articles: Questioni di tecnica - Horadam: l'acquerello secondo Schmincke

Guida alla gamma di prodotti firmati Schmincke dedicati all'acquerello

Mimmo Ceccarelli

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Nell'immaginario collettivo si tende ad identificare un produttore con il suo prodotto più conosciuto, quello più famoso, la punta di diamante; ciò accade, in particolar modo, quando il prodotto in questione diventa un mito, una pietra di paragone. Se io dico - ad esempio - "pasta", moltissimi risponderanno "Barilla", e viceversa.
Con Schmincke succede la stessa cosa. Mi è capitato di chiacchierare con colleghi pittori, e molti di essi non dicevano "la Schmincke", ma piuttosto "la Mussini", ignorando che Mussini è un prodotto Schmincke.
Questo fabbricante ha un catalogo di una vastità mostruosa, ma in questo articolo mi occuperò dei prodotti dedicati ad una tecnica molto amata: l'acquerello.

UN PO' DI STORIA
Schmincke produce una gamma di acquerelli extrafini chiamati "Horadam", più tutta una serie molto nutrita di ausiliari dedicati a tale tecnica. Produce anche una serie di acquerelli più economici (gli Akademie), che tuttavia non sono oggetto di interesse per questo articolo.
Il nome Horadam è un omaggio all'uomo (Joseph Horadam, appunto) che formulò la prima serie di acquerelli extrafini per conto di Hermann Schmincke, verso la fine del XIX° secolo. Tale lavoro di formulazione, durato oltre un decennio, si poneva in aperta competizione con analoghi prodotti inglesi. Era un po' come dire: "Voi inglesi siete considerati maestri nella fabbricazione degli acquerelli; scommettiamo che riusciamo a fare bene quanto voi, e forse meglio?".


LA GAMMA DI ACQUERELLI HORADAM
Come consuetudine di casa Schmincke, la classificazione di resistenza alla luce si avvale di 5 livelli. Ogni gradino della scala è rappresentato da una stella, e va letta in questo modo:
- * = scarsa resistenza alla luce (corrispondente al gradino 3-3,5 della BWS);
- ** = limitata resistenza alla luce (corrispondente al gradino 3,5-5 della BWS);
- *** = buona resistenza alla luce (corrispondente al gradino 5-6 della BWS);
- **** = alta resistenza alla luce (corrispondente al gradino 7 della BWS);
- ***** = altissima resistenza alla luce (resistenza massima corrispondente al gradino 8 della BWS).

Schmincke, sempre molto severa ed autocritica - quasi avara - nella classificazione dei propri prodotti, lo è stata ancor di più nel caso degli acquerelli. Essi infatti - per propria caratteristica specifica - sono più sensibili dei colori ad olio all'azione della luce (manca il legante oleoso che mitiga gli effetti della luce e dell'aria). Tali motivi hanno portato, come dicevo, ad una valutazione di resistenza severissima, spesso al ribasso: per intenderci, alcune tinte classificate al livello 8 nella BWS sono state classificate - dal fabbricante - con 4 stelle anziché 5.
Una curiosità: parliamo di un produttore talmente legato alla qualità, da pensar bene di effettuare ulteriori test, di tipo diretto. Come a dire: "la blue wool scale è una bella cosa, ma noi vogliamo garanzie e prove ulteriori di inalterabilità alla luce, meglio se di tipo pratico". E cosa hanno fatto? Ma la cosa più naturale del mondo! Hanno steso i colori sulla carta ed hanno piazzato i fogli sul tetto della fabbrica, al sole battente. La cosa può far sorridere, ma è un'assoluta garanzia, e la dice lunga sulla serietà e l'autorevolezza di questo fabbricante.

