Un’immagine organizzata e riprodotta come atto creativo di memoria che ricodifica e rafforza la semplice percezione dello sguardo.
Sguardo altero e immobile, che richiama, nella sua rappresentatività, quella dignità atavica soppressa da una razza, a suo dire, “superiore”;
uno sguardo rinnovato, accresciuto dalle sovrimpressioni di una traccia di scrittura, di una pagina di storia, poco edificante, che si pone speculare alla memoria.
E’ la dualità dello sguardo (soggetto-operator) e della traccia (visiva e di scrittura) che servendosi dell’eccellente inquadratura e della ricercata monocromia avvolge l’immagine nella percezione sensoriale.
Maria Fina Ingaliso
Sguardo altero e immobile, che richiama, nella sua rappresentatività, quella dignità atavica soppressa da una razza, a suo dire, “superiore”;
uno sguardo rinnovato, accresciuto dalle sovrimpressioni di una traccia di scrittura, di una pagina di storia, poco edificante, che si pone speculare alla memoria.
E’ la dualità dello sguardo (soggetto-operator) e della traccia (visiva e di scrittura) che servendosi dell’eccellente inquadratura e della ricercata monocromia avvolge l’immagine nella percezione sensoriale.
Maria Fina Ingaliso
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