Thursday May 2, 2013

La
mostra collettiva presentata
presso il complesso dell’Ex Cartiera Latina di via Appia Antica, debutterà sabato 11 maggio 2013 con un
nuovo allestimento presso 04m Odaka
per mostrArti in via S. Maria in Monticelli , 66 - Roma
Info:
www.nwart.it - www.neworldproject.it - www.fengshuiroma.com
www.mostrarti.it - www. odaka.it
Tel. 339 4394399 - 393 3298266
5 Elementi 5
legno . fuoco . terra .
metallo . acqua
Armonie e contrasti della natura
visti attraverso l’Arte e il Feng Shui
L’inizio che non ha mai avuto inizio e mai avrà fine
Sin dall’inizio della civiltà umana, si è sentito il
bisogno di arrivare a conoscere il profondo mistero della vita e di svelarne le
leggi che la governano. La religione, la filosofia e la scienza hanno indagato
in ogni direzione e dato risposte (apparentemente) diverse, nel tentativo di
scoprire soprattutto la scintilla dell’origine.
Diverso è stato anche l’atteggiamento tra Occidente e
Oriente: razionalizzante, estroverso ed antropocentrico il primo; introverso, metafisico e naturalistico
il secondo.
Tra le interpretazioni della realtà ultima, tra le
vie di conoscenza che astraggono dall’idea di un Assoluto creatore vi è il
Taoismo che si sviluppò in Cina alcuni millenni fa.
Nella sua visione, il Tao, la realtà con tutti i suoi
fenomeni, è trasformazione ciclica senza soluzione di continuità, esistenza di
ciò che accade senza sforzo in quell’istante e in quello spazio. Pensano i
taosti: che senso ha interrogarsi concettualmente sull’origine e sulle cause,
quando ogni cosa fluisce spontaneamente?
Il Tao agisce con il Ch’i (il soffio vitale); Il Ch’i con le polarità Yin e Yang; Yin
e Yang producono i cinque movimenti: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua.
Qui s’inscrive l’arte (o scienza?) del Feng shui
tramandata dei Maestri antichi, la conoscenza dell’alternanza delle forze,
dell’equilibrio e del disequilibrio e dei modi per creare l’armonia.
Feng shui (vento e acqua)
Wu-Ji è il vuoto che tutto contiene, calma assoluta
senza spazio e senza tempo, è l’indistinto, il non-manifesto, assenza di
dualismo. Quando in Wu-ji un dinamismo accade, ecco avvenire la separazione:
due poli Yin e Yang; di loro la natura
ci mostra le prove evidenti: il positivo e il
negativo, la notte e il giorno, l’inverno e l’estate, il freddo e il caldo,
denso e leggero, il concavo e il convesso, e così via per tutte le categorie di
opposti. Nessuna qualità formale è loro attribuita, ma solo trasformazione in
aspetti mutevoli della stessa realtà. Yin e Yang armonizzandosi dinamicamente
nel Tai Ch’i, il simbolo dinamico, sono presenti uno nell’altro, e questa è la
loro interdipendenza, l’uno non potrebbe esistere senza l’altro.
Il Ch’i è la forza che scorre in tutto l’universo e
che tutto sostanzia, lo yin e lo yang i due opposti in cui essa si alterna; i
cinque movimenti (elementi) sono le qualità delle forze con le quali si
mostrano le fasi.
Il Legno si espande, crea il Fuoco e depaupera la
Terra;
Il
Fuoco ascende, produce la Terra, fonde il Metallo;
La Terra compatta, genera il Metallo, esaurisce
l’Acqua;
Il
Metallo concentra, alimenta l’Acqua, taglia il Legno;
Acqua discende, nutre il Legno, annienta Fuoco.
I cinque elementi danno vita a “le diecimila
manifestazioni”, ovvero tutto ciò che esiste, appare alla nostra coscienza e
chiamiamo realtà.
