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"Luca Rossi - Whitehouse"

Arte Contemporanea - Aperto da: Domenico - 12.10.2009 21:14
post visto 10107 volte
#186172 14.10.2009 20:24
come sempre fai una grande confusione fra il mercato e l'arte...
che differenza c'è?
se esiste differenza tra un mercato dell'arte e l'arte, è perchè esiste differenza tra ciò che piace e si compra e cio che decidono che debba essere l'arte deputata.

Poi, senza scaldarsi tando per una merda di manzoni, tutto potrebbe coesistere se i sistemologi come te, non avessero deciso cosa è giusto che vada e cosa no!
Ti rode che in un momento di crisi la tua arte sia in crisi e si riaffermi un classicismo come la pittura e per di più figurativa? :)
Utente disattivato
#186173 14.10.2009 20:31
esistono differenze, è inutile che fate gli gnorrri lo sapete meglio di me e che vi piace vedermi arrabbiato, vi aiuta la digestione della minestrina serale!

eat

Ma che crisi gli artisti bravi non hanno crisi di "mercato" al limite di creatività...

snook
#186175 14.10.2009 21:11
Ma che crisi gli artisti bravi non hanno crisi di "mercato" al limite di creatività...
ahahhaahah!!!! :)

al limite, avranno crisi di liquidità!!! snook
Utente disattivato
#186177 14.10.2009 21:36
Vieni domani a Frieze e vedrai che molto opere te le compreresti anche...

vado nelle fiere per vendere, non per comprare ;-)
ci vediamo a Bologna. smile
#186185 15.10.2009 08:17 (Modified: 15.10.2009 08:21 by Nicoletta)
vi piace vedermi arrabbiato
siiii, ma non ti arrabbi maiiii!!!
è una sfida!!
solo che ultimamente ti trovo un pò sconsolato nei confronti dell'ARTE ( quella tua, quella maiuscola ;) )e devo dire,
che mi provoca piacere da un lato perchè indica una presa di coscienza,
dall'altro, mi dispiace per te, perchè ti crollano tutte le tue certezze. eheheh!!! :)
Se di senso si può parlare parlando di m...

http://www.youtube.com/watch?v=pG06PZ91wlA
#186197 15.10.2009 10:12
Quello che ha un po', tanta, confusione in testa sei tu Eric, ma solo apparentemente.
In realtà il tuo cotinuo mistificare i fatti èesclusivamente volto a giustificare la tua pittura, la tua e quella degli artisti come te, siete a decine solo in Italia e fate tutti le stesse cose! smile2 Ti rinfresco la memoria con ciò che scrivemmo su questo argomento, come Innaturalisti, quando visitammo quella fiera degli orrori che è il Miart. Chiunque potrà rendersi conto che l'unico "re" che viene messo a nudo con qusto scritto sei tu, non come persona intendimi, e tutti i rappresentanti del modernismo, dai facitori di cartelloni pubblicitari, ai fotografi di ferrari, ai riproduttori di marilyn, agli edificatori di muri di sabbia, cambia la tecnica ma la sostanza è la medesima: il nulla!smile2

