articles: Ingresso libero, le migliori mostre d'arte gratuite - Lo scultore, la terra. Artisti e ricerche 1920-2011
Archivio della Scuola Romana e Galleria Emmeotto - Roma
Roberto Savi
Lo scultore, la terra
Artisti e Ricerche 1920 | 2011
Archivio della Scuola Romana e Galleria Emmeotto, Roma
Ci tengono ad introdurre la mostra con un pensiero di Giò Ponti (1948) - “… la ceramica realizza una quarta dimensione alla scultura … e ciò ci induce ad indagare il destino di questa arte nella quale forma-materia-colore sono una cosa sola” - ed hanno ragione nel farlo.
Rimarrà visitabile presso le sedi dell'Archivio della Scuola Romana e della Galleria Emmeotto di Roma, fino al 31 gennaio prossimo, la mostra “Lo scultore, la terra – Artisti e ricerche 1920-2011”.
L'esposizione, fortemente voluta dalla inossidabile e vulcanica Netta Vespignani offre un percorso mirabile di rara qualità con 55 opere di artisti che si sono dedicati alla scultura in ceramica, realizzate dai maggiori del Novecento, fino a quelli operanti nel Contemporaneo.
Curata da Flaminio Gualdoni - in occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo con un suo saggio - e dalla stessa Netta Vespignani, la mostra ha "solo" il patrocinio dell’Assessorato alle politiche culturali e del centro di Roma Capitale. Un vero peccato, l'ennesima opportunità per rimarcare la cecità - e le difficoltà degli operatori culturali - della Pubblica Amministrazione nel produrre cultura, in particolare arte con la "A" maiuscola: un simile percorso avrebbe meritato un vero sostegno - non "solo" quello morale - come uno spazio museale disponibile, come dei fondi per una pubblicazione capace di valorizzare al meglio il racconto proposto sulla scultura in ceramica ed altro, tanto altro.
Ancora una volta la passione di operatori privati rende possibile una mostra che è un capolavoro, in considerazione del periodo difficilissimo, un vero miracolo. Verrebbe da chiedersi chi misura le capacità dei sovrintendenti e degli assessori, sempre più solo che volgari impiegati e burocrati.
Ma torniamo alla mostra. Le opere esposte sono state selezionate dal curatore Flaminio Gualdoni che, insieme a Netta Vespignani, ha voluto contribuire a ricostruire la storia di una forma d’arte, a lungo ritenuta minore, che ha impegnato nella sua ricerca e nella sua sperimentazione alcuni dei maggiori artisti del Novecento.
Il filo conduttore nella scelta degli artisti è stata proprio la ceramica e la sperimentazione di questa materia come elemento prevalente, o quasi esclusivo, della loro ricerca.
Si inizia con le opere di Duilio Cambellotti e Arturo Martini, proseguendo con quelle di Pietro Melandri, Salvatore Meli, Leoncillo, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Sebastian Matta. E ancora gli autori protagonisti della grande stagione avviata negli anni Sessanta, tra i quali figurano Nanni Valentini, Carlo Zauli, Nedda Guidi, Nino Caruso, Pino Castagna, Alessio Tasca, Pompeo Pianezzola. Le generazioni successive sono rappresentate da Giacinto Cerone, Pasquale (Ninì) Santoro, Massimo Luccioli, Claudio Palmieri, Maria Cristina Carlini, Giancarlo Sciannella, Bertozzi & Casoni.
Il più ampio orizzonte di contaminazione inventiva della ceramica è raccontato dalle esperienze di artisti come Luigi Ontani, Elisa Montessori con Riccardo Monachesi e Giosetta Fioroni.
Dicono che la scelta degli artisti presenti in mostra non pretende di essere esaustiva, ma che rappresenta una selezione di alcuni tra i più importanti scultori italiani che hanno scelto la terra e il fuoco per realizzare le proprie opere.
Mi permetto di segnalare, a quanti vorranno visitare l'esposizione, due artisti che si distinguono per la loro straordinaria poesia, espressa, chiaramente, attraverso le opere:
Duilio Cambellotti, dei grandi storici è risultato emergere staccando nettamente gli altri, in particolare con un' opera semplice quanto straordinaria - un Beverino del 1920 di terracotta, di poco meno di 20 centimetri di diametro - di una bellezza tanto arcaica quanto moderna;
dei contemporanei emerge l'etrusco Massimo Luccioli, che ci offre, chiudendo gli occhi e riaprendoli di fronte alla sua opera in esposizione, un autentico volo, un alito di vento che sembra prima disporre le forme ed i segni ed insieme accompagnare la lettura dei pannelli di terracotta - realizzati con l'antica tecnica della riduzione - testimoni della leggerezza che può avere questo materiale e della sapienza del suo creatore.
Fino al 31 Gennaio 2012, presso l'Archivio della Scuola Romana, in Via del Babuino n. 89, al I° piano e presso la Galleria Emmeotto, in Via Margutta n. 8, a Roma.
Visitabile dal martedì al sabato, dalle ore 11 alle 13 e, nel pomeriggio, dalle ore 15 alle 20, ad ingresso libero, con catalogo disponibile nelle sedi.
Archivio della Scuola Romana
Via del Babuino, 89 - 00187 Roma
tel + 39.06.3207724-3207725
fax + 39.06.32320610
web www.scuolaromana.it
mail info@scuolaromana.it
Galleria Emmeotto
Via Margutta, 8 - 00187 Roma
tel + 39.06.3216540
fax + 39.06.3217155
web www.emmeotto.net
mail info@emmeotto.net
Roberto Savi - December 19, 2011






Cambellotti è comunque, a mio parere, sempre sottovalutato dagli storici dell'arte...