Luigi Straffi
category: arte - May 2, 2013 10:12 AM [edited: May 2, 2013 10:22 AM]
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Monday February 4, 2013
In occasione dell’inaugurazione
della 7a edizione della mostra Openartmarket
l’Associazione Neworld presenta
il nuovo progetto di promozione e
sostegno per l’Arte Contemporanea Nuvola
Creativa
Ne parlano con gli Artisti e con Adriano
Labbucci, candidato di SEL alla Regione
Lazio con Zingaretti
Luigi Straffi, presidente dell’Associazione Neworld
Antonietta Campilongo . curatore
Giulio Francesco Farachi, critico e storico dell’Arte
Carissimi Creativi
in questi tempi di siccità
culturale, in cui l’arte non è ritenuta produttiva per l’economia ed il PIL, e
dove l’ultima delle priorità è sostenerla, stiamo iniziando una danza che
propizi una pioggia benefica. Si sta addensando nell’aria una “Nuvola creativa”, un progetto dell’associazione Neworld per
sostenere il lavoro degli artisti e promuovere la conoscenza della pluralità
delle nuove tendenze nel territorio.
Ci siamo domandati dopo anni di
organizzazione e cura di mostre, manifestazioni finalizzate anche a temi
sociali ed ecologisti, in che modo ancora più incisivo fosse possibile
sviluppare i nostri e i vostri progetti artistici, i mezzi per comunicarli e
renderli visibili; dove e come trovare luoghi fisici di incubazione,
aggregazione, rappresentazione e documentazione dell’arte contemporanea.
Dopo aver ragionato diverso tempo
su queste problematiche senza arrivare a trovare soluzioni e mezzi che fossero
realmente praticabili, proprio sul punto di rinunciare ad andare avanti, ci è
balenata un’immagine (soffice) a dare
anima ed energia all’idea: una nuvola.
L’abbiamo vista così come sono le
nuvole, fatte di tante gocce addensate che viaggiano insieme). Per di più
questa nuvola è una “nuvola creativa”
perché la pioggia che porta con sé bagna la terra e fa crescere qualcosa di
bello che nutre ed è utile all’intera collettività.
Luigi Straffi e Antonietta
Campilongo
Associazione Neworld
Scheda tecnica
Titolo: Nuvola Creativa
Concept : Luigi Straffi – Antonietta Campilongo
Organizzazione: NWart
Quando: Sabato 16 febbraio 2013, ore 16.30 (Cocktail)
Sede: Sala-Teatro della Fonderia delle Arti
Via Assisi 31, Roma
Interverranno:
Adriano Labbucci
Candidato di SEL alla Regione
Lazio con Zingaretti
Luigi Straffi
Presidente dell’Associazione
Neworld
Antonietta Campilongo
Curatore
Giulio Francesco Farachi
Critico e storico dell’Arte
Performance:
brevissima
NUOVOLA NERA
sul pubblico danzante
a r t i s t i § i n n o c e n t i
con la stella solista
Donato Simone
Info:
Associazione Neworld
e-mail: neworld@fastwebnet.it
- anto.camp@fastwebnet.it
T. 339 4394399 – 338 1615420
category: arte - February 4, 2013 10:19 AM [edited: February 4, 2013 10:23 AM]
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Thursday November 22, 2012
Torna
a Roma OpenARTmarket, un modo nuovo di promuovere l’arte contemporanea
L’esposizione-mercato
alla Fonderia delle Arti dal 1° dicembre 2012 al 15 gennaio 2013
Comunicato stampa
In seguito al grande successo delle precedenti
edizioni, si inaugura sabato 1 dicembre 2012 il sesto appuntamento di OpenARTmarket, a cura di Antonietta Campilongo, fino al 15
gennaio 2013 presso la Fonderia delle Arti, in via Assisi 31 a Roma.
Un’esposizione-mercato in cui l’opera e l’artista, rispettivamente prodotto e
produttore d’arte, escono dalla logica dell’eccezionalità e del collezionismo
d’élite, per diventare un mezzo di comunicazione sociale ed estetico a costi
accessibile a tutti. Si proporranno, infatti, opere d’arte (pittura, scultura,
installazione, fotografia, arte digitale, design) in una fascia di prezzo che
va da 49 a 999 euro.
