articles: Un ricco forziere di arte e cultura
Ultimi giorni fra Basilea e Zurigo
Domenico OliveroBasilea fra i suoi tanti tesori ha il museo della Cultura che ospita una delle maggiori collezioni in Europa sulla vita etnografica europee ed extraeuropee. Le collezioni raccolgono materiali dai lontani Mari del Sud all'America precolombiana, con un reperto tessile celebre in tutto il mondo. C’è anche una bella sezione sul locale carnevale, nota gigantesca festa di suoni e sogni, di colori e fantasie. Come mostre temporanee ci sono due progetti dedicate alla cultura cinese una più dettagliata sull’Opera di Pechino e una sulle diverse comunità cinesi, chiamate spesso Chinatown, sparse per il mondo. Se la prima è più una attenzione culturale legata alla tradizione classica la seconda è un’interessante analisi di queste grandi comunità parallele che popolano molte delle grandi città del globo.
Non molto distante c’è la Kunsthalle che in questi giorni presenta due mostre una dal titolo “When You Leave, Walk Out Backwards, So I’ll Think You’re Walking In” con un intervento sonoro di Hannah Weinberger, che non mi convince molto e una con i lavoro ambientale e sonoro di Cevdet Erek col titolo molto più semplice di "Week", anche se il minimalismo raggiunto non lascia molto spazio al piacere.
Va molto meglio nella meravigliosa casa "Haus zum Kirschgarten", edificata tra il 1775 e il 1780 a scopo abitativo e commerciale per un fabbricante di nastri di seta basilese. Ora è uno dei più importanti musei abitativi della Svizzera. Sui suoi due piani viene presentata la cultura dell'abitare basilese del XVIII e del XIX secolo. Fra le tante raccolte si possono ammirare collezioni speciali di rilievo internazionale come le porcellane della Fondazione Pauls-Eisenbeiss, le raccolte di orologi di Nathan-Rupp e Dr. Eugen Gschwind nonché giocattoli, argenti basilesi e un suggestivo gabinetto di fisica.
Proveniente dallo Spazio Contemporaneo di Brescia è in corso la mostra “Collect the WWWorld. The Artist as Archivist in the Internet Age” curata da Domenico Quaranta. Una mostra che la House of Electronic Arts ospita e che tenta di presentare un’azione archivistica/concettuale degli artisti che operano sul web, fra appropriazione e post-produzione. In esterno si possono notare giganteschi fughi, che non sono una anomalia ambientale ma l’opera “A Band of Floating Mushrooms“ di Monica Studer e Christoph van den Berg.
Ripensare questa stagione in chiave artistica è la proposta della Kunsthaus di Zurigo con la mostra “Winter Tales, winter in art from the Renaissance to Impressionism” che propone una serie di opere dal sedicesimo secolo che hanno come tema questa intima stagione. Raccogliendo stupendi quadri, delicate sculture e manufatti vari, si attraversa un’estetica che pur narrando della più fredda stagione dell’anno trasmette calde emozioni. Contemporaneamente è in corso una mostra dei paesaggi a pastello di Albert Welti. La collezione permanente è stata recentemente riallestita e si offre con molte piacevoli sorprese.
Concludo questo giro svizzero con il Museo Rietberg, un’altra delle tante piacevoli scoperte di queste ricche cittadine elvetiche. Un modernissimo museo dedicato alle culture non europee che in questo periodo propone una gradevole esposizione di artisti del nord India e a breve prenderà avvio una mostra sulla scultura africana.
La Svizzera è cara, ma i servizi e le esposizione sono perfette.
Domenico Olivero - February 22, 2012