La gamma di acquerelli Horadam ha subito numerosi miglioramenti del corso dei decenni. L'ultimo aggiornamento risale al 1996; esso si rese necessario per adeguare l'intera serie alle nuove conoscenze tecniche e chimiche, alla presenza di nuovi pigmenti di grande resistenza ed alle richieste degli utilizzatori. L'ultima re-launch per gli ausiliari AQUA - invece - risale a circa 4 anni fa'.
La gamma consta di 110 tinte, di cui 69 a base monopigmentaria.
La grande maggioranza delle tinte hanno ricevuto una classificazione *** oppure **** oppure *****. Fanno eccezione 10 tinte, 3 delle quali non sono state classificate, perché la resistenza della tinta è troppo dipendente da una varietà di fattori anche atmosferici. Nello specifico troviamo:
- 6 tinte classificate ** - Rosso scuro, lacca di garanza scura (ma esiste in gamma un rosso di garanza scuro ugualmente bello classificato ***), lacca di garanza rosa, malva (a base di diossazina), indaco, verde oliva;
- 1 tinta classificata * - Cremisi di alizarina;
- 3 tinte (porpora brillante, rosso violetto brillante e blu violetto brillante) non classificate per i motivi di cui sopra, che sono state mantenute in produzione a furor di popolo, ma anche per l'impossibilità di ottenerle identiche tramite mescolanza.

IMPRESSIONI D'USO
Ho usato, per dipingere alcuni acquerelli di prova, sia i godet (mezzi ed interi) sia i tubetti (5ml. e 15ml.). Pur comprendendo l'innegabile comodità del godet nei piccoli lavori, magari "en plein air", personalmente preferisco l'acquerello in tubetto perché mi consente di spremere la quantità desiderata di colore sulla mia grande tavolozza in porcellana, ottenendo una superficie utile particolarmente estesa, ottima per raccogliere il colore anche con grandi e grandissimi pennelli. Entrambi i formati (tubetti e godets) hanno la stessa identica formulazione, cosa unica nel panorama produttivo.
Il primo vantaggio evidente dell'Horadam è la capacità, del colore essiccato sulla tavolozza, di rinvenire in modo estremamente facile quando ribagnato; per me è un fattore molto importante, non sempre scontato, perché permette una totale assenza di sprechi, in quanto il colore spremuto si può utilizzare fino all'ultimo granello di pigmento.
Un'altra cosa che mi ha favorevolmente colpito è la facilità con cui - nel caso di utilizzo di godet - si raccoglie il colore, anche dopo moltissimi bagnamenti, probabilmente grazie al particolare metodo di riempimento "a strati" adottato dalla Schmincke (un sistema unico al mondo). Tale metodo prevede che, ad ogni fase di riempimento, i godets vadano in forno per asciugare, in modo che restino solo pigmento e legante. Il procedimento è lungo, e porta il tempo di produzione a circa 4 mesi.
Ogni tinta da me usata (sono state in tutto una cinquantina) ha dimostrato una carica pigmentaria fuori dal comune, particolarmente elevata, e spesso superiore a quella tipica di altri prodotti "top di gamma" di altri fabbricanti. A proposito di questo c'è da precisare una cosa: lo Schmincke Horadam è un acquerello virtualmente privo di difetti, al quale però potrebbe essere necessario doversi abituare (dopo un breve periodo di rodaggio), proprio in virtù della carica pigmentaria elevatissima. Intendo dire che, quando lo si usa la prima volta, se non si ha una certa esperienza e dimestichezza con gli acquerelli, può risultare un po' ostico da utilizzare perché si tende a raccogliere più colore di quanto necessario.
Sconsiglio agli acquerellisti poco esperti di usare lo Schmincke Horadam mescolandolo, nello stesso lavoro, con acquerelli di classe inferiore, perché può diventare difficile gestire una mescolanza nella quale è presente un colore così "aggressivo" (l'Horadam) ed uno di fascia inferiore, quindi molto più "tranquillo".
Una volta familiarizzato con il prodotto, ci si rende conto di cosa si ha tra le mani, e diventa difficile tornare indietro. Come dire: l'Horadam crea una sorta di assuefazione.
I dipinti, una volta asciutti, risultano particolarmente brillanti; probabilmente nel legante usato per la fabbricazione sono presenti piccolissime - e bel calibrate - dosi di fiele di bue, ma a mio avviso il particolare splendore delle tinte è dovuto alla primissima qualità dei materiali di partenza.
Nei miei test pratici, che si sono svolti semplicemente dipingendo alcuni acquerelli, ho mescolato gli Horadam con acquerelli di altri fabbricanti, tutti di fascia top. Le mescolanze sono risultate armoniose e facili da ottenere solo con prodotti di levatura analoga, in particolare con Maimeri Blu, Old Holland Classic Watercolor e Winsor&Newton Artists.
Ero curiosissimo di effettuare alcune mescolanze con tali prodotti, e la mia conclusione è stata che la carica pigmentaria di Maimeri Blu ed Old Holland è analoga a quella dell'Horadam, quella di Winsor&Newton - invece - è a volte leggermente inferiore, a seconda della tinta.

