Francescomaria Di Bonaventura: “*** (particolare)”
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© 2005-2013 Francescomaria Di Bonaventura
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2003
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critics
Ilaria Pergolesi 11/02/2006 12:57 PM
MA KOME è INTENSO...BELLA MATERIA...IO AMO LA METERIA PITTORIKA BRAVO
embriologico!? Misterioso, potrebbe essere microscopico o macroscopico
I miei complimenti vanno ai tuoi lavori spettacolari!!
Grazie infinite!!!
Grazie infinite!!!
Nelle opere di Francescomaria Di Bonaventura ogni tratto, ogni pennellata segue un discorso,un'emozione.
Tracce cromatiche uniscono alla poesia visioni talmente forti (a tratti drammatiche), che sanno come urlare in un sottofondo di musica soave.
Sulla tela sono impresse testimonianze di esperienze vissute, bramose di nutrirsi di nuove senzazioni straordinarie, e nel momento stesso in cui nuove esperienze si fondono alle prime, diventano anch' esse memorie passate, che nuovamente vogliono essere presente.
Le figure, le linee, la stessa materia pittorica è un abbraccio di memorie trascorse che con il presente preannunciano il futuro.
La materia è il suo patire e il suo gioire, è la coscienza stessa di una lucida "alienazione" che lo immette in una sorta di via di uscita (o di entrata?) verso la realtà di ieri, di oggi che non ha confini ben connotati , che può diventare tutto e niente, certezza-incertezza, leggerezza-forza, estasi -gelo.
Le forme sono libere, seguono un andamento loro, sempre sospese, danzano quasi volteggiano su di una trama di poetica esistenziale, fatta di note in armonia, in un concerto dove molti passaggi sono dissonanti e a volte stridono, ma sono voluti così perché in queste meravigliose improvvisazioni c'è la consapevolezza che nulla è improvvisato.
Nel corso degli anni la ricerca plastica, ha dato colore a forme che non si esauriscono mai e che non rimangono intrappolate nel quadro. E' una sorta di giochi di specchi posizionati in modo che ogni immagine possa essere riflessa su di un' altra e poi un'altra ancora perché si possano sovrapporre e confrontare, arricchirsi l'una con l'altra, coesistere ,e tutto questo, perché si possa continuare a vivere e a giocare.
LEONARDO SCALIA
Tracce cromatiche uniscono alla poesia visioni talmente forti (a tratti drammatiche), che sanno come urlare in un sottofondo di musica soave.
Sulla tela sono impresse testimonianze di esperienze vissute, bramose di nutrirsi di nuove senzazioni straordinarie, e nel momento stesso in cui nuove esperienze si fondono alle prime, diventano anch' esse memorie passate, che nuovamente vogliono essere presente.
Le figure, le linee, la stessa materia pittorica è un abbraccio di memorie trascorse che con il presente preannunciano il futuro.
La materia è il suo patire e il suo gioire, è la coscienza stessa di una lucida "alienazione" che lo immette in una sorta di via di uscita (o di entrata?) verso la realtà di ieri, di oggi che non ha confini ben connotati , che può diventare tutto e niente, certezza-incertezza, leggerezza-forza, estasi -gelo.
Le forme sono libere, seguono un andamento loro, sempre sospese, danzano quasi volteggiano su di una trama di poetica esistenziale, fatta di note in armonia, in un concerto dove molti passaggi sono dissonanti e a volte stridono, ma sono voluti così perché in queste meravigliose improvvisazioni c'è la consapevolezza che nulla è improvvisato.
Nel corso degli anni la ricerca plastica, ha dato colore a forme che non si esauriscono mai e che non rimangono intrappolate nel quadro. E' una sorta di giochi di specchi posizionati in modo che ogni immagine possa essere riflessa su di un' altra e poi un'altra ancora perché si possano sovrapporre e confrontare, arricchirsi l'una con l'altra, coesistere ,e tutto questo, perché si possa continuare a vivere e a giocare.
LEONARDO SCALIA