...A noi Innaturalisti è molto chiara la posizione storica in cui ci troviamo: siamo nel punto più basso (almeno così speriamo) di un'involuzione accademica che dura da mezzo secolo e che ha portato il sistema artistico in stato di avanzata decomposizione. Se si comprende questa posizione storica risulta subito chiaro il significato essenziale della pseudoarte degli ultimi anni. Essa non rappresenta altro che questa morte nello stadio finale: il cadavere, la putrefazione, il vuoto di sentimenti e di ideali, l'assenza di gioia, la riduzione del gioco e dell'immaginazione a miserabili trovate pubblicitarie. Volete degli esempi? Basta guardarsi attorno, ovunque si sente l'odore dolciastro delle sale d'obitorio: dai testoni in decomposizione di Enzo Fiore e di Samorì ai cadaveri imbiancati della Beecroft, dalle mummie sott'olio di La Chapelle alle lugubri finte provocazioni della Abramovic, ai teschi ingioiellati, alle ossa, ai piccoli ribrezzi di vario genere che tentano inutilmente di spacciarsi per emozioni estetiche. Questo clima entusiasmante non è solo del Miart, ma di ogni fiera di questo tipo nel mondo.
Questi artisti infatti ci dicono inconsapevolmente: "Poiché abbiamo capito che l'arte è una professione redditizia e abbiamo sostituito all'ideale artistico il denaro, non possiamo che rappresentare il vuoto mortale e l'assenza di gioia che questa scelta comporta." Per quanto priva di valore, questa dei becchini è la categoria di artisti più interessante (nel senso in cui un medico può giudicare interessante una ripugnante patologia), perché quantomeno testimonia il macabro vuoto di oggi, in cui non a caso i nuovi ricchi del collezionismo si rispecchiano con grande soddisfazione. Che dire degli altri? Potremmo dividerli a loro volta in due categorie: i pubblicitari e gli illustratori. Quanto agli illustratori (quelli, per intenderci, rappresentati da gallerie come Forni), non meritano neppure che si ragioni di loro, come gli ignavi di dantesca memoria. Essi erano già stati banditi dal mondo dell'arte cento anni fa, e ora si sono reintrodotti approfittando della confusione. Sono due volte fuori dalla storia. Invece i pubblicitari - questi eterni nipotini di Andy Warhol - meritano qualche parola in più, se non altro perché imbrogliano con metodi più attuali. Essi infatti imitano (male) il cretino ammiccamento dei media. Causare un piccolo stupore che catturi l'occhio anche solo per un attimo è già una grande vittoria, che può procacciare qualche euro in più. Dal loro punto di vista non hanno tutti i torti: visto che queste scempiaggini pagano, perché mai faticare in altro modo? Per ottenere questo meschino risultato è ammesso ogni colpo basso, ogni deroga alla dignità dell'intelligenza umana: matite sospese su capezzoli (con allegata spiegazione teorica), fanciulle rivestite di pancetta e salatini, un quadro con una mano che apre una cassaforte che nasconde una vera cassaforte, un fuoribordo appeso al muro, un popone su un cavalletto da falegname, un Topolino con un vassoio di scheletri, un tizio che si fa fotografare mentre salta davanti ai quadri di Veronese, nanetti, puffi, mazzi di matite, bombole del gas dipinte in stile Delft e così via. Ma i grandi artisti moderni non ci avevano insegnato che in arte nulla è più abominevole dell'"effetto"? Gli uomini di buona volontà dovrebbero sforzarsi di comprendere che queste piccole trovate, anche se appaiono molto diverse nella forma, nella sostanza sono l'esatto corrispettivo dei laghetti alpini e dei sospiri piccolo borghesi contro cui si ribellarono giusto un secolo fa i nostri predecessori futuristi. Spacciare per arte dei tabelloni da oculista, una stanza con della carta da parati ammuffita, dei flipper ridipinti o un cartello con scritto "Qui non c'è arte" significa soltanto sostituire all'atto creativo un semplice procedimento, che poi va riempito con qualche cosa; cento anni fa lo si riempiva con la nostalgia del tramonto sul lago, oggi con il sentimento non meno programmato della finta provocazione......
#186213 15.10.2009 10:49 (Modified: 15.10.2009 10:49 by Fulvio)
Sarei orgoglioso di essere alla caviglia di un Bouguereau, di un Cabanel, di un Alma Tadema o di un Sargent.

Ma non ho dubbi riguardo a ciò!smile2 Tel'ho appena detto, sei il continuatore di quella pittura accademico-pompieristica!!!
E che c'eentrano tadema e Sargent? Mica sono pompieri!!smile2

2 righe di bigino giusto per ricordare di cosa stiamo parlando:

Nella prima metà del secolo XIX, con la fine del Neoclassicismo, in Francia si assiste a una fase di ricerche che danno luogo a tre essenziali correnti artistiche:

una, che intende esaltare la funzione dell'immaginazione, commuovere ed emozionare, accendendo i colori e dissolvendo le forme classiche: è la pittura romantica;

un'altra, che vuole indagare la realtà, ponendola in primo piano, dandole un ruolo autonomo e un peso che superi la sua tradizionale funzione di semplice immagine: è la corrente realista; una terza corrente è quella formata dei pittori che, per difendere i valori della grande tradizione pittorica, fondata sull'imitazione dell'antico, nulla concedono alla spontaneità del fare artistico, e si limitano a ripetere i tipici temi mitologici, letterari e storici del passato: è la pittura accademica.

Gran parte di questa, tuttavia, attraverso la riproposizione dei temi classici, mira anche a ottenere un risultato sociale: compiacere il gusto dei clienti, aristocratici e borghesi ricchi e culturalmente retrivi, rassicurando della nobiltà dei loro valori, fondati sull'esaltazione tanto della tradizione quanto dei più recenti modelli della virtù civica della classe dirigente al potere: è l' Art pompier.
Utente disattivato
#186234 15.10.2009 14:18
2 righe di bigino giusto per ricordare di cosa stiamo parlando:

Non basta il copia incolla da wikipedia per parlare di arte. Evidentemente hai troppe carenze per potere sostenere qualsiasi discussioni.
#186235 15.10.2009 14:22
basta entrare in wikipedia e scrivere qualcosa di diverso.... e il gioco è fatto!
nod rotfl
#186237 15.10.2009 14:46
Non basta il copia incolla da wikipedia per parlare di arte. Evidentemente hai troppe carenze per potere sostenere qualsiasi discussioni.

Evidentemente hai la coda di paglia caro il mio pompiere modernista e scappi.
Certo che ho copiaincollato 2 righe di wikipedia, cosa dovevo fare pubblicare un volume di storia dell'arte?? Scappa scappa modernistarotfl rotfl
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