Confronto della dimensione del bocchello Schmincke (a destra) con quello di altro fabbricante


Pregi
1. - Concentrazione pigmentaria straordinariamente elevata, al limite della capacità di assorbimento del legante.
2. - Facilità di ripresa dei colori seccati sulla tavolozza, che permette una totale assenza di sprechi.
3. - Indicazione di resistenza alla luce piuttosto severa, in alcuni casi troppo avara, che garantisce una certa tranquillità sul futuro dei nostri lavori.
4. - Prodotto firmato Schmincke.
5. - Indicazione sulla cancellabilità del colore asciutto su 3 livelli (cancellabile, semicancellabile, non cancellabile), un'invenzione Schmincke;
6. - Assenza di miele nella formulazione, al quale sono state preferite altre sostanze, come il glicerolo. Schmincke, per far comprendere il motivo della scelta, molto garbatamente scrive: "è stato scoperto che il miele attrae magicamente le mosche le quali, se il dipinto non è protetto da un vetro, lasciano tracce assolutamente indesiderabili". Io, che sono molto meno garbato, avrei esposto la faccenda in maniera meno signorile e più diretta, ovvero: se usate acquerelli col miele vi ritrovere il dipinto bombardato da merde di mosca. Un vero schifo...
7. - Scelta delle materie prime al limite della paranoia. Ad esempio, la gomma arabica ha una qualità che può variare di anno in anno. Alla Schmincke, prima di acquistarla la testano accuratamente; se la ritengono di qualità adeguata ai propri standard la acquistano, altrimenti desistono.
8. - Sprechi inesistenti. I godets si lasciano svuotare fino all'ultima scaglietta di colore, senza problemi, grazie alla particolare tecnica di riempimento a strati successivi, adottata in fabbrica. I tubetti, anche quelli da 15ml, hanno un bocchello di diametro ridotto, che permette - volendo - di versare anche solo poche gocce di colore. Non che la cosa sia fondamentale, perché il colore una volta asciugato sulla lastra rinviene facilmente più volte. Però a me i bocchelli piccoli piacciono.

Difetti
Questa volta proprio è impossibile trovare qualcosa che non vada, anche per un criticone come me. E' tutto perfetto, estremamente calibrato, armonioso.
C'è però una cosa che non mi torna...
Da miei test effettuati sul balcone di casa, al sole battente estivo, il pigmento di diossazina PV23 (con cui è prodotto il color malva) si è rivelato piuttosto resistente, ben superiore - a mio avviso - alle striminzite due stelle assegnate da Schmincke. E' anche vero che la diossazina ha resistenza variabile, a secondo del tipo (rossastra o bluastra, la prima è in genere più resistente), del legante (in leganti grassi regge decisamente meglio), della purezza/qualità del pigmento di base (ma Schmincke usa solo i materiali migliori); in questo caso due sole stelle mi sembrano davvero poche. Tanto che, per fare un esempio, Maimeri - nella sua serie top di acquerelli Maimeri Blu - usa lo stesso identico pigmento indicando la massima resistenza alla luce consentita dalla sua scala (tre stelle, che equivalgono grossomodo alle 4/5 stelle Schmincke). Poi, per carità, ognuno sa i fatti suoi, ma in questo caso due stelline mi sembrano davvero poche.

GLI AUSILIARI
Schmincke ha previsto, per i propri acquerelli Horadam, una gamma particolarmente estesa di ausiliari. Sul sito www.schmincke.de (navigabile in tedesco, inglese e francese... a quando anche l'italiano?) è possibile trovare tutti i prodotti di questa gamma con relative spiegazioni tecniche. In questa sede parlerò esclusivamente dei prodotti da me personalmente testati ed utilizzati.

AQUA fix (50701)
Un prodotto secondo me meraviglioso, bellissimo, insostituibile, utilissimo.
E' stato creato in special modo per quegli acquerellisti (io tra questi) che dipingono per sovrapposizioni multiple. I miei acquerelli possono arrivare ad avere anche 50 lavature di colore; inevitabilmente, specie con i colori cosiddetti "cancellabili", dopo qualche passaggio si presenta il problema dell'asportazione involontaria delle lavature sottostanti. Fino ad ora ho risolto limitando i passaggi a quelli strettamente necessari, ed utilizzando pennelli i più morbidi possibile. AQUA fix, per me, rappresenta un prodotto che permette di eliminare alcune limitazioni, allargando di fatto le possibilità pittoriche.
Può essere diluito con acqua, senza perdere in modo evidente le sue particolari doti. Non deve finire nei godet, perché una volta asciutto diventa resistente all'acqua ed idrorepellente, perché a base acrilica.
Splendido.

