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opening gio 13 set

Angelo Cignaroli

13/09/2012 - 03/01/2013
Cresciuto nella bottega del padre, Angelo ereditò nel 1792 la carica di regio pittore di “paesaggi e boscarecce”. A differenza di Vittorio Amedeo, conosciuto soprattutto per paesaggi ideali dal gusto arcadico e classicheggiante, Angelo si specializzò nell’esecuzione di vedute dal vero di medie dimensioni di residenze reali e di città, di villaggi e siti appartenenti al Regno di Sardegna. In mostra sarà possibile ammirare anche alcune precoci vedute alpine, rivolte soprattutto al massiccio del Monte Bianco e ai suoi ghiacciai, oggetto allora di esplorazioni scientifiche da parte dello svizzero Horace-Benedict de Saussure, autore del mirabile Voyages dans le Alps (1779-96). Riscoperto da Andreina Griseri in occasione della mostra sul Barocco Piemontese del 1963, Angelo Cignaroli è stato oggetto di alcune esposizioni parziali e collaterali, ma non è mai stato argomento di un approfondito studio monografico. La mostra, curata da Vittorio Natale, permetterà quindi per la prima volta di far conoscere a un vasto pubblico l’ampia produzione delle sue vedute piemontesi e alpine e presenterà una quarantina di dipinti provenienti da collezioni private e la rara serie completa di sei incisioni con vedute realizzate nel 1797 su disegni di Vittorio Amedeo Cignaroli. Cresciuto nella bottega del padre, Angelo ereditò nel 1792 la carica di regio pittore di “paesaggi e boscarecce”. A differenza di Vittorio Amedeo, conosciuto soprattutto per paesaggi ideali dal gusto arcadico e classicheggiante, Angelo si specializzò nell’esecuzione di vedute dal vero di medie dimensioni di residenze reali e di città, di villaggi e siti appartenenti al Regno di Sardegna. Il percorso della mostra si apre nella Galleria del Museo con la Veduta della Villa del conte Bogino in occasione della visita di Carlo Emanuele III, opera di Vittorio Amedeo Cignaroli, la cui attività di vedutista, di notevolissima qualità e rilevante nella formazione del figlio Angelo, viene approfondita e riscoperta in questa occasione espositiva. Le due sale successive seguono un criterio di allestimento che osserva parametri tematici e topografici, privilegiando la qualità e la buona conservazione dei dipinti selezionati. Si ha una sezione dedicata alle “Delizie Reali” cioè alle residenze sabaude e un’altra dedicata alle “situazioni bellissime” cioè alle vedute di borghi e di città del regno di Sardegna, spesso sovrastate da residenze aristocratiche o da castelli, di santuari e di altri luoghi. Queste vedute, che diffondevano e imponevano una nuova immagine del territorio sottomesso ai Savoia, erano destinate ad ambienti aulici e di rappresentanza, ma potevano anche essere replicate innumerevoli volte, a livelli variabili di qualità, forse anche a beneficio di una clientela non aristocratica. Un’ulteriore sezione della mostra è dedicata ad alcune precoci vedute alpine, rivolte soprattutto al massiccio del Monte Bianco e ai suoi ghiacciai, oggetto allora di esplorazioni scientifiche da parte dello svizzero Horace-Benedict de Saussure, autore del mirabile Voyages dans le Alps (1779-96). In questo campo la sensibilità di Angelo, anche quando si appoggiava a vedute già esistenti, reinterpretava il paesaggio di montagna esaltandone gli aspetti del sublime, con un’accentuazione del carattere impervio e inaccessibile che ben documenta l’influenza della contemporanea produzione di Bagetti. Infine, a dimostrazione del ruolo fondamentale che i Cignaroli ebbero nella diffusione e nell’affermazione di una iconografia topografica del Piemonte, un’apposita sezione viene dedicata alle stampe, affiancate alle incisioni precedenti di artisti come Sclopis di Borgostura o Bagetti. La produzione di Angelo Cignaroli – che incontrò notevole successo tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, come ci dimostra l’esistenza di numerose repliche di alcuni dipinti – è in grado oggi di restituirci l’aspetto, spesso perduto, di un territorio piemontese che veniva allora riscoperto attraverso le memorie di viaggiatori ed esploratori stranieri e la pubblicazione delle prime guide. Attraverso l’insieme delle opere esposte, vere e proprie testimonianze storiche e iconografiche delle sopravvivenze e delle trasformazioni subite da molte località piemontesi, si potranno finalmente apprezzare la vastità, la qualità e l’interesse documentario delle perlustrazioni condotte sul paesaggio da Angelo Cignaroli fra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.
Spazio espositivo: Fondazione Accorsi – Ometto Città: Torino Indirizzo: Via Po, 55 Sito web: http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it

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