sudafricani: un enorme numero di nuovi turisti internazionali da aggiungere ai tradizionali europei, americani, australiani ed agli instancabili giapponesi.
Molti addirittura hanno già comprato casa in Lazio, Toscana, Sardegna, Liguria, Emilia Romagna, Marche, ecc.
Le ricchezze dell'Italia non sono le miniere, i giacimenti di minerali preziosi ma l'arte, la cultura, il nostro incredibile genio creativo in ogni settore dello scibile umano, la capacità comunicativa, le eccellenze prima menzionate, che tutto il mondo ammira, miniere inesauribili da valorizzare, proteggere, amare, così come bisognerebbe valorizzare, proteggere, amare di più la natura ed il paesaggio, la grande casa di ogni essere.
Auspicabile sarebbe che maestri e maestre incentivassero i fanciulli, fantasiosi artisti, a disegnare, oltre alla solita bellissima casettina con il sole, anche il concetto di una casa universale dove gli alberi sono le pareti, le rocce i mobili, la porta l'arcobaleno, i fiumi le condutture, il sole il focolare domestico, l'erba il pavimento, l'azzurro cielo il soffitto, per esempio.
VIDIC è convinto che l'arte salverà il mondo perché dove fiorisce l'arte c'è cultura, prosperità, libertà: ieri, oggi e domani, sotto l'aspetto spirituale e materiale - ricordate Ruggero d'Altavilla? Grande amante dell'arte e lungimirante sovrano che donò alla Sicilia dell'undicesimo secolo, dove convivevano cristiani musulmani ebrei un fulgido e florido periodo di pace, durato oltre 50 anni mentre tutto il resto d'Europa era teatro di aspre guerre.
Più che al celebre stivale la nostra penisola assomiglia alla mitica cornucopia, simbolo di abbondanza, da cui sono traboccati autentici gioielli: la Sardegna, la Sicilia, l'Elba, Capri, Lipari e le altre isole minori, tutte ricche di storia e bellezza e dal clima favoloso.
Quanto sopra dà un'idea dell'incredibile potenzialità del TURISMO, una straordinaria fonte di reddito, un volano per l'ECONOMIA intera.
Tra l'altro il Turismo non è solo svago, divertimento, ma anche apprendimento, ampliamento dei propri orizzonti e sopratutto un immenso polo di conoscenze con tutte le nazioni in ogni settore, dalla cultura alle più svariate attività dell'uomo: quindi straodinarie opportunità di concrete e proficue relazioni.
Nel contempo dobbiamo renderci conto che siamo su di un granello di sabbia nell'universo e il nostro destino è anche tra le stelle: chissà che l'uomo questa volta, essendo l'universo infinito, riuscirà a placare la sua insaziabile sete di potere e di conquista! Egli infatti ha imparato a volare da soli 100 anni (oggi in poche ore raggiunge la parte opposta del pianeta mentre prima i viaggi duravano mesi e anni - ricordate Marco Polo nel suo viaggio a Pechino, accolto dalll' imperatore Kublai Khan nipote di Gengis Khan?  e solo da pochissimo riesce a comunicare immediatamente, cioè in tempo reale (prima una notizia arrivava dopo settimane, mesi): tutto quindi prossimamente andrà molto veloce: notizie, viaggi, scambio di dati, quindi scoperte scientifiche sempre più rapide ed incalzanti che sicuramente permetteranno contatti con altri pianeti, dalle risorse minerarie infinite, nel volgere di pochi anni. Proprio oggi, 15 Dicembre 2013, anche la Cina è atterrata sulla Luna con un rover per esplorarne il territorio, con il grande progetto di inviarvi degli astronauti. Come si apprende da il sole24ore.com e come riporta l'agenzia di stato Xinhua: l'allunaggio rappresenta l'ultimo passo dell'ambizioso programma spaziale di Pechino (Bei jing cioè nord città, città del nord) che assicura di voler condividere i traguardi della sua esplorazione lunare con il mondo e usarli per il bene dell'umanità. Praticamente oggi andare sulla Luna è quasi come andare nell'antica Cina (allora come un altro pianeta per gli occidentali) all'epoca di Marco Polo o nel '600, quando il colto Padre Maria Ricci divenne la più alta figura gesuita dell'Asia, assumendo alla corte imperiale il nome di Li Ma Tou e divenendo una delle poche personalità occidentali, dei tempi passati, celebrate ancora oggi nella moderna Cina.
Siamo in una fase di transizione epocale e stiamo navigando verso una nuova ed entusiasmante era: dobbiamo fare in modo che la comprensione sia la nostra vela e l'amore il nostro timone.
In ultima analisi questi concetti sono applicabili, piú o meno, ad ogni nazione del pianeta perché ognuna ha le proprie specificità, diversità, capacità, bellezze, realtà, armonie su cui contare e da valorizzare.

Le mostre più recenti di Francesco VIDIC sono alla voce EVENTI e l'elenco storico è pubblicato sull' ENCICLOPEDIA WIKIPEDIA.

 

 


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