Due AQUA-Primer a confronto: a sinistra il 50702, a destra il 50703. Il tutto su tavoletta di legno compensato marino.


AQUA primer (50702) fine
La serie degli "AQUA-primer" (vedi anche le tre voci seguenti) è composta da 4 prodotti utilizzabili come imprimitura. Quanto quì scritto è valido anche per gli altri 3 prodotti seguenti, eccetto per la finitura/consistenza, che vengono indicate in modo specifico.
A cosa può servire un primer del genere? Ad un sacco di cose... ad esempio, si può dipingere ad acquerello su supporti normalmente non indicati o addirittura non compatibili. Io ho dipinto, dopo adeguata preparazione con questo prodotto, su:
- tavola di legno;
- gomma;
- piastrella di ceramica (dopo carteggiatura);
- plastica;
- plexiglass;
- linoleum.
Sono anche riuscito a recuperare perfettamente della carta difettosa (avevo accennato ad alcune carte difettose in un articolo precedente).
Di primo acchitto si può pensare che qualsiasi gesso acrilico possa fornire gli stessi risultati di questi AQUA primer. In realtà, la loro formulazione è specificatamente calibrata in modo da fornire risultati e comportamenti analoghi a quelli che si avrebbero dipingendo ad acquerello su una buona carta di cotone. La sensazione è strana: stai dipingendo, ad esempio, su plastica, ma sembra di avere sotto della buona carta.
Schmincke consiglia tre passate di AQUA primer. Nell'uso pratico dovremo fare da 1 a 3 passate, a seconda del materiale costituente il supporto, ed in base al risultato che vogliamo ottenere. Una sola passata rende il supporto più assorbente di quanto non lo sarebbe con più passate. Su plastica ne sono bastate due, su carta difettosa una sola.
E' tra gli ausiliari che mi sono piaciuti di più.

AQUA primer (50703) ruvido
Stesse caratteristiche ed applicazioni di AQUA primer fine, ma produce una superficie scabra, piuttosto piacevole da dipingere.

AQUA modelling paste, fine (50706
Prodotto analogo agli AQUA primer, ma di consistenza molto più densa, che consente la stesa con la spatola, al fine di ottenere un supporto strutturato a piacere. Finitura liscia.

AQUA modelling paste, ruvida (50707
Caratteristiche identiche ad AQUA modelling paste fine, ma produce una superficie scabra, che a me personalmente piace parecchio.

Il tipico aspetto di AQUA-Collage


AQUA collage (50715)
Un prodotto stranissimo, che ho guardato a lungo con aria interrogativa. Schmincke lo indica come collante per materiali leggeri (carta, sabbia, seta, etc.). Ha l'aspetto della comune colla di coniglio in soluzione, ed anche il suo comportamento, ma non il cattivo odore. Non l'ho usato per incollare materiali al supporto (è un utilizzo che non mi interessa particolarmente, a me piace l'acquerello "pane e mortadella"), ma l'ho usato come legante per pigmenti. Risultato: un acquerello che funziona benissimo.
E', e rimane, solubile in acqua.
Interessante ed intrigante.

Il tipico aspetto di AQUA-Shine


AQUA shine (50720)
Si tratta di una sostanza liquida, in boccetta, che aggiunge al colore un effetto luccicante/perlaceo/iridescente. A me, francamente, questo genere di prodotti non piace, ma mi rendo conto che si tratta di un qualcosa che non può mancare in una gamma di ausiliari. Di contro, un amico esperto acquerellista di Viareggio, che vuole restare anonimo, lo ha trovato fenomenale, innamorandosene letteralmente.
AQUA-shine ha un effetto leggermente ritardante.

