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opening sab 13 nov

Segni Diversi

13/11/2010 - 28/11/2010
Si inaugura Sabato 13 novembre alle ore 17.30 al Museo archeologico di Sezze la mostra, “Segni diversi. Un percorso tra archeologia e arte contemporanea”. L’esposizione, aperta fino al 28 novembre, propone, come spiega il curatore della mostra Giuseppe Massimini, “una scelta di artisti di età e formazione diversa capaci non solo di animare un dialogo collettivo tra i reperti del Museo ma di documentare le posizioni attuali dell’arte nostra ultima”. Il percorso espositivo raccoglie più di 40 opere e si snoda in tre sezioni tematiche. Accoglie il visitatore, nell’atrio del Museo, la imponente scultura in terracotta policroma con ingobbi colorati di Riccardo Paolucci. Il percorso prosegue nella Sala degli Amorini che presenta le opere di area figurativa e delle sue diverse declinazioni. Maurilio Cucinotta “posa lo sguardo sul vero e sul verosimile” e ci racconta una natura fantasiosa e germinante tra surrealtà e irrealtà; Nuccia Amato Mocchi presenta i dipinti del periodo “Emozionista”, movimento fondato dall’artista nel 1970, che si ispirano a temi connessi alla figura umana. Seguono i lavori di Igina Colabucci Balla, figura di primissimo piano dell’arte italiana del secondo novecento, che ricordano la scuola romana. La seconda sezione, allestita nella sala dell’Affresco, presenta “un universo mutevole tra tradizione, innovazione e ricerca di nuovi materiali”. A fermare lo sguardo sono i lavori di Cecilia Bossi realizzati su polistirene bruciato e inciso su cui scorrono colature di segno-colore. Seguono i disegni di Vincenza Costantini che abbraccia l’esistenza delle cose nella sua ispirazione più profonda e la scultura in bronzo, di forte riferimenti naturalistici, di Annita Mechelli, una dei nostri artisti che ha raggiunto vertici elevati. E ancora le sculture di Maria Felice Petyx che suggeriscono l’incontro tra esperienze neo-figurative e nuove scelte compositive. Sempre nella sala dell’Affresco tre Cretti bianchi di Angela Scappaticci che variano solo nella plasticità della materia. La pittura materica guida anche l’opera di Elisabetta Fontana che utilizza, sempre più, diversi materiali su cui si sovrappongono stesure monocromatiche segnati da filamenti in oro. La Sala del Mosaico ospita altri aspetti della pittura italiana. A rappresentare la pittura aniconica è il lavoro di Anna Seccia, autrice del progetto “La stanza del colore”. Fanno da contro altare i dipinti materici realizzati con impasti di colori e sabbia di Marco Diaco e gli ultimi lavori su carta di Cristina Messora, realizzati con inserti collagistici di forte intensità emotiva. Infine, di nobiltà tutta letteraria la pittura di Stefano Sorrentino: l’artista parmense sovrappone al tessuto pittorico parole di manoscritti della vita intima e professionale dei musicisti: un omaggio a Beethoven, Brahms, Bruckner.
Spazio espositivo: Museo Archeologico Città: Sezze (LT) Indirizzo: Largo Bruno Buozzi, 1

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