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opening sab 17 nov

Sabrina Ortolani mostra personale

17/11/2007 - 05/12/2007
L'esposizione raccoglie una selezione delle opere più significative tra dipinti e acquetinte della produzione di Sabrina Ortolani: autodemolizioni, tangenziali, fabbriche, betoniere, macchine agricole dimesse. L'opera è ispirata e alimentata dall'architettura industriale, dalle periferie, dai paesaggi manipolati dall'uomo in senso funzionale, ma rappresentati dall'artista come visioni formali. La scelta di questi soggetti sembra infatti guidata da un interesse formale ed estetico che porta l'artista ad una ricerca continua di scenari industriali e post-industriali. Macchine, metallo, cemento, corrosione e i segni del lavoro e del tempo diventano gli ingredienti per queste nature morte. Il percorso creativo parte da fotografie scattate dall'artista stessa che traduce poi su tela con taglio compositivo e scelte cromatiche personali, che ne caratterizzano lo stile. ORTOLANI, LA PERIFERIA SOTTO I FARI Esiste un'altra Roma? O meglio c'è qualcuno disposto a tentarne una rappresentazione diversa? L'arte di Sabrina Ortolani, è un riuscito tentativo di rispondere a questa domanda. Giovane pittrice e incisore, coglie materiali e soggetti paesaggistici suburbani di una periferia che ha precise coordinate, quella Roma di sud-est a noi sconosciuta, ma esistente, fotografata e quindi proposta attraverso una poliedrica rassegna di copertoni accatastati, rotaie, fabbriche in disuso, betoniere dimenticate, macchine agricole, che come mostri giacciono addormentate e possenti, sotto a desolate tangenziali simili a cattedrali di cemento e ferro. La capacità della Ortolani, è di guardare il mondo che la circonda oltre la città stessa, e cogliere una visione certamente non classica di Roma, è cosa pregevolissima. L'indagine pittorica di quest'artista rende tali oggetti, ignoti ai più, portatori di una bellezza che si svela e ci svela un punto di vista non solo nuovo, ma rielaborato in una postosità materica densa, che ben si adatta a cogliere la luce là dove non ci si aspetta di trovarla. Gli effetti luminosi simili all'acquerello irradiano di luce luoghi che mai avremmo immaginato di trovare in tanta archeologia moderna. "Sin da bambina ho visto masse di materiale a uso demolizione, recinti di sfasciacarrozze, rottami e vernici erose dal tempo, questo è il paesaggio che è cresciuto con me, e la zona in cui abito è un concentrato di paesaggio che mi rendo conto, per certi versi essere anomalo, ma che ho amato fotografare da sempre". Si, perche Sabrina Ortolani nel percorso creativo iniziale, usa la fotografia come memoria, per poi tradurla sulla tela, avvalendosi di una tecnica mista, e per rimanere fedele al paesaggio urbano, fa largo uso dell'antirombo, materiale bituminoso, ormai in disuso usato dai carrozzieri, che trasporta sulla tela attraverso pennellate ampie e decise per dare maggiore spessore cromatico, ma essenzialmente per avvicinare l'atmosfera ferruginea, che i soggetti rappresentati hanno velatamente sulla loro superficie. Il risultato è sorprendentemente contemporaneo. Non c'è però volontà di denuncia nella rappresentazione di tali rovine, ma semplice fascino estetico degli intrecci tubolari di frammenti meccanici, visioni angolari di un asfalto sospeso, il mondo urbano per certi versi volto al degrado, ma che del degrado non comunica che una nuova e rivoluzionaria visione artistica, Va evidenziato che la Ortolani è presente, fra l'altro, in Profilo d'Arte della Permanente di Milano. Ancora una volta il nuovo, espresso attraverso i giovani artisti dell'arte contemporanea, riconosciuti dal circuito dell'arte naizonale, è visitabile in via Oldrado da Ponte, 9. Flora Tumminello (giornalista pubblicista)
Spazio espositivo: Galleria Oldrado da Ponte Città: Lodi Indirizzo: via Oldrado da Ponte, 9 Telefono: 338 6231044 Email: magazzini.dellarte@tin.it

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