AQUA pasto (50725)
Mi è sembrato analogo ad AQUA-collage, ma molto più denso ed apparentemente più lucido. Serve a dare corpo agli acquerelli, che con la sua aggiunta possono essere anche trattati a spatola, mantenendone la trasparenza. Se aggiunto in piccole dosi, magari un po' allungato con acqua, si ottiene un colore più lucido e brillante, molto gradevole, che resta solubile in acqua.
A me è piaciuto, perché può essere usato tranquillamente per rendere più trasparenti colori normalmente a tendenza coprente, come i cadmi, e non modifica la natura dell'acquerello in sé.

Liquido mascheratore (50300)
Si tratta del comune liquido mascheratore, tanto caro a molti acquerellisti. Schimcke lo produce esente da ammoniaca. Piuttosto aggressivo con i pennelli, è in grado di rendere inutilizzabile - come tutti i mascheratori - un pennello in pochi secondi. Usare solo pennelli sintetici (da pulire con cura immediatamente dopo) o il caro vecchio pennino, che si pulisce più agevolmente. E' facilmente rimovibile una volta asciutto, con una gomma o con i polpastrelli delle dita.

Liquido mascheratore in dispenser (50730/50731)
Di due tipi: incolore (50730) e con colorazione bluastra (50731). Prodotto analogo al 50300, contenuto però in un comodo contenitore/penna a punta, che ne consente l'utilizzo senza pennelli. Lo preferisco a quello in boccetta. Prodotto geniale, i pennelli ringraziano sentitamente.

Gomma arabica concentrata (50302)
Un must.
Si tratta della comune gomma arabica, di primissima qualità, in soluzione concentrata e purificata. E' consigliabile, nell'utilizzo, diluirla leggermente con acqua, perché è davvero molto concentrata, e non solo sull'etichetta...

CONCLUSIONI
Siamo di fronte ad una gamma di colori ed ausiliari di qualità talmente elevata che sarebbe ingiusto chiedere di meglio. Personalmente non amo alcuni specifici prodotti (come ad esempio l'AQUA shine) perché ritengo snaturino la bellezza semplice e leggera dell'acquerello, e sostanzialmente cozzano con quello che è il mio personale modo di lavorare. Però, considerando che parliamo di un fabbricante leader mondiale di prodotti per belle arti, posso capire la necessità di andare incontro alle richieste contemporanee. D'altra parte la quasi totalità dei fabbricanti producono e commercializzano prodotti del genere, e quindi Schmincke non poteva esimersi dal farlo anch'essa.
La qualità è a livelli davvero altissimi, tali da poter essere vantati solo da pochi fabbricanti al mondo (si contano sulle dita di una mano sola).
Da un fabbricante serio e concreto come Schmincke, parlando di una tecnica importantissima come l'acquerello, non potevamo che aspettarci il massimo possibile.
Bravi. Molto bravi.


Mimmo Ceccarelli - September 17, 2011


comments

Oscar Morosini September 19, 2011 01:04 PM

Ciao Mimmo, come al solito tratti un argomento nel modo più approfondito possibile ed in maniera direi "evangelica".
Io uso da sempre W&N in mezzi godet, secondo te, se volessi adottare una tavolozza con colori in tubetto Schmincke per l'esigenza di
lavorare su superfici superiori al mio solito 20x30, farei una buona scelta o mi consigli di acquistare in tubetto i W&N replicando la mia tavolozza che usa da decenni e che quindi conosco la resa a memoria?

Mimmo Ceccarelli September 19, 2011 01:35 PM

Ciao Oscar. A me personalmente gli Horadam sono piaciuti tantissimo, e li ho trovati più "carichi" del W&N. Il mio consiglio è di cominciare a provare 2 o 3 tinte Horadam (analoghe a quelle che conosci bene dell'altra marca), e valutare da te le differenze. Ma qualcosa mi dice che poi difficilmente tornerai indietro.

Oscar Morosini September 19, 2011 01:56 PM

Ok proverò con tre primari, va bene?

Mimmo Ceccarelli September 19, 2011 02:10 PM

Si, va bene. Ma più che i tre primari, scegli tre colori che conosci bene, e che hai usato W&N, e prendi i corrispettivi Horadam. In questo modo hai bene sotto gli occhi le differenze, e puoi modificare - eventualmente - la tua tavolozza gradualmente e con cognizione di causa.

