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opening mar 26 giu

Opportunità

26/06/2012 - 30/06/2012
Lunedì 25 giugno 2012, alle ore 19,00 la Galleria 64ROSSO, inaugura la mostra Opportunità a cura di Marco Testa in collaborazione con Asli Bicakci. Venti artisti dalla Turchia, dal Belgio, dall’Italia e dalla Spagna con opere di pittura, scultura, di fotografia e grafica digitale, propongono i propri percorsi artistici dando l’opportunità di un confronto sull’arte contemporanea a Firenze. Comunicato stampa Firenze è da sempre stata centro di flussi e d'incontri, ha promosso con “fertilità creativa” il dialogo delle arti proponendosi, nell’immaginario collettivo, come simbolo di una città che nell’arte offre stimoli e opportunità. Se questo è stato vero nel passato altre città internazionali sembrano essere i nuovi fulcri per l’arte contemporanea. Eppure tutti i grandi artisti passano per Firenze ed è forse proprio il suo passato che diviene impulso propositivo per il contemporaneo. La Galleria 64ROSSO si è sempre adoperata affinché nuovi linguaggi artistici si confrontassero con quelli più consolidati nel tempo, per ritrovare quel fil rouge che unisce la storia al presente anche fosse solo per contrasto. Nata nella via di Firenze dove l’antiquariato ha sempre regnato, ha sperimentato pionieristicamente, con diversi curatori e partnership, mostre volte ad affermare il valore dell’arte contemporanea e del design, previlegiando artisti emergenti del panorama internazionale. In un paese immobilizzato, dove i grandi musei di arte contemporanea soffrono la pesante scure dei tagli economici imposti da logiche internazionali, in una Firenze che talvolta sembra distratta dalle problematiche di sopravvivenza delle gallerie d’arte contemporanea, la Galleria 64ROSSO con la mostra Opportunità vuole offrire a venti artisti internazionali la possibilità di mostrare, ad un pubblico che fruisce una città d’arte come Firenze, i propri percorsi espressivi. Ayla Aksoyoğlu, nei suoi quadri, predilige lo studio coloristico per evocare con gestualità espressionista figure mitologiche e simboliche del passato che ci appartiene. Alessia Angelucci sceglie la sua poetica scultorea, imperniata sull’armonia, utilizzando la tecnica raku. I tipici riflessi metallici e di cavillatura accentuano il valore di contrasto della materia insieme solida e fragile, come le figure femminili rappresentate. Caterina Ciuffetelli infonde vita e vitalità a piccoli segni calligrafici, che ora si stagliano, ora si conformano, variando nel tempo, nella luce, nei colori. Quei segni sono parole infrante, note sospese, quel che resta di un linguaggio fatto di gesti e pause. La sua ricerca archeologica nasce dallo sforzo di ritrovare i mezzi espressivi, che consentano di comunicare le nostre emozioni e ridare loro dignità. Filiz Öztürk Doğan è la scultrice che osa. Le figure umane fuori asse sfidano le leggi della statica come volessero fuggire da quell’unico punto che le trattiene ma che permette loro anche di non precipitare nel vuoto. La presenza nelle sue sculture bronzee di elementi di congiunzione naturali, come porzioni di legni, rafforzano l’idea di quanta precarietà vi sia nell’uomo sempre teso a vincere equilibri instabili in un mondo sempre più incerto. La poetica di Burcin Erdi, nelle sue opere pittoriche, si palesa in ambienti conviviali dove gli azzurri e i verdi si confondono nei bruni rievocando atmosfere serali. Le figure divengono fantasmi e al tempo stesso protagonisti di quei racconti di cui s’immagina la trama. Delicate velature si sovrappongono come le storie raccontate di cui s’intuiscono i bisbigli divenendo già il ricordo di un presente. L’astrazione circolare dell’artista Nur Gokbulut insiste nel segno che diviene disegno, poi lettera e infine scrittura. La “meridiana ottomana” diviene simbolo e sintesi in un impianto “architettonico” in cui il tempo è scandito dall’ombra che diviene forma e dunque realtà. L’esile struttura è inscritta in una cornice elicoidale, elemento simbolico di vita eterna che torna spesso nelle sue opere. Silla Guerrini mostra la sicurezza adolescenziale nello sguardo di sfida che ammalia e allo stesso tempo inquieta per la sua estrema vulnerabilità. La sua pittura riesce sempre a cogliere le emozioni trovando il punto di rottura da una mera pittura realistica nell’astrazione coloristica. Asli Sinman Kutluay racchiude in se le discipline pittoriche e scultoree trasferendole al design. Un esile tondino di ferro insegue le forme di una figura umana creando un gioco di ombre riflesse sul muro che riecheggiano il dripping e i leggeri graffiti delle sue pitture. L’artista ha grandi intuizioni ed elevate qualità espressive che libera in una ricerca fluida intenta a non provocare fratture. Estremamente interessante il lavoro di Yasemin Lümalı, in cui l’artista utilizza la tradizione mitologica di Kybele, la Divinità Madre, per un’opera che assume caratteristiche onirico-simboliche. L’utilizzo della tecnica pittorica acrilica su collage di carta esalta l’espressività coloristica dell’opera. Il volto capovolto guarda intensamente l’astante, generando un intimo colloquio in cui la profondità dell’azzurro si insinua fluttuante come un pensiero. Per Yasemin Lümalı la