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opening dom 21 set

S.Barbara Open Free and Full Project - Quarta Cava d'Estrazione d'arte Contemporanea Iglesias

21/09/2008 - 28/09/2008
http://santabarbaraproject.ning.com/ MODALITA' DI PARTECIPAZIONE: Gentile artista, unitamente al ricordarti che l'opera partecipante al S.Barbara Project dovrà essere spedita presso l'indirizzo che verrà indicato, ed arrivare entro e non oltre il giorno 15 luglio, onde permettere la stampa dei cataloghi con l'immagine dell'opera che sarà presente in mostra.Ti ricordo inoltre che, invece preventivamente e per motivi pratico/logistici, l'organizzazione dell'evento ha bisogno di alcune informazioni riguardanti l'opera che hai deciso di far partecipare al progetto: - A)Titolo, dimensioni e tecnica dell'opera partecipante. - B)Scheda riassuntiva in sintesi del contenuto poetico dell'opera, necessaria agli operatori, per le visite didattiche. IMPORTANTE: possibilmente il contenuto dell'opera dovrà essere presentato sottoforma di preghiera stile retro santini.(preghiera a S.Barbara) - C)Eventuali richieste dell'artista sulle modalità di allestimento opera. - D)Spedizione via mail, (che trovi nella mia pagina) già da oggi, del file dell'opera, salvato in JPEG, formato come su equi. - C)Ti informo inoltre che le uniche spese che dovrai sostenere sono quelle di spedizione e che ti verrà rispedito con l'opera anche un catalogo della mostra S.Barbara Project. - D)Inoltre sul forum della Cava Iglesiente troverai tutte le informazioni necessarie per un tuo eventuale soggiorno presso la zona dove si svolgerà la Quarta Cava. Indirizzo dove spedire l'opera: STUDIO ARTI VISIVE ARTEMISIA, Largo Matteotti snc, 09010 MUSEI, Prov.Carbonia/Iglesias (CI) http://it.youtube.com/watch?v=PvFXD8Rzssw MERCATO DELL’ARTE EQUO-SOLIDALE Questo terzo millennio “barocco” ed ipermoderno si è aperto all’insegna della retorica, di un sistema di persuasione che usa l’autorevolezza del fascino delle forme, usando il potere ben individuato dell’icona e dell’immagine. All’interno del nostro sistema economico, che viene definito “neoliberista capitalista”, sono sorte, da parte di alcuni settori, gruppi di imprese e consumatori, di pratiche economiche definite Economia Solidale che contraddicono il modo di essere e di operare dell’economia convenzionale, poiché si basano su principi diversi. Infatti dalla società civile e dal mondo dell’arte, sorge sempre più la domanda di un’economia “altra”, un mercato dell’arte sostenibile, equo, partecipativo ed “ecologico”, dove il tornaconto personale e d’impresa e l’utilitarismo non vengono posti in primo piano, come criteri guida dell’agire economico, ma si dà priorità al rispetto per l’ambiente, alle relazioni umane di equità e giustizia e al “tornaconto” sociale, cioè al tornaconto dell’umanità nel suo complesso. Così il sistema del mercato dell’arte Equo si basa sugli stessi principi delle relazioni dirette, di conoscenza e di scambio, anche culturale, in cui il “consumatore” si organizza per attivare una auto-coscienza dell’arte traendo spunto di partenza dalla consapevolezza che l’economia del mercato convenzionale si regge su un meccanismo di sfruttamento e di imposizione culturale predeterminata e conforme alle logiche basate su interessi utilitaristici. PER UN MERCATO ETICO DELL’ARTE Mentre il nostro sistema economico tende ad emarginare i soggetti più deboli, basandosi sulla concorrenza e sulla lotta per la conquista del mercato, il Sistema auspicato dal S.Barbara open free and full project, al contrario cerca di valorizzare proprio i soggetti più deboli ed esclusi, riconoscendo il valore e la dignità di tutti. Infatti il S.Barbara Project, altro sistema, è un progetto di fede collettiva, che non specula sui malori sociali e malesseri