Oscar Morosini September 19, 2011 03:01 PM

ok, seguirò il tuo consiglio, grazie

Luigi Meregalli September 23, 2011 12:33 PM

Bellissimo articolo Mimmo. Una ricerca sofisticata e veritiera.
Sono stato solo fortunato a scegliere tanti anni fa questa marca di acquerelli, senza conoscerne i pregi, me l'aveva consigliata un colorificio di fiducia.I risultati mi soddisfacevano .Solo pochi anni fa acquistando altre marche e facendo dei parogoni me ne sono accorto della loro forza. Tutt'ora li uso, nelle sovrapposizioni e nelle velature sono davvero efficaci. Non conosco invece i prodotti ausiliari, mi piacerebbe provare Aquafix e Aquaprimer per dipingere su altre supervici. ho visto ultimamente acquerelli dipinti su tela , un bell'effetto. vi farò sapere.
grazi mimmo. forte ,imbattibile come sempre. ciao

Mimmo Ceccarelli September 23, 2011 02:32 PM

Ciao Luigi.
I tuoi commenti su questo genere di articoli sono sempre molto graditi. Non ti nascondo che, considerandoti tra i maggiori acquerellisti in circolazione, spero sempre in un tuo intervento.
Un salutone!

Oscar Morosini September 24, 2011 12:47 PM

Ciao Mimmo, vorrei provare l'AQUA primer (50702) fine su tavolette di legno che trovo da Crespi in via Brera, come dovrò prepararle al meglio per avere poi come dici l'effetto di dipingere su carta? Mi interessa ottenere una superficie ricettiva simile alla mia amata Arches grana fine.

Mimmo Ceccarelli September 24, 2011 01:26 PM

Ciao Oscar.
Io mi sono trovato bene carteggiando a grana grossa una tavoletta. Poi ho dato una mano di primer, ho carteggiato ancora (questa volta appena più fine) e poi ho dato una seconda mano piuttosto diluita di primer. Tieni presente che sul primer i colori seccano appena più lentamente.

Oscar Morosini September 24, 2011 04:01 PM

ok grazie sei sempre gentile, ultima cosa in che proporzioni diluisci il primer la seconda volta?
scusa se rompo ma al maestro bisogna fare domande su domande se si vuole impararare bene.

Mimmo Ceccarelli September 24, 2011 04:50 PM

Aggiungo poca acqua, diciamo un 20%, non di più. :)

Oscar Morosini September 24, 2011 06:25 PM

grazie, settimana prossimo ci provo. Buon WE

Mimmo Ceccarelli September 24, 2011 06:28 PM

Anche a te Oscar. :)

Vallone January 10, 2012 04:17 PM

caro Mimmo , un consiglio tecnico ( abuso anch'io della tua sapienza ) . Volendo fare delle tecniche miste su tavola ( con disegno di base particolareggiato ) questo primer acqua come riceve la grafite , e se l'ultimo strato bisogna carteggiarlo .

Ti saluto e ti ringrazio

Mimmo Ceccarelli January 10, 2012 06:18 PM

Ciao Vallone.
Il primer riceve bene la grafite. Per la carteggiatura credo sia una questione di abitudine e gusti, io in genere carteggio i primi strati senza carteggiare l'ultimo.
Un saluto.

Vallone January 12, 2012 08:48 AM

Mimmo , scusa se approfitto ancora, mi dici che tipo di vernice finale ( fissativo? ) è idoneo per questi colori o di per hanno qualche additivo che li mantiene, nei limiti degli acquarelli stessi , brillanti ?

Un saluto

Vallone January 12, 2012 08:52 AM

PS

Chissà perché mi dà il cognome e non il mio solito nick ; snaporatz ( misteri della rete o incompetenza MIA !)

Filippo Saccà January 21, 2012 02:53 AM

Caro Mimmo, in luogo dell'aqua primer è possibile utilizzare qualche altro metodo per utilizzare l'aquerello su tavola? Ps ho imparato più cose da te in questi 3 giorni di lettura nel portale che in un anno di accademia ehehehe...sei un grande!

Mimmo Ceccarelli January 21, 2012 02:51 PM

Potresti provare con un gesso acrilico comune, molto diluito, al quale aggiungerai della farina di pomice molto macinata in acqua collata, oppure una farina di marmo molto sottile. Non è un procedimento veloce, e ti serve un minimo di attrezzatura ad hoc: macinello in vetro e lastra trattata, sempre in vetro. Al momento non mi vengono altre soluzioni in mente, se arrivano ti aggiorno. :)