Dare all’arte la capacità di aprire nuovi spazi di
dialogo e far sì che l’arte contemporanea sia sempre meno un discorso per
pochi, con meno timore reverenziale e più voglia di partecipazione: è questa è
la mission di OpenARTmarket. Di fronte alla prospettiva di cambiamenti in cui
si intrecciano nuove forme di committenza e un collezionismo in grado di
esercitare la sua influenza sul sistema dell’arte a livello globale, diventa
ancora più importante e più stimolante per gli artisti riuscire a raggiungere
nuovi spettatori.
L’arti-star arrivato alla notorietà e al successo,
esaltato e supervalutato nei circuiti internazionali del grande collezionismo,
costituisce un’ambizione difficilmente raggiungibile per un pubblico di
estimatori di limitate capacità economiche. Dall’altra parte l’artista
emergente che vive di/in ambiti alternativi è marginalizzato, avendo poca
visibilità. Esiste poi un mercato di “arte di riproduzione e replica”, un’altra
delle realtà-surrogato a cui attinge un considerevole pubblico che ambisce ad
avere “arte in casa”, attraverso copie di quadri divenuti famosi o puramente
decorativi. Si tratta evidentemente di un potenziale mercato che, se
re-indirizzato, potrebbe recepire e rivitalizzare il lavoro degli artisti
emergenti, riconoscendo loro un ruolo ed un valore di produzione creativo.
La finalità di OpenARTmarket è dunque quella di creare un luogo dove stabilire
un contatto diretto tra l’artista emergente ed il pubblico che si affaccia
all’arte contemporanea; un luogo dove guardare, discutere, scegliere di
comperare delle opere d’arte contemporanee a costi praticabili. Questi sono
proprio i due punti qualificanti dell’iniziativa: riconoscere all’artista la
sua dignità e qualità di creatore d’arte, retribuito per il suo lavoro e
funzione sociale, e consentire ad un pubblico di utenti interessati all’arte
contemporanea la possibilità di acquisire opere di autentico valore artistico.
L’idea di OpenARTmarket nasce dall’esperienza e dalla passione di
Antonietta Campilongo, architetto e curatrice di eventi, che da anni è attiva
nel settore organizzativo dell’arte contemporanea in Italia e all’estero.
Insieme a lei, a dar vita a questo progetto, troviamo partner di consolidata
competenza nell’area dell’art-marketing.
Una sezione speciale denominata Arte del riciclo avrà lo scopo di promuovere un nuovo modo di
pensare i nostri stili di vita consumistici. Attraverso la valorizzazione degli
“scarti” come oggetti utili a vivere un’esperienza creativa ed educativa che
rispetta l’ambiente, si conferirà nuova vita a materiali che altrimenti
verrebbero buttati via perché apparentemente senza valore. L’esposizione ha il
preciso intento di sensibilizzare alle criticità ecologiche, sostenendo ogni
percorso utile ad investire risorse ed energie nei processi di riutilizzo degli
oggetti e dei materiali dismessi. Partner per l’Arte del riciclo sarà NWart, sezione dell’Associazione NEWORLD da
sempre presente nel panorama artistico con la finalità di seguire le
problematiche sociali ed ecologiche del nostro tempo.
