events calendar: Arte al Castello IIIa Edizione
Omaggio a G.B Pergolesi per lo Stabat Mater
Camerata Picena (AN):
Castello del Cassero Camerata Picena → Google™ Maps
Saturday March 27, 2010 - Sunday April 18, 2010
artists: Paolo Berti, Antonio Conte, Franca Maria Pace.
In occasione delle celebrazioni per l'anniversario di GIOVAN BATTISTA PERGOLESI
la Web Art COMMUNITY del FARO VERDE ha organizzato in collaborazione con il comune di CAMERATA PICENA una collettiva a Tema ispirata alle poetiche "STABAT MATER"
Nell'ambito della collettiva sono state organizzate delle manifestazioni collaterali a tema
“Il verme calpestato si rattrappisce. E questo è intelligente. Diminuisce infatti la probabilita’ di venir calpestato un’altra volta. Nel linguaggio della morale: umiltà.”
Le innovazioni nel campo della musica sacra, sebbene incontrino maggior difficoltà ad attecchire rispetto a quelle di altri generi, trovano invece una unitaria compostezza nello Stabat Mater di Pergolesi: ciò avviene da un punto di vista stilistico grazie all'approdo ad una prospettiva più squisitamente sentimentale (Teoria degli affetti), incentrata sul pathos del testo sacro e, da un punto di vista tecnico-compositivo, grazie all'alleggerimento degli austeri toni presenti nella versione scarlattiana. Ciò non implica un completo abbandono delle forme tipiche della tradizione sacra - presente per esempio nei richiami arcaicizzanti di alcuni passaggi del "Fac, ut ardeat cor meum" - ma esse si compendiano in un perfetto bilanciamento con i drammatici trilli del "Cujus animam gementem" o nell'interpretazione dei toni dell'anima con il "Fac me vere tecum flere". Tali caratteristiche, fanno di questo lavoro uno dei più
importanti esempi della musica italiana del '700. 4 gennaio 1710 Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista.
Giovanni Battista Pergolesi nacque a Jesi nelle Marche nel 1710 ed i primi elementi di musica li ricevette, bambino, da due sacerdoti e da un marchese del luogo prima di passare alla scuola del maestro di cappella comunale, F. Mondini, e di quello del duomo, F. Santi, che vedevano in lui la promessa di un grande talento, ma fin da fanciullo fu di salute delicatissima, minato dalla tisi e e colpito da poliomelite che gli offese una gamba. Iniziati gli studi musicali nella città natale (ebbe fama di fanciullo prodigio), li prosegui a Napoli nel Conservatorio dei Poveri di Gesù Cristo (1725) dove continuò lo studio del violino e «contrappunto e suono di tasti». Al Conservatorio Pergolesi si segnalò come valente violinista e compositore, il dramma sacro "Li prodigi della Divina Grazia nella conversione e morte di S.Guglielmo duca d’Aquitania" (1731) fu il suo « saggio» finale nel quale inserì una nuova ed irresistibile vena comica. Nel 1733 musicò “Il prigioniero superbo”, opera seria e nello stesso anno fu replicata al S. Bartolomeo la «commedja pe' mmuseca» "Lo frate 'nnamurato", su libretto di G. A. Federico, opera che aveva già ottenuto un notevole successo al Teatro dei Fiorentini l'anno prima. Pergolesi, ormai considerato musicista di prestigio, venne assunto come maestro di cappella del principe di Stigliano Colonna, uno degli Eletti della municipalità napoletana e tra i nobili più in vista, visse e lavorò sempre a Napoli,salvo una breve parentesi romana (1734) dove compose e rappresentò la “Messa in fa maggiore “ Nel 1735, Pergolesi ricevette un posto ufficiale nella cappella regia, quale organista soprannumerario e forse per essa, compose l'ultimo dei suoi due "Salve Regina" in do minore. Le caratteristiche originali della musica pergolesiana sono la dolcezza e la malinconia che traspaiono dalla creazione melodica. Pergolesi compose opere serie e opere buffe, intermezzi, oratori, cantate, musica sacra, musica strumentale, ma furono "La serva padrona" e lo "Stabat Mater"che gli assicurarono fama imperitura. "La serva padrona" è il capolavoro di teatrale comico, che divenne in seguito il modello di questo genere musicale, seguito poi da musicisti quali Mozart e Rossini. Nel 1735 Pergolesi, sentendo diminuire continuamente le proprie forze, lasciò ogni attività e si ritirò a Pozzuoli nel convento dei frati Cappuccini ove finì, pochi giorni prima di morire, l'inarrivabile "Stabat mater" per 2 voci femminili e archi. Giovanni Battista Pergolesi morì a soli 26 anni nel 1736 di tubercolosi e fu sepolto in una fossa comune come più tardi accadrà a Vivaldi ed a Mozart.
Stabat mater
la sua semplicità (non banalità) unita a una verità ed a una varietà di stili, ad una partecipazione, che faceva intuire dove poteva arrivare Pergolesi se non fosse stato strappato al mondo ancora in giovane età.
È una musica non pretenziosa, si direbbe umile, dove sono eliminati ogni sorta di virtuosismo esteriore fine a sé stesso ed ogni sorta di artificio superfluo ed inutile.
Tutto sorregge il canto ed è funzionale al risplendere delle due voci femminili, e già dall'introduzione si delinea un clima commovente e malinconico, la musica prende vita, forma, diventa arte altissima e sembra quasi di scorgere il volto in lacrime della Madonna davanti al Cristo.
In una vicenda così intricata, rimangono due certezze: intanto la bellezza pura, malinconica ma non drammatica, che risplende tutta la sequenza, quasi come se Pergolesi vi si fosse rispecchiato ed avesse ritrovato gli accenti più veri del suo dolore in quel canto, forse - a detta di alcuni critici - un po' piatto, ma sincero e profondamente sentito.
In seconda analisi, il grande successo che riportò lo Stabat fin da subito, al punto che il grande Bach decise di farsene una copia propria, un successo che commosse il mondo, come se da quella piccola celletta la musica del compositore jesino riuscisse a parlare a tutti.
Giovanni Battista Pergolesi (Jesi, 4 gennaio 1710 – Pozzuoli, 17 marzo 1736) è stato un compositore italiano di opere buffe e musica sacra dell'epoca barocca, oltre che un valente violinista ed organista.
Published by Franca Maria Pace

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