storia letta con il fascino della mitologia è il mezzo con cui l’individuo può far coincidere il pensiero con le emozioni, per essere un uomo contemporaneo realmente libero da pregiudizi culturali. Le sculture di Calogero Marrali si materializzano in un’atmosfera POP, nel “feticcio” per antonomasia della scarpa: un accessorio, che assume il valore di supporto per un racconto. L’ironia di Keith Haring trova nuova linfa per un linguaggio che utilizza la favola e la satira in un mondo tutto da scoprire ma che facilmente si può riconosce essere quello che ci circonda. Le sculture in terracotta di Lisa Nocentini, una tra le più interessanti personalità artistiche della scultura in ceramica del panorama italiano contemporaneo, raccontano con un linguaggio surreale il reale. E tanto più questo diviene inenarrabile per la sua banalità e crudezza, tanto più nasce la necessità di metafore o parabole per comprenderlo e rappresentarlo. Il linguaggio pittorico di Asli Özok elabora, in forme surreali e simboliche, dinamiche concettuali espresse con una tecnica ad olio dal tratto iperrealista. Codici a barre divengono barriera, marchio, e al tempo stesso valore, commerciale e di riconoscimento, marchio di un mondo che è ormai divenuto solo merce. Il banco di pesci che rompe le barre del codice, non è altro che il bisogno dell’umanità spersonalizzata che vuole liberarsi dalla società dei consumi che si è costruito intorno per ritrovare la propria identità. I disegni rielaborati digitalmente da Giuseppe Petrilli, colgono l’aspetto più conturbante della vita: quello ludico e sensuale del mondo femminile. Questo è caratterizzato formalmente dall’immaginario collettivo maschile, nelle forme prorompenti della Pin-up, in cui nasconde nei suoi tratti, quell’idea universale di leggerezza necessaria per affrontare la quotidianità come se fosse una vacanza. Joaquín González Quino realizza, nelle sue opere pittoriche, “geometrie alternative” cogliendo in quei tetti, che divengono triangoli, l’atmosfera di un paese dimenticato. Una pittura attenta, raffinata che coglie le sfumature luministiche per rivelare l’armonia che si nasconde dietro la geometria delle forme. Irem Senemoglu ha una formazione di interior designer e la sua ricerca strettamente artistica trova proprio nel design una dichiarata contaminazione memore dell’opera mondriana a cui si aggiungono vari materiali, che si sovrappongono a elementi pittorici creando effetti di trasparenze. La sua astrazione rispecchia, in realtà, la condizione delle città contemporanee in forte espansione dove caotici assemblaggi tra passato e presente talvolta celano o svelano, si accostano o invadono lo spazio. Luc Standaert, si affaccia al mondo esplorando strade non ancora percorse. Ma come chi guarda da una vecchia finestra tutto verrà filtrato daii segni del tempo. Attraverso la polvere s’individuano stadi infantili, momenti di frattura, punti limpidi ed altri meno. Come da una finestra, cerca di trovare una strada ancora non percorsa, un proprio percorso nel mondo che offra almeno un’opportunità. Mariarosaria Stigliano rende fluido il segno della sua pittura e il colore diviene liquido, suggerendo suggestioni di un mondo fluttuante, proprio della società che Zygmunt Bauman chiamerà “Liquida”, in cui le architetture urbane sovrastano le figure umane che divengono fragili ricordi impressi nella memoria. Le opere di Roberta Ubaldi nascono da una profonda ricerca tecnica ed introspettiva. La materia della lamiera, ossidata creando suggestive atmosfere materiche che rispecchiano quelle interiori. Trovare un nuovo senso a questa mutazione senza però dimenticare ed è così che da quelle ossidazioni materiche riaffiorano ricordi, memorie, anime di cui riusciamo a respirare l’alito vitale, poiché noi stessi ne facciamo parte. Giovanni Oscar Urso è artista sensibile, pronto a cogliere, e talvolta esasperare le contraddizioni della realtà contemporanea. La sua attenzione verso il mondo femminile, nella serie fotografica “la donna indipendente”, è un modo per denunciare alcune peculiarità divenute comuni nella nostra società, ove seduzione e erotismo sono espressione di una sorta di narcisismo sociale. Ahmet Yeşil coglie il valore della libertà dell’astrazione riproducendo pittoricamente il “vincolo” per eccellenza: la corda. Una corda che lega, intrappola, costringe ma che può essere pure un’opportunità di fuga e di libertà. Marco Testa Informazioni utili Titolo: Opportunitò. Collettiva di Arte Contemporanea A cura di: Marco Testa in collaborazione con Asli Bicakci Artisti: Ayla Aksoyoğlu, Alessia Angelucci, Caterina Ciuffetelli, Filiz Öztürk Doğan, Burcin Erdi, Nur Gökbulut, Silla Guerrini, Asli Sinman Kutluay, Yasemin Lümalı, Calogero Marrali, Lisa Nocentini, Asli Özok, Giuseppe Petrilli, Joaquín González Quino, Irem Senemoğlu, Luc Standaert, Mariarosaria Stigliano, Roberta Ubaldi, Giovanni Oscar Urso, Ahmet Yeşil Luogo: Galleria 64ROSSO Via Maggio, 64r - 50125 Firenze Inaugurazione: 25 giugno 2012 ore 19.00 Durata: 25 – 30 giugno 2012 Orario: 11:00/13:00—15.30/19.30 Ingresso: Libero Informazioni: Tel. (+39) 3466420206
Spazio espositivo: Sessantaquattrorosso Città: Firenze Indirizzo: Via maggio, 64r

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