Scheda tecnica
Titolo della manifestazione: VI edizione OpenARTmarket - L’arte contemporanea
tra promozione culturale e mercato - Opere da 49 a 999 €uro
Concept a cura di: Antonietta Campilongo
Organizzazione: NWart
Genere:
arte contemporanea
Sede:
Fonderia delle Arti, Via Assisi, 31 - 00181 Roma
Periodo esposizione: 1 dicembre 2012 - 15 gennaio 2013
Vernissage: sabato 1 dicembre 2012, ore 18.00
Orario di apertura: lunedì-venerdì ore 10.00-19.00, sabato ore
10.00-16.00
Ingresso: tessera 2 euro
Artisti in mostra: Rosella Barretta, Marco Bettio, Agnese Bruno,
Antonietta Campilongo, Adriana Cappelli, Flavio Casciotti, Cristina Castellani,
Antonella Catini, , Franco Ceci, Federica Cecchi, Daniela d’Elia, GerlaHandmade
by Francesca Gerlini, Luciano Lombardi, Marié Macàn, Maria Carla Mancinelli,
Alessandra Marè, Lucia Nicolai, Claudia Rivelli, Antonella Spanò.
Ufficio stampa: Francesco Mastrorizzi, tel. 347.8947872 - email:
francescomas@email.it
Info:
www.openartmarket.it - www.fonderiadellearti.com - www.nwart.it
anto.camp@fastwebnet.it
- Tel. 339 4394399 - 06 7842112
category: Arte e mercato - November 22, 2012 09:32 AM [edited: November 22, 2012 09:38 AM]
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Thursday October 4, 2012

Comunicato stampa
Titolo della manifestazione:
Presentazione catalogo e mostra openARTmarket
A cura di Antonietta Campilongo
Genere: Arte contemporanea
Concept a cura di Antonietta Campilongo
Testo in catalogo Nino Piacentini
Catalogo edito da Gangemi Editore
Organizzazione – Ufficio Stampa NWart
Periodo: dal 4 al 6 ottobre 2012
Sede: Sala convegni e mostre Gangemi Editore S.p.A
Indirizzo: Via Giulia 142
Città: 00186 Roma
Vernissage: giovedì 4 ottobre 2012 ore 17.30
Intervengono:
Francesco Giulio Farachi
Gianni Piacentini
Luigi Straffi
Artisti in catalogo:
Artisti Innocenti, Stefano Azzena, Rosella Barretta, Marco
Bettio, Elisa Braconi, Agnese Bruno, Nello Bruno, Antonietta Campilongo,
Adriana Cappelli, Flavio Casciotti, Cristina Castellani, Antonella Catini,
Enrico Cuccioli, Massimiliano Doria, Ecocentriche (Annarita Mameli, Violetta
Canitano), Daniela Foschi, Luciano Lombardi, MaquillageArt (Beppe Ligorio),
Davide Mastrullo d1, Alessandra Marè, Sante Muro, Lucia Nicolai, Eugenio Rattà,
Patrizia Ricchiuti, Claudia Rivelli, Angela Scappaticci, Antonella Spanò
Info:
Tel. 339 4394399 - 06.6872774
GIUSTA e PARI
di Nino Piacentini
Si
vorrebbe capire se l’arte attiene davvero al sublime per cui sublimemente vada
non solo trattata ma anche pagata, senza affatto tener conto di cifre (almeno
dei decimali).
I
vedenti, o insomma gli spettatori
appassionati d’arte, a tratti abbagliati da tale sole estetico, da non poter
essere distratti dai numeri, i quali non potrebbero nella loro limitatezza mai
collimare con l’opra
(anche perché forse le cifre non le competerebbero neanche), i vedenti, si
diceva, potrebbero desiderare l’arte ed ottenerla ad ogni costo, come dei veri
Cardinal Borghese disposti a tutto.
Col
mercato si pretende (riuscendovi) di unire l’impalpabilità con la vile materia,
lo spirito con il denaro. Dove il sublime dell’arte si muove sulle ruote del
commercio, essendo quest’ultimo non proprio leggiadro ma fumante, a quanto
pare. L’alchimia di unire lo spirito e gli spiccioli, pochi o tanti che siano,
è un segreto da iniziati.
Si
dirà però che anche l’arte è fatta di materie e fasi putrescenti, di
setacciamenti e disseccamenti. Che l’artista contemporaneo ci suda su. Che il
raggelamento delle cose d’arte avviene lontano dalle fucine degli Artisti
Vulcani, riuscendo a stemperare e smorzare quegli spasmi ribollenti solo i
mercati dove si prospettano scambi fruttuosi e vendite audaci.