sociali e socioculturali, che non cerca e non fa beneficenza in cerca d’interesse giocando sulla forma pubblicità progresso come tanti eventi curatoriali e fieristici d’arte coeva, è un movimento fatto di rotte individuali consapevoli che in questo sistema socioculturale ed artistico l’artista è costretto ad”apparire” per “essere” S.BARBARA PROJECT SOFTWARE LIBERO Il software libero, nel campo dell’informatica, preannuncia l’era in cui, tutti i campi della conoscenza umana, non vi saranno più segreti e brevetti, ma le scoperte e le innovazioni saranno subito messe a disposizione di tutti e da tutti potranno essere migliorate. Così come nel S.Barbara Project, in cui è presente una pratica, quella della condivisione dell’arte che è volta all’interesse generale e contro interessi individuali particolaristici. L’idea di arte del Santa Barbara free and full project è plurale, collettiva e condivisa, senza conflitti e competizioni di generi artistici, questo in virtù del fatto che il mercato con tali conflitti si rigenera ribadendo le proprie credenziali. Il conflitto esiste solo se non c’è l’assoluto, l’arte come scavo interiore invece dovrebbe avvicinarsi a tendere all’assoluto. Il sapere collettivo e comunitario degli artisti aderenti al progetto diventa così qualche cosa di non riducibile a strategie di mercato globale, anarcoide e liberista. UN NUOVO SISTEMA DI RETE L’indagine cooperativa di rete, vuole che gli artisti impegnati nel progetto deleghino senza remore, lo sviluppo curatoriale nel nodo di “rete locale” processo sequenziale che non pregiudica la riuscita del progetto ma è condizione indispensabile per sollecitare la ricerca artistica stessa. creando “alleanze” e “sinergie” culturali. Da queste “reti”, si incomincia a pensare non solo di stabilire dei collegamenti, ma anche di creare le basi per un vero e proprio Nuovo Sistema del Mercato dell’Arte, alternativo a quello del capitalismo neoliberista, capace di prenderne gli aspetti positivi e di risolvere i gravissimi problemi e contraddizioni che esso genera. . .gli artisti attraverso le loro opere si incontrano e si alleano per favorire un territorio comune, per sostenere e sviluppare un Sistema altro. Un sistema “altro” si basa: • Valorizzazione di tutti i soggetti con possibilità di lavorare ed esprimere le loro potenzialità e capacità • Non esclude e non marginalizza i più deboli, come fa l’attuale sistema, ma valorizza tutte le individualità • Rispetta il diritto di espressioni culturali eterogenee • Favorisce la conoscenza diretta dell’arte senza filtri di nessun genere NOI ARTISTI MINATORI Protervia, ambizione, rapporti equivoci, necessità di entrare a corte a tutti i costi, farfalle nella pancia e nel cervello, manie di conquista, malnutrizione, ansia, unghie malcurate, conto in rosso, distacco dalla realtà, sono alcuni degli ingredienti del malessere dell’artista contemporaneo, impossibilitato a fare emergere la propria ricerca perché privo di una galleria di riferimento privata e transnazionale in grado di dargli visibilità e notorietà globale attraverso riviste d’arte specializzate come “Flash Art”o Biennali varie. Questi artisti eroicamente operano comunque in maniera sommersa, scavando le proprie cave e cunicoli interiori ed operando in gallerie invisibili, sospesi tra nodi di rete locali e globali. Sovente questi artisti invisibili non sono ridenti, pur se figli prediletti dell’occidente cristiano e liberista, sono così severi con sé stessi da non permettersi il lusso d’ignorare i morti afgani, iracheni, israeliani, ceceni, palestinesi ed albanesi. Questi artisti sommersi con il loro lavoro criticano e sensibilizzano, sensibilizzando, sollevano le mani e la coscienza della gente che opererà si spere assieme alle mani dell’artista, concretamente sul problema dell’economia globalizzata. Lo fanno operando sinergicamente, scavando in cave temporanee di estrazione artistica, in maniera umile e lontano dai clamori di posti al sole, lo fanno lì dove l’opera d’arte può essere un grido, ma anche un bisbiglio, consapevoli che l’arte può essere applicata dove vuoi e per ogni scopo. Importantissimo però è cercare e scavare per donare i minerali preziosi. Questi artisti minatori non riescono ad ignorare il passato, mettendo un piedino alla volta davanti cercando di non cadere, poi voleranno via, maneggiare il fuoco e scavare in miniera è pericoloso, si potrebbe saltare in aria ed atterrare senza sapere più da che parte si stava andando, difficile muoversi nel sommerso e maneggiare tematiche esplosive senza la protezione di una Santa, questo è il motivo per il quale questa sperimentazione cooperativa di rete tra artisti che si muovono senza delega è dedicata ad una Santa che protegge tutte quelle categorie che hanno a che fare con il fuoco, artisti sommersi ed operanti nel sottosuolo della ricerca estrattiva d’arte lontana da logiche di mercato privato e globalizzato imposto. Artisti forse condannati per l’essenza stessa del loro lavoro e della loro ricerca lontano dai riflettori a cercare soluzioni personali e biografiche alle contraddizioni sistemiche. Ben consapevoli del fatto che la migliore strategia del “sistema imposto” sia proprio quella di fare assorbire menzogne culturalmente patinate verosimili. L’uomo è libero di ricercare la propria essenza per principio ideale e l’artista lo deve essere altrettanto. La creatività, l’innovazione l’originalità e la comunicazione, nascono da situazioni di povertà e schiavitù. L’artista minatore nel sottosuolo, sconveniente per il sistema può essere vero concime per l’arte. TENTATIVO ESTRATTIVO PUBBLICO Non esiste ancora un sistema dell’arte pubblico, è apparente come la democrazia, scavando in rete nel sommerso gli artisti minatori cercano consapevolezza e margini per ridiscutere le regole di questo sistema dell’arte. L’attuale sistema dell’arte nono permette di proporre quanto la rete, il “Santa Barbara Project” in quanto snodo di rete permette un banco di proposta aperto. Attualmente il sistema arte sembra pensare solo alle proprie esigenze e non a quelle degli artisti minatori e lavoratori, la galleria privata è tempio di questa strana religione settaria; grandi critici e galleristi sono i sacerdoti, viene chiamata arte l’idolo, tremendo e affascinante per chi non conosce il trucco, patetico e portatore di nervoso per chi il trucco l’ha capito. Artisti periferici ed outsider come noi si stanno autorganizzando per allargare il campo d’azione dell’arte contemporanea attualmente troppo ristretto, tentando di coinvolgere interlocutori ed utenti diversi. Con il S.Barbara Project lavoriamo in maniera sotterranea per arrivare ad un confronto tematico sull’arte. Abbiamo il dovere di prenderci spazi pubblici istituzionali, più usciamo allo scoperto e più sensibilizziamo l’opinione pubblica. Poiché posse come le nostre sono sabbia e non olio nell’ingranaggio del potere politico-economico dell’arte. LONTANO DAL MERCATO PRIVATO IMPOSTO CULTURALMENTE GLOBALIZZATO La degenerazione dell’attuale sistema mercantile dell’arte, parte da una rete mercantile globalizzata capillare, artisti vengono iperquotati e venduti dove la quotazione si può gonfiare, la quotazione si incrementa anche usando spazi e concorsi pubblici. Il gallerista si accaparra un artista che deve essere produttivo, riconoscibile, acquista a due soldi e lo lancia alle stelle, poi con vere azioni di marketing fa invidia ai migliori pubblicitari. Noi in quanto artisti fuori circuito o alla sua periferia, abbiamo potenziali poteri per far girare le cose nel modo più idoneo. Noi del S.Barbara Project abbiamo fatto scelte legate ad un pensiero concettuale d’arte che è quello descritto in questo nostro progetto aperto, che non vuole costruire uno stile ma esaltare la personalità di ogni singolo artista opponendosi a tutti quiei sistemi di uomini che fanno girare il mondo per i loro interessi privati. L’attuale sistema dell’arte autoreferenziale si legittima, si radica, determina il gusto degli acquirenti, come succede per il cibo, il cinema e la musica. In Italia per esempio, i galleristi privati appaiono imprenditori senza coraggio, al rischio preferiscono rendite sicure. LA QUARTA CAVA D’ESTRAZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA DI IGLESIAS La Quarta Cava del S.Barbara Project è un progetto in movimento perpetuo e dinamico, mosso da una idea di rete collettiva e condivisa di libera ricerca artistica svincolata da leggi mercantili e mode imposte. Una annuale e dinamica cava d’estrazione snodata su di un territorio transnazionale, dove liberamente si aprono e chiudono cantieri cave di libera ricerca, gestite direttamente dagli artisti. Il progetto parte da una piattaforma di raccordo condivisa, democratica e partecipata, all’interno della quale non esistono leader o figure accentratrici e strutture di sistema piramidali o verticistiche, ma solo portavoce individuali di un malessere poetico ed artistico collettivo e globalizzato, anime creative mosse da utopiche ed oniriche istanze collettive, volenterose di esercitare liberamente senza nessun vincolo politico, modaiolo e mercantile la propria ricerca ed essenza poetica, etica, estatica ed estetica. In quest’ottica prospettica ogni singoloo artista curatore aderente al progetto diventa un cunicolo don chisciottesco d’estrazione artistica ed un collegamento mobile e movimentista tra diverse gallerie e cunicoli sotterranei. Il cantiere estrattivo è ispirato idealmente e spiritualmente alla figura della Santa protettrice dei minatori artistici e chi si muove nel sottosuolo e nell’invisibile sommerso da logiche di mercati galleristici privati. L’obbiettivo principale è di dare visibilità ad opere mosse dalla fede nella ricerca artistica lontana da posti al sole e riflettori puntati, ricerche annientate, oscurate ed occultate in embrione dal nuovo ordine globale privatizzato dell’arte contemporanea sostenuto culturalmente da alcune testate specializzate d’arte contemporanea come Flash Art. Lo scenario scelto per la Quarta Cava, Iglesias, rappresenta per simbologia culturale mineraria e religiosa un luogo quasi unico affinché i contenuti insiti nel Progetto possano essere ulteriormente valorizzati e in contemporanea il progetto possa valorizzare la città stessa attraverso un’evento che non contiene solo una mostra d’arte, ma è accompagnato da un messaggio di rilevanza culturale in riferimento al parallelismo del sistema mercato dell’arte come spicchio e particella di un mercato su scala globale e di un’economia che sempre più bisogna orientare verso una forma più ETICA ed EQUO-SOLIDALE. Questa operazione sarà possibile solo operando sinergicamente, tra artisti e istituzioni, fruitori culturali come le scuole o semplici estimatori d’arte, in una direzione di ARTE-EQUOSOLIDALE ed EGOSOLIDALE. SINTESI DEL PROGRAMMA • Mostra d’arte • Performance artisti • Videoallestimenti • Convegno tematico • Interazione creativa con il pubblico • Produzione di materiale pubblicitario evento • Produzione catalogo evento • Valorizzazione culturale della locazione ospitante • Visite guidate per le scuole Il Curatore ideatore del Progetto S.Barbara Open Free and Full Project: Domenico Di Caterino La curatrice del Progetto della Quarta Cava: Piera Bua
Spazio espositivo: Monteponi (Iglesias) Città: Iglesias Indirizzo: Monteponi, miniere dismesse

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