Al
confronto, un controllo parsimonioso della produzione artistica, a misura di un
mercato pensato con gestione a scala umana, sembra troppo buonista o ingenuo.
Fa tanto preraffaellita… E forse è così: il bene è semplice e sembra banale, se
è vero che siamo attratti maggiormente dalla furbizia, dalle complicazioni e
dall’osceno.
Gli
eccelsi artisti (tranne qualche Gonzalez-Torres, per dire) non possono
rapportarsi a questioni meramente economiche, ma ben le controllano per averle
previste nella loro attività. Moralità, Etica ed Utopia si spendono e, in
genere, valgono per l’oggetto dipinto, mentre non sembrano appieno necessarie
nei contratti, negli scambi di merci e nella relazione con gli altri, cioè nei
rapporti umani (“Ovvia, gli artisti possono essere cinici…”).
Meschini
gli artisti che cedono il proprio lavoro e che ne sanno il destino.
O
invece no: essi apprezzano che il percorso di ogni loro opera compiuta possa
essere lungo e aperto, mentre auspicano che quello della pecunia verso di loro
sia breve e diretto (se lo augurano in silenzio).
Da
artisti si aliena per un tot l’opera, disposta in bella vista, come potrebbero
ugualmente stare delle altre, affinché essa sia scelta, o meglio “adottata”, da
un visitatore di mostre, un apprezzatore specifico, che confronti i lavori presenti e ne prediliga uno,
lo salvi. Questo è il modo per dar valore al ruolo dello spettatore, al suo
spirito critico, alla sua possibilità di confrontare e di portar via (se lo
può, lontano e per sempre) l’oggetto del desiderio, quell’opera viva che non smette di irradiare raggi ammalianti.
In
questo contesto, e così, interviene a modificare le consuetudini openARTmarket che
sembra idealmente stampigliare sul retro dei lavori il marchio d’appartenenza
ad un “circuito sensibile e critico”, un circuito di coscienza e di rapporti
rifondati (non nostalgici) come si riscontrano sporadicamente. Se non fosse che
la crisi globale spinge ad affondare il passo avanti con cautela (dove la
vecchia spavalderia d’esploratore, di pioniere, di cercatore d’oro?), non
arrischiandosi febbrilmente verso il futuro. Oggi essere guardinghi si impone. La misura, se non colma, deve essere almeno precisa, anzi GIUSTA.
Si provi, per curiosità di verifica,
ma senza intento ironico, ad applicare gli articoli della Costituzione Italiana
alle arti perché in essa anche loro sono espresse e contenute. La condizione
che attiene all’Artistico risulterà di inusitata fierezza e vera sostanza. Condizione
che raramente si riscontra nei fatti delle arti o che forse è troppo oneroso
aspettarsi da chiunque. Scavando
ci si trova purtroppo dentro la buca, pericolosamente. Sempre che non si sappia
lavorare con la dovuta accortezza.
Dunque col titolo del presente
progetto espositivo si vuol “Aprire l'arte al mercato”, un mercato (anche)
minimo, misurato, addomesticato. Diverso dal mostro incontrollabile di cui non
si dominano (si ignorano o si rifiutano) le strategie e il sistema.
openARTmarket è un titolo che funge
da auspicio reiterato. In tempi tanto avversi, un auspicio di resistenza,
intento di inalterata professione, di professionalità, che tiene in conto la nostra pochezza e
volontà di coscienza. Coscienza di chi si avventura a cercare in tempi globali
una possibilità di coesistenza con l’inavvicinabile gigante, salvaguardando
incolumità e salute. In prospettiva di una tangibilità, di un vero contatto, di
una misura, che vogliono far avvicinare due individui: l’artista con
l’estimatore, in un primo incontro tra PARI.
category: arte - October 4, 2012 08:54 AM [edited: October 4, 2012 